Categoria: attualità

Il libro di don Marco D’Agostino incanta i giovani

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Pubblichiamo il resoconto fatto dal sito diocesano, ove viene posto in risalto la presa sui giovani che il libro di don Marco d’Agostino ha suscitato. La presentazione del testo è stata fatta di fronte ad un numerosissimo pubblico nel Seminario, che ospita la scuola Vida. “La presentazione dell’ultimo libro di don Marco d’Agostino dal titolo «A Dio, cosa importa di me?» (edito congiuntamente da Paoline e San Paolo), tenuta in Seminario nel tardo pomeriggio di lunedì 31 marzo, è stata l’occasione per una profonda riflessione sull’universo adolescenziale e sulle possibili strategie educative per rendere esaltante una stagione della vita da molti considerata difficile. Il libro – il primo di sei – racconta la vita di Loris, un ragazzo alle prese con le domande fondamentali dell’esistenza e con un Dio che desidera essere incontrato. Grazie alla collaborazione con gli oratori di Pizzighettone e San Francesco e alcune classi del liceo classico e scientifico Vida sono state proposte, attraverso video o rappresentazioni teatrali, alcune tematiche fondamentali dell’adolescenza: oltre alla fede, lo sport, l’oratorio, il rapporto con i genitori, l’affettività, la scuola. Tematiche poi riprese da alcuni esperti del settore. Ad aprire la serata, in un salone Bonomelli del Seminario affollatissimo, l’intervento di Giacomo Perego (direttore editoriale San Paolo) e di Paola Fossan (direttore editoriale Paoline) incalzati dalle domande di Mattia Cabrini, abile conduttore della serata. Perego e Fossan hanno spiegato che il libro di don D’Agostino è il primo, dopo la Bibbia, ad avere il doppio logo delle case editrici Paoline e San Paolo: «Abbiamo inaugurato un nuovo modo di lavorare – ha spiegato Perego – consapevoli che temi di questo genere sono fondamentali al giorno d’oggi. Teniamo a precisare che non si tratta di un volume che tratta di adolescenza, ma che vuole parlare di adolescenti agli adolescenti». «Siamo convinti – ha precisato Fossan – che è possibile rivolgersi ai ragazzi. A volte sembrano distratti e lontani, ma hanno una grande sensibilità e sono capaci di percepire i valori dell’interiorità così come un discorso serio su Dio. Occorrono però degli adulti credibili». «Il libro di don Marco – ha incalzato Fossan – fa parte di una collana dedicata alla famiglia. In questi anni siamo riusciti a parlare agli adulti e anche ai bambini, ci mancavano gli adolescenti. Grazie alla disponibilità e all’apertura al confronto di don D’Agostino siamo riusciti ad editare un ottimo prodotto». I due ospiti hanno poi annunciato che è già stampato e pronto ad essere distribuito il secondo volume dal titolo «Posso fare ciò che voglio?» dedicato alle scelte di vita, alla libertà e alla responsabilità personale. In più hanno rivelato che probabilmente il primo volume, presentato alla fiera internazionale del libro per ragazzi, sarà tradotto anche in spagnolo e polacco. Mattia Cabrini, affiancato da due simpaticissime vallette, ha quindi introdotto il primo tema, che è quello che attraversa il volume, ovvero il rapporto con Dio. Un video realizzato da Greta Filippini con il gruppo giovanissimo dell’oratorio di Pizzighettone ha permesso di capire qual è l’idea di fede che hanno i ragazzi di oggi. Dalle interviste è emerso quanto importante sia il gruppo amicale, ma anche la credibilità dei catechisti e dei sacerdoti: «Nostro compito – ha detto il vicario don Andrea Lamperti Tornaghi nel video – è aiutare i nostri ragazzi a pensare, a far in modo che la vita non diventi un vortice senza senso, ma un cammino verso una precisa direzione». Mariangela Oprandi, collaboratrice dell’ufficio catechistico, sempre incalzata da Mattia Cabrini, ha sottolineato che nella trasmissione di fede è importante sia la capacità di annunciare in maniera ragionevole e chiara i contenuti della Rivelazione e sia la testimonianza concreta di vita, senza aver paura delle proprie fragilità. Gli alunni della 