Mese: febbraio 2018

UN BOSCO RICCO DI FLORA E FAUNA

8 EL LAMON Regona deve il suo nome, come scrive il Robolotti nel suo libro sulla storia di Cremona, alla terra “golenale” su cui è stata costruita.Il “lamon”, un bosco secolare sorto da una marcita con dentro i piccoli misteri di una giungla nostrana, ivi comprese le sabbie mobili, ne è una testimonianza. Il fattorino scrittore da piccolo lo frequentava . Era infatti racchiuso in un fazzoletto di terra golenale, ultima reliquia del leggendario lago Gerundo. Notevole è il fascino che sprigiona questa terra boschiva rimasta selvaggia. Era il regno di Giovanni Rocca, un agricoltore scomparso alcuni anni fa, che non si è mai lasciato tentare dalla speculazione. Ha voluto che qui, in questo lembo di terra a ridosso della sua abitazione, il tempo si fermasse. E la moglie Vittoria, unitamente ai figli, ne rispetta il desiderio. Esperti regionali sono già venuti a vederlo, ad esaminarlo palmo a palmo: è un parco naturale in piena regola, unico nel suo genere, con i suoi superbi ontani neri. Date le sue peculiarità, non è improbabile che assurga a parco regionale, per via delle sue piante secolari, le sue rarissime flora e fauna, probabilmente le stesse dell’isola Fulcheria dell’era preistoria. Osservando tutti i fiori e gli uccelli e animaletti vari che si annidano nel “lamon”, si potrebbe farne un vocabolarietto, perchè ogni metro che si percorre, ma bisogna calzare un bel paio di stivali, si ha la sorpresa di scoprire fiori di bosco piuttosto rari o sentire fruscii e battiti d’ali sopra la testa, come anche strani gridi d’uccelli. C’è proprio di tutto: dai rettili alle calte palustri, poi ecco un cespuglio di bardine e più avanti i cardi, mentre tre cavallette di fan girare la testa e il tuo occhio avido di vedere si perde come in un mondo fiabesco, specie quando vieni sorpreso dal volo di farfalle varipionte mentre scavalchi delle felci sotto cui annida un gambero di fiume. Poi guardi il cielo ma non lo vedi, perchè tutto è un fogliame, un frascame antico, tronchi superbi con rami contorti e proiettati sempre più sù. Senti il verso della gazza grigia dai riflessi verdi e violetti, cui fa eco un grillo talpa di color bruno ed una lepre scappa improvvisamente con fulminea rapidità. Puoi trovare luppoli, malva, margheritine selvatiche ed un pettirosso in solitudine, mentre più in là c’è un riccio in totale relax. Il canto degli uccelli ti rapisce: stormi, tortorelle, fringuelli, verdoni. L’elenco è lungo, ma soprattutto qui sono legati i ricordi di tanti ragazzi che ancora ricordano gli”arditi”dell’epoca capaci di addentrarsi nell’insidiosa boscaglia. Tutti ricordano Giovanni Rocca, re nel suo “lamon”, che ti scrutava con occhio profondo, che sapeva d’antichità.       Giulio Zignani

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Renato Vallanzasca e Pizzighettone

l'arrestoRenato VallanzascaRenato Vaallanzasca, il “bel Renè “, matricola 38529H, nato a Milano il quattro maggio 1950, era stato rinchiuso in una cella di isolamento nel braccio di rigore della casa circondariale di Ariano Irpino. La sua propensione per il crimine si era rivelata sin da bambino quando, a nove anni, con la sua piccola banda libera una tigre da un circo. Così piccolo, aveva già la stoffa del leader. Gli altri ragazzini, Enzo, Giorgio e Antonella, la “sorellina” venuta da Napoli, pendevano dalle sue labbra. E quella prima ragazzata, che gli aprì le porte del carcere minorile, segnerà la sua strada per sempre. Una volta uscito, dai piccoli furti nel quartiere passerà in rapida escalation alle rapine, ai sequestri di persona, agli omicidi. Renato Vallanzasca diventa “il boss della Comasina”. La televisione ha ripreso a parlarne proprio ieri, mentre è in discussione il problema del suo “recupero”, dopo 40 anni di prigione, mentre, come noto, era stato condannato all’ ergastolo per tutti i suoi crimini. I pizzighettonesi di una certa età ancora lo ricordano, essendo il Vallanzasca stato ospite del riformatorio ” Villa dei Gerani ” di Pizzighettone negli anni 60. Era il riformatorio dei ” barabin”, tutti ragazzi sotto i vent’ anni che già avevano combinato azioni contro la legge. Lui, il bel Renè, li dominava (ancora lo ricordiamo ) con uno sguardo e tutti lo temevano. Poi, una volta liberato, ricomparve a Pizzighettone con una fuoriserie, pavoneggiandosi per le sue bravate, mostrandosi spavaldo ai suoi ex amici “barabin”. Ma Pizzighettone era noto fin dal febbraio del 1944, allorchè venne riaperto a Pizzighettone il Reclusorio Militare (era stato chiuso il 18 settembre del 1943 quando i tedeschi deportarono in Germania tutti i 400 militari, ivi reclusi). Dal febbraio 1944 per un anno vi finirono decine di renitenti alla leva, disertori catturati durante le retate nazi-fasciste.All’interno delle celle di punizionesi possono leggere numerose scritte incise sui muri dai prigionieri (date, nomi, pene subite…) .C’è chi si ricorda di un ex carabiniere classe 1923 che era stato rinchiuso in una delle celle per tre mesi.Ogni giovedì, raccontava l’ ex carabiniere, portavano i reclusi in una casamatta e chiedevano loro se volevano aderire alla Repubblica Sociale. Chi si rifiutava veniva percosso e poi rinchiuso nuovamente nella cella in attesa del successivo giovedì.Durante i lavori della sistemazione del piazzale di fronte alle celle è stato rinvenuto in uno scarico fognario un tirapugni, utilizzato sicuramente dalla guardie carcerarie per picchiare i detenuti.Un pezzo che è andato ad arricchire il “museo delle prigioni” di Pizzighettone.C’è da dire che il carcere di Pizzighettone , e questa è storia, fu uno dei carceri più duri d’Italia. Giulio Zignani

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Organo elettronico

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Organo elettronico
Farfisa Combo Compact - Erik Haegert (The Magnificent Brotherhood) live at NBI.jpg

L’organo elettronico Farfisa suonato da Erik Haegert

Informazioni generali
Origine USAEuropa
Invenzione anni ’30
Classificazione Elettrofoni a generatori elettromeccanici
Uso
Musica pop e rock

Un organo elettronico è uno strumento musicale a tastiera derivato da strumenti precedenti come l’Armonium (a mantice o a ventola), l’organo a canne e l’organo da teatro. Tale strumento fu originariamente progettato per imitare l’organo a canne, l’organo da teatro, le sonorità delle big band e delle orchestre. Con il tempo l’organo elettronico si sviluppò in tre distinte direzioni: da una parte nacquero gli organi in stile Hammond molto utilizzati nei generi di musica popolare, dall’altra nacquero organi elettronici ad uso domestico come gli organi comboorgani da casa o, più avanti gli organi digitali. La terza strada invece riguarda gli organi digitali da chiesa che imitano i classici suoni dell’organo a canne e sono utilizzati principalmente nelle funzioni religiose e nelle chiese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Predecessori[modifica | modifica wikitesto]

Armonium[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Armonium.

L’immediato predecessore dell’organo elettronico fu l’armonium a mantice, uno strumento molto popolare nelle case e nelle piccole chiese della fine del XIX° secolo. In un modo non completamente diverso dagli organi a canne, l’armonium generava il suono convogliando la spinta d’aria di un mantice a pedale, attraverso le ance. Sebbene l’armonium fosse uno strumento con limitate qualità tonali, aveva il pregio di essere piccolo, economico, autoalimentato ed autonomo, venendo così incontro alle esigenze di chi desiderava un suono simile a quello dell’organo, ma non si poteva permettere lo spazio per un organo a canne. Questo concetto fu centrale nello sviluppo dei futuri organi elettrici.

Organo a canne[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Organo a canne.

Negli anni ’30, lo sviluppo degli organi elettrici fu incentrato su progetti che imitavano le funzioni ed il suono dell’organo a canne. In questo periodo, molti costruttori pensarono che l’emulazione dell’organo a canne potesse essere la via più promettente per dare sviluppo e futuro al nascente organo elettrico.

1897-1930: I primi organi elettronici[modifica | modifica wikitesto]

La console del Telharmonium di Thaddeus Cahill, 1897.

L’elettricità applicata agli organi fu sperimentata fin della prima decade del XX° secolo, ma il proprio impatto fu visibile solo molto tempo dopo. Gli armonium a corrente elettrica apparvero nelle prime decadi, ma le qualità tonali rimasero pressappoco le stesse dei precedenti armonium a mantice.

Il pantagruelico e controverso strumento di Thaddeus Cahill, che prendeva il nome di Telharmonium, che iniziò a diffondere la musica alle imprese di New York attraverso le linee telefoniche, anticipò l’avvento dell’elettronica, e fu allora il primo strumento ad applicare l’uso di differenti forme d’onda elettroniche pure per sintetizzare suoni. Le tecniche di Cahill furono più tardi riprese da Laurens Hammond nella progettazione del suo organo.

Nel frattempo, altre forme di sperimentazione sulla produzione di suono elettronico furono portate avanti anche in Europa.

Anni ’30: Gli organi elettromeccanici[modifica | modifica wikitesto]

I tonewheels ottici della WelteLichtton Orgel.

Successivamente ad esperimenti sul tipo del Telharmonium, che però non ebbero sbocchi economici, vennero progettati e sviluppati molti progetti tra cui l’organo elettromeccanico. L’azienda canadese Robb Wave Organ di Morse Robb sviluppò fin dal 1923 nuovi progetti, per arrivare alla loro commercializzazione tra il 1936 ed il 1941[1]. Questo esperienza che fu la diretto antecedente del più fortunato Hammond a causa dell’esaurimento fondi, era già finita nel 1938[2]. La statunitense Rangertone di Richard Ranger commercializzò i primi organi nel 1932[3]. Anche in Europa intanto, la tedesca Lichttonorgel di Edwin Welte commercializzo tra il 1935 ed il ’40organi elettromagnetici che riproducevano campioni con una lettura ottica.

Il classico organo elettromeccanico Hammond B3

Il primo prodotto di questo tipo ad aprire delle serie prospettive sul mercato fu però l’organo Hammond della Hammond Corporation nel 1934, che in breve tempo divenne il diretto successore dell’armonium, sostituendolo[4].

Fin dall’inizio gli organi elettronici operarono una radicale separazione da tutti i precedenti organi. Al posto del mantice e delle canne, sia Robb che Hammond introducono un set di cilindri magnetici rotanti chiamati tonewheels, che eccitando dei trasduttori generano un segnale elettrico di varie frequenze che viene poi gestito dall’amplificatore e dai diffusore. L’organo era alimentato elettricamente ed invece che avere due pedali collegati al mantice per dosare l’espressione del suono, il suonatore poteva cambiare il volume del suono semplicemente premendo un pedale, dando così un maggior controllo della dinamica del suono.

