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Silvio Berlusconi

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Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi 2018.jpg

Presidente del Consiglio dei ministri
della Repubblica Italiana
Durata mandato 10 maggio 1994 –
17 gennaio 1995
Capo di Stato Oscar Luigi Scalfaro
Vice presidente Roberto Maroni
Giuseppe Tatarella
Predecessore Carlo Azeglio Ciampi
Successore Lamberto Dini

Durata mandato 11 giugno 2001 –
17 maggio 2006
Capo di Stato Carlo Azeglio Ciampi
Giorgio Napolitano
Vice presidente Gianfranco Fini
Marco Follini
Giulio Tremonti
Predecessore Giuliano Amato
Successore Romano Prodi

Durata mandato 8 maggio 2008 –
16 novembre 2011
Capo di Stato Giorgio Napolitano
Predecessore Romano Prodi
Successore Mario Monti

Ministro degli affari esteri
(ad interim)
Durata mandato 6 gennaio 2002 –
14 novembre 2002
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Renato Ruggiero
Successore Franco Frattini

Ministro dell’economia e delle finanze
(ad interim)
Durata mandato 3 luglio 2004 –
16 luglio 2004
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Giulio Tremonti
Successore Domenico Siniscalco

Durata mandato 8 maggio 2006 –
17 maggio 2006
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Giulio Tremonti
Successore Tommaso Padoa-Schioppa

Ministro della salute
(ad interim)
Durata mandato 11 marzo 2006 –
17 maggio 2006
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Francesco Storace
Successore Livia Turco

Ministro dello sviluppo economico
(ad interim)
Durata mandato 5 maggio 2010 –
4 ottobre 2010
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Claudio Scajola
Successore Paolo Romani

Presidente del Consiglio europeo
Durata mandato 1º luglio 2003 –
31 dicembre 2003
Predecessore Costas Simitis
Successore Bertie Ahern

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato 15 aprile 1994 –
14 marzo 2013
Legislature XIIXIIIXIVXVXVI
Gruppo
parlamentare
Forza Italia
Il Popolo della Libertà
Coalizione Polo delle Libertà (XII)
Polo per le Libertà(XIII)
Casa delle Libertà (XIV, XV)
Coalizione di centro-destra del 2008 (XVI)
Circoscrizione Lazio 1 (XII)
Lombardia 1 (XIII, XIV)
Campania 1 (XV)
Molise (XVI)
Collegio Milano 1 (XIII, XIV)
Sito istituzionale

Senatore della Repubblica Italiana
Durata mandato 15 marzo 2013 –
27 novembre 2013[8]
Legislature XVII
Gruppo
parlamentare
Il Popolo della Libertà
Forza Italia
Coalizione Coalizione di centro-destra del 2013
Circoscrizione Molise
Sito istituzionale

Eurodeputato
Durata mandato 20 luglio 1999 –
10 giugno 2001
Legislature V
Gruppo
parlamentare
Partito Popolare Europeo
Incarichi parlamentari
Membro

  • Commissione per gli affari esteri, i diritti dell’uomo, la sicurezza comune e la politica di difesa (21 luglio 1999 – 10 giugno 2001)

Membro sostituto

  • Commissione per le libertà e i diritti dei cittadini, la giustizia e gli affari interni (21 luglio 1999 / 10 giugno 2001)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Forza Italia (dal 2013)
Precedenti:
Forza Italia (1994-2009)
Il Popolo della Libertà(2009-2013)
Tendenza politica Conservatorismo liberale[1][2][3][4][5][6][7]
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza,
Ingegneria dell’organizzazione
(ad honorem)
Università Università degli Studi di Milano
Professione Imprenditore
Firma Firma di Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi (Milano29 settembre 1936) è un politico e imprenditore italiano, conosciuto anche come il Cavaliere, soprannome assegnatogli dal giornalista sportivo Gianni Brera[9] in ragione dell’onorificenza a cavaliere del lavoro conferitagli nel 1977 dal presidente della Repubblica Giovanni Leone e alla quale ha rinunciato nel 2014.[10] Ha iniziato la sua attività imprenditoriale nel campo dell’edilizia. Nel 1975 ha costituito la società finanziaria Fininvest e nel 1993 la società di produzione multimediale Mediaset, nelle quali convergono altre società come Arnoldo Mondadori Editore e Silvio Berlusconi Communications, rimanendo figura simbolo dell’omonima famiglia Berlusconi.

Nell’ottobre dello stesso anno entra in politica lanciando il partito politico di centro-destra Forza Italia,[11]strutturatosi nel gennaio successivo,[12] confluito nel 2008 ne Il Popolo della Libertà[13] e poi rifondato nel 2013, segnando la vita politica italiana dalla metà degli anni novanta in poi con un atteggiamento tipico che è stato definito berlusconismo, ampiamente sostenuto dai suoi seguaci politici e dai suoi elettori, entrando fortemente anche nella cultura di massa e nell’immaginario collettivo italiano ed estero, ma suscitando anche un duro antiberlusconismo da parte degli oppositori, che ne hanno più volte sottolineato il conflitto di interessi sotto forma emanazione di leggi ad personam.

Eletto alla Camera dei deputati nel marzo 1994, è stato confermato nelle successive quattro legislature, mentre nella XVII, a seguito delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013, è stato eletto per la prima volta senatore a Palazzo Madama. Ha ottenuto quattro incarichi da presidente del Consiglio: il primo nella XII legislatura (1994), due consecutivi nella XIV (2001-2005 e 2005-2006),[14] e infine nella XVI (2008-2011). Con 3340 giorni complessivi (corrispondenti ad oltre nove anni), è il politico che è rimasto in carica più a lungo nel ruolo di presidente del Consiglio dell’Italia repubblicana, superato in epoche precedenti solo da Benito Mussolini e Giovanni Giolitti; inoltre ha presieduto i due governi più duraturi dalla proclamazione della Repubblica. È stato l’unico leader politico mondiale ad aver presenziato a 3 vertici del G7/G8 come Presidente del Paese ospitante (20º G7 del 1994 a Napoli, il 27º G8 del 2001 a Genova e il 35º G8 del 2009 a L’Aquila).

Secondo la rivista americana Forbes, con un patrimonio personale stimato in 8 miliardi di dollari USA (circa 6,8 miliardi di euro) Berlusconi è nel 2018 il quinto uomo più ricco d’Italia e il 190º più ricco del mondo.[15] Nel 2009, Forbes lo ha classificato 12º nella sua lista delle persone più potenti del mondo per via della sua dominazione della politica italiana.[16]

È stato imputato in oltre venti procedimenti giudiziari. Il 1º agosto 2013 è stato condannato a quattro anni di reclusione (con tre anni condonati dall’indulto del 2006) per frode fiscale con sentenza passata in giudicato nel cosiddetto “processo Mediaset“. Il 19 ottobre dello stesso anno gli è stata irrogata la pena accessoria dell’interdizione ai pubblici uffici per due anni a seguito dello stesso processo.[17]

A causa della suddetta condanna il 27 novembre 2013 il Senato della Repubblica ha votato a favore della sua decadenza dalla carica di senatore. Berlusconi ha quindi cessato di essere un parlamentare dopo quasi vent’anni di presenza ininterrotta nelle due camere[8] (dall’aprile 1994 al novembre 2013).

