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Albano e Romina

Al Bano e Romina di nuovo insieme fanno sognare i fan. La Lecciso: “È mio!”

20 12 2017 di Alessia Sironi

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“Al Bano mi ama ancora e anche io lo amo ancora”. La coppia di cantanti, riunita artisticamente da alcuni anni, non perde occasione per far sognare i fan che li vorrebbero di nuovo innamorati. La Lecciso: “Al Bano è mio”

Come sappiamo tutti molto bene, nel nostro Paese, per qualsiasi reato, prima o poi scatta la prescrizione. Questa legge però vale per tutto, tranne che Al Bano e Romina. O meglio, per il loro divorzio. Già perché ancora oggi, a distanza di 19 anni anni da quell’addio, nessuno riesce ancora a perdonare il cantante di Cellino San Marco per quell’ingiusto addio. Ma, soprattutto, nessuno ‘condona’ a Carrisi il fatto di aver cercato di andare avanti, di amare un’altra donna, di essere diventato di nuovo padre. Insomma, nessuno può perdonare Loredana Lecciso.

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E la bella Romina ci sguazza: “Al Bano mi ama ancora e anche io lo amo ancora. Se tu vivi con una persona per 30 anni rimane sempre il collegamento, anche se non vivono più insieme. L’amore resta sempre“. Anche se, in realtà, cantante di Cellino, si dice stufo del gossip e in svariate occasioni ha cercato di spiegare il motivo della fine del matrimonio con la sua prima moglie e compagna di lavoro. “Il destino ci ha remato contro e sono venuti gli anni della tragedia, purtroppo. Quello che abbiamo passato è stato insopportabile… Perdi un figlio, un matrimonio esplode… Mi hanno salvato la musica e la fede“, sottolinea Al Bano riferendosi alla scomparsa, nel 1993, a New Orleans, della figlia primogenita Ylenia.

Ma il gossip creato intorno a lui e alla sua ex moglie Romina Power non si placa: “Basta gossip su me e Romina, la mia compagna è Loredana Lecciso“. “Io e Romina siamo come fratello e sorella“, aveva detto. Un chiarimento che evidentemente non è bastato per placare la voglia di ritorno di fiamma da parte dei fan.

Sembra proprio che la Lecciso non possa in nessun modo farsi perdonare l’amore con il ‘suo’ Al Bano perché dagli anni Sessanta gli italiani continuano a sognare la favola tra Al Bano e Romina e sperano ancora in quel ‘e vissero felici e contenti’…

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africa clima

Africa

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Africa (disambigua).
Africa
Stati 54
Superficie 30 221 532 km²
Abitanti 1,2 miliardi[1] (2017)
Densità 36,40 ab./km²
Fusi orari da UTC-1 a UTC+4
Nome abitanti Africani
Africa (orthographic projection).svg

Posizione dell’Africa nel mondo

L’Africa è un continente del pianeta Terra, il terzo per superficie (considerando l’America al secondo posto se intesa come un unico continente).

Confina:

Assieme all’Eurasia, forma il cosiddetto “Continente Antico“. Viene attraversata dall’equatoree dai Tropici del Cancro e del Capricorno, ed è quindi caratterizzata da una grande varietà di climi e ambienti, come desertisavane e foreste pluviali.

L’Africa vista dallo spazio

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il termine Africa, o anche Affrica, nella tradizione letteraria toscana e italiana,[2]significherebbe “terra degli Afri“, il nome latino dato ad alcune genti che abitavano nel Nord Africa. A sua volta, questa radice potrebbe trarre origine, secondo gli scritti Suida del X secolo, dal punico Afrigah, altro nome di Cartagine (dopo Puni), intesa come coloniadistretto, dal semitico faraqa, = dividere[3].
Tuttavia, altre ipotesi possono essere avanzate:

  • visti i rapporti commerciali delle sue spezie, il nome a sua volta potrebbe derivare dalla radice latina aferasper, ovvero sapori e odori piccantiacri[4].
  • altre ipotesi lo ricondurrebbero all’etimo fenicio afar, ovvero “polvere”, anche se, una recente teoria lo collega alla parola berbera ifran (es. ifri n Qya), che significa “grotta[5].
  • Meno probabile potrebbe essere l’ipotesi del greco Αφρική, Afrikè, da αφρός, afròs – spuma delle onde -, similmente all’etimologia di “Afrodite“.
  • per il grammatico latino Servio Matrio Onorato (IV secolo), il nome deriverebbe dal greco ἀϕαρίχη, ovvero senza freddo[6].
  • per lo storico Flavio Giuseppe (Ant. 1.15) deriva da Epher, nipote di Abramo, i cui discendenti avrebbero invaso la Libia;
  • potrebbe derivare dalla parola latina apricum (ovvero “luogo assolato”) di cui fa menzione Isidoro di Siviglia nelle Etymologiae XIV.5.2.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia dell’Africa.

Il continente ha una forma triangolare, allargata nella parte settentrionale, che si assottiglia in corrispondenza della zona a sud dell’equatore. Il continente è completamente circondato dal mare ad eccezione di una piccola zona in corrispondenza dell’istmo di Suez, a nord è bagnato dal Mar Mediterraneo, a est dal mar Rosso e dall’Oceano Indiano, a ovest dall’Oceano Atlantico.

Gli unici collegamenti con gli altri continenti sono rappresentati dalla penisola del Sinai che lo lega all’Eurasia. Lo stretto di Gibilterra lo separa dall’Europa.

Immagine dei rilievi (in marrone le parti a quota inferiore, in verde e bianco le parti a quote superiori)

La distanza dal punto più settentrionale (Ras ben Sakka, immediatamente a ovest di Cap Blanc, in Tunisia, a 37°21′ N) al punto più meridionale (Capo Agulhas in Sudafrica, a 34°51’15” S) è pari a circa 8.000 km mentre dal punto più occidentale (Capo Verde, a 17°33’22” O) a quello più orientale (Ras Hafun in Somalia, 51°27’52” E) è pari a circa 7.400 km. Il territorio complessivo del continente misura circa 30.221.000 km².

Lo Stato più grande del continente è l’Algeria, mentre quello più piccolo sono le Seychelles, un arcipelago al largo della costa orientale. Lo Stato più piccolo sulla terraferma è invece il Gambia.

Punti estremi[modifica | modifica wikitesto]

Punti più vicini agli altri continenti[modifica | modifica wikitesto]

Orografia[modifica | modifica wikitesto]

L’altitudine media del continente è pari a circa 600 m s.l.m.; le aree situate a quote inferiori ai 180 m s.l.m. sono relativamente poche, così come poche sono le zone che superano i 3000 m. Le maggiori altitudini dell’Africa si trovano in prossimità della Rift Valley: si tratta del Kilimangiaro (5895 m di altitudine) in Tanzania, del Kirinyaga o Monte Kenya (5199 m di altitudine) nello stato omonimo e delle cime più alte della Catena del Ruwenzori (5110 m di altitudine), tra l’Uganda e la Repubblica Democratica del Congo. Kilimangiaro e Kirinyaga sono vulcani spenti, ma sulle loro cime si trovano ghiacci perenni. A ovest c’è un altro vulcano, il Camerun (4071 m di altitudine) e si trova anche la catena dell’Atlante.

Il nord[modifica | modifica wikitesto]

Una mappa del 1595, desunta dalle rappresentazioni di Mercatore

Nella parte settentrionale del continente, dall’Oceano Atlantico fino al Mar Rosso, si estende il deserto del Sahara, il più vasto deserto del mondo (9.000.000 km²); la sua superficie è principalmente pianeggiante, ma vi si trovano anche rilievi che raggiungono i 2.400 m s.l.m. A nord-ovest il deserto è delimitato dalla catena dell’Atlante e a nord-est lo separa dal Mar Rosso un altopiano roccioso che digrada fino al delta del Nilo. A meridione il Sahara sfuma in un’area pianeggiante semi-arida chiamata Sahel.

Il clima è tipicamente mediterraneo al nord, con estati calde e secche e inverni miti e umidi.

Coste e isole[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Isole dell’Africa.

Lo sviluppo costiero del continente ha una lunghezza complessiva relativamente modesta, di circa 26.000 km (l’Europa, con una superficie tre volte inferiore, ha circa 32.000 km di coste). La costa occidentale prospiciente l’Oceano Atlantico si presenta priva di penisole e insenature di dimensioni rilevanti, con l’unica eccezione del vastissimo golfo di Guinea. La costa settentrionale che dà sul Mar Mediterraneo invece ha due importanti golfi: il golfo della Sirte davanti alla Libia e il golfo di Gabès davanti alla catena dell’Atlante. La costa orientale, bagnata dal mar Rosso e dall’Oceano Indiano, presenta l’unica penisola del Corno d’Africa.

Le coste sono spesso scoscese e rocciose, con rilievi che arrivano fino al mare. Coste pianeggianti, basse e sabbiose e spesso desertiche, si trovano in Libia ed Egitto, così come in MauritaniaSomalia e Namibia. Lungo le coste del Golfo di Guinea e del Mozambico si sviluppano paludi e acquitrini, e banchi sabbiosi rendono difficoltosa la navigazione.

L’unica isola di grandi dimensioni è il Madagascar, la quarta più grande del mondo; oltre ad essa si trovano arcipelaghi di piccole isole sia nell’oceano Atlantico (MadeiraCanarieCapo VerdeSão Tomé e Príncipe), sia nell’oceano Indiano (le Seychelles, le Comore e le Mauritius). Presso la costa della Tanzania si trova l’isola di Zanzibar, la maggiore del versante orientale dopo il Madagascar.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

In Africa vi sono vaste zone areiche, prive di corsi d’acqua (per esempio il deserto del Sahara) e regioni endoreiche, ovvero con corsi d’acqua che si perdono nel deserto o in paludi o sfociano in laghi chiusi (per esempio i deserti del Namib e del Kalahari). La fascia centrale del continente, dove le piogge sono regolari, forma invece una zona esoreica, ovvero con corsi d’acqua che sfociano nel mare, principalmente nell’Oceano Atlantico, come il fiume Niger e il fiume Congo. Il Niger (4.160 km di lunghezza) nasce dal rilievo del Fouta Djalon e sfocia con un grande delta nel golfo di Guinea. Il fiume Congo, di 4.200 km di lunghezza, sfocia nell’Oceano Atlantico e dà nome alle due repubbliche che si affacciano sulle sue rive (la Repubblica del Congo e la Repubblica Democratica del Congo). I numerosi affluenti del Congo (il più importante è il Kasai) formano un enorme bacino fluviale. Nella parte più meridionale scorrono l’Orange, che sfocia nell’Oceano Atlantico, il Limpopo e lo Zambesi, tributari dell’Oceano Indiano. Lo Zambesi è celebre anche per le Cascate Vittoria, fra le più spettacolari del mondo.

Il principale fiume africano è il Nilo che, con il suo affluente Kagera, è tradizionalmente considerato il fiume più lungo del mondo (6.671 km) davanti al Rio delle Amazzoni. Le sue sorgenti sono nell’Africa equatoriale, da cui provengono i due rami principali: il Nilo Azzurro, che nasce dall’Acrocoro Etiopico, e il Nilo Biancoemissario del Lago Vittoria il cui tributario, il Kagera, si origina dagli altopiani del Burundi. Il Nilo attraversa l’Africa nord-orientale e quando raggiunge il Mediterraneo sfocia con un’ampia foce a delta. Il fiume è conosciuto per il limo, terra che rendeva fertile la distesa sahariana e che consentì lo sviluppo della civiltà egizia; per questo motivo l’Egitto veniva anticamente chiamato “dono del Nilo”. La costruzione della diga di Assuan ha permesso la creazione di un ampio bacino artificiale, il lago Nasser; la terra fertile si deposita sul fondo del lago ed è necessario usare fertilizzanti per migliorare la resa dei terreni. Una lunga catena di laghi corre lungo la frattura tettonica della Rift Valley, ai confini tra la Repubblica Democratica del Congo, l’Uganda, la Tanzania, il Burundi e il Ruanda: i più importanti sono il Lago Vittoria e il Lago Tanganica.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima del continente africano è generalmente caldo, anche se ci sono variazioni notevoli a seconda delle zone. L’estrema porzione settentrionale del continente ha un clima mediterraneo, con estati secche e inverni umidi. Questo tipo di clima si trova anche nella parte più meridionale dell’Africa, presso Città del Capo. Il resto del Nord Africa presenta un clima desertico o semidesertico, mentre avvicinandosi all’equatore il clima si fa tropicale, molto umido; è qui che si registra il massimo di precipitazioni annuali. Il clima ritorna desertico o semidesertico nelle zone del Corno d’Africa e del Kalahari, mentre è prevalentemente tropicale nel Madagascar. Climi di alta montagna si trovano nella zona dell’Acrocoro Etiopico e sulle vette più alte come il Kilimangiaro e il Ruwenzori. Le temperature sono generalmente piuttosto elevate. In Africa spesso si registrano cambiamenti climatici importanti specie nella zona sub-sahariana: uno di questi è stata la siccità del Sahelnegli anni 70 e 80 che ha fatto registrare oltre un milione di morti.

Ambienti naturali[modifica | modifica wikitesto]

America

America

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America
Stati 35
Superficie 42 549 000 km²
Abitanti 1 001 463 142[1] (2016)
Densità 21,73 ab./km²
Fusi orari da UTC-10 a UTC+0
Nome abitanti Americani[2]
Americas (orthographic projection).svg

Posizione dell’America nel mondo

L’America (AFI/aˈmɛrika/[3]), chiamata anche il Nuovo Mondo[4][5], è un continente della Terra formato, secondo alcune fonti, da due subcontinenti (l’America del Nord e l’America del Sud), secondo altre, da tre subcontinenti (l’America del Nord, l’America Centrale e l’America del Sud), detti anche le Americhe; in alcuni testi, l’America è considerata uno dei tre supercontinenti della Terra.

L’America è una terra posta nell’emisfero occidentale. È composta dai due subcontinenti di America settentrionale e America meridionale, separati dall’Istmo di Panama e da altre isole; copre l’8,3% della superficie totale della Terra(il 28,4% delle terre emerse). La topografia è dominata dalle catene montuose delle Montagne Rocciose e delle Ande, entrambe poste lungo le coste occidentali del continente.

Il lato orientale dell’America è dominato da grandi bacini fluviali, come il Rio delle Amazzoni, il Mississippi, e il Río de la Plata. L’estensione è di 14.000 km (8.699 mi) secondo l’orientamento nord-sud. Il clima e l’ecologia variano fortemente in America e vanno dalla tundra artica di CanadaGroenlandia e Alaska, alle foreste pluviali tropicali di America Centrale e America Meridionale. Quando i due, allora separati, continenti dell’America del nord e dell’America del sud si unirono, 3 milioni di anni fa, si verificò il cosiddetto grande scambio americano, uno scambio intercontinentale che portò alla diffusione di molte specie viventi esistenti nelle due parti dell’America, come il puma, l’istrice, e il colibrì.

Gli esseri umani si sono insediati per la prima volta in America, provenendo dall’Asia, tra il XIV e il XV millennio a.C. Una seconda migrazione di popolazioni parlanti il na-dene si verificò successivamente, ancora dall’Asia. L’ulteriore successiva migrazione degli Inuit nell’area neoartica intorno al XXXVI secolo a.C. ha completato quello che è generalmente considerato come l’insediamento originario in America da parte dei popoli indigeni. I viaggi di Cristoforo Colombo tra il 1492 e il 1502 posero l’America in contatto permanente con le potenze europee (e successivamente, anche extraeuropee) del Vecchio Mondo, il che portò al cosiddetto “scambio colombiano“. Le malattie introdotte da Europa e Africa devastarono i popoli indigeni, mentre le potenze europee colonizzarono l’America.[6] L’emigrazione di massa dall’Europa, tra cui un gran numero di servi a contratto, e l’immigrazione forzata di schiavi africani in gran parte sostituirono i popoli indigeni.

A partire dalla Guerra d’indipendenza americana nel 1776 e nel 1791, le potenze europee iniziarono la decolonizzazione dell’America. Attualmente, quasi tutta la popolazione dell’America risiede in paesi indipendenti; tuttavia, l’eredità della colonizzazione e della dominazione da parte degli europei è che l’America ha molti tratti culturali comuni con questi, in particolare la predominante adesione al cristianesimo e l’uso delle lingue indoeuropee (principalmente spagnoloingleseportoghese e francese). Circa 1,002 miliardi di persone vivono in America (più del 14% della popolazione mondiale): i paesi più popolosi sono gli Stati Uniti d’America, il Brasile e il Messico, mentre le città più popolose sono Città del MessicoSan Paolo e New York.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Le Montagne Rocciose, le Ande e la Sierra Madre sono i tre sistemi montuosi che si trovano in America. Nella parte orientale dell’America del Nord, si sollevano i monti più antichi Appalachi. Fra i due sistemi si estende una vasta pianura che dal Golfo del Messico prosegue fino alla Baia di Hudson. Un altro monte importante è il Massiccio della Guayana.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

L’America prende il nome dall’esploratore fiorentino Amerigo Vespucci. Egli nelle sue esplorazioni notò una terra che era molto differente dal Vecchio Continente, e la chiamò “Nuovo Mondo”. La diffusione delle lettere dove Vespucci descrisse ciò portarono il cartografo tedesco Martin Waldseemüller a nominare il continente America.

Climi e ambienti[modifica | modifica wikitesto]

Partendo da nord, dalla tundra si passa alla taiga, al clima temperato, fino a quello subtropicale del Golfo del Messico. L’America centrale ha un clima tropicale, mitigato all’interno dalla presenza di alti rilievi. L’America meridionale presenta climi caldi e molto piovosi, che hanno favorito la formazione dell’immensa foresta amazzonica. Verso sud compare la savana ma, dopo una stretta fascia temperata, il clima si fa più freddo, fino a diventare subpolare nella Terra del Fuoco.

Colonizzazione europea delle Americhe[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Colonizzazione europea delle Americhe.

Della fine del XV secolo, il 12 ottobre 1492, è la data del primo sbarco documentato con precisione sul continente americano da parte di esploratori europei.

Juliana Sansaloni, argentina di ascendenze italiane, alla Festa dell’emigranteOberá (Argentina)

Avvenne a opera di Cristoforo Colombo, navigatore italiano al servizio della corona di Spagna (la cui spedizione viene commemorata oggi, ogni 12 ottobre, come Columbus Day negli Stati Uniti e Día de la RazaDía de la Fiesta NacionalDía del Encuentro de Dos Mundos e altre denominazioni nei Paesi ispanofoni). L’arrivo di Colombo su quello che fu chiamato presto il Nuovo Mondo fu solo l’inizio di una colonizzazione che iniziò nel secolo successivo e che vide, nel XVIII secolo, la nascita del primo Paese indipendente nel continente, gli Stati Uniti d’America.

Si ritiene tuttavia che i primi europei a giungere sul continente americano possano essere stati dei vichinghi, sbarcati sull’odierna Terranova e, probabilmente, sulle coste dell’odierno Canada, nel XII secolo dell’era volgare. In particolare, pare accertato che, pur senza sbarcarvi, il norreno Bjarni Herjólfsson, esploratore proveniente dall’Islanda, avvistò nel 986 e.v. le coste del continente americano durante la sua ricerca della rotta per la Groenlandia.

Tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo le Americhe, in particolare Stati UnitiArgentina e Brasile, furono meta di massicce emigrazioni dall’Europa: tra i gruppi etnici più consistenti nel Nuovo Mondo figurano tedeschi (in particolare in Sudamerica), svedesi (localizzati negli Stati Uniti centro-settentrionali), e italiani (prevalentemente negli Stati Uniti quelli di origine meridionale, e in Argentina e Brasile quelli di origine piemontese, ligure e veneta); altri gruppi consistenti sono polacchirussi e greci.

In particolare il gruppo etnico italiano costituì uno dei più numerosi nelle Americhe: si stima che a cavallo dei XIX e del XX secolo circa 10 milioni d’emigranti lasciarono l’Italia ed è stimato che nel secondo decennio del XXI secolo, tra Stati UnitiArgentina e Brasile vivano circa 65 milioni di persone di oriundi italiani.

La colonizzazione europea avvenne a spese delle popolazioni native, presenti nel continente in era pre-Colombiana. Gli storici hanno coniato il termine Genocidio dei nativi americani per indicare la catastrofe demografica dei nativi a seguito dell’interazione con le popolazioni colonizzatrici dell’Europa.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Carta politica (in lingua inglese) dell’America

L’America è contenuta completamente nell’emisfero occidentale e si estende per quasi tutta la latitudine di tale emisfero. È infatti attraversata dall’equatore, dal Tropico del Cancro e dal Tropico del Capricorno. Si estende a nord fino ad essere attraversata anche dal circolo polare artico, mentre a sud non raggiunge il circolo polare antartico.

L’America è delimitata esclusivamente da mari e oceani: a nord dal Mar Glaciale Artico, a ovest e sud-ovest dall’Oceano Pacifico, a est e sud-est dall’Oceano Atlantico, a sud dall’Oceano Pacifico e dall’Oceano Atlantico. A sud, il meridianoche passa per Capo Horn (il punto più meridionale dell’America), divide infatti convenzionalmente l’Oceano Pacifico dall’Oceano Atlantico.

Complessivamente l’America ha una superficie di 42.549.000 km², di poco inferiore a quella dell’Asia da cui è separata dallo Stretto di Bering.

Geomorfologia[modifica | modifica wikitesto]

Civetta delle tane, uccello rapacediffuso in America Settentrionale e Meridionale

L’America è formata da due vasti complessi di terre emerse chiamati “America del Nord” e “America del Sud” in ragione della loro posizione geografica. Relativamente al confine tra le Americhe, tra i geografi sussiste la quasi unanimità nel considerare l’America Centrale parte dell’America del Nord. In particolare prevalentemente viene considerato l’Istmo di Darién come confine. Più precisamente lo spartiacque dei fiumi Atrato (fiume della Colombia) e Tuiria (fiume della Repubblica di Panama). Più raramente, come confine tra le Americhe, viene considerato il canale di Panama (situato più a nord-ovest).

L’America del Nord è contenuta completamente nell’emisfero boreale mentre l’America del Sud è contenuta solo in gran parte nell’emisfero australe. Considerando l’America centrale parte dell’America del Nord, in particolare dell’America del Sud non sono compresi nell’emisfero australe: il Venezuela, la Guyana, il Suriname, la Guyana francese, gran parte della Colombia e una piccola parte dell’Ecuador e del Brasile.

Sempre considerando l’America centrale parte dell’America del Nord, l’America del Sud ha una superficie di 17.840.000 km² mentre l’America del Nord ha una superficie di 24.709.000 km² (quindi l’America del Nord è più grande dell’America del Sud di circa il 38,5%).

Uno o due continenti?[modifica | modifica wikitesto]

Tra i geografi non vi è accordo nel considerare l’America del Nord e l’America del Sud due continenti distinti (il continente nordamericano e il continente sudamericano). I geografi che non concordano nel considerare l’America come l’insieme di due continenti, la considerano un unico continente e considerano l’America del Nord e l’America del Sud due subcontinenti (il subcontinente nordamericano e il subcontinente sudamericano). Secondo i geografi che la sostengono, tale posizione scientifica è motivata dalla continuità territoriale esistente tra l’America del Nord e l’America del Sud.

Orografia[modifica | modifica wikitesto]

Le principali catene montuose degli Stati Uniti sono gli Appalachi e le Montagne Rocciose; esse circondano le Grandi Pianure interne. Gli Appalachi si trovano nella parte orientale del paese, sono disposti da nord-est verso sud-ovest, raggiungono l’altezza massima di 2.037 m e raggiungono le coste raramente. Le Montagne Rocciose occupano gran parte del territorio statunitense, e si sviluppano dalla costa occidentale per centinaia di chilometri verso l’entroterra; raggiungono quota 6.194 m (Monte DenaliAlaska) raggiungono quasi sempre le coste anche se dopo una lunga digradazione dell’altitudine, infatti tutti i monti più alti si trovano molto lontani dalla costa.

Oltre al McKinley, monti notevoli sono: Saint EliasWhitneyElbertRainierShastaMauna KeaMitchellBlack HillsBrooks, e il Sant’Elena (un vulcano attivo). Catene montuose principali: Altopiano del Brasile, Cordigliera delle AndeMassiccio della GuyanaMato Grosso. Il monte più alto del continente è il monte Aconcagua: altezza 6960 metri tra lo Stato dell’Argentina e quello del Cile.

Le Ande: spina dorsale dell’America del sud. La Cordigliera delle Ande percorre tutta l’America meridionale, da nord a sud, parallelamente alla costa pacifica. È formata da una serie di catene parallele. A nord, nel territorio colombiano, le Ande si diramano in tre grandi catene che giungono fino al mare, sulle coste caraibiche.

Europa

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Italia

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Italia

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Italia
Italia – Bandiera Italia - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Italia - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica Italiana
Nome ufficiale Repubblica Italiana
Lingue ufficiali Italiano[1]
Altre lingue Bilinguismo a livello regionale o locale, vedi lista
Capitale Roma Roma  (2 872 800 ab. / 31-12-2017)
Politica
Forma di governo Repubblica parlamentare
Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
Presidente del Consiglio Giuseppe Conte
Proclamazione 10 giugno 1946[2]
Ingresso nell’ONU 14 dicembre 1955
Ingresso nell’UE 25 marzo 1957
(membro fondatore)
Superficie
Totale 302 072,84[3] km² (72º)
% delle acque 2,4%
Popolazione
Totale 60 483 973[4] ab. (31-12-2017) (23º)
Densità 200,23 ab./km² (42º)
Tasso di crescita -0,15%[5]
Nome degli abitanti Italiani
Geografia
Continente Europa
Confini San MarinoCittà del VaticanoFranciaSvizzeraAustria e Slovenia
Fuso orario UTC+1 (CET)
UTC+2 (CEST) in ora legale
Economia
Valuta Euro[6]
PIL (nominale) 2 072 201[7] milioni di $ (2018 stima) ()
PIL pro capite(nominale) 34 260[7] $ (2018 stima) (25º)
PIL (PPA) 2 397 403[7] milioni di $ (2018 stima) (10º)
PIL pro capite(PPA) 39 636[7] $ (2018 stima) (33º)
ISU (2016) 0,887[8] (molto alto) (26º)
Fecondità 1,34 (2016)[9]
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Italia - Mappa
Evoluzione storica
Stato precedente Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regno d’Italia

Coordinate43°N 12°E (Mappa)

«Il bel paese / ch’Appennin parte, e ‘l mar circonda et l’Alpe»
(Francesco PetrarcaRerum Vulgarium Fragmenta, s. CXLVI)

L’Italia (/iˈtalja/[11]ascolta[?·info]), ufficialmente Repubblica Italiana,[12] è una repubblica parlamentaresituata nell’Europa meridionale, con una popolazione di quasi 60,5 milioni di abitanti e Roma come capitale.

La parte continentale, delimitata dall’arco alpino, confina a nord, da ovest a est, con FranciaSvizzeraAustria e Slovenia; il resto del territorio, circondato dai mari LigureTirrenoIonio e Adriatico, si protende nel mar Mediterraneo, occupando la penisola italiana e numerose isole (le maggiori sono Sicilia e Sardegna), per un totale di 302 072,84 k.[3] Gli Stati della Città del Vaticano e di San Marino sono enclavi della Repubblica mentre Campione d’Italia è l’unica exclave italiana.

Roma, che fu capitale dell’Impero romano, è stata per secoli il centro politico e culturale della civiltà occidentale. Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, l’Italia medievale fu soggetta a invasioni e dominazioni di popolazioni germaniche, come gli Ostrogoti, i Longobardi e i Normanni. Nel XV secolo, con la diffusione del Rinascimento, ridivenne il centro culturale del mondo occidentale, ma dopo le guerre d’Italia del XVI secolo ricadde sotto l’egemonia delle potenze straniere, quali Francia, Spagna e Austria. Durante il Risorgimento combatté per l’indipendenza e per l’unità d’Italia, finché il 17 marzo 1861fu proclamato il Regno d’Italia che cessò di esistere nel 1946, dopo il ventennio fascista, la sconfitta nella seconda guerra mondiale e la guerra di Liberazione, quando, a seguito di un referendum istituzionale, lo Stato italiano divenne una repubblica parlamentare.

Nel 2013 l’Italia, ottava potenza economica mondiale e quarta a livello europeo, è un paese con un alto standard di vita: l’indice di sviluppo umano è molto alto, 0,887, e la speranza di vita è di 82,4 anni.[13] È membro fondatore dell’Unione europea, della NATO, del Consiglio d’Europa e dell’OCSE; aderisce all’ONU e al trattato di Schengen. È inoltre membro del G7[14] e del G20, partecipa al progetto di condivisione nucleare della NATO, è una grande potenza regionale europea,[15] in grado di esercitare influenza politica anche su scelte e decisioni di ordine extra-europeo e globale,[16] e si colloca in nona posizione nel mondo per spesa militare. L’Italia vanta il maggior numero di siti dichiarati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO[17] ed è il quinto paese più visitato del mondo[18].

Etimologia del nome Italia

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Etimologia del nome Italia.

Il nome proprio “Italia” nasce come toponimo. La sua origine, oggetto di studi sia da parte di linguisti sia di storici, è controversa. Non sempre, tuttavia, sono suggerite etimologie in senso stretto, bensì ipotesi che poggiano su considerazioni estranee alla specifica ricostruzione linguistica del nome oppure che sono riferite a tradizioni non dimostrate (come l’esistenza del re Italo)[19] o poco verosimili (come la correlazione del nome con la vite).[20]

Storia

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Storia d’Italia.

