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Lago di Garda

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Lago di Garda
Benaco
Lago Garda STS081-717-66.jpg
Stato Italia Italia
Regione Lombardia Lombardia
Veneto Veneto
Trentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige
Provincia Brescia Brescia
Verona Verona
Trento Trento
Coordinate 45°38′N 10°40′ECoordinate: 45°38′N 10°40′E (Mappa)
Altitudine 65[1] m s.l.m.
Dimensioni
Superficie 368[2] km²
Lunghezza 52[2] km
Larghezza 16[2] km
Profondità massima 346[2] m
Profondità media 133[1] m
Volume 49[1] km³
Sviluppo costiero 158[1] km
Idrografia
Bacino idrografico 2260[1] km²
Immissari principali Sarca[1]
Emissari principali Mincio[1]
Tempo di residenza 26,8[1] anni
Salinità < 0.05 % (acqua dolce)
Isole 5[1]
Mappa di localizzazione: Italia

Lago di GardaBenaco
Lago di Garda
Benaco
« Suso in Italia bella giace un laco,
a piè de l’Alpe che serra Lamagna
sovra Tiralli, c’ha nome Benaco. »
(Dante Alighieri, Inferno, Canto XX[3][4])

Il lago di Garda o Benaco (/beˈnako/, localmente anche /ˈbɛnako/;[5] in lombardo e trentino: Lach de Garda, [‘lɑːk ‘de ‘gɑːrda]; in veneto: Łago de Garda, [ˈlaɡo de ˈɡɑrda]; in tedesco: Gardasee), è il maggiore lago italiano, con una superficie di circa 370 km² (terzo per profondità dopo Como e Maggiore). Cerniera fra tre regioni, Lombardia (provincia di Brescia), Veneto (provincia di Verona) e Trentino-Alto Adige (provincia di Trento), è posto in parallelo all’Adige, da cui è diviso dal massiccio del monte Baldo. A settentrione si presenta stretto a imbuto mentre a meridione si allarga, circondato da colline moreniche che rendono più dolce il paesaggio. Il lago è un’importante meta turistica ed è visitato ogni anno da milioni di persone.[6]

Etimologia e pronuncia[modifica | modifica wikitesto]

In epoca romana il lago era conosciuto come Benaco, mentre oggi è meglio noto come lago di Garda, toponimo attestato fin dal Medioevo e di origine germanica, derivante da quello dell’omonima cittadina sulla sponda veronese del lago, la quale, insieme a un’altra località celebre del lago, Gardone Riviera, e altre meno conosciute, come Gàrdola, Gardoncino, Gardoni, Guàrdola e Le Garde, testimonia la presenza germanica che va dal VI all’VIII secolo, in particolare quella longobarda.[7] Il toponimo Garda, con il quale è chiamato il lago già in alcuni documenti dell’VIII secolo, è l’evoluzione della voce germanica warda, ovvero “luogo di guardia” o “luogo di osservazione”.[8] Il toponimo classico del lago, ovvero Benācus lacus (Benaco), è quasi sicuramente di origine celtica, precedente quindi al dominio romano, e dovrebbe derivare da bennacus, confrontabile con l’irlandese bennach, e significherebbe “cornuto”, ovvero dai molti promontori.[9] La traduzione “cornuto” viene anche interpretata in riferimento alla penisola di Sirmione.[10]

La voce latina di Benaco è attestata come Benācus, -i e presuppone quindi un accento piano (Benàco): la versione italiana dell’accento tonico rimane fedele all’accentazione latina, quindi va pronunciato con l’accento sulla “a”. Gli abitanti del lago, in particolar modo quelli della sponda veronese, pronunciano il nome Benaco con l’accento sulla “e”, ovvero Bènaco. Resta oscuro il motivo per cui i nativi delle zone del lago tendono ad utilizzare la versione con l’accento sdrucciolo del nome.[11][12]

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Cima Comer panorama Lago di Garda.jpg
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Panorama del lago di Garda visto da cima Comer (1280 m) presso Gargnano

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La parte settentrionale del lago è situata in una depressione che si insinua in direzione NE-SW all’interno delle Alpi, mentre la parte meridionale occupa un’area dell’alta Pianura Padana: si distinguono quindi un tratto vallivo e uno pedemontano, il primo di forma stretta e allungata, il secondo ampio e semicircolare. Una caratteristica del Garda è la dimensione limitata del bacino idrografico (2290 km²) rispetto alla superficie lacustre: ad una lunghezza di 52 km del lago corrispondono i 95 km del bacino, mentre le rispettive larghezze sono di 16 km e 42 km. Lo spartiacque orientale del bacino idrografico benacense presenta una direzione parallela all’asse del lago, mentre quello occidentale ha un andamento più sinuoso. All’interno del bacino i rilievi maggiori sono la cima Presanella (3556 m) e l’Adamello (3554 m), anche se la maggior parte del territorio è compreso tra i 65 e i 1500 m. Morfologicamente il bacino idrografico del Garda è suddivisibile in quattro aree: la pianura di circa 200 km², la superficie lacustre di circa 370 km², la porzione occidentale di circa 500 km² e quella orientale di circa 1040 km².[2]

Le acque del lago bagnano numerosi comuni in provincia di Brescia (Sirmione, Desenzano del Garda, Lonato del Garda, Padenghe sul Garda, Moniga del Garda, Manerba del Garda, San Felice del Benaco, Salò, Gardone Riviera, Toscolano Maderno, Gargnano, Tignale, Tremosine sul Garda, Limone sul Garda), di Verona (Peschiera del Garda, Castelnuovo del Garda, Lazise, Bardolino, Garda, Torri del Benaco, Brenzone, Malcesine) e di Trento (Riva del Garda, Nago-Torbole, Arco).

Colline moreniche[modifica | modifica wikitesto]

Le colline moreniche tra Sona e Sommacampagna

A sud del lago di Garda, tra Verona, Mantova e Brescia, si sviluppa un grande anfiteatro morenico, ovvero un susseguirsi di cerchie collinari con interposte piccole aree pianeggianti, in alcuni casi palustri, originatisi grazie all’azione di trasporto e di deposito del grande ghiacciaio del Garda.[13] Questi depositi morenici si formarono durante le glaciazioni Günz, Mindel, Riss e Würm: alle due più antiche, la Günz e la Mindel, sono attribuiti depositi morenici molto limitati, mentre alla glaciazione Riss sono attribuite le cerchie moreniche più esterne e alla glaciazione Würm quelle interne.[14] La morfologia delle colline è dolce e dalle linee delicate; dai punti più alti è possibile avere la percezione dei rapporti che legano le colