Panthera tigris

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Tigre

Indrah the Sumatran Tiger.jpg

Esemplare di una tigre di Sumatra

Stato di conservazione
Status iucn3.1 EN it.svg
In pericolo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Laurasiatheria
Ordine Carnivora
Sottordine Feliformia
Famiglia Felidae
Sottofamiglia Pantherinae
Genere Panthera
Specie P. tigris
Nomenclatura binomiale
Panthera tigris
Linnaeus1758
Sottospecie

Areale

Tiger map.jpg

Diffusione storica

Diffusione dall’anno 2006

[2]

La tigre (Panthera tigris Linnaeus1758)[3][4] è un mammifero carnivoro della famiglia dei felidi. È il più grande dei cosiddetti “grandi felini” che costituiscono il genere Panthera (tigre, leonegiaguaroleopardo e leopardo delle nevi).

È un cosiddetto predatore alfa, ovvero si colloca all’apice della catena alimentare, non avendo predatori in natura, a parte l’uomo. Oltre che dalle dimensioni notevoli, è caratterizzata dalla particolare colorazione del mantello striato che serve a “spezzare” otticamente la figura dell’animale; il disegno del mantello varia leggermente da sottospecie a sottospecie.[1] Vi sono tuttavia delle varianti al colore del mantello, principalmente nella sottospecie nominale Panthera tigris tigris (tigre indiana “del Bengala”), la più comune tra queste è quella con strisce nere su sfondo bianco.

Etimologia, denominazione e semantica[modifica | modifica wikitesto]

Il quarzo occhio di tigrerichiama il colore dell’iridedella tigre.

La parola tigre deriva dal latino tigris, dal greco antico τίγρις tígris, a sua volta d’origine iranica (zendo tiγris, “saetta”[5] avestico tigrā “dardo”[6]).

Il legame col nome del Tigri, proposto già in epoca classica sulla base della velocità del corso del fiume[5], è, secondo Ernout e Meilletparetimologico[7].

Col nome Felis tigris, è stata una delle molte specie descritte per la prima volta nel XVIII secolo da Linneo nella sua opera Systema Naturae[8].

In zoologia, il termine «tigre» è stato utilizzato per estensione per definire molte specie di grandi felini maculati o a strisce: ad esempio, i termini «tigre d’America», «tigre della Guyana» e «tigre nera» in passato sono stati utilizzati per indicare il giaguaro (Panthera onca)[9], chiamato ancora in molti paesi del Sudamerica e dell’America Centrale «El tigre»[10]. «Gatto tigre» è anche un nome alternativo del gatto giaguaro, noto inoltre con il nome scientifico di Leopardus tigrinus[11].

Molti altri animali hanno un nome composto dalla parola «tigre», dovuta alla caratteristica striatura che li contraddistingue, come lo squalo tigre, la tigre della Tasmania, la zanzara tigre e il serpente tigre.

Anche nel campo dei minerali si riscontra l’utilizzo del nome, come per l’occhio di tigre, una pietra semipreziosa della famiglia dei quarzi.

Il nome viene anche utilizzato in alcune espressioni per indicare una persona aggressiva: ad esempio, si dice che un uomo feroce e spietato sia come una tigre o possa essere «geloso come una tigre»[9][12]. Al contrario, si parla di «tigre di carta» per descrivere qualcosa di spaventoso in apparenza, ma innocuo nella realtà.

Morfologia e anatomia[modifica | modifica wikitesto]

Lo scheletro della tigre si distingue da quello del leone per la lunghezza degli arti e da quello del leopardo per le dimensioni maggiori.

Cranio, illustrato da N. N. Kondakov.

La tigre è il felino più grande che esista in natura ed è anche uno dei più grandi predatori terrestri, con solo l’orso bruno e l’orso polare capaci di superarne la stazza. Le dimensioni della tigre variano notevolmente da una sottospecie all’altra; infatti, una tigre di Sumatra di sesso maschile non pesa più di 140 kg per 2,3 metri di lunghezza, mentre una tigre siberiana può superare i 300 kg per 3,3 metri di lunghezza o più. Anche l’altezza al garrese della tigre è molto variabile a seconda della sottospecie, da 85 cm a un metro, così come anche la sua lunghezza totale, con la coda, da 2 a 3,7 metri, e il peso, che può variare dai 65 agli oltre 300 kg.