Preistoria e protostoria

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Italia preistorica e protostorica e Popoli dell’Italia antica.

Il popolamento del territorio italiano risale alla preistoria, epoca di cui sono state ritrovate importanti testimonianze archeologiche. L’Italia è stata abitata a partire dal paleolitico, periodo di cui conserva numerosi siti archeologici come la grotta dell’Addaura, i Balzi RossiMonte Poggiolo, il ponte di Veja, la Grotta GuattariGravina in PugliaAltamura e Ceprano.[21]

Numerosi ritrovamenti documentano anche il periodo neolitico (cultura della ceramica cardiale e cultura dei vasi a bocca quadrata), l’età del rame (cultura di Remedellocultura del Rinaldonecultura del Gaudo), l’età del bronzo (incisioni rupestri della Val Camonicacultura dei castelliericultura appenninicaciviltà nuragica, cultura delle terramarecultura protovillanoviana).

Espansione della civiltà etrusca dall’VIII al VI secolo a.C.

Per ciò che riguarda l’età del ferro, che in Italia coincide con il periodo preromano, si ricordano la civiltà villanoviana e i popoli indoeuropei trasferitisi in Italia dall’Europa orientale e centrale in varie ondate migratorie; essi si mescolano alle etnie preesistenti nel territorio, assorbendole, o stabilendo una forma di convivenza pacifica con esse; si delinea in tal modo fin da quest’epoca la suddivisione regionale del territorio italiano.

Nell’Italia Settentrionale, accanto ai Celti (comunemente chiamati Galli), vi sono i Liguri (originariamente non indoeuropei poi fusisi con i Celti), mentre nell’Italia nord-orientale vivono i Paleoveneti, di origine incerta, forse italica o illirica o, secondo alcune fonti, provenienti dall’Asia Minore.[22][23]

Nell’Italia peninsulare, accanto agli Etruschi convivono popoli di origine indoeuropea definiti italici, fra cui UmbriLatiniSabiniFalisciVolsciEquiPiceniSannitiApuliMessapiLucaniBruzi e Siculi. Altri popoli non indoeuropei, autoctoni, erano presenti in Sicilia (Elimi e Sicani) e in Sardegna, abitata fin dal II millennio a.C. da varie etnie nuragiche, forse identificabili con l’antico popolo degli Shardana.[24]

Colonizzazione fenicia e greca

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Colonie nell’antichità e Siti archeologici dell’Italia antica.

I primi colonizzatori stranieri sono i Fenici che fondano inizialmente vari emporisulle coste della Sicilia e della Sardegna. Alcuni di questi diventano in breve piccoli centri urbani e si sviluppano parallelamente alle colonie greche; tra i principali centri vi sono le città di MoziaZyzKfra in Sicilia e NoraSulkiTharrosin Sardegna.[25]

Dopo l’VIII secolo a.C., colonizzatori provenienti dalla Grecia si stabiliscono sulle coste del sud Italia dando vita alla Magna Grecia e su quelle della Sicilia. Coloni ionici fondano ElaiaKymeRhegionParthènopeNaxosZanklesHymeraKatane. Coloni dorici fondano TarasSyrakousaiMegara HyblaiaLeontinoiAkragasGhelas; i siracusani fondano Ankón e Adria; i megaresi fondano Selinunte. Gli Achei fondano SybarisPoseidoniaKrotonLokroi Epizephyrioi e Metapontion; tarantini e thurioti fondano Herakleia.

La colonizzazione greca pone i popoli italici a contatto con forme di governo democratiche e con espressioni artistiche e culturali elevate.[26]

L’età romana

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Storia romana e Italia romana.

Massima espansione dell’Impero romano, 117 d.C.

La regione geografica italiana viene unita politicamente per la prima volta con la Repubblica romana (509-27 a.C.), ma il carattere imperiale delle conquiste effettuate nei secoli seguenti da Roma snatura il carattere nazionale che questa regione stava acquisendo sul finire del I secolo a.C.[27]

Giunta all’apice dello sviluppo politico, economico e sociale, Roma imperiale, con la sua organizzazione socio-politica, lascia un segno indelebile nella storia dell’umanità. In tutti i territori dell’impero, i Romani costruiscono cittàstradepontiacquedotti e fortificazioni, esportando ovunque il loro modello di civiltà e al contempo integrando le popolazioni e civiltà assoggettate, in un processo così profondo che per secoli, ancora dopo la fine dell’impero, queste genti continueranno a definirsi romane. La civiltà nata sulle rive del Tevere, cresciuta in epoca repubblicana e infine sviluppatasi in età imperiale, è alla base dell’attuale civiltà occidentale.

Dei confini dell’Italia parlava già Antioco di Siracusa (V secolo a.C.) nella sua opera Sull’Italia.[28] Egli andava a identificarla con l’antica Enotria, estendendosi dallo stretto di Sicilia, fino al golfo di Taranto e al golfo di Posidonia.[29] In seguito, con la conquista romana dei secoli successivi, il termine Italia venne identificato con i territori compresi fino alle Alpi, inclusa la Liguria (fino al fiume Varo) e l’Istria fino a Pola.[29] Di fatto tutti i suoi abitanti furono considerati Italici e Romani.[29]

L’Impero romano d’Occidente cade nel 476 quando Odoacre, ultimo di una schiera di condottieri germanici che nel periodo di decadenza dell’Impero romano d’Occidente avevano condotto le proprie orde in territorio italico, depone l’ultimo imperatore d’OccidenteRomolo Augusto.[30]

Il Medioevo

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Italia medievale.

La Corona Ferrea, simbolo dei re d’Italia

Odoacre governa l’Italia fino al 493, quando viene deposto e ucciso, dopo una guerra di cinque anni, dagli Ostrogoti di Teodorico. Comincia allora il regno ostrogoto, un dominio che rappresenta un periodo di pace e stabilità e che s’interrompe nel 535 quando il territorio italiano diventa teatro della guerra gotica, che vede l’imperatore d’Oriente Giustiniano I contrapporsi al regno ostrogoto. Nel 553, dopo quasi un ventennio, l’impero bizantino riesce a sconfiggere gli Ostrogoti e ad annettere l’Italia. Il conflitto devasta l’intero territorio, portando a una grave crisi demografica, economica, politica e sociale.[31] Centro del potere bizantino in Italia diviene Ravenna. Gli anni della dominazione bizantina vedono l’aggravarsi delle condizioni di vita dei contadini a causa della forte pressione fiscale e di una terribile pestilenza che spopola ulteriormente il territorio tra il 559 e il 562. L’Italia, indebolita e impoverita, non ha la forza di opporsi a una nuova invasione germanica, quella dei Longobardi capeggiati da Alboino, tra il 568 e il 569, con la quale la penisola perde l’unità politica. I Longobardi, entrando dal Friuli, conquistano gran parte dell’Italia centro-settentrionale, cioè l’Italia settentrionale più la Toscana, chiamata Langobardia Maior, e poi dell’Italia meridionale, la Langobardia Minor.[32] Con i longobardi si affermano le autorità Ducali destinate a durare, con alterne vicende, fino al periodo risorgimentale ed all’unità d’Italia nel 1859. L’Editto di Rotari, riprendendo in parte il Diritto romano ed assorbendo i principi cristiani codifica il Diritto civile da tempo non più garantito dal collasso di Roma. Le tre capitali dell’Italia longobarda furono PaviaSpoleto e Benevento. La Langobardia Maior, con capitale Pavia, cade dopo circa due secoli, a seguito della sconfitta subita per opera di Carlo Magno nel 774,[32]quella Minor con capitale Benevento sopravvive fino all’XI secolo, quando viene conquistata dai Normanni. I successivi tentativi di costituire un Regno d’Italiaautonomo dal Sacro Romano Impero, per opera in particolare di Berengario del Friuli e di Arduino d’Ivrea,[33] non hanno successo.

L’Italia nell’anno 1084

I primi secoli dopo l’800 vedono l’affermarsi delle repubbliche marinare (le più conosciute sono AmalfiGenovaPisa e Venezia, meno note AnconaGaetaNoli), che controllarono il commercio tra l’Europa cristiana e il Medio Oriente arabo, e poi dei liberi comuni medievali, spesso in conflitto tra loro ma accomunati dal ricordo dell’antica grandezza romana, perpetuata idealmente da quella cristiana, nonché da un forte desiderio di autonomia, che li porterà a schierarsi, nella contesa tra Papato e Impero, in due opposte fazioni, rispettivamente Guelfi e Ghibellini.[34]

La vittoria della Lega Lombarda contro l’imperatore Federico Barbarossa nella battaglia di Legnano (1176), e la rivolta dei Vespri siciliani contro il tentativo del fratello del re di Francia Carlo I d’Angiò di assoggettare la Sicilia (1282), saranno assunte dalla retorica romantica ottocentesca come i simboli del primo ridestarsi di una coscienza di patria.[35] Questi sono i segnali di un cambiamento che, consolidandosi e accompagnato dal risveglio religioso che si ha nel Duecento con Gioacchino da Fiore e Francesco d’Assisi, portano al Rinascimento.[36]

Con l’uscita di scena degli imperatori di Germania, il fervore della civiltà comunale raggiunge infine il suo apogeo economico, spirituale, artistico, alimentato dagli ideali di numerosi poeti, tra cui Dante Alighieri, e dall’esigenza, fatta propria da Cola di Rienzo, della rinascita dell’unità d’Italia.[37]

L’età moderna

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Italia rinascimentale.

L’Italia nel 1494

Diversi fattori impediscono tuttavia la nascita di uno Stato unitario come avviene nel resto d’Europa: al timore del Papatodi veder sorgere una potenza statale in grado di compromettere la sua autonomia, si aggiunge la suddivisione in tanti piccoli Comuni, che lentamente si tramutano in Signorie, rette da importanti famiglie con potere assolutistico, come i Medici a Firenze, i Visconti e gli Sforza a Milano, i Della Scala a Verona e gli Este a Ferrara. Venezia prende, invece, una forma di potere Repubblicano dove il Doge viene dapprima eletto dal popolo e successivamente dalla Nobiltà.[38] I capi politici italiani devono supplire con l’intelligenza strategica alla superiorità di forze degli stati nazionali europei. Un esempio è Cosimo de’ Medici, tra i maggiori artefici del Rinascimento fiorentino, la cui politica estera saprà individuare nella concordia italiana l’elemento chiave per impedire agli stati stranieri di intervenire in Italia approfittando delle sue divisioni.[39]

La strategia di Cosimo, proseguita dal suo successore Lorenzo il Magnifico, non viene compresa dagli altri prìncipi italiani, e si conclude con la morte di Lorenzo nel 1492. Da allora quasi tutta l’Italia diventa il teatro di numerose invasioni straniere: dapprima da parte francese per opera di Carlo VIII e Luigi XII, poi delle truppe spagnole di Carlo V. L’inizio della dominazione straniera si deve quindi al ritardo del processo politico di unificazione, ma fa anche registrare episodi di patriottismo, come il gesto di Ettore Fieramosca nella disfida di Barletta.[40]

Fortificazione all’italiana

L’età Moderna è anche il periodo dell’evoluzione bellica, con la comparsa della polvere da sparo e di nuovi mezzi militari (cannoni, moschetti ecc.). Ciò modificò anche la faccia di molte città italiane, costrette a evolvere le proprie difese militari: nasce la Fortificazione alla moderna, detta anche “Fortificazione all’italiana”, proprio perché i primi esempi di mura moderne compaiono nelle città italiane (classico esempio è quello delle Mura di Lucca).

Nella seconda metà del Cinquecento comincia il tramonto della vitalità rinascimentale, indebolita anche dalle nuove tensioni religiose dovute all’avvento della riforma protestante in Europa, che avevano portato a episodi luttuosi come il sacco di Roma del 1527 a opera dei Lanzichenecchi. Soltanto la repubblica di Venezia manterrà una certa prosperità e autonomia politica. Il Seicento è invece un secolo di crisi per tutto il paese: la Chiesa, che ha subìto la perdita dell’unità cristiana dei fedeli, cerca con la controriforma di rafforzare la sua presenza nei paesi rimasti cattolici, sia con iniziative educative e assistenziali, sia isolandoli dall’influsso degli stati protestanti. L’Italia viene così salvaguardata dai conflitti religiosi che si accendono in Europa, ma è soggetta ugualmente a carestie, spesso seguite da epidemie.[41] Scoppiano perciò numerose rivolte contro la dominazione spagnola, di cui la più nota avviene a Napoli nel 1647 per opera di Masaniello, ma non portano a nessun cambiamento.

All’inizio del Settecento finisce il periodo di pace e di torpore: a seguito dei trattati di Utrecht e Rastatt, gli Asburgo d’Austria si impossessano di vari domini italiani subentrando agli spagnoli.[39] Tornata la pace in tutta la penisola, dalla seconda metà del secolo, la diffusione dell’illuminismo fa sì che anche l’Italia venga investita da importanti riforme, che coinvolgono in particolare il Ducato di Milano sotto Maria Teresa d’Austria e Giuseppe II d’Asburgo, il Granducato di Toscanasotto Pietro Leopoldo di Lorena, che nel 1786 con il codice leopoldino abolisce, per la prima volta nella storia, la pena di morte e il Regno di Napoli, animato dal vivace dibattito dei pensatori. Di rilievo le figure degli intellettuali Giambattista VicoGaetano FilangieriCesare BeccariaMario PaganoAlessandro e Pietro Verri.[42] Nel 1796 Napoleone Bonaparte incomincia la sua Campagna d’Italia (1796-1797) conquistando la penisola e terminando l’indipendente millenaria Repubblica di Venezia.

L’Unificazione

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Risorgimento.

L’Italia nel 1843

La campagna d’Italia e la nascita del regno napoleonico nel 1805 risvegliano il sentimento nazionale,[43] richiamato nel proclama di Rimini,[44] con cui Gioacchino Murat, durante la guerra austro-napoletana, si rivolge agli italiani affinché si uniscano per salvare il regno di Napoli. È l’inizio del Risorgimento, il periodo della storia d’Italia che porta all’unità politica e all’indipendenza della nazione e che occupa un arco temporale di vari decenni, concludendosi solo nel 1861 con la nascita del Regno d’Italia retto da Casa Savoia.

Esso vede i primi patrioti aderire inizialmente alla società segreta della Carboneria, cui seguono i moti del 1820-1821, duramente repressi dagli austriaci. All’affermazione della Carboneria segue quella della Giovine Italia e altri tentativi insurrezionali, tra cui quello dei fratelli Bandiera (1844).

Giuseppe Garibaldi

moti del 1848 portano alla prima guerra d’indipendenza contro gli austriaci, che vede coinvolte le popolazioni cittadine, in particolare durante le cinque giornate di Milano, le dieci giornate di Brescia, la Repubblica Romana e la spedizione nel 1857 di Carlo Pisacane nel Regno delle Due Sicilie.[45] Né la guerra, né gli altri tentativi sono però coronati da successo.

Nel 1859, con la seconda guerra d’indipendenza prima e con la spedizione dei Mille poi, s’innesca il definitivo processo di unificazione, che porta in breve alla conquista e all’annessione di varie regioni e del Regno delle Due Sicilie: pochi mesi dopo, nel 1861, a Torino viene proclamato il Regno d’Italia, che non comprende ancora il Veneto, il Lazio, il Trentino-Alto Adige e la Venezia Giulia.

Tra i maggiori artefici del processo spiccano Mazzini, fondatore della Giovine Italia e figura eminente del movimento liberale repubblicano italiano ed europeo, Garibaldi, repubblicano e di simpatie socialiste, Cavour, statista in grado di muoversi sulla scena europea per ottenere sostegni, anche finanziari, all’espansione del regno di Sardegna e Vittorio Emanuele II, abile a concretizzare il contesto favorevole con la costituzione del Regno d’Italia.[46]

Il Regno d’Italia

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Regno d’Italia (1861-1946) e Storia d’Italia (1861-oggi).

Grande stemma del Regno d’Italia dal 27 novembre 1890 al 27 marzo 1927

Al Regno d’Italia vengono quindi annessi il Veneto, al termine della terza guerra d’indipendenza e, dopo la presa di Roma, che nel 1871 diviene capitale d’Italia, il Lazio. Già nei primi anni dopo la riunificazione d’Italia le forti disparità socioeconomiche fra il settentrione e il meridione del paese determinano l’insorgere della questione meridionale legata al brigantaggio, fenomeno da cui emersero temuti capibanda come Carmine CroccoLuigi Alonzi e Pasquale Romano.[47]

A Vittorio Emanuele II succedono Umberto I (1878-1900), ucciso a Monza dall’anarchico Gaetano Bresci, e Vittorio Emanuele III(1900-1946); gli anni a cavallo del secolo vedono l’Italia impegnata in una serie di guerre di espansione coloniale in SomaliaEritreaLibia mentre il periodo prebellico, dominato dalla figura di Giovanni Giolitti, è caratterizzato dalla modernizzazione economica, industriale e politico-culturale della società italiana.

Durante la grande guerra l’Italia, inizialmente neutrale, a seguito della stipula di un trattato segreto che le accorda cospicui compensi territoriali, si allea alla triplice intesa contro gli Imperi centrali. Dopo due anni di guerra di trincea, il 24 ottobre 1917 l’esercito italiano, subita la disfatta di Caporetto, si riorganizza e contrattacca sulla linea del Piave pervenendo, sotto il comando di Armando Diaz e con l’apporto di giovani leve, alla vittoria finale nella battaglia di Vittorio Veneto (4 novembre).

Vinta la guerra, l’Italia completa la riunificazione nazionale acquisendo il Trentino-Alto Adige, la Venezia Giulia, l’Istria e alcuni territori del Friuli ancora irredenti, ma non ottenendo la cessione di tutti i territori promessi col patto di Londra, vede diffondersi l’insoddisfazione per la cosiddetta vittoria mutilata.

Il fascismo

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Storia dell’Italia fascista.

Due popoli, una guerra. Francobollo da 10 c. in celebrazione dell’Asse italo-tedesco (1941).

Nel contesto dei moti popolari del biennio rosso nasce lo squadrismo che reprime, con intimidazioni e attacchi alle sedi delle organizzazioni socialiste, i moti operai e contadini. Nel 1919 Benito Mussolini fonda a Milano il primo fascio di combattimento, confluito poi nel Partito Nazionale Fascista, e il 30 ottobre 1922, dopo la marcia su Roma, sale al potere.

Nelle elezioni politiche italiane del 1924 Mussolini ottiene il 64,9% dei voti[48] e, come stabilito dalla legge Acerbo, i due terzi dei seggi, assegnati alla lista di maggioranza relativa che abbia raccolto almeno il 25% dei voti.[49] La denuncia, da parte di Giacomo Matteotti, dell’irregolarità delle elezioni, è seguita qualche giorno dopo dal suo rapimento e uccisione.[48] Nel 1925, dopo un discorso in Parlamento, Mussolini si dichiara dittatore.

Nel biennio 1925-1926 vengono emanate le cosiddette leggi fascistissime, che avviano la trasformazione del Regno in uno stato autoritario, mediante l’istituzione del Tribunale Speciale Fascista, del confino politico per gli antifascisti e della polizia segreta, l’OVRA. Nel 1929 vengono firmati i Patti Lateranensi, chiudendo la questione romana e nel 1938 vengono emanate le leggi razziali, principalmente, ma non solo, nei confronti degli ebrei, seguendo il modello del “Manifesto della razza”.