Indice

Biografia

È il primogenito di una famiglia della piccola borghesia milanese. Ha trascorso la sua infanzia nel Basso Varesotto[18], in primo luogo a Saronno[19], poi a Lomazzo durante l’occupazione tedesca mentre suo padre, che il piccolo Silvio non vide per tre anni[20], si era rifugiato in Svizzera[21]. Il padre Luigi[22] (Saronno, 27 marzo 1908 – Milano, 27 febbraio 1989) era impiegato alla Banca Rasini della quale nel 1957 divenne procuratore generale; la madre Rosa Bossi (Milano, 25 gennaio 1911 – Milano, 3 febbraio 2008) era casalinga e in precedenza aveva lavorato come segretaria alla Pirelli. Oltre a Silvio dal loro matrimonio nacquero Maria Antonietta (Milano, 9 giugno 1943 – Milano, 26 febbraio 2009)[23] e Paolo (Milano, 6 dicembre 1949).

Cresciuto nel quartiere Isola, in via Volturno, al numero 34, nel 1954 conseguì la maturità classica al liceo salesiano Sant’Ambrogio di Milano. Si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza presso l’Università Statale di Milanodove, nel 1961, si laureò con lode, discutendo una tesi in diritto commerciale con relatore il professor Remo Franceschelli[24]. La tesi, intitolata Il contratto di pubblicità per inserzione, fu premiata con 500.000 lire dall’agenzia pubblicitaria Manzoni di Milano[25]. Dopo la laurea, fu dispensato per legge dal servizio militare, che all’epoca era obbligatorio, in quanto primo figlio[26].

Ingresso di Villa San Martino ad Arcore

Nel 1964 conobbe Carla Elvira Lucia Dall’Oglio (La Spezia, 12 settembre 1940), che sposò, a Milano nella parrocchia di viale San Gimignano, il 6 marzo 1965 e dalla quale ebbe in seguito i due figli: Maria Elvira detta Marina (Milano, 10 agosto 1966[27]) e Pier Silvio (Milano, 28 aprile 1969).[28] Nel 1980, al Teatro Manzoni di Milano conobbe l’attrice Veronica Larionome d’arte di Miriam Bartolini (Bologna, 19 luglio 1956), intraprendendo subito con lei una relazione extraconiugale, facendola trasferire a vivere insieme alla madre di lei nella sede operativa della Fininvest, presso villa Borletti di via Rovani a Milano.[29] Nel 1985Berlusconi divorziò da Carla Dall’Oglio e ufficializzò la relazione con Veronica, che sposò con rito civile a Milano il 15 dicembre 1990, i testimoni furono i coniugi Craxi (Bettino aveva già fatto il padrino di battesimo a Barbara), Fedele Confalonieri e Gianni Letta, la coppia si unì dopo la nascita dei tre figli: Barbara (Arlesheim (Svizzera), 30 luglio 1984), Eleonora (Arlesheim, 7 maggio 1986) e Luigi (Arlesheim, 27 settembre 1988). Il 2 maggio 2009 Veronica Lario ha annunciato di voler chiedere la separazione.[30]

Nel dicembre 2012 la sentenza di separazione non consensuale depositata al tribunale di Milano pone fine al matrimonio con la Lario e fissa a 3 milioni di euro l’assegno di mantenimento che Berlusconi deve versarle mensilmente[31]. Tuttavia, gli avvocati difensori di Berlusconi presentano ricorso contro la decisione dei giudici sulla sentenza di primo grado e tale richiesta, viene resa nota e formalizzata nel marzo 2013[32][33]. Il 23 giugno 2015, in sede di divorzio, la Corte d’assise di Monza decide di ridurre di oltre la metà tale assegno, portandone la cifra a 1,4 milioni di euro al mese[34]; Il 16 novembre 2017, la Corte d’Appello di Milano ha però ribaltato la sentenza di primo grado, disponendo l’annullamento dell’assegno mensile ed obbligando inoltre la Lario a restituire l’intera somma fino ad allora percepita dall’ex marito (circa 60 milioni di euro)[35]; contro questa sentenza, la Lario ha presentato all’inizio del 2018 ricorso in Cassazione.