Le orecchie della tigre, arrotondate, hanno la superficie esterna di colore nero con una macchia bianca al centro. Le pupille sono rotonde; il colore dell’iride varia dall’oro al verde, ma a volte può essere anche azzurro. Il naso è di colore rosa, caratterizzato a volte dalla presenza di macchie nere. Le vibrisse (i cosiddetti «baffi») sono molto folte e poste su un muso corto. La fronte è arrotondata. Il collo è coperto da un pelo fitto e una pelle più spessa, soprattutto nei maschi. I canini della tigre sono i più lunghi tra tutti i felini e possono raggiungere una lunghezza di circa dieci centimetri[13]. Come in tutti i membri del genere Panthera, l’osso ioide è parzialmente ossificato e permette all’animale di ruggire[14].

La tigre siberiana è considerata la sottospecie più grande considerate le dimensioni medie degli esemplari, tuttavia il record di peso massimo appartiene a una tigre del bengala precisamente a un esemplare ucciso nel 1967 che pesava ben 389 kgs[15]. Il record di lunghezza massima spetta invece sempre alla tigre siberiana che può raggiungere 14 piedi di lunghezza dalla testa alla coda (circa 4,26 m)[16] mentre non esistono riferimenti di tigri del bengala di lunghezza superiore ai 12 piedi (3,70 m). Al giorno d’oggi, la popolazione di tigre siberiana in natura è assai inferiore rispetto a quella del bengala e si ritiene che abbia sofferto maggiormente il rimpicciolimento genetico della sottospecie (più una specie è perseguitata dai cacciatori e più si rimpicciolisce in quanto gli esemplari più grandi sono uccisi). Infatti, le tigri siberiane odierne sono più piccole del passato e di dimensioni comparabili a quelle del Bengala.

Come accade per altri animali, anche la tigre in cattività, a causa della mancanza di esercizio e di un alimentazione sregolata, può andare incontro ad episodi di obesità che la portano a raggiungere dimensioni abnormi: è il caso ad esempio di Brutus, tigre siberiana ospite di un santuario che ha toccato il peso record di 1100 libbre (quasi 500 kgs).[17] Si tratta di dimensioni, ritenuti da tutti gli esperti, impossibili da raggiungere per una tigre selvatica anche perché andrebbero a scapito dell’animale che faticherebbe a cacciare.

Organi sensoriali[modifica | modifica wikitesto]

La tigre può fare affidamento su due sensi sviluppatissimi, l’udito e la vista. Gli occhi, che le consentono di osservare anche il più piccolo movimento della preda prescelta, sono strutturati secondo le esigenze di un predatore notturno; grazie alla particolare conformazione dell’occhio, è in condizione di sfruttare i più tenui raggi di luce e di muoversi con disinvoltura nelle tenebre notturne.

Origini ed evoluzione[modifica | modifica wikitesto]

I più antichi resti di un felino simile alla tigre sono quelli della Panthera palaeosinensis, trovati in Cina e a Giava. Questa specie era presente nel primo Pleistocene (circa 2 milioni di anni fa), ed era di dimensioni più piccole rispetto alla tigre moderna.[18]

I più antichi resti fossili di vere e proprie tigri sono datati fra 1,6 e 1,8 milioni di anni fa, trovati a Giava e appartenenti ad una sottospecie, oggi estinta, chiamata tigre di Trinil (P. tigris trinilensis) e visse per circa 1,2 milioni di anni, sempre nel territorio di Giava.[19]

Non è noto con certezza quale sia la regione d’origine della tigre, certamente essa si diffuse durante il Pleistocene in gran parte dell’Asia, inclusa la Beringia (da cui però non transitò nelle Americhe), l’IndiaSumatra, Giava e Bali. Fino all’Olocene le tigri furono diffuse anche nel Borneo. Sono state trovate tracce di fossili anche in Giappone e sulle isole del Borneo.[18]

Albero filogenetico[modifica | modifica wikitesto]

L’Albero filogenetico comprendente la “Panthera tigris” appartenente al genere Panthera[20][21]

   Panthera
 Panthera leo – LeoneLydekker - Lion (white background).JPG
 Panthera pardus – Pantera o leopardoLydekker - Leopard (white background).JPG
 Panthera onca – GiaguaroJaguar Histoire Naturelle (white background).jpg
 Panthera tigris – Tigre A handbook to the carnivora (Panthera tigris).jpg
 Panthera uncia – Leopardo delle neviSnow Leopard (PSF).png

Sottospecie[modifica | modifica wikitesto]

Sulla base dell’analisi morfologica e filogenetica (mediante analisi molecolare) s

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