Dal 1935 Mussolini accentua la sua politica estera aggressiva: conquista l’Etiopia, proclama l’Impero coloniale italiano, interviene nella guerra civile spagnola e occupa l’Albania. Nel maggio 1939 firma il patto d’Acciaio che sancisce l’alleanza alla Germania nazista di Adolf Hitler al cui fianco l’Italia entrerà in guerra, dopo un iniziale periodo di non belligeranza, il 10 giugno 1940 contro Francia e Regno Unito. Nel 1941 viene dichiarata guerra anche all’Unione Sovietica e, con l’Impero giapponese, agli Stati Uniti.

Le sconfitte militari su tutti i teatri bellici (si ricordano in particolare quella di El Alamein in Nord Africa e quella sul fiume Don sul Fronte russo) e soprattutto lo sbarco alleato in Sicilia, indeboliscono Mussolini che, il 24 luglio 1943, in una riunione del Gran Consiglio del Fascismo, viene sfiduciato. Il giorno seguente viene fatto arrestare dal re Vittorio Emanuele e sostituito a capo del governo con Pietro Badoglio; poche settimane dopo viene firmata la resa, mentre la Germania scatena l’operazione Achse e occupa militarmente le regioni centro-settentrionali della penisola, Roma compresa. La campagna d’Italia, condotta dagli Alleati con l’apporto della Resistenza italiana, si conclude nell’aprile del 1945 con la liberazione dei territori occupati, la capitolazione delle forze tedesche e la disgregazione della Repubblica Sociale Italiana, la struttura di governo collaborazionista organizzata da Mussolini dopo l’8 settembre. Il Duce, catturato mentre tenta di fuggire, viene ucciso dai partigiani il 28 aprile 1945.

A guerra finita l’Italia è in condizioni critiche: i combattimenti e i bombardamenti aerei hanno raso al suolo molti centri abitati, e le principali vie di comunicazione sono interrotte.[50] Il numero di italiani morti è stimato tra 415 000 (330 000 militari e 85 000 civili)[51] e 443 000 unità. Sarà poi nella seconda metà degli anni ’40 aiutata nella ricostruzione dal Piano Marshall, come tutti i paesi europei.

Sul piano geopolitico, con i trattati di Parigi del 1947 l’Italia cede parte del suo territorio a Francia e Jugoslavia, il Dodecaneso alla Grecia, perde tutte le colonie africane e restituisce l’indipendenza all’Albania, che entra nell’area d’influenza dell’URSS. Oltre il 90% degli italiani residenti nelle terre assegnate alla Jugoslavia, già colpiti dai massacri delle foibe, abbandonò la propria terra e affrontò l’esilio in Italia e nel resto del mondo.[52] Oltre 100.000 furono gli italiani rimpatriati dai possedimenti coloniali in Libia ed Etiopia.

La Repubblica Italiana

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Italia

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Italia
Italia – Bandiera Italia - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Italia - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica Italiana
Nome ufficiale Repubblica Italiana
Lingue ufficiali Italiano[1]
Altre lingue Bilinguismo a livello regionale o locale, vedi lista
Capitale Roma Roma  (2 872 800 ab. / 31-12-2017)
Politica
Forma di governo Repubblica parlamentare
Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
Presidente del Consiglio Giuseppe Conte
Proclamazione 10 giugno 1946[2]
Ingresso nell’ONU 14 dicembre 1955
Ingresso nell’UE 25 marzo 1957
(membro fondatore)
Superficie
Totale 302 072,84[3] km² (72º)
% delle acque 2,4%
Popolazione
Totale 60 483 973[4] ab. (31-12-2017) (23º)
Densità 200,23 ab./km² (42º)
Tasso di crescita -0,15%[5]
Nome degli abitanti Italiani
Geografia
Continente Europa
Confini San MarinoCittà del VaticanoFranciaSvizzeraAustria e Slovenia
Fuso orario UTC+1 (CET)
UTC+2 (CEST) in ora legale
Economia
Valuta Euro[6]
PIL (nominale) 2 072 201[7] milioni di $ (2018 stima) ()
PIL pro capite(nominale) 34 260[7] $ (2018 stima) (25º)
PIL (PPA) 2 397 403[7] milioni di $ (2018 stima) (10º)
PIL pro capite(PPA) 39 636[7] $ (2018 stima) (33º)
ISU (2016) 0,887[8] (molto alto) (26º)
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Italia - Mappa
Evoluzione storica
Stato precedente Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regno d’Italia

Coordinate43°N 12°E (Mappa)

«Il bel paese / ch’Appennin parte, e ‘l mar circonda et l’Alpe»
(Francesco PetrarcaRerum Vulgarium Fragmenta, s. CXLVI)

L’Italia (/iˈtalja/[11]ascolta[?·info]), ufficialmente Repubblica Italiana,[12] è una repubblica parlamentaresituata nell’Europa meridionale, con una popolazione di quasi 60,5 milioni di abitanti e Roma come capitale.

La parte continentale, delimitata dall’arco alpino, confina a nord, da ovest a est, con FranciaSvizzeraAustria e Slovenia; il resto del territorio, circondato dai mari LigureTirrenoIonio e Adriatico, si protende nel mar Mediterraneo, occupando la penisola italiana e numerose isole (le maggiori sono Sicilia e Sardegna), per un totale di 302 072,84 k.[3] Gli Stati della Città del Vaticano e di San Marino sono enclavi della Repubblica mentre Campione d’Italia è l’unica exclave italiana.

Roma, che fu capitale dell’Impero romano, è stata per secoli il centro politico e culturale della civiltà occidentale. Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, l’Italia medievale fu soggetta a invasioni e dominazioni di popolazioni germaniche, come gli Ostrogoti, i Longobardi e i Normanni. Nel XV secolo, con la diffusione del Rinascimento, ridivenne il centro culturale del mondo occidentale, ma dopo le guerre d’Italia del XVI secolo ricadde sotto l’egemonia delle potenze straniere, quali Francia, Spagna e Austria. Durante il Risorgimento combatté per l’indipendenza e per l’unità d’Italia, finché il 17 marzo 1861fu proclamato il Regno d’Italia che cessò di esistere nel 1946, dopo il ventennio fascista, la sconfitta nella seconda guerra mondiale e la guerra di Liberazione, quando, a seguito di un referendum istituzionale, lo Stato italiano divenne una repubblica parlamentare.

Nel 2013 l’Italia, ottava potenza economica mondiale e quarta a livello europeo, è un paese con un alto standard di vita: l’indice di sviluppo umano è molto alto, 0,887, e la speranza di vita è di 82,4 anni.[13] È membro fondatore dell’Unione europea, della NATO, del Consiglio d’Europa e dell’OCSE; aderisce all’ONU e al trattato di Schengen. È inoltre membro del G7[14] e del G20, partecipa al progetto di condivisione nucleare della NATO, è una grande potenza regionale europea,[15] in grado di esercitare influenza politica anche su scelte e decisioni di ordine extra-europeo e globale,[16] e si colloca in nona posizione nel mondo per spesa militare. L’Italia vanta il maggior numero di siti dichiarati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO[17] ed è il quinto paese più visitato del mondo[18].

Etimologia del nome Italia

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Etimologia del nome Italia.

Il nome proprio “Italia” nasce come toponimo. La sua origine, oggetto di studi sia da parte di linguisti sia di storici, è controversa. Non sempre, tuttavia, sono suggerite etimologie in senso stretto, bensì ipotesi che poggiano su considerazioni estranee alla specifica ricostruzione linguistica del nome oppure che sono riferite a tradizioni non dimostrate (come l’esistenza del re Italo)[19] o poco verosimili (come la correlazione del nome con la vite).[20]

Storia

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Storia d’Italia.

Preistoria e protostoria

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Italia preistorica e protostorica e Popoli dell’Italia antica.

Il popolamento del territorio italiano risale alla preistoria, epoca di cui sono state ritrovate importanti testimonianze archeologiche. L’Italia è stata abitata a partire dal paleolitico, periodo di cui conserva numerosi siti archeologici come la grotta dell’Addaura, i Balzi RossiMonte Poggiolo, il ponte di Veja, la Grotta GuattariGravina in PugliaAltamura e Ceprano.[21]

Numerosi ritrovamenti documentano anche il periodo neolitico (cultura della ceramica cardiale e cultura dei vasi a bocca quadrata), l’età del rame (cultura di Remedellocultura del Rinaldonecultura del Gaudo), l’età del bronzo (incisioni rupestri della Val Camonicacultura dei castelliericultura appenninicaciviltà nuragica, cultura delle terramarecultura protovillanoviana).

Espansione della civiltà etrusca dall’VIII al VI secolo a.C.

Per ciò che riguarda l’età del ferro, che in Italia coincide con il periodo preromano, si ricordano la civiltà villanoviana e i popoli indoeuropei trasferitisi in Italia dall’Europa orientale e centrale in varie ondate migratorie; essi si mescolano alle etnie preesistenti nel territorio, assorbendole, o stabilendo una forma di convivenza pacifica con esse; si delinea in tal modo fin da quest’epoca la suddivisione regionale del territorio italiano.

Nell’Italia Settentrionale, accanto ai Celti (comunemente chiamati Galli), vi sono i Liguri (originariamente non indoeuropei poi fusisi con i Celti), mentre nell’Italia nord-orientale vivono i Paleoveneti, di origine incerta, forse italica o illirica o, secondo alcune fonti, provenienti dall’Asia Minore.[22][23]

Nell’Italia peninsulare, accanto agli Etruschi convivono popoli di origine indoeuropea definiti italici, fra cui UmbriLatiniSabiniFalisciVolsciEquiPiceniSannitiApuliMessapiLucaniBruzi e Siculi. Altri popoli non indoeuropei, autoctoni, erano presenti in Sicilia (Elimi e Sicani) e in Sardegna, abitata fin dal II millennio a.C. da varie etnie nuragiche, forse identificabili con l’antico popolo degli Shardana.[24]

Colonizzazione fenicia e greca

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Colonie nell’antichità e Siti archeologici dell’Italia antica.

