La notte dei giovani

Quando comincia e quando finisce la “notte dei giovani”? Difficile dirlo. Qualche volta, infatti, si conclude quando già splende il sole. Una cosa è certa: la goliardia notturna delle nuove generazioni ha una sua liturgia. Cioè un rituale consolidato, e più o meno, sempre uguale. Nessuno lo ha codificato, ma tutti lo accettano… perchè è così: punto e basta! Come si svolge, dunque, la notte dei giovani? La prima serata la si consuma, in genere, al bar. Il quale può essere un “buco”, ma tutti devono stare lì, possibilmente in mezzo la strada, in tanti, a parlare ad alta voce, con una birra in mano… tanto per sentire crescere la gioia di vivere e cominciare a “lasciarsi un po’ andare”. Alle 22.00-23.00 circa comincia la seconda notte. Ci si porta in un pub, dove c’è la possibilità di ascoltare musica dal vivo e di incontrare qualche trasgressione. Tra la prima e la seconda serata ci sta, magari, un viaggio in automobile abbastanza prudente, anche lungo. Fino a mezzanotte il locale è pieno di ragazzi che vanno e vengono, bevono, scherzano. Comincia qualche attrattiva sul cubo o sui tavoli… Qui, comunque, si fa il pieno di birra per esser pronti alla terza serata, la vera notte. In che cosa consiste? Si va dalla discoteca classica, con piste per tutti i gusti, all’aperto, al chiuso, con luci psichedeliche, angoli per l’intimità, servizi igienici per vomitare… a diverse altre alternative. Chi va in discoteca deve decidere che livelli di “sballo” vuole sopportare: i locali che propongono ballo hardcore non possono lamentarsi se qualcuno o tutti si “impasticcano”, poichè lo esige il ritmo della musica, il clima, il contesto. In ogni caso è meglio essere in diversi, così uno del gruppo guiderà l’auto: egli ha la proibizione di toccare alcoolici o pasticche dopo la mezzanotte; è il suo turno come autista: la prossima settimana toccherà ad un altro. Intanto il tempo passa… e arriva l’alba, anche avanzata. Si esaurisce l’effetto notte. Si torna a casa. L’impatto con il mondo reale,  quello “senza brividi”, esige un periodo “cuscinetto” che è il sonno. Per fortuna che si va a dormire, perchè il passaggio dall’euforia notturna alla vita “vera” sarebbe non solo stridente, ma drammatico e deprimente. Ti sei divertito? E’ difficile ottenere una risposta convinta e sicura: “Sì, mi sono proprio divertito!”. A conti fatti, la felicità non è garantita a nessuno in nessun locale, così come la possibilità di vivere una bella relazione. Anzi… finito l’effetto notte, tu ti trovi molto solo… con le tue paure. Gli altri ti sembrano più ancora inaffidabili di prima: i ragazzi vogliono solo… e le ragazze sono tutte delle… Scarichi sugli altri la tua incapacità di aprirti, di rischiare un’amicizia sincera. Ma ci sarà un’alternativa a tutto ciò? C’è qualcuno che prende in mano la sua vita, il suo corpo, invece di venderlo a pezzi? Qualcuno lo fa: molti ragazzi e ragazze, di notte, vanno con le autolettighe della Croce Rossa a salvare i loro compagni incidentati e feriti sulla strada; altri raccattano i barboni nelle città; altri pregano in gruppo o in solitudine nel solenne silenzio notturno; qualcuno usa la notte, come Nicodemo, per chiacchierare con un prete… e magari provocare la misericordia di Dio.

Il Parroco don Angelo Piccinelli

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