Palazzo Grazioli, residenza romana di Berlusconi

Nel 2012 Berlusconi si è fidanzato con Francesca Pascale[36] (Napoli, 15 luglio 1985), showgirl e tra le fondatrici del club Silvio ci manchi e candidata alle elezioni provinciali del 2009[37] (anche se sin dal gennaio 2011 aveva dichiarato di avere una nuova compagna, pur non rivelandone l’identità[38]).

Dal 1974 al 2013[39] Berlusconi ha avuto la sua residenza ufficiale ad Arcore (Monza), presso la settecentesca Villa San Martino sita in Viale San Martino, acquistata dalla marchesa Annamaria Casati Stampa di Soncino, figlia ed erede dello scomparso marchese Camillo per tramite dell’avvocato Cesare Previti che sino alla emancipazione era stato il suo tutore legale[39]. La villa, passata di mano insieme ad alcuni terreni circostanti per 750 milioni di Lire, fu nel 1983 accettata dalla Cariplo come garanzia per un prestito di circa 7 miliardi di Lire[40].

Dal settembre 2013 risiede ufficialmente a Roma, presso Palazzo Grazioli, in Via del Plebiscito, 102[41].

Attività imprenditoriale

Edilizia

Un giovane Berlusconi cantante su una nave da crociera

Dopo le prime saltuarie esperienze lavorative giovanili come cantante e intrattenitore sulle navi da crociera insieme all’amico Fedele Confalonieri[42] e come venditore porta a porta di scope elettriche insieme all’amico Guido Possa,[43]iniziò l’attività di agente immobiliare[44] e, nel 1961, fondò la Cantieri Riuniti Milanesi Srl insieme al costruttore Pietro Canali. Il primo acquisto immobiliare fu un terreno in via Alciati a Milano, per 190 milioni di lire, grazie alla fideiussione del banchiere Carlo Rasini (titolare e cofondatore della Banca Rasini, nella quale lavorava il padre di Silvio).[29]

Nel 1963 fonda la Edilnord Sas, in cui è socio d’opera accomandatario, mentre Carlo Rasini e il commercialista svizzeroCarlo Rezzonico sono soci accomandanti. In quest’azienda, Carlo Rezzonico fornisce i capitali attraverso la finanziariaFinanzierungsgesellschaft für Residenzen AG di Lugano.[29][45] Gli anonimi capitali della finanziaria svizzera vengono in parte depositati presso l’International Bank di Zurigo e pervengono alla Edilnord attraverso la Banca Rasini[senza fonte].

Nel 1964, l’azienda di Berlusconi apre un cantiere a Brugherio per edificare una città modello da 4 000 abitanti. I primi condomìni sono pronti già nel 1965, ma non si vendono con facilità.[46]

Berlusconi riceve l’onorificenza di cavaliere del lavoro dal presidente della Repubblica Giovanni Leone

Nel 1968 nasce la Edilnord Sas di Lidia Borsani e C. (la Borsani è cugina di Berlusconi), generalmente chiamata Edilnord 2, che acquista 712 000  di terreni nel comune di Segrate, dove sorgerà Milano 2, a seguito alla dichiarazione del 1971 con cui il consiglio dei Lavori Pubblici dichiara ufficialmente residenziale il suolo e a seguito della concessione delle licenze edilizie da parte del comune di Segrate. La vicenda con cui ottenne a Roma il cambio di talune rotte aeree dell’aeroporto di Linate — le cui intollerabili onde sonore, superiori a 100 decibel, rendevano arrischiato l’investimento e difficoltosa la vendita degli appartamenti — fu ricostruita da Camilla Cederna come frutto di un’intensa attività di lobbyingpresso i Ministeri competenti.[47]