3B scientifico e della 3A classico del liceo Vida hanno quindi proposto una breve rappresentazione dal titolo «Negozio sportivo», uno dei capitoli del libro di don D’Agostino. Il dialogo tra un ragazzo e il suo catechista incrociati casualmente durante delle compere ha permesso di sviscerare il rapporto dei ragazzi con il tempo libero e l’agonismo in modo particolare, ma anche le potenzialità che può avere un incontro di catechesi per la crescita umana e cristiana di una persona. Don Paolo Arienti, responsabile dell’ufficio di pastorale giovanile, ha arricchito gli spunti della rappresentazione rimarcando l’importanza dell’oratorio, come luogo di prossimità nel quale fare cose belle insieme ai ragazzi (non è il più il tempo di cortili disabitati) e nel quale gli adulti-educatori devono sempre essere veri: «Dobbiamo smettere – ha spiegato il sacerdote – di pensare all’adolescente come ha un problema patologico, è una stagione della vita che offre tante opportunità». Un’intervista doppia di due giovani dell’oratorio di San Francesco ha introdotto il tema dell’affettività commentato da Maria Grazia Antonioli del consultorio UCIPEM. L’esperta ha rimarcato come nelle risposte della ragazze ci fosse più sentimento, mentre in quello del ragazzo più razionalità: «Sono due aspetti che vanno tenuti insieme – ha spiegato – per una sana crescita affettiva. I ragazzi devono accorgersi che vivono di relazioni e crescono attraverso di esse». Particolarmente intensa l’intervista che Emanuele, giovane studente del Vida, ha fatto, via skype, a Daniele, un uomo che da 26 anni vive sulla sedie a rotelle a causa di un incidente che ebbe quando aveva solo 14 anni. La voglia di vivere, la fede semplice in un Dio considerato amico, le difficoltà superate grazie a una famiglia affettuosa e degli amici pieni di attenzione sono stati i temi trattati dall’uomo con una semplice e serenità disarmanti. Un grande messaggio di speranza, un invito chiaro e netto a non buttare mai via la propria vita, anche quando le difficoltà sembrano essere più grandi delle speranze. È toccato quindi agli studenti della 4A scientifico e della 4A classico del liceo Vida proporre la rappresentazione sul tema «adolescenti e genitori». Una spassosissima gag che ha messo a nudo le difficoltà più comuni nei rapporti tra le diverse generazioni individuando nella mancanza di tempo una delle cause più frequenti di litigi e incomprensioni. I coniugi Cocchi, collaboratori dell’ufficio famiglia, hanno spiegato quanto sia importante evitare risposte pre-confezionate con i ragazzi, ma quanto sia necessario giocarsi in prima persona dedicando tempo ed energia alle relazioni. Anche le provocazioni – come lo sbattere la porta della propria camera – rivelano un disagio che va affrontato, magari non subito, ma con calma in un secondo tempo. I genitori devono essere autorevoli e affascinanti, come lo è stato Cristo. Una seconda intervista doppia, questa volta sul tema “adolescenti a scuola”, con il prof. Facchinetti e la studentessa Andrea Giada Brocchieri ha permesso a Valerio Fasani, collaboratore dell’ufficio scuola, di riflettere sul ruolo dell’insegnante. Occorre anzitutto evitare due derive: quella del docente che offre solo nozioni senza interessarsi della persona e quella di chi punta tutto sulle relazioni dimenticando i contenuti: «La sfida – ha detto Fasani – è far capire ai ragazzi che i loro sogni, le loro speranze, i loro desideri sono già stati provati da altre persone, le quali hanno prodotto racconti, poesi, libri… Far incontrare gli studenti con dei mediatori culturali permette loro di uscire da se stessi e di evitare il rischio dell’autoreferenzialità». A don Enrico Trevisi, rettore del Seminario, è toccato il compito di concludere. Dopo aver ringraziato don Marco per il libro ha invitato ad apprezzare tutto il bene che c’è nella relazione educativa e ha chiesto sia agli adolescenti sia agli adulti-educatori di compiere un atto di fiducia reciproca. La serata si è conclusa con la cena condivisa nei locali del Seminario.

Giulio Zignani

giuliozignani@alice.it

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Gli storni in clausura

A SORESINA RITORNERANNO GLI STORNI IN CLAUSURA CON L’ARRIVO DELLA BELLA STAGIONE  ‘?

Soresina- In un campo di mais della campagna soresinese si sta assistendo in questi giorni ad un fenomeno, che già era stato osservato anni fa su di un campo a ridosso del monastero di clausura di via Cairoli. E cioè all’ imbrunire arrivano un’ infinità di storni, che vanno a posarsi, dopo molti volteggi quasi cercassero il loro letto, sulle cime del mais per trascorrervi la notte. Ma prima di…coricarsi emettono in coro canti fragorosi, poi cala il silenzio. Al mattino verso l’alba ripartono per altri lidi, poi tornano a mezzogiorno per cibarsi dei tarli che si trovano sulle gonfie pannocchie, ormai pronte per il raccolto. La scena si ripete ogni giorno e più persone l’hanno notato, specie i cacciatori che si recano  a caccia all’apertura della stagione. ” L’ arrivo, ci raccontano, di milioni di storni che  verso sera è davvero una scena impressionante. Questi uccelli fanno tanti giri sopra quel campo di mais, formando una massa nera fino a coprire il cielo, almeno dal nostro punto d’ osservazione. Al mattino poi il risveglio è tutto un canto chiassoso, quasi un frinire di grilli, poi partono. Ma forse domani non troveranno più quel mais, ormai pronto alla mietitura “. Il ritrovo più”impressionante”per i volteggi  di questi uccelli  prima di trovare il …proprio letto è proprio il campo che sta dietro il monastero di via Cairoli. Si ripeterà anche quest’anno la stessa scena con il medesimo appuntamento?

Giulio Zignani

tesseramento2014

FELICE RESMINI SORESINESE DELL’ANNO 2013

il sindaco consegna  il premio soresinese dellì'anno 2013 a Felice ResminiCome ogni anno il Gruppo “Sport & Cultura”Soresina premia coloro che nel volontariato soresinese hanno dato lustro alla città senza scopo di lucro.
Il Gruppo del Presidente Enrico Ginipero quest’anno ha dimostrato tanta sensibilità in quanto non era semplice premiare il soresinese dell’anno dopo il premio alla comunità del 2012, ma in piazza Marconi sabato sera, presenti Il sindaco Giuseppe Monfrini con al suo fianco il Cav. Giorgio Armelloni, autore del Premio e presidente Lions, oltre al presidente della consulta sportiva Davide Pala, della V.P. dell’Ascom Claudia Arcari il Presidente dell’AVIS locale Giuseppe Landi ed il coordinatore Mostre soresinesi Dellanoce Roberto con il presidente Enrico Ginipero ,il presentatore della serata Angelo Maietti ha potuto con visibile orgoglio indicare il soresinese dell’anno 2013, cioè.
Felice Resmini, che per 8 anni è stato presidente dell’Avis “V. Gazza” e presentato come il personaggio dell’anno per aver dato impulso al benemerito sodaliziodell’Avis, mettendosi a disposizione nell’arco di due mandati quadriennali e, incrementando le file delle nuove leve della  famiglia avisina. Il il premio appositamente creato rappresenta un quadro con le varie chiese di Soresina , la scritta Avis e soprattutto anche i marciatori ,essendo felice anche un atleta del settore di lunghe distanze: un macinatore della 100 Km. del Passatore,ì Ma il presentatore ha voluto elogiare anche il sindaco appassionato podista che oltre all’Italia ha vissuto la marcia della Grande Mela rappresentando i colori della sua Soresina.
La stessa motivazione per Resmini cita un messaggio. “per il suo contributo morale e materiale di volontariato organizzativo nell’AVIS in 8 anni di Presidenza”
Un premio speciale della Giuria ha visto in prima persona Don Irvano Maglia, il parroco che era a Soresina negli anni passati e che ancora oggi si impegna attraverso la città con la Scuola Immacolata.
Fra i premiati con l’encomio alla stampa un personaggio che ha vissuto e scritto la storia della sua città, Giulio Zignani, il Gruppo Sport e Cultura, ha voluto rendere omaggio al giornalista che da una vita ha scritto sui giornali ed attualmente su un sito virtuale la vita di Soresina , e suoi aneddoti e le sue coreografie con una motivazione particolare : “per la dedizione giornalistica nell’apporto e nello sviluppo di tutta la cultura soresinese”.
Ma sono state consegnate anche le Segnalazioni, nell’ambito sportivo, a Chiara Ciboldi non ancora ventenne che calca con onore i campi del Volley, poi al caricaturista e vignettista Mattia Bissolotti, per il suo apporto volontario nel creare spunti educativi sulla “Cronaca Soresinese”,ed ancora  Cesare Ferrari ,enologo di fama nazionale, che tiene sempre a citare la sua Soresina attraverso lo sviluppo della vite e soprattutto nei trattati presentati alla cultura enologica, e poi un gruppo che di volontariato la sa lunga, perché è un volontariato di sviluppo della cultura soresinese, le Guide Volontarie della Mostra Leone Lodi, che per diversi mesi hanno spiegato ai visitatori le opere del Grande Maestro e cioè citare :Giorgio Armelloni, Belloni Alessandra, Bossi Mopnica, Emanuelli Michela Ferrari Nicola, Grassi Lorenza, Lazzari Milly,Lonardi Raffaella, Manuelli Andrea Roncaglio Alessandro.

La serata ha riservato anche la memoria delle persone scomparse , ma che con tanto amore hanno donato la propria opera alla loro Soresina; Pierangelo Somenzi, che ha fatto una vita di volontario infermiere dell’Avis Soresinese, presente  la figlia dr.ssa Anna con il marito Agostino Samanni, che con commozione  hanno ritirato la targa ricordo, e poi l’ultimo sportivo che ha lasciato la vita terrena Virgilio Fiameni,cui  ha espresso parole toccanti e cariche di commissione i Angelo Maietti  davanti alla Moglie Gloria ed ai figli Achille, Elena, Manuela ed Anna.
Una piazza gremita alla fine ha visto sotto i riflettori tutti i premiati e tutte le autorità per un momento di gloria della vita cittadina .
Motivazioni dei premiati
Premio Sport E cultura Soresinese dell’anno 2013

PREMIO SPORT & CULTURA
Aldo e Mario.Maietti a.m.
SORESINESE DELL’ANNO 2013

A FELICE RESMINI
Per il suo contributo morale e materiale
di volontariato organizzativo nell’AVIS
In 8 anni di presidenza
Soresina 29 giugno 2013
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PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA DEL
PREMIO SPORT E CULTURA
A.M. Maietti a.m.
“SORESINESE DELL’ANNO 2013”

A DON IRVANO MAGLIA
Il contributo dato alla Comunità Parrocchiale Soresinese
Nello sviluppo e nel sostegno della Scuola Immacolata
Soresina 29 giugno 2013

SEGNALAZIONE AL PREMIO
SPORT E CULTURA
A. M. Maietti a.m.
“SORESINESE DELL’ANNO 2013”

A CESARE FERRARI
Per aver mantenuto alto il nome di Soresina
Nell’arte culturale e dello sviluppo dell’enologia italiana
Soresina 29 giugno 2013

SEGNALAZIONE AL PREMIO
SPORT E CULTURA
A. M. Maietti a.m.
“SORESINESE DELL’ANNO 2013”

A MATTIA BISSOLOTTI
Il contributo volontario attraverso il disegno
e la caricatura soresinese della “cronaca locale”

Soresina 29 giugno 2013
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SEGNALAZIONE AL PREMIO
SPORT E CULTURA
A. M. Maietti a.m.
“SORESINESE DELL’ANNO 2013”

ALLE GUIDE VOLONTARIE
DELLA MOSTRA “LEONE LODI”

L’impegno e il contributo allo sviluppo della cultura del grande Maestro
LEONE LODI

Soresina 29 giugno 2013

SEGNALAZIONE AL PREMIO
SPORT E CULTURA
A. M. Maietti a.m.
“SORESINESE DELL’ANNO 2013”

A CHIARA CIBOLDI

Per l’impegno e il grande apporto allo sport soresinese
Nell’ambito della Pallavolo femminile

Soresina 29 giugno 2013

ENCOMIO ALLA STAMPA
Del PREMIO “SPORT & CULTURA”
Aldo e Mario Maietti a.m.
“SORESINESE DELL’ANNO 2013”

A GIULIO ZIGNANI

Per la dedizione giornalistica nell’apporto
E nello sviluppo di tutta la cultura soresinese

Soresina 29 giugno 2013

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA DEL
PREMIO SPORT E CULTURA
A.M. Maietti a.m.
“SORESINESE DELL’ANNO 2013”.