Il meccanismo del Tonewheel

La differenza più importante fu comunque, l’inserimento da parte della Hammond di una vasta gamma di registri, attivati manipolando una serie di barre a portata di mano. Attraverso questi registri, il suonatore poteva finalmente variare i toni e le armoniche variandone le proporzioni. L’organo Hammond era così capace di produrre più di 250 milioni di toni. Queste caratteristiche, combinate con le tre tastiere, la libertà della corrente elettrica e l’ampia controllabilità del range di volume, resero fin dall’inizio dell’organo elettrico uno strumento più flessibile dell’armonium o di altri strumenti musicali precedenti.

Il classico suono Hammond poi beneficiava dell’uso di diffusori speciali chiamati a cabina di suono ed uniti a volte ad unità di diffusori ruotanti perlopiù prodotti dalla Leslie.

L’organo Hammond fu ampiamente adoperato nei generi di musica popolare come il jazz, il gospel, la musica pop e la musica rock. Alcune delle band più famose che lo utilizzarono furono gli Emerson, Lake & PalmerBooker T. & the M.G.’s, i Deep Purple e molti altri. Alcune volte, per renderne il trasporto da un palco ad un altro più facile, i musicisti ne tagliavano le gambe. L’organo più popolare e copiato della Hammond fu il B3.

1934-1964: L’organo elettrostatico a canne[modifica | modifica wikitesto]

L’organo elettrostatico a canne Wurlitzer Model 44 (1953–1964)

Con la spinta data al mercato dall’invenzione dell’organo elettromagnetico, i competitors sperimentarono altre strade e possibilità nello sviluppo di nuovi organi elettrici/elettronici. Un esempio ne fu l’interpretazione puramente elettronica dell’organo a canne e dell’organo elettromeccanico, basato su un progetto di sintesi additiva, che sembrò da subito un approccio promettente. Questa tecnica però richiedeva un vasto numero di oscillatori e le dimensioni e la complessità di questi circuiti vennero considerati un limite tecnico, anche perché le valvola termoionica di questo periodo erano ingombranti ed instabili. Benjamin F. Miessnerrealizzò questo approccio ibrido, utilizzando ingombranti generatori di toni con circuiti elettrici.

L’Orgatron fu originariamente sviluppato nel 1934 da Frederick Albert Hoschke[5][6][7]. Una ventola comprime l’aria attraverso delle voci sul tipo di quelle usate nelle armoniche, causandone la vibrazione. La vibrazione era poi captata da un certo numero di Pickup, prima di essere processate ed amplificata per creare un suono[8]. Questo organo fu costruito dalla Everett Piano Company dal ’35 al ’41. Dopo la seconda guerra mondiale la Rudolph Wurlitzer Company riprese questo tipo di tecnologia e la portò avanti fino agli anni ’60.

Gli organi elettronici[modifica | modifica wikitesto]

Anni ’30: La nascita degli organi elettronici[modifica | modifica wikitesto]

Dall’altra parte la ricerca sul campo si rivolse anche verso la progettazione di organi che utilizzavano la sintesi sottrattiva utilizzando combinazioni di oscillatorifiltri ed anche divisori di frequenza al fine di ridurre la grande mole di oscillatori che creavano il vero ostacolo nella progettazione di macchine con sintesi additiva. Il calore generato dai primi modelli con generatori di toni ed amplificatori a valvole valse a queste macchine il soprannome dispregiativo di “tostapane”. Gli strumenti a stato solido odierni non soffrono più di questi problemi, ne richiedono più i lunghi tempi di attesa per far scaldare le valvole.

Schema dell’organo a utilizzando un divisore di frequenza utilizzando un trasformatore

I primi organi elettronici prodotti tra il 1930 ed il 1940 erano ancora implementati con un divisore di frequenza che usava valvole e trasformatori. Con lo sviluppo dei transistor, gli organi elettronici privi di parti meccaniche per la generazione di forme d’onda, divennero molto pratici.. Tra i primi organi di questo tipo vi erano alcuni che usavano 12 oscillatori per produrre un’ottava della scala cromatica e divisori di frequenza per produrre altre note. Questo li rese più economici e trasportabili dell’Hammond. Sviluppi successivi resero possibile far funzionare un organo partendo da un singolo oscillatore a frequenze radio. Gli organi a divisori di frequenze venivano prodotti da molte ditte, che davano anche la possibilità di comprare kit per l’autoproduzione da parte degli hobbisti. Alcuni di questi vennero molto utilizzati, come ad esempio il Lowery, utilizzato anche da Garth Hudson.

Hammond Novachord (1939)

Strumenti come l’organo elettronico Hammond Novachord, prodotto fin dal 1939, si diffusero presto trovando una loro nicchia di mercato. Gli organi elettronici venivano venduti in negozi specializzati e furono strumenti da casa molto popolari, con prezzi che potevano finalmente competere con quelli del pianoforte. Dopo il loro debutto negli anni ’30, catturarono l’immaginario collettivo anche grazie ai film dell’organista Ethel Smith. Nondimeno inizialmente soffrirono dal punto di vista delle vendite per via della grande depressione prima e della seconda guerra mondiale poi, e si diffusero definitivamente nell’immediato dopoguerra[9]. In questo periodo molti furono i produttori anche in Italia dislocati perlopiù nel Distretto degli strumenti musicali di Castelfidardo – Loreto – Recanati, tra questi ricordiamo la CRB elettronicaLOGAN Electronics, la Eko e soprattutto la Farfisa, i cui strumenti nella versione combo vennero in seguito utilizzati da artisti molto popolari come Pink FloydSly & the Family Stone o Philip Glass. Il picco di popolarità di questi strumenti fu toccato nella metà degli anni ’70, per poi entrare in crisi.

Anni ’30: Organi console[modifica | modifica wikitesto]

uno dei tipici organi a console: il JohannusSweelinck 3

Una delle varianti dell’organo elettronico era l’organo console. Questo modello di organi era grande e costoso, ed imitava maggiormente gli organi a canne, con una configurazione più tradizionale che includeva una vasta gamma di registri, una varietà di stop e pedali da due ottave (nei modelli più complessi arrivavano fino a 32 note e venivano chiamati “organi da concerto”).Questi modelli avevano i diffusori audio direttamente incastonati nel mobile, sopra ai pedali, e grazie alla loro configurazione più tradizionale, alle grandi capacità ed elle migliori prestazioni venivano usati in piccole chiese, spettacoli pubblici oppure venivano utilizzati per l’insegnamento dello strumento. Gli studenti che imparavano su questo organo erano poi perlopiù destinati a passare all’organo a canne. I conservatori di musica utilizzavano questi strumenti per la pratica degli allievi.

Gli anni ’40 e gli organi da casa[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo che va dagli anni ’40 agli anni ’70, vennero progettati e messi sul mercato una vasta gamma di organi, dalle dimensioni e dalle possibilità più contenute, che divennero molto popolari nell’intrattenimento casalingo[10]. Questi strumenti, che erano molto influenzati nello stile dagli organi da teatro, contenevano spesso suoni che imitavano strumenti come la tromba o la marimba. Il progredire delle tecnologie vide un continuo sviluppo di questi tipi di strumenti, che implementavano di volta in volta ritmiche elettroniche e drum machine, possibilità di ripetizioni delle percussioni, linee di bassoautomatiche ed arpeggiatori, fino l’inserimento di un registratore a cassette interno. Queste caratteristiche resero più facile suonare come un one-man band, rendendo accessibile un certo grado di completezza anche a chi non avesse studiato come organista.

1949: l’organo spinetta

LO SPECIALISTA STREGONE

Il suo ambulatorio era sempre pieno di pazienti, specialmente donne. Aveva un ascendente per la simpatia e il linguaggio misto tra il tricolore e il dialetto. Ma la sua era una scelta studiata: poteva così inserire nel dialogo parole ” saporose ” che non facevano arrossire le pazienti, riuscendo a sbloccarle, perchè dicessero cosa in realtà era il problema del ” malanno “, quando lo specialista capiva che si trattava solo di un problema psichico. Ciò avveniva quando la visita richiesta si ripeteva ciclicamente a intervalli brevi. Lui allora sfoderava parole piene di significato finemente erotico, pulito il più possibile, ma questo solo quando si trattava di donne di una certa età, per lo più vedove. Parlava loro del ” coso ” , aggiungendo ” mi spiego ” e loro capivano e tornavano a casa risanate. Era uno specialista integerrimo, sia ben chiaro, ma nulla lo fermava, nell’ ambito del lecito, se si trattava di allontanare le ubbie di malate immaginarie. Ed al culmine del suo dialogo terapeutico, accennava al ” coso ” e loro capivano, alcune arrossivano ma poi chiedevano se veramente quello era il rimedio di ogni male. La voce si diffondeva e a sostegno di tale “stregoneria ” c’ era l’ infermiera mentecca, che richiamava sommessamente il medico, ma poi rincuorava la paziente, assicurando che la terapia era valida. E così le cose andarono avanti per anni: solo parole, di cui una magica e i benefici effetti non furono rari.

Il Vangelo della domenica

via della sua realizzazione.

Questa trasfigurazione, questo essere come Dio, è l’augurio fraterno che faccio a ciascuno in questo cammino quaresimale verII Domenica di Quaresima

(o della Trasfigurazione)

25 febbraio 2018

 

Vi è mai capitato di vedere una persona sotto una “luce” diversa? Oppure di sentirvi voi stessi un po’ diversi? Tutti noi avremo senz’altro sperimentato nel corso della nostra vita momenti forti, esperienze profonde, che in qualche modo ci hanno trasformati dentro, hanno cambiato completamente il corso della vita.

Penso, personalmente, che la fede per essere forte e viva debba discendere da una relazione intima, concreta, da un innamoramento, da un “che bello” gridato a pieno cuore. Proprio come Pietro sul Tabor, nel Vangelo odierno (Mc 9, 2-10): “Rabbì, è bello per noi essere qui!” E Pietro manifesta proprio sul Tabor la volontà di fermarsi lì, di sostare lì, di abitare lì sopra: “Facciamo tre capanne…”, ossia abitiamo qui sopra!!!

La montagna della Trasfigurazione si pone come immagine di ogni evento bello della nostra vita, in cui Dio si manifesta in tutta la sua pienezza. E credo che l’Eucarestia che viviamo ogni domenica e festa, oltre che ogni giorno, allo stesso modo, ci faccia vivere una sorta di “trasfigurazione”, perché Dio ci entra dentro, entra dentro la nostra vita e la nostra carne, ci trasforma dal di dentro e la Sua Parola, abitata e macinata, credo dia uno spessore diverso alla nostra quotidianità. Possiamo allora vivere la nostra ferialità e la nostra vita quotidiana, con le sue luci e le sue ombre, le sue gioie e i suoi dolori, con le parole di Santa Madre Teresa di Calcutta: “O Signore fa che io possa compiere piccoli gesti, ma trasfigurati da un grande amore”.

La visione della trasfigurazione, a cui assistono e partecipano i tre apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni, durò poco più di un istante: “Una nube li coprì e venne una voce: Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!”. Ascoltate Lui. Il primo sms che Dio ci invia non è una legge, non un decreto, non un richiamo spaventoso e terrificante, ma un’indicazione precisa: “Ascolta Gesù!”. Gesù è il Figlio, la Parola definitiva del Padre che in lui dice e dà tutto se stesso. Per questo dobbiamo ascoltarlo, soprattutto quando rivela il suo e il nostro cammino, che nessuno di noi, con Pietro e come Pietro, è disposto ad accettare, almeno subito, perché c’è la prospettiva certa della croce. Qui il Padre conferma la scelta del Figlio dell’Uomo come via di salvezza per tutti quanti vorranno seguirlo.

Il principio della nostra trasfigurazione è l’ascolto di Gesù. Non c’è altra rivelazione da cercare se non quella che ci è stata fatta nella sua carne. Egli è il Figlio obbediente, la Sua Parola perfetta, in cui pienamente si esprime e l’ascolto di lui ci rende come lui, figli di Dio, partecipi della sua stessa vita. La trasfigurazione di Gesù, anticipo della Risurrezione e della gloria definitiva del Risorto, corrisponde alla vita nuova che il battesimo che abbiamo ricevuto in dono ci conferisce attraverso la croce: è un ‘esistenza pasquale, passata dall’egoismo all’amore, dalla tristezza alla gioia, dall’inquietudine alla pace, dall’impazienza alla pazienza, dalla malevolenza alla benevolenza, dalla cattiveria alla bontà, dall’infedeltà alla fedeltà, dalla durezza alla mitezza, dall’essere in balia delle passioni e dei vizi alla padronanza di sé. Questa vita nuova nello Spirito, lo Spirito Santo, è la sua presenza di risorto in noi. Sul nostro volto brilla il riflesso del suo volto, che è lo stesso del Padre.

Così il desiderio da vertigine e nello stesso tempo meraviglioso, impossibile umanamente e tuttavia costitutivo dell’uomo: “Sarete come Dio” (Gn 3, 5) annunciato nel Libro della Genesi all’inizio della creazione e della storia umana, trova nell’ascolto del Figlio, Gesù, laso la Pasqua

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Silvio Berlusconi

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Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi 2017.jpg

Silvio Berlusconi nel 2017


Presidente del Consiglio dei ministri
della Repubblica Italiana
Durata mandato 10 maggio 1994 –
17 gennaio 1995
Capo di Stato Oscar Luigi Scalfaro
Predecessore Carlo Azeglio Ciampi
Successore Lamberto Dini

Durata mandato 11 giugno 2001 –
17 maggio 2006
Capo di Stato Carlo Azeglio Ciampi
Predecessore Giuliano Amato
Successore Romano Prodi

Durata mandato 8 maggio 2008 –
16 novembre 2011
Capo di Stato Giorgio Napolitano
Predecessore Romano Prodi
Successore Mario Monti

Ministro degli affari esteri
(ad interim)
Durata mandato 6 gennaio 2002 –
14 novembre 2002
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Renato Ruggiero
Successore Franco Frattini

Ministro dell’economia e delle finanze
(ad interim)
Durata mandato 3 luglio 2004 –
16 luglio 2004
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Giulio Tremonti
Successore Domenico Siniscalco

Durata mandato 8 maggio 2006 –
17 maggio 2006
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Giulio Tremonti
Successore Tommaso Padoa Schioppa

Ministro della salute
(ad interim)
Durata mandato 11 marzo 2006 –
17 maggio 2006
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Francesco Storace
Successore Livia Turco

Ministro dello sviluppo economico
(ad interim)
Durata mandato 5 maggio 2010 –
4 ottobre 2010
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Claudio Scajola
Successore Paolo Romani

Presidente del Consiglio europeo
Durata mandato 1º luglio 2003 –
31 dicembre 2003
Predecessore Costas Simitis
Successore Bertie Ahern

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato 15 aprile 1994 –
15 marzo 2013
Legislature XIIXIIIXIVXVXVI
Gruppo
parlamentare
Forza Italia
Il Popolo della Libertà
Circoscrizione Lazio 1 (XII)
Lombardia 1 (XIII, XIV)
Campania 1 (XV)
Molise (XVI)
Collegio Milano 1 (XIII, XIV legislatura)
Sito istituzionale

Senatore della Repubblica Italiana
Durata mandato 15 marzo 2013 –
27 novembre 2013
Legislature XVII (fino al 27/11/2013[8])
Gruppo
parlamentare
Forza Italia-Il Popolo della Libertà XVII Legislatura
Coalizione Coalizione di centro-destra del 2013
Circoscrizione Molise
Sito istituzionale

Eurodeputato
Durata mandato 20 luglio 1999 –
10 giugno 2001
Legislature V
Gruppo
parlamentare
Gruppo del Partito Popolare Europeo
Democratici Europei
Coalizione Centro-destra
Incarichi parlamentari
Membro

  • Commissione per gli affari esteri, i diritti dell’uomo, la sicurezza comune e la politica di difesa (21 luglio 1999 – 10 giugno 2001)

Membro sostituto

  • Commissione per le libertà e i diritti dei cittadini, la giustizia e gli affari interni (21 luglio 1999 / 10 giugno 2001)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Forza Italia (dal 2013)
Precedenti:
FI (1994-2009)
PdL (2009-2013)
Tendenza politica Conservatorismo liberale[1][2][3][4][5][6][7]
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza,
Ingegneria dell’organizzazione
(ad honorem)
Università Università degli Studi di Milano
Professione Imprenditore
Firma Firma di Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi (Milano29 settembre 1936) è un politico e imprenditore italiano, conosciuto anche come il Cavaliere, soprannome assegnatogli dal giornalista sportivo Gianni Brera[9] in ragione dell’onorificenza a cavaliere del lavoro conferitagli nel 1977 dal presidente della Repubblica Giovanni Leone e cui ha rinunciato nel 2014.[10] Ha iniziato la sua attività imprenditoriale nel campo dell’edilizia. Nel 1975 ha costituito la società finanziaria Fininvest e nel 1993 la società di produzione multimediale Mediaset, nelle quali convergono altre società come Arnoldo Mondadori Editore e Silvio Berlusconi Communications, rimanendo figura simbolo dell’omonima famiglia Berlusconi.

Nell’ottobre dello stesso anno entra in politica lanciando il partito politico di centro-destra Forza Italia,[11] strutturatosi nel gennaio successivo,[12] confluito nel 2008 ne Il Popolo della Libertà[13] e poi rifondato nel 2013, segnando la vita politicaitaliana dalla metà degli anni novanta in poi con un atteggiamento tipico che è stato definito berlusconismo, ampiamente sostenuto dai suoi seguaci politici e dai suoi elettori, entrando fortemente anche nella cultura di massa e nell’immaginario collettivo italiano ed estero, ma suscitando anche un duro antiberlusconismo da parte degli oppositori, che ne hanno più volte sottolineato il conflitto di interessi sotto forma emanazione di leggi ad personam.

Eletto alla Camera dei deputati nel marzo 1994, è stato confermato nelle successive quattro legislature, mentre nella XVII, a seguito delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013, è stato eletto per la prima volta senatore a Palazzo Madama. Ha ottenuto quattro incarichi da presidente del Consiglio: il primo nella XII legislatura (1994), due consecutivi nella XIV (2001-2005 e 2005-2006),[14] e infine nella XVI (2008-2011). Con 3340 giorni complessivi (corrispondenti ad oltre nove anni), è il politico che è rimasto in carica più a lungo nel ruolo di presidente del Consiglio dell’Italia repubblicana, superato in epoche precedentisolo da Benito Mussolini e Giovanni Giolitti; inoltre ha presieduto i due governi più duraturi dalla proclamazione della Repubblica. È stato l’unico leader politico mondiale ad aver presenziato a 3 vertici del G7/G8 come Presidente del Paese ospitante (20º G7 del 1994 a Napoli, il 27º G8 del 2001 a Genova e il 35º G8 del 2009 a L’Aquila).

Secondo la rivista americana Forbes, con un patrimonio personale stimato in 7,6 miliardi di dollari USA (circa 6,7 miliardi di euro) Berlusconi è nel 2015 il quinto uomo più ricco d’Italia e il 179º più ricco del mondo.[15] Nel 2009, Forbes lo ha classificato 12º nella sua lista delle persone più potenti del mondo per via della sua dominazione della politica italiana.[16]

È stato imputato in oltre venti procedimenti giudiziari. Il 1º agosto 2013 è stato condannato a quattro anni di reclusione (con tre anni condonati dall’indulto del 2006) per frode fiscale con sentenza passata in giudicato nel cosiddetto “processo Mediaset“. Il 19 ottobre dello stesso anno gli è stata irrogata la pena accessoria dell’interdizione ai pubblici uffici per due anni a seguito dello stesso processo.[17]

A causa della suddetta condanna il 27 novembre 2013 il Senato della Repubblica ha votato a favore della sua decadenza dalla carica di senatore. Berlusconi ha quindi cessato di essere un parlamentare dopo quasi vent’anni di presenza ininterrotta nelle due camere[8] (dall’aprile 1994 al novembre 2013).

Indice

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Biografia

È il primogenito di una famiglia della piccola borghesia milanese. Ha trascorso la sua infanzia nel Basso Varesotto[18], in primo luogo a Saronno[19], poi a Lomazzo durante l’occupazione tedesca mentre suo padre, che il piccolo Silvio non vide per tre anni[20], si era rifugiato in Svizzera[21]. Il padre Luigi[22] (Saronno, 27 marzo 1908 – Milano, 27 febbraio 1989) era impiegato alla Banca Rasini della quale nel 1957 divenne procuratore generale; la madre Rosa Bossi (Milano, 25 gennaio 1911 – Milano, 3 febbraio 2008) era casalinga e in precedenza aveva lavorato come segretaria alla Pirelli. Oltre a Silvio dal loro matrimonio nacquero Maria Antonietta (Milano, 9 giugno 1943 – Milano 26 febbraio 2009)[23] e Paolo (Milano, 6 dicembre 1949).

Cresciuto nel quartiere Isola, in via Volturno, al numero 34, nel 1954 conseguì la maturità classica al liceo salesianoSant’Ambrogio di Milano. Si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza presso l’Università Statale dove, nel 1961, si laureò con lode, discutendo una tesi in diritto commerciale con relatore il professor Remo Franceschelli[24]. La tesi, intitolata Il contratto di pubblicità per inserzione, fu premiata con 500.000 lire dall’agenzia pubblicitaria Manzoni di Milano[25]. Dopo la laurea, non svolse il servizio militare, che all’epoca era obbligatorio[26].

Ingresso di Villa San Martino ad Arcore

Nel 1964 conobbe Carla Elvira Lucia Dall’Oglio (La Spezia, 12 settembre 1940), che sposò, a Milano nella parrocchia di viale San Gimignano, il 6 marzo 1965 e dalla quale ebbe in seguito i due figli: Maria Elvira detta Marina (Milano, 10 agosto 1966[27]) e Pier Silvio (Milano, 28 aprile 1969).[28] Nel 1980, al Teatro Manzoni di Milano conobbe l’attrice Veronica Larionome d’arte di Miriam Bartolini (Bologna, 19 luglio 1956), intraprendendo subito con lei una relazione extraconiugale, facendola trasferire a vivere insieme alla madre di lei nella sede operativa della Fininvest, presso villa Borletti di via Rovani a Milano.[29] Nel 1985 Berlusconi divorziò da Carla Dall’Oglio e ufficializzò la relazione con Veronica, che sposò con rito civile a Milano il 15 dicembre 1990, i testimoni furono i coniugi Craxi (Bettino aveva già fatto il padrino di battesimo a Barbara), Fedele Confalonieri e Gianni Letta, la coppia si unì dopo la nascita dei tre figli: Barbara (Arlesheim (Svizzera), 30 luglio 1984), Eleonora (Arlesheim, 7 maggio 1986) e Luigi (Arlesheim, 27 settembre 1988). Il 2 maggio 2009 Veronica Lario ha annunciato di voler chiedere la separazione.[30]

