Tennis

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Tennis
Centre Court.jpg
Il Torneo di Wimbledon, il più antico e prestigioso torneo delGrande Slam
Federazione Federazione Internazionale Tennis
Inventato XIX secolo
Contatto No
Genere Maschile, femminile e misto
Indoor/outdoor Indoor e outdoor
Campo di gioco Campo da tennis
Olimpico dal 1896 al 1924 e dal 1988

Il tennis è uno sport che vede opposti due giocatori (uno contro uno, incontro singolare) o quattro (due contro due, incontro di doppio) in un campo diviso in due metà da una rete alta circa un metro dal terreno.

I giocatori utilizzano una racchetta, come se fosse il prolungamento del braccio, al fine di colpire una palla. In passato le racchette avevano un telaio in legno, successivamente in leghe leggere, ora in grafite pura o mista a kevlar, fibra di vetro, tungsteno o basalto,[1] con una corda monofilamento o multifilamento congiunta, in diversi punti del telaio, in modo da formare una rete.

Lo scopo del gioco è colpire la palla per far sì che l’avversario, posto nell’altra metà del campo da gioco, non possa ribatterla dopo il primo rimbalzo (l’obbligo del primo rimbalzo è solo in risposta alla palla messa in gioco dalla battuta dell’avversario, nelle altre fasi del gioco è consentito ribatterla anche al volo) o che battendola finisca con mandarla fuori campo o non riesca a superare la rete posta al centro.

Si potrebbe considerare un gioco completo se non fosse per lo sviluppo asimmetrico del corpo poiché, oltre alla forza fisica, alla precisione, alla destrezza, alla coordinazione e alla resistenza fondamentale, soprattutto se lo sport è praticato a livello agonistico, è anche l’acume tattico e il fattore mentale: la maggior parte dei giocatori e delle giocatrici della “top ten” mondiale sono seguiti infatti da uno staff che comprende uno psicologo, un allenatore che si occupa dei colpi e dell’impostazione tattica in campo, un preparatore atletico ed un manager.

Un buon giocatore si distingue per la sua completezza in 4 fattori diversi: fisico, tecnico, tattico e mentale. L’ultimo è probabilmente il più complicato da allenare, in quanto solo giocando tanti match si impara a gestire la tensione, le proprie sensazioni e le proprie emozioni. A livello amatoriale è divertente e crea sempre un po’ di competizione tra i contendenti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del tennis.

Una tennista nel 1881

Origine antica ed etimologia[modifica | modifica wikitesto]

L’origine del tennis potrebbe essere individuata o in giochi appartenenti alla cultura greco-romana o in un gioco praticato dai Longobardi (poi denominato pallacorda), che, precedentemente giocato colpendo la palla con il palmo della mano coperto da un guanto, già nel XV secolo adottava la racchetta. A quest’epoca la racchetta consisteva in un rudimentale piattocorde delle dimensioni di quattro palmi munito di un manico corrispondente alla lunghezza media di un avambraccio.

La prima occorrenza della parola “tennis”, nella sua forma antiquata “Tenes”, la si trova nella Cronica di Firenze di Donato Velluti in cui si descrive l’evento che ne sarebbe stata l’origine: la visita, nel 1325, di alcuni cavalieri francesi a Firenze. Infatti, essi, giocando ad una versione evoluta dell’italiana pallacorda, avevano l’uso di avvisare colui che riceveva la palla gridando “tenez!” (in francese, “tenete!”).

Evoluzione del regolamento[modifica | modifica wikitesto]

L’inglese Walter Clopton Wingfield stabilì un primo regolamento nel 1875 dando al gioco il nome di sphairistike; l’anno successivo iniziò a diffondersi anche negli Stati Uniti. La regolamentazione definitiva è del 1888 quando si costituì l’associazione tennistica inglese. In Italia il tennis fu introdotto insieme al calcio intorno al 1880 in Liguria. Nel 1894 fu fondata la Federazione italiana, ma rimase sempre uno sport d’élite almeno fino al dopoguerra.