Nel 1972 viene liquidata la Edilnord e creata la Edilnord Centri Residenziali Sas di Lidia Borsani, quest’ultima socia accomandante, con i finanziamenti della Aktiengesellschaft für Immobilienlagen in Residenzzentren AG di Lugano.[29][48]Nel 1973 viene fondata la Italcantieri Srl, trasformata poi in SpA nel 1975, con Silvio Berlusconi quale presidente. I capitali sono di due fiduciarie svizzere e precisamente della Cofigen[senza fonte],[49] legata al finanziere Tito Tettamanti e alla Banca della Svizzera Italiana[senza fonte][50] e della Eti AG Holding di Chiasso[senza fonte][51] il cui amministratore delegato è Ercole Doninelli.[52] Nel 1974 viene costituita a Roma l’Immobiliare San Martino, amministrata da Marcello Dell’Utri (amico di Berlusconi fin dagli anni universitari), con il finanziamento di due fiduciarie della Banca Nazionale del Lavoro, la Servizio Italia Fiduciaria Spa e la Società Azionaria Fiduciaria.[29]

Il 2 giugno 1977, a coronamento di questa ampia e riuscita attività edilizia, Silvio Berlusconi viene nominato cavaliere del lavoro dal presidente della Repubblica Giovanni Leone.

Nel gennaio 1978, viene liquidata la Edilnord per dare vita alla Milano 2 Spa, costituita a Segrate dalla fusione con l’Immobiliare San Martino Spa.

Televisioni

Silvio Berlusconi e Mike Bongiornoin una foto dei primi anni ottanta. Il noto conduttore televisivo è stato dal 1979 al 2009 una presenza costante sulle televisioni commerciali dell’imprenditore.

Dopo l’esperienza in campo edilizio Berlusconi allarga il proprio raggio d’affari anche al settore della comunicazione e dei media. Nel 1976, infatti, la sentenza n. 202 della Corte costituzionale apre la strada all’esercizio dell’editoria televisiva, fino ad allora appannaggio esclusivo dello Stato.[53]

Nel 1976, Berlusconi rileva Telemilano dal fondatore Giacomo Properzj. Si tratta di una televisione via cavo, operante dall’autunno del 1974 nella zona residenziale di Milano 2[54]A tale società due anni dopo viene dato il nome di Canale 5e assume la forma di rete televisiva a livello nazionale, comprendente più emittenti.[55] Sempre nel 1978, Berlusconi fonda Fininvest, una holding che coordina tutte le varie attività dell’imprenditore.[56]

Per il canale ha acquistato, nel 1980, i diritti televisivi del Mundialito, un torneo di calcio fra nazionali sudamericane ed europee, compresa quella italiana, solitamente trasmesso dalle reti RAI.[57] Per tale evento, nonostante gli iniziali pareri sfavorevoli da parte di ministri del governo Forlani, ottiene dalla Rai l’uso del satellite e la diretta per la trasmissione in Lombardia, mentre nel resto d’Italia l’evento viene trasmesso in differita[58] utilizzando un consorzio di emittenti localicome se fosse un’unica emittente nazionale, metodo sfruttato anche in seguito per aggirare il divieto di trasmissione nazionale, ancora vigente per le emittenti private: si registra con un giorno d’anticipo il palinsesto e le pubblicità e li si trasmette il giorno seguente in contemporanea in tutta Italia.[59]

Nel 1982 il gruppo si allarga con l’acquisto di Italia 1 dall’editore Edilio Rusconi e di Rete 4 nel 1984 dal gruppo editoriale Arnoldo Mondadori Editore (all’epoca controllato dall’editore Mario Formenton),[60] stabilendo di fatto un vero e proprio duopolio televisivo con la televisione di stato, la RAI, grazie anche a una spregiudicata campagna acquisti per attirare i divi televisivi degli anni ottanta verso il nuovo polo televisivo.[60]

Nel 1984 i pretori di Torino, Pescara e Roma oscurano le reti Fininvest per violazione della legge che proibiva alle reti private di trasmettere su scala nazionale.[61] L’azione giudiziaria viene fermata dopo pochi giorni dal governo guidato da Bettino Craxi che con un apposito decreto legge legalizza la situazione della Fininvest.[62]

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