Nel dicembre 2012 la sentenza di separazione non consensuale depositata al tribunale di Milano pone fine al matrimonio con la Lario e fissa a 3 milioni di euro l’assegno di mantenimento che Berlusconi deve versarle mensilmente[31]. Tuttavia, gli avvocati difensori di Berlusconi presentano ricorso contro la decisione dei giudici sulla sentenza di primo grado e tale richiesta, viene resa nota e formalizzata nel marzo 2013[32][33]. Il 23 giugno 2015 in sede di divorzio, infine, il Tribunale di Monza decide di ridurre di oltre la metà tale assegno, portandone la cifra a 1,4 milioni di euro[34].

Palazzo Grazioli, residenza romana di Berlusconi

Nel 2012 Berlusconi si è fidanzato con Francesca Pascale[35] (Napoli, 15 luglio 1985), showgirl e tra le fondatrici del club Silvio ci manchi e candidata alle elezioni provinciali del 2009[36] (anche se sin dal gennaio 2011 aveva dichiarato di avere una nuova compagna, pur non rivelandone l’identità[37]).

Dal 1974 al 2013[38] Berlusconi ha avuto la sua residenza ufficiale ad Arcore (MB), presso la settecentesca Villa San Martino sita in Viale San Martino, acquistata dalla marchesa Annamaria Casati Stampa di Soncino, figlia ed erede dello scomparso marchese Camillo per tramite dell’avvocato Cesare Previti che sino alla emancipazione era stato il suo tutore legale[38]. La villa, passata di mano insieme ad alcuni terreni circostanti per 750 milioni di Lire, fu nel 1983 accettata dalla Cariplo come garanzia per un prestito di circa 7 miliardi di Lire[39].

Dal settembre 2013 risiede ufficialmente a Roma, presso Palazzo Grazioli, in Via del Plebiscito, 102[40].

Attività imprenditoriale

Edilizia

Un giovane Berlusconi cantante su una nave da crociera

Dopo le prime saltuarie esperienze lavorative giovanili come cantante e intrattenitore sulle navi da crociera insieme all’amico Fedele Confalonieri[41] e come venditore porta a porta di scope elettriche insieme all’amico Guido Possa,[42] iniziò l’attività di agente immobiliare[43] e, nel 1961, fondò la Cantieri Riuniti Milanesi Srl insieme al costruttore Pietro Canali. Il primo acquisto immobiliare fu un terreno in via Alciati a Milano, per 190 milioni di lire, grazie alla fideiussione del banchiere Carlo Rasini (titolare e cofondatore della Banca Rasini, nella quale lavorava il padre di Silvio).[29]

Nel 1963 fonda la Edilnord Sas, in cui è socio d’opera accomandatario, mentre Carlo Rasini e il commercialista svizzero Carlo Rezzonico sono soci accomandanti. In quest’azienda, Carlo Rezzonico fornisce i capitali attraverso la finanziariaFinanzierungsgesellschaft für Residenzen AG di Lugano.[29][44] Gli anonimi capitali della finanziaria svizzera vengono in parte depositati presso l’International Bank di Zurigo e pervengono alla Edilnord attraverso la Banca Rasini[senza fonte].

Nel 1964, l’azienda di Berlusconi apre un cantiere a Brugherio per edificare una città modello da 4 000 abitanti. I primi condomìnisono pronti già nel 1965, ma non si vendono con facilità.[45]

Berlusconi riceve l’onorificenza di cavaliere del lavoro dal presidente della Repubblica Giovanni Leone

Nel 1968 nasce la Edilnord Sas di Lidia Borsani e C. (la Borsani è cugina di Berlusconi), generalmente chiamata Edilnord 2, che acquista 712 000  di terreni nel comune di Segrate, dove sorgerà Milano Due, a seguito alla dichiarazione del 1971 con cui il consiglio dei Lavori Pubblici dichiara ufficialmente residenziale il suolo e a seguito della concessione delle licenze edilizie da parte del comune di Segrate. La vicenda con cui ottenne a Roma il cambio di talune rotte aeree dell’aeroporto di Linate — le cui intollerabili onde sonore, superiori a 100 decibel, rendevano arrischiato l’investimento e difficoltosa la vendita degli appartamenti — fu ricostruita da Camilla Cederna come frutto di un’intensa attività di lobbying presso i Ministeri competenti.[46]

Nel 1972 viene liquidata la Edilnord e creata la Edilnord Centri Residenziali Sas di Lidia Borsani, quest’ultima socia accomandante, con i finanziamenti della Aktiengesellschaft für Immobilienlagen in Residenzzentren AG di Lugano.[29][47] Nel 1973 viene fondata la Italcantieri Srl, trasformata poi in SpA nel 1975, con Silvio Berlusconi quale presidente. I capitali sono di due fiduciarie svizzere e precisamente della Cofigen[senza fonte],[48] legata al finanziere Tito Tettamanti e alla Banca della Svizzera Italiana[senza fonte][49] e della Eti AG Holding di Chiasso[senza fonte][50] il cui amministratore delegato è Ercole Doninelli.[51] Nel 1974 viene costituita a Romal’Immobiliare San Martino, amministrata da Marcello Dell’Utri (amico di Berlusconi fin dagli anni universitari), con il finanziamento di due fiduciarie della Banca Nazionale del Lavoro, la Servizio Italia Fiduciaria Spa e la Società Azionaria Fiduciaria.[29]

Il 2 giugno 1977, a coronamento di questa ampia e riuscita attività edilizia, Silvio Berlusconi viene nominato cavaliere del lavoro dal presidente della Repubblica Giovanni Leone.

Nel gennaio 1978, viene liquidata la Edilnord per dare vita alla Milano 2 Spa, costituita a Segrate dalla fusione con l’Immobiliare San Martino Spa.

Televisioni

Silvio Berlusconi e Mike Bongiornoin una foto dei primi anni ottanta. Il noto conduttore televisivo è stato dal 1979 al 2009 una presenza costante sulle televisioni commerciali dell’imprenditore.

Dopo l’esperienza in campo edilizio Berlusconi allarga il proprio raggio d’affari anche al settore della comunicazione e dei media. Nel 1976, infatti, la sentenza n. 202 della Corte costituzionale apre la strada all’esercizio dell’editoria televisiva, fino ad allora appannaggio esclusivo dello Stato.[52]

Nel 1978, Berlusconi rileva Telemilano dal fondatore Giacomo Properzj. Si tratta di una televisione via cavo, operante dall’autunno del 1974 nella zona residenziale di Milano 2. A tale società due anni dopo viene dato il nome di Canale 5 e assume la forma di rete televisiva a livello nazionale, comprendente più emittenti.[53] Sempre nel 1978, Berlusconi fonda Fininvest, una holding che coordina tutte le varie attività dell’imprenditore.[54]

Per il canale ha acquistato, nel 1980, i diritti televisivi del Mundialito, un torneo di calcio fra nazionali sudamericane ed europee, compresa quella italiana, solitamente trasmesso dalle reti RAI.[55] Per tale evento, nonostante gli iniziali pareri sfavorevoli da parte di ministri del governo Forlani, ottiene dalla Rai l’uso del satellite e la diretta per la trasmissione in Lombardia, mentre nel resto d’Italial’evento viene trasmesso in differita[56] utilizzando un consorzio di emittenti locali come se fosse un’unica emittente nazionale, metodo sfruttato anche in seguito per aggirare il divieto di trasmissione nazionale, ancora vigente per le emittenti private: si registra con un giorno d’anticipo il palinsesto e le pubblicità e li si trasmette il giorno seguente in contemporanea in tutta Italia.[57]

Nel 1982 il gruppo si allarga con l’acquisto di Italia 1 dall’editore Edilio Rusconi e di Rete 4 nel 1984 dal gruppo editoriale Arnoldo Mondadori Editore (all’epoca controllato dall’editore Mario Formenton),[58] stabilendo di fatto un vero e proprio duopolio televisivo con la televisione di stato, la RAI, grazie anche a una spregiudicata campagna acquisti per attirare i divi televisivi degli anni ottanta verso il nuovo polo televisivo.[58]

Nel 1984 i pretori di Torino, Pescara e Roma oscurano le reti Fininvest per violazione della legge che proibiva alle reti private di trasmettere su scala nazionale.[59] L’azione giudiziaria viene fermata dopo pochi giorni dal governo guidato da Bettino Craxi che con un apposito decreto legge legalizza la situazione della Fininvest.[60]

Il gruppo Fininvest riesce perciò, seppur con strumenti non legali per la legislazione di quegli anni, a spezzare l’allora monopolio televisivo RAI. Nel 1990 fu la Legge Mammìa stabilizzare le situazione presente rendendo definitivamente legale la diffusione a livello nazionale di programmi radiotelevisivi privati.[61]

Negli anni seguenti il gruppo si diffonde in Europa: in Francia fonda, nel 1986La Cinq (chiusa nel 1992), in Germania, nel 1987Tele 5 (si legge Telefünf; chiuderà nel 1992, per poi riaprire nel 2002 ad opera di Tele München), in Spagna Telecinco (fondata nel 1990 e ancora oggi attiva).

Editoria e altri media

Silvio Berlusconi negli anni ’80

Nel campo editoriale diventa, ed è, il principale editore italiano nel settore libri e periodici; nel gennaio 1990 acquisisce la maggioranza azionaria di Mondadori (in cui è confluita negli anni novanta la Silvio Berlusconi Editore, fondata dal magnate milanese negli anni ottanta e attiva nella stampa periodica, e che comprò TV Sorrisi e Canzoni) con una manovra che causerà un contenzioso (vedi Lodo Mondadori) e la Giulio Einaudi Editore (comprata dalla prima), e di alcune rilevanti case minori (ElemondSperling & KupferGrijalboLe MonnierPianeta scuolaFrassinelliElecta NapoliRiccardo Ricciardi editoreEditrice Poseidona).

Berlusconi con Indro Montanelli, direttore de il Giornale

Nel 1977 entrò nella società del quotidiano il Giornale con una quota del 12% e nel 1979aumentò la sua quota al 37,5%, diventando azionista di riferimento.

Nel campo della distribuzione audiovisiva, Berlusconi è stato socio dal 1994 al 2002, attraverso Fininvest, di Blockbuster Italia. Controlla inoltre il gruppo Medusa Film.

Nel 2007, Berlusconi, tramite Trefinance (una controllata del gruppo Fininvest), ha finanziato OVO s.r.l., una media company il cui progetto è realizzare un’enciclopedia video formata da centinaia di brevi clip di carattere enciclopedico (storia, fisica, arte, letteratura, biografie, ecc.); uno dei canali della stessa doveva chiamarsi OVOpedia.

Il progetto, sebbene non fosse ancora stato reso pubblico (il lancio era previsto nel primo trimestre del 2009), è stato accusato di revisionismo, perché sarebbe stato teso a controbattere la storiografia dominante che secondo Berlusconi sarebbe controllata dalla sinistra; la società è attualmente in liquidazione.[62]