Alla memoria di
PIERANGELO SOMENZI

Una vita di contributo volontario donato all’AVIS
Ed alla sua amatissima Soresina

Soresina 29 giugno 2013
PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA DEL
PREMIO SPORT E CULTURA
A.M. Maietti a.m.
“SORESINESE DELL’ANNO 2013”.

Alla memoria di
VIRGILIO FIAMENI

Per l’alto contributo donato alla gente nel modo sportivo
giocato e insegnato a tutta la comunità soresinese

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SORESINA RINGRAZIA

Soresina 29 giugno 2013

Ecco il Trofeo Maestroni

ravanelli
Sulle acque del Naviglio , partendo dalla località delle Tombe Morte si è svolta la prima gara sociale del 2013 da parte dei pescatori sportivi della Ravanelli. Si è trattato del 56 ° Gran Premio Anntonio Maestroni, cui hanno partecipato una quarantina di pescatori. La vittoroa è andata a Luca Premi e Luigi Verani con un pescato dk 10 Kg poi rilasciati in acqua.
Questa manifestazione, è appena il caso di ricordare, è la più importante dell’annata sociale. La prima edizione di questa gara a coppie è datata 1963. Il Trofeo Ravanelli venne istituito dal Consiglio affinché rimanesse ai vincitori del Gran Premio Maestroni (il cui premio era un vitellino da latte) anche un riconoscimento sportivo. Le strade del “Ravanelli” e del “Maestroni” si dividono nel 1975. Già da qualche anno era aumentato notevolmente il numero dei soci che, per ovvi motivi, non potevano essere tutti accolti attorno al perimetro delle vasche. Venivano allora svolte, durante l’annata sociale, alcune prove di selezione per poter accedere alla prova finale che si disputava in settembre nel laghetto sociale. Ed appunto dal ’75 si stabilì di assegnare il G.P. Maestroni ai vincitori di quest’ultima prova in vasca e di attribuire il Trofeo Ravanelli alla coppia che invece aveva miglior piazzamento nelle prove di qualificazione e nella finale. Così avvenne anche negli anni a seguire, premiando in pratica la coppia con i migliori risultati dell’annata sociale. Il premio, la Vittoria Alata, rimane sempre presente in sede riportando sul piedestallo i nomi dei vincitori. Si assegna durante la festa di chiusura dell’annata sociale, il pomeriggio dopo lo svolgimento dell’ultima gara.

Giulio Zignani

Su 5 dita la preghiera di Papa Francesco

Amelia Zignani ha condiviso la foto di Suor Claudia Ba’. download (8)download
Domenica
Leggete questa preghiera che Papa Francesco scrisse una quindicina di anni fa quando era vescovo di Buenos Aires.

Una preghiera per ogni dito della mano
1. Il pollice è il dito a te più vicino. Comincia quindi col pregare per coloro che ti sono più vicini. Sono le persone di cui ci ricordiamo più facilmente. Pregare per i nostri cari è “un dolce obbligo”.

2. Il dito successivo è l’indice. Prega per coloro che insegnano, educano e curano. Questa categoria comprende maestri, professori, medici e sacerdoti. Hanno bisogno di sostegno e saggezza per indicare agli altri la giusta direzione. Ricordali sempre nelle tue preghiere.

3. Il dito successivo è il più alto. Ci ricorda i nostri governanti. Prega per il presidente, i parlamentari, gli imprenditori e i dirigenti. Sono le persone che gestiscono il destino della nostra patria e guidano l’opinione pubblica… Hanno bisogno della guida di Dio.

4. Il quarto dito è l’anulare. Lascerà molti sorpresi, ma è questo il nostro dito più debole, come può confermare qualsiasi insegnante di pianoforte. È lì per ricordarci di pregare per i più deboli, per chi ha sfide da affrontare, per i malati. Hanno bisogno delle tue preghiere di giorno e di notte. Le preghiere per loro non saranno mai troppe. Ed è li per invitarci a pregare anche per le coppie sposate.

5. E per ultimo arriva il nostro dito mignolo, il più piccolo di tutti, come piccoli dobbiamo sentirci noi di fronte a Dio e al prossimo. Come dice la Bibbia, “gli ultimi saranno i primi”. Il dito mignolo ti ricorda di pregare per te stesso… Dopo che avrai pregato per tutti gli altri, sarà allora che potrai capire meglio quali sono le tue necessità guardandole dalla giusta prospettiva.