I primi colonizzatori stranieri sono i Fenici che fondano inizialmente vari emporisulle coste della Sicilia e della Sardegna. Alcuni di questi diventano in breve piccoli centri urbani e si sviluppano parallelamente alle colonie greche; tra i principali centri vi sono le città di MoziaZyzKfra in Sicilia e NoraSulkiTharrosin Sardegna.[25]

Dopo l’VIII secolo a.C., colonizzatori provenienti dalla Grecia si stabiliscono sulle coste del sud Italia dando vita alla Magna Grecia e su quelle della Sicilia. Coloni ionici fondano ElaiaKymeRhegionParthènopeNaxosZanklesHymeraKatane. Coloni dorici fondano TarasSyrakousaiMegara HyblaiaLeontinoiAkragasGhelas; i siracusani fondano Ankón e Adria; i megaresi fondano Selinunte. Gli Achei fondano SybarisPoseidoniaKrotonLokroi Epizephyrioi e Metapontion; tarantini e thurioti fondano Herakleia.

La colonizzazione greca pone i popoli italici a contatto con forme di governo democratiche e con espressioni artistiche e culturali elevate.[26]

L’età romana

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Storia romana e Italia romana.

Massima espansione dell’Impero romano, 117 d.C.

La regione geografica italiana viene unita politicamente per la prima volta con la Repubblica romana (509-27 a.C.), ma il carattere imperiale delle conquiste effettuate nei secoli seguenti da Roma snatura il carattere nazionale che questa regione stava acquisendo sul finire del I secolo a.C.[27]

Giunta all’apice dello sviluppo politico, economico e sociale, Roma imperiale, con la sua organizzazione socio-politica, lascia un segno indelebile nella storia dell’umanità. In tutti i territori dell’impero, i Romani costruiscono cittàstradepontiacquedotti e fortificazioni, esportando ovunque il loro modello di civiltà e al contempo integrando le popolazioni e civiltà assoggettate, in un processo così profondo che per secoli, ancora dopo la fine dell’impero, queste genti continueranno a definirsi romane. La civiltà nata sulle rive del Tevere, cresciuta in epoca repubblicana e infine sviluppatasi in età imperiale, è alla base dell’attuale civiltà occidentale.

Dei confini dell’Italia parlava già Antioco di Siracusa (V secolo a.C.) nella sua opera Sull’Italia.[28] Egli andava a identificarla con l’antica Enotria, estendendosi dallo stretto di Sicilia, fino al golfo di Taranto e al golfo di Posidonia.[29] In seguito, con la conquista romana dei secoli successivi, il termine Italia venne identificato con i territori compresi fino alle Alpi, inclusa la Liguria (fino al fiume Varo) e l’Istria fino a Pola.[29] Di fatto tutti i suoi abitanti furono considerati Italici e Romani.[29]

L’Impero romano d’Occidente cade nel 476 quando Odoacre, ultimo di una schiera di condottieri germanici che nel periodo di decadenza dell’Impero romano d’Occidente avevano condotto le proprie orde in territorio italico, depone l’ultimo imperatore d’OccidenteRomolo Augusto.[30]

Il Medioevo

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Italia medievale.

La Corona Ferrea, simbolo dei re d’Italia

Odoacre governa l’Italia fino al 493, quando viene deposto e ucciso, dopo una guerra di cinque anni, dagli Ostrogoti di Teodorico. Comincia allora il regno ostrogoto, un dominio che rappresenta un periodo di pace e stabilità e che s’interrompe nel 535 quando il territorio italiano diventa teatro della guerra gotica, che vede l’imperatore d’Oriente Giustiniano I contrapporsi al regno ostrogoto. Nel 553, dopo quasi un ventennio, l’impero bizantino riesce a sconfiggere gli Ostrogoti e ad annettere l’Italia. Il conflitto devasta l’intero territorio, portando a una grave crisi demografica, economica, politica e sociale.[31] Centro del potere bizantino in Italia diviene Ravenna. Gli anni della dominazione bizantina vedono l’aggravarsi delle condizioni di vita dei contadini a causa della forte pressione fiscale e di una terribile pestilenza che spopola ulteriormente il territorio tra il 559 e il 562. L’Italia, indebolita e impoverita, non ha la forza di opporsi a una nuova invasione germanica, quella dei Longobardi capeggiati da Alboino, tra il 568 e il 569, con la quale la penisola perde l’unità politica. I Longobardi, entrando dal Friuli, conquistano gran parte dell’Italia centro-settentrionale, cioè l’Italia settentrionale più la Toscana, chiamata Langobardia Maior, e poi dell’Italia meridionale, la Langobardia Minor.[32] Con i longobardi si affermano le autorità Ducali destinate a durare, con alterne vicende, fino al periodo risorgimentale ed all’unità d’Italia nel 1859. L’Editto di Rotari, riprendendo in parte il Diritto romano ed assorbendo i principi cristiani codifica il Diritto civile da tempo non più garantito dal collasso di Roma. Le tre capitali dell’Italia longobarda furono PaviaSpoleto e Benevento. La Langobardia Maior, con capitale Pavia, cade dopo circa due secoli, a seguito della sconfitta subita per opera di Carlo Magno nel 774,[32]quella Minor con capitale Benevento sopravvive fino all’XI secolo, quando viene conquistata dai Normanni. I successivi tentativi di costituire un Regno d’Italiaautonomo dal Sacro Romano Impero, per opera in particolare di Berengario del Friuli e di Arduino d’Ivrea,[33] non hanno successo.

L’Italia nell’anno 1084

I primi secoli dopo l’800 vedono l’affermarsi delle repubbliche marinare (le più conosciute sono AmalfiGenovaPisa e Venezia, meno note AnconaGaetaNoli), che controllarono il commercio tra l’Europa cristiana e il Medio Oriente arabo, e poi dei liberi comuni medievali, spesso in conflitto tra loro ma accomunati dal ricordo dell’antica grandezza romana, perpetuata idealmente da quella cristiana, nonché da un forte desiderio di autonomia, che li porterà a schierarsi, nella contesa tra Papato e Impero, in due opposte fazioni, rispettivamente Guelfi e Ghibellini.[34]

La vittoria della Lega Lombarda contro l’imperatore Federico Barbarossa nella battaglia di Legnano (1176), e la rivolta dei Vespri siciliani contro il tentativo del fratello del re di Francia Carlo I d’Angiò di assoggettare la Sicilia (1282), saranno assunte dalla retorica romantica ottocentesca come i simboli del primo ridestarsi di una coscienza di patria.[35] Questi sono i segnali di un cambiamento che, consolidandosi e accompagnato dal risveglio religioso che si ha nel Duecento con Gioacchino da Fiore e Francesco d’Assisi, portano al Rinascimento.[36]

Con l’uscita di scena degli imperatori di Germania, il fervore della civiltà comunale raggiunge infine il suo apogeo economico, spirituale, artistico, alimentato dagli ideali di numerosi poeti, tra cui Dante Alighieri, e dall’esigenza, fatta propria da Cola di Rienzo, della rinascita dell’unità d’Italia.[37]

L’età moderna

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Italia rinascimentale.

L’Italia nel 1494

Diversi fattori impediscono tuttavia la nascita di uno Stato unitario come avviene nel resto d’Europa: al timore del Papatodi veder sorgere una potenza statale in grado di compromettere la sua autonomia, si aggiunge la suddivisione in tanti piccoli Comuni, che lentamente si tramutano in Signorie, rette da importanti famiglie con potere assolutistico, come i Medici a Firenze, i Visconti e gli Sforza a Milano, i Della Scala a Verona e gli Este a Ferrara. Venezia prende, invece, una forma di potere Repubblicano dove il Doge viene dapprima eletto dal popolo e successivamente dalla Nobiltà.[38] I capi politici italiani devono supplire con l’intelligenza strategica alla superiorità di forze degli stati nazionali europei. Un esempio è Cosimo de’ Medici, tra i maggiori artefici del Rinascimento fiorentino, la cui politica estera saprà individuare nella concordia italiana l’elemento chiave per impedire agli stati stranieri di intervenire in Italia approfittando delle sue divisioni.[39]

La strategia di Cosimo, proseguita dal suo successore Lorenzo il Magnifico, non viene compresa dagli altri prìncipi italiani, e si conclude con la morte di Lorenzo nel 1492. Da allora quasi tutta l’Italia diventa il teatro di numerose invasioni straniere: dapprima da parte francese per opera di Carlo VIII e Luigi XII, poi delle truppe spagnole di Carlo V. L’inizio della dominazione straniera si deve quindi al ritardo del processo politico di unificazione, ma fa anche registrare episodi di patriottismo, come il gesto di Ettore Fieramosca nella disfida di Barletta.[40]

Fortificazione all’italiana

L’età Moderna è anche il periodo dell’evoluzione bellica, con la comparsa della polvere da sparo e di nuovi mezzi militari (cannoni, moschetti ecc.). Ciò modificò anche la faccia di molte città italiane, costrette a evolvere le proprie difese militari: nasce la Fortificazione alla moderna, detta anche “Fortificazione all’italiana”, proprio perché i primi esempi di mura moderne compaiono nelle città italiane (classico esempio è quello delle Mura di Lucca).

Nella seconda metà del Cinquecento comincia il tramonto della vitalità rinascimentale, indebolita anche dalle nuove tensioni religiose dovute all’avvento della riforma protestante in Europa, che avevano portato a episodi luttuosi come il sacco di Roma del 1527 a opera dei Lanzichenecchi. Soltanto la repubblica di Venezia manterrà una certa prosperità e autonomia politica. Il Seicento è invece un secolo di crisi per tutto il paese: la Chiesa, che ha subìto la perdita dell’unità cristiana dei fedeli, cerca con la controriforma di rafforzare la sua presenza nei paesi rimasti cattolici, sia con iniziative educative e assistenziali, sia isolandoli dall’influsso degli stati protestanti. L’Italia viene così salvaguardata dai conflitti religiosi che si accendono in Europa, ma è soggetta ugualmente a carestie, spesso seguite da epidemie.[41] Scoppiano perciò numerose rivolte contro la dominazione spagnola, di cui la più nota avviene a Napoli nel 1647 per opera di Masaniello, ma non portano a nessun cambiamento.

All’inizio del Settecento finisce il periodo di pace e di torpore: a seguito dei trattati di Utrecht e Rastatt, gli Asburgo d’Austria si impossessano di vari domini italiani subentrando agli spagnoli.[39] Tornata la pace in tutta la penisola, dalla seconda metà del secolo, la diffusione dell’illuminismo fa sì che anche l’Italia venga investita da importanti riforme, che coinvolgono in particolare il Ducato di Milano sotto Maria Teresa d’Austria e Giuseppe II d’Asburgo, il Granducato di Toscanasotto Pietro Leopoldo di Lorena, che nel 1786 con il codice leopoldino abolisce, per la prima volta nella storia, la pena di morte e il Regno di Napoli, animato dal vivace dibattito dei pensatori. Di rilievo le figure degli intellettuali Giambattista VicoGaetano FilangieriCesare BeccariaMario PaganoAlessandro e Pietro Verri.[42] Nel 1796 Napoleone Bonaparte incomincia la sua Campagna d’Italia (1796-1797) conquistando la penisola e terminando l’indipendente millenaria Repubblica di Venezia.

L’Unificazione

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Risorgimento.

L’Italia nel 1843

La campagna d’Italia e la nascita del regno napoleonico nel 1805 risvegliano il sentimento nazionale,[43] richiamato nel proclama di Rimini,[44] con cui Gioacchino Murat, durante la guerra austro-napoletana, si rivolge agli italiani affinché si uniscano per salvare il regno di Napoli. È l’inizio del Risorgimento, il periodo della storia d’Italia che porta all’unità politica e all’indipendenza della nazione e che occupa un arco temporale di vari decenni, concludendosi solo nel 1861 con la nascita del Regno d’Italia retto da Casa Savoia.

Esso vede i primi patrioti aderire inizialmente alla società segreta della Carboneria, cui seguono i moti del 1820-1821, duramente repressi dagli austriaci. All’affermazione della Carboneria segue quella della Giovine Italia e altri tentativi insurrezionali, tra cui quello dei fratelli Bandiera (1844).

Giuseppe Garibaldi

moti del 1848 portano alla prima guerra d’indipendenza contro gli austriaci, che vede coinvolte le popolazioni cittadine, in particolare durante le cinque giornate di Milano, le dieci giornate di Brescia, la Repubblica Romana e la spedizione nel 1857 di Carlo Pisacane nel Regno delle Due Sicilie.[45] Né la guerra, né gli altri tentativi sono però coronati da successo.

Nel 1859, con la seconda guerra d’indipendenza prima e con la spedizione dei Mille poi, s’innesca il definitivo processo di unificazione, che porta in breve alla conquista e all’annessione di varie regioni e del Regno delle Due Sicilie: pochi mesi dopo, nel 1861, a Torino viene proclamato il Regno d’Italia, che non comprende ancora il Veneto, il Lazio, il Trentino-Alto Adige e la Venezia Giulia.

Tra i maggiori artefici del processo spiccano Mazzini, fondatore della Giovine Italia e figura eminente del movimento liberale repubblicano italiano ed europeo, Garibaldi, repubblicano e di simpatie socialiste, Cavour, statista in grado di muoversi sulla scena europea per ottenere sostegni, anche finanziari, all’espansione del regno di Sardegna e Vittorio Emanuele II, abile a concretizzare il contesto favorevole con la costituzione del Regno d’Italia.[46]

Il Regno d’Italia

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Regno d’Italia (1861-1946) e Storia d’Italia (1861-oggi).

Grande stemma del Regno d’Italia dal 27 novembre 1890 al 27 marzo 1927

Al Regno d’Italia vengono quindi annessi il Veneto, al termine della terza guerra d’indipendenza e, dopo la presa di Roma, che nel 1871 diviene capitale d’Italia, il Lazio. Già nei primi anni dopo la riunificazione d’Italia le forti disparità socioeconomiche fra il settentrione e il meridione del paese determinano l’insorgere della questione meridionale legata al brigantaggio, fenomeno da cui emersero temuti capibanda come Carmine CroccoLuigi Alonzi e Pasquale Romano.[47]

A Vittorio Emanuele II succedono Umberto I (1878-1900), ucciso a Monza dall’anarchico Gaetano Bresci, e Vittorio Emanuele III(1900-1946); gli anni a cavallo del secolo vedono l’Italia impegnata in una serie di guerre di espansione coloniale in SomaliaEritreaLibia mentre il periodo prebellico, dominato dalla figura di Giovanni Giolitti, è caratterizzato dalla modernizzazione economica, industriale e politico-culturale della società italiana.

Durante la grande guerra l’Italia, inizialmente neutrale, a seguito della stipula di un trattato segreto che le accorda cospicui compensi territoriali, si allea alla triplice intesa contro gli Imperi centrali. Dopo due anni di guerra di trincea, il 24 ottobre 1917 l’esercito italiano, subita la disfatta di Caporetto, si riorganizza e contrattacca sulla linea del Piave pervenendo, sotto il comando di Armando Diaz e con l’apporto di giovani leve, alla vittoria finale nella battaglia di Vittorio Veneto (4 novembre).

Vinta la guerra, l’Italia completa la riunificazione nazionale acquisendo il Trentino-Alto Adige, la Venezia Giulia, l’Istria e alcuni territori del Friuli ancora irredenti, ma non ottenendo la cessione di tutti i territori promessi col patto di Londra, vede diffondersi l’insoddisfazione per la cosiddetta vittoria mutilata.

Il fascismo

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Storia dell’Italia fascista.

Due popoli, una guerra. Francobollo da 10 c. in celebrazione dell’Asse italo-tedesco (1941).

Nel contesto dei moti popolari del biennio rosso nasce lo squadrismo che reprime, con intimidazioni e attacchi alle sedi delle organizzazioni socialiste, i moti operai e contadini. Nel 1919 Benito Mussolini fonda a Milano il primo fascio di combattimento, confluito poi nel Partito Nazionale Fascista, e il 30 ottobre 1922, dopo la marcia su Roma, sale al potere.

Nelle elezioni politiche italiane del 1924 Mussolini ottiene il 64,9% dei voti[48] e, come stabilito dalla legge Acerbo, i due terzi dei seggi, assegnati alla lista di maggioranza relativa che abbia raccolto almeno il 25% dei voti.[49] La denuncia, da parte di Giacomo Matteotti, dell’irregolarità delle elezioni, è seguita qualche giorno dopo dal suo rapimento e uccisione.[48] Nel 1925, dopo un discorso in Parlamento, Mussolini si dichiara dittatore.

Nel biennio 1925-1926 vengono emanate le cosiddette leggi fascistissime, che avviano la trasformazione del Regno in uno stato autoritario, mediante l’istituzione del Tribunale Speciale Fascista, del confino politico per gli antifascisti e della polizia segreta, l’OVRA. Nel 1929 vengono firmati i Patti Lateranensi, chiudendo la questione romana e nel 1938 vengono emanate le leggi razziali, principalmente, ma non solo, nei confronti degli ebrei, seguendo il modello del “Manifesto della razza”.

Dal 1935 Mussolini accentua la sua politica estera aggressiva: conquista l’Etiopia, proclama l’Impero coloniale italiano, interviene nella guerra civile spagnola e occupa l’Albania. Nel maggio 1939 firma il patto d’Acciaio che sancisce l’alleanza alla Germania nazista di Adolf Hitler al cui fianco l’Italia entrerà in guerra, dopo un iniziale periodo di non belligeranza, il 10 giugno 1940 contro Francia e Regno Unito. Nel 1941 viene dichiarata guerra anche all’Unione Sovietica e, con l’Impero giapponese, agli Stati Uniti.

Le sconfitte militari su tutti i teatri bellici (si ricordano in particolare quella di El Alamein in Nord Africa e quella sul fiume Don sul Fronte russo) e soprattutto lo sbarco alleato in Sicilia, indeboliscono Mussolini che, il 24 luglio 1943, in una riunione del Gran Consiglio del Fascismo, viene sfiduciato. Il giorno seguente viene fatto arrestare dal re Vittorio Emanuele e sostituito a capo del governo con Pietro Badoglio; poche settimane dopo viene firmata la resa, mentre la Germania scatena l’operazione Achse e occupa militarmente le regioni centro-settentrionali della penisola, Roma compresa. La campagna d’Italia, condotta dagli Alleati con l’apporto della Resistenza italiana, si conclude nell’aprile del 1945 con la liberazione dei territori occupati, la capitolazione delle forze tedesche e la disgregazione della Repubblica Sociale Italiana, la struttura di governo collaborazionista organizzata da Mussolini dopo l’8 settembre. Il Duce, catturato mentre tenta di fuggire, viene ucciso dai partigiani il 28 aprile 1945.

A guerra finita l’Italia è in condizioni critiche: i combattimenti e i bombardamenti aerei hanno raso al suolo molti centri abitati, e le principali vie di comunicazione sono interrotte.[50] Il numero di italiani morti è stimato tra 415 000 (330 000 militari e 85 000 civili)[51] e 443 000 unità. Sarà poi nella seconda metà degli anni ’40 aiutata nella ricostruzione dal Piano Marshall, come tutti i paesi europei.

Sul piano geopolitico, con i trattati di Parigi del 1947 l’Italia cede parte del suo territorio a Francia e Jugoslavia, il Dodecaneso alla Grecia, perde tutte le colonie africane e restituisce l’indipendenza all’Albania, che entra nell’area d’influenza dell’URSS. Oltre il 90% degli italiani residenti nelle terre assegnate alla Jugoslavia, già colpiti dai massacri delle foibe, abbandonò la propria terra e affrontò l’esilio in Italia e nel resto del mondo.[52] Oltre 100.000 furono gli italiani rimpatriati dai possedimenti coloniali in Libia ed Etiopia.

La Repubblica Italiana