Fondamentale per lo sviluppo del gioco fu la decisione del 1883 di dimezzare l’altezza della rete. Nel 1895 si svolse il primo campionato italiano per tennisti. Nel 1896 il tennis fu inserito nel programma dei primi Giochi olimpici moderni e vi restò sino al 1924 quando fu eliminato quindi riammesso nel 1988. Nel 1900 fu contesa la prima Coppa Davis ossia il trofeo che spetta annualmente alla squadra nazionale campione mondiale: la nazionale italiana vinse questo trofeo nel 1976; per le nazionali delle tenniste annualmente si disputa la Fed Cup che è stata vinta dalla nazionale italiana nel 2006, nel 2009, nel 2010 e nel 2013.

Nel 1883 iniziarono le prime sfide tra professionisti in esibizioni di singolar tenzone e dopo si organizzarono regolarmente tornei professionistici che poi annualmente culminavano nei campionati professionali di tennis e nel 1968 la federazione internazionale accettò il professionismo per tutti i tornei. Nel 1971 si adottò il gioco decisivo (tie-break) sul punteggio di 8-8 che nel 1979 si ridusse a 6-6. Nel 1973 si ricorse all’uso dell’elaboratore elettronico per aggiornare quotidianamente le classifiche dei tennisti professionisti: sino allora le classifiche erano compilate da esperti per essere pubblicate su giornali e riviste specializzate. Il primo campo da tennis in Italia fu quello di Bordighera (Liguria).

Nel 1986 iniziarono periodici controlli antidoping di giocatori professionisti e arbitri. Il materiale dei telai delle racchette è passato dal legno al metallo per arrivare all’attuale materiale sintetico. Le corde intrecciate che un tempo erano composte dal budello animale, sono poi state sostituite dal nylon o da altri materiali sintetici.

Tennis all’Olimpiade nel 1896

Da considerare che le professioniste di quest’attività atletica grazie alla loro enorme popolarità sono diventate, negli ultimi decenni del secolo scorso, le prime atlete ad accumulare introiti paragonabili a quelli dei colleghi e attualmente alcune giovani campionesse avvenenti sono ritratte su copertine di riviste come le loro coetanee modelle famose.

In base a statistiche solo indicative, poiché attualmente è impossibile essere scientificamente precisi, proprio per l’eccezionale successo popolare di tennisti e tenniste, molti esperti ritengono che il tennis sia lo sport più seguito in generale dal pubblico televisivo mondiale.

James Van Alen nel 1954 fondò la International Tennis Hall of Fame che attualmente è il più grande museo di tennis nel mondo e ha sede a Newport negli Stati Uniti; in questo museo sono custodite racchette, maglie, cappelli, foto di molti campioni e personalità illustri del tennis che vengono ammessi in qualità di membri: Nicola Pietrangeli è diventato membro nel 1986, seguìto nel 2006 da Gianni Clerici, scrittore, giornalista e commentatore televisivo per Sky Italia.

Popolarità in Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia un aumento della popolarità del tennis si verificò grazie a Nicola Pietrangeli poi negli anni settantaanni ottanta, per i successi conseguiti da Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci e Tonino Zugarelli che, evitando una propagandistica strumentalizzazione politica sull’opportunità che l’Italia disputasse la finale di Coppa Davis nel Cile governato dal generale Augusto Pinochet, conquistarono (1976) la prima Coppa Davis per l’Italia (impresa mai raggiunta, neppure negli anni sessanta da Pietrangeli, Orlando Sirola, Beppe Merlo e Fausto Gardini, sconfitti nella finale di Sydney del 1960 e in quella di Melbourne del 1961 dall’Australia): la Rai trasmise solo una breve sintesi della partita decisiva, commentata da Roma dal telecronista Guido Oddo.

La diffusione della pratica del tennis ebbe impulso anche grazie al successo di Adriano Panatta in tornei internazionali di grande importanza come gli Internazionali d’Italia che si svolgono a Roma e il Roland Garros di Parigi e alla popolarità di campioni come Jimmy Connors, Björn Borg, John McEnroe, Ivan Lendl, Mats Wilander, Stefan Edberg, Andre Agassi, Boris Becker, Chris Evert, Martina Navrátilová, Steffi Graf, Monica Seles. Inoltre in quegli anni Rai e Mediaset spesso trasmettevano tornei commentati prevalentemente da Giampiero Galeazzi e Rino Tommasi.

Un calo della sua popolarità in Italia è indissolubilmente legato anche alla sua cancellazione di fatto dai canali della tv generalista e risale a circa la metà degli anni novanta, quando entrarono in scena le cosiddette pay tv.

Negli anni duemila il tennis gode di un netto aumento di popolarità in Italia grazie anche all’esaltazione mediatica del dualismo tra lo svizzero Roger Federer, titolare del maggior numero di vittorie nei tornei “grandi slam”, 18, per molto tempo numero uno al mondo e considerato uno dei più grandi tennisti di tutti i tempi, e lo spagnolo Rafael Nadal, vincitore di dieci edizioni del Roland Garros. In questi anni, però, è soprattutto il tennis femminile a regalare all’Italia le maggiori soddisfazioni, grazie alla conquista di quattro Fed Cup e alle numerose vittorie individuali di quattro tenniste che sono entrate tra le prime sette della classifica mondiale ossia: Francesca Schiavone n.4, Sara Errani n.5, Flavia Pennetta n.6, Roberta Vinci n.7. Schiavone, vincitrice del Roland Garros 2010 e finalista nel 2011, causò il ritorno in chiaro di una partita del torneo francese dopo tredici anni e, in generale, di una partita di tennis in RAI dopo quattro anni dalla Coppa Davis e Fed Cup.

La sopracitata finale ha avuto un ampio seguito, considerando che è stata acquistata e posta in programmazione su Rai 2 circa venti ore prima dell’evento: due milioni di telespettatori per l’intero incontro, con punta di tre milioni e mezzo per il tie-break decisivo (dati Auditel). Nel 2015 la brindisina Pennetta e tarantina Vinci disputarono la finale di US Open stabilendo un primato storico: mai due italiane, o italiani, si erano contese un titolo di torneo Slam prima di loro. Tale evento ebbe risonanza mondiale poiché nelle semifinali eliminarono le prime due tenniste della classifica generale giocando colpi spettacolari e vincenti, che richiamarono tifosi e appassionati in massa per la finale: lo stadio centrale di New York risultò tutto esaurito e molte persone non riuscirono a comprare i biglietti; per onorare le due tenniste, il capo di Governo italiano e il presidente del CONI nonché il presidente della FIT raggiunsero lo stadio tramite un aereo della flotta statale italiana. Inoltre l’incontro Pennetta-Vinci fu trasmesso gratuitamente in diretta dall’emittente televisiva Deejay TV – NOVE con le cerimonie di apertura e premiazione: nelle città di Brindisi e Taranto furono allestiti schermi giganti in piazze centrali.

Per alcuni anni, il tennis in chiaro è stato limitato a quattro partite, cioè una semifinale e la finale dei tornei maschile e femminile degli Internazionali d’Italia, trasmesse su Italia1, che dal 2004 al 2013 ha detenuto i diritti su queste fasi del massimo torneo italiano.

Lo scenario cambia dal 2009 a causa di due fattori: l’ingresso di SuperTennis nel panorama televisivo italiano e il ritorno d’interesse originato dalle vittorie delle quattro tenniste italiane sopracitate in tornei importanti. Per la prima volta dal 1998, la Rai è tornata ad acquisire i diritti del secondo Slam dell’anno trasmettendo incontri sui canali Rai Sport 1 e Rai Sport 2.

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