Il lupo

Canis lupus

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Nota disambigua.svg Disambiguazione – “Lupo” rimanda qui. Se stai cercando altri significati, vedi Lupo (disambigua).
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassobox

Come leggere il tassobox

Lupo grigio

European grey wolf in Prague zoo.jpg

Lupo grigio europeo (Canis lupus lupus), Zoo di Praga

Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Laurasiatheria
(clade) Ferae
Ordine Carnivora
Sottordine Caniformia
Famiglia Canidae
Genere Canis
Specie C. lupus
Nomenclatura binomiale
Canis lupus
Linnaeus1758

Il lupo grigio (Canis lupus Linnaeus1758), detto anche lupo comune o semplicemente lupo, è un canide, presente nelle zone remote del Nordamerica e l’Eurasia. È il più grande della sua famiglia, con un peso medio di 43–45 kg per i maschi, e 36-38,5 kg per le femmine.[2] Come il lupo rosso, il lupo grigio si distingue dagli altri membri del genere Canis per le sue maggiori dimensioni e per il suo muso e le orecchie meno appuntite.[3] Il suo mantello invernale è lungo e folto, di colore prevalentemente grigio variegato. Alcuni esemplari presentano anche mantelli bianchi, rossi, bruni o neri.[4]

È la specie più specializzata dei Canis: lo dimostrano l’adattamento alla caccia grossa, la sua natura gregaria[5] e il suo linguaggio del corpo avanzato.[6][7] Ciononostante è ancora abbastanza vicino geneticamente agli altri Canis, inclusi il coyote[8][9] e lo sciacallo dorato[10] da poter produrre ibridi. Il suo parente più vicino è il cane domestico, con cui condivide un progenitore comune che si divise 14.900 anni fa.[11]

È l’unico Canis presente sia nel vecchio che nel nuovo mondo.[9] Il lupo apparve per la prima volta nell’Eurasia nel Pleistocene, giungendo in Nordamerica almeno tre volte durante l’epoca Rancholabreana.[9] È un animale sociale, il cui gruppo sociale consiste di una famiglia nucleare.[2] Il lupo è tipicamente un predatore alfa, minacciato seriamente soltanto dagli umani e dalle tigri.[5][12][13][14] Si ciba prevalentemente di ungulati di grossa taglia, ma anche di animali più piccoli, bestiamecarogne e spazzatura.[4]

Il lupo grigio è uno degli animali meglio conosciuti e studiati. Su di esso sono stati scritti più libri che su qualunque altro animale selvatico.[15] Ha una lunga storia d’associazione con gli umani, essendo detestato e perseguitato dalla maggior parte delle comunità pastorali, ma rispettato sia dalle comunità agrarie che da quelle di caccia e raccolta.[16]Sebbene la paura dei lupi sia caratteristica di tante culture umane, la maggior parte degli attacchi sugli umani sono stati attribuiti ad animali rabbiosi. I lupi non rabbiosi hanno attaccato e ucciso esseri umani, soprattutto bambini, solo sporadicamente, essendo timidi per natura.[17]

Un tempo fu uno dei mammiferi più diffusi al mondo, soprattutto nell’emisfero boreale, prima che la persecuzione da parte dell’uomo provocasse la sua estinzione in gran parte dell’Europa occidentaleMessico e Stati Uniti d’America. Attualmente il lupo si trova soprattutto nel Canada, negli USA in Alaska, in Europa settentrionale e Asia settentrionale. In Italia è presente, sugli Appennini e Alpi occidentali, una sottospecie, il lupo appenninico (Canis lupus italicus), mentre sulle Alpi orientali è presente qualche esemplare della sottospecie tipica (Canis lupus lupus). Il declino delle popolazioni dei lupi grigi si è arrestata negli anni settanta, conducendo alla ricolonizzazione e la reintroduzione artificiale in zone in cui un tempo era estinto. Questo cambiamento è avvenuto grazie alla protezione legale e ai cambiamenti nella gestione rurale; tuttavia concorrenza con l’uomo per il bestiame e la selvaggina, le preoccupazioni sulla possibilità di aggressioni e la frammentazione del suo habitat, continuano a rappresentare una minaccia per la specie. Malgrado ciò, è a “rischio minimo d’estinzione”, secondo la lista rossa IUCN.[1]

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

«Lupo» deriva dal vocabolo latino lupus che, a sua volta, è un prestito d’origine sabina.[16] Secondo il prete inglese Edward Topsell, la radice è di origine greco antico, probabilmente λέοπος o λουκᾶς (greco ionico-attico λῦκος)[18], la quale è a sua volta di origine indo-europea e proviene dalla radice wlkwo[19].

Evoluzione e tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Albero filogenetico del lupo e i suoi parenti.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Antenati[modifica | modifica wikitesto]

L’antenato più probabile del lupo grigio è il Canis lepophagus, un canide nordamericano di piccola taglia risalente al Miocene che potrebbe anche essere l’antenato del C. latrans.[20] Dopo l’estinzione dei borofagini, grossi canidi simili alle iene, il C. lepophagus si evolse verso dimensioni maggiori, con un cranio più massiccio. I fossili di tali dimensioni, ritrovati soprattutto nel Texas settentrionale, potrebbero appartenere agli antenati del lupo grigio.[21] I primi lupi anatomicamente moderni apparvero nel Pleistocene inferiore. Tra loro venne individuato il C. priscolatrans, una specie di taglia piccola, simile a C. rufus, che colonizzò l’Eurasia attraversando il Ponte di Bering. Le nuove popolazioni eurasiatiche di C. priscolatranssi evolsero prima in C. mosbachensis, e in seguito C. lupus.[20]

Sviluppo delle sottospecie[modifica | modifica wikitesto]

Gli studi sul DNA mitocontriale ( mtDNA ) dei canidi ha rivelato l’esistenza di tre stirpi di lupi grigi. La più antica è il lupo himalayano, la cui origine risale a 800.000 anni fa e che attualmente vive nelle zone himalayane del Kashmir, nell’Himachal Pradesh e nel Nepal orientale. È probabile che i C. l. pallipes dell’India inferiore si diversificarono dal lupo dell’Himalaya circa 400.000 anni fa. La stirpe più giovane è rappresentata dal C. l. chanco del Tibet e che ebbe origine circa 150.000 anni fa. Quest’ultima, detta “stirpe boreale”, si espanse in Europa e nel nordamerica.[22][23]

I lupi giapponesi, ormai estinti, discendevano dai lupi boreali. Colonizzarono la penisola coreana e il Giappone, prima che quest’ultimo si separasse dal continente asiatico 20.000 anni fa, durante il Pleistocene. Durante l’Olocene, lo stretto di Tsugarusi espanse, separando l’isola di Honshu dall’isola di Hokkaidō causando cambiamenti climatici, tra cui l’estinzione della maggior parte della grande fauna indigena. I lupi giapponesi si adattarono ai cambiamenti ecologici dovuti a un processo di nanismo insulare avvenuto da 7.000 a 13.000 anni fa. Il C. l. hattai, presente nell’isola di Hokkaidō, era più grande del suo simile meridionale, il C. l. hodophilax, grazie all’habitat più montuoso, al maggior numero di prede di maggiori dimensioni, e allo scambio genetico con i grandi lupi siberiani migrati nell’isola.[24]

Il C. lupus colonizzò il nordamerica durante il tardo Rancholabreano attraverso il Ponte di Bering in almeno tre migrazioni separate, ognuna delle quali rappresentata da diverse clade di lupi grigi eurasiatici. Tra i primi ad migrare vi fu un ecomorfo[25]ipercarnivoro di struttura robusta che non si espanse oltre l’inlandsis del Wisconsin, probabilmente per la presenza nel sud, del C. dirus. Entrambi si estinsero durante il Quaternario senza lasciare discendenti.[26] La prima stirpe di lupi a insediarsi in modo permanente nel nordamerica fu quella degli antenati del C. l. baileyi, in seguito spinti verso sud dal C. l. nubilus. Il C. l. nubilusfu a sua volta spinto verso est e verso sud dal più grosso C. l. occidentalis, processo che continua ancora oggi.[9]

Sottospecie[modifica | modifica wikitesto]

Illustrazione comparativa da parte di Giuseppe Altobello riguardo ai crani e alla dentatura di C. l. lupus (a) e C. l. italicus (b).

La tassonomia del lupo grigio ha subito numerose revisioni, soprattutto nel Nordamerica. Nel 1944, lo zoologo Edward Goldman descrisse 23 sottospecie nordamericane, basandosi sulla pura morfologia.[27] Nel 1995, il mammologo[28]Ronald Nowak, basandosi sulle dimensioni del cranio, criticò un numero di sottospecie così elevato, giungendo alla conclusione che ve n’erano solo cinque, : C. l. occidentalisC. l. nubilusC. l. arctosC. l. baileyi e C. l. lycaon. Descrisse anche altre cinque sottospecie sul continente eurasiatico; C. l. lupusC. l. albusC. l. pallipesC l. cubanensis e C. l. communis.[29] Nel 2003, riconobbe anche C. l. arabsC. l. hattaiC. l. hodophilax e C. l. lupaster.[30]

Sin dal 2005, la MSW[31] riconosce 37 sottospecie, compresi il cane domestico, il dingo, il lupo canadese e il lupo rosso, ma considera il C. l. italicus come sinonimo del C. l. lupus.[32] La presunta sottospecie africana Canis lupus lupaster fu nel 2015 confermato d’essere infatti membro della specie Canis anthus.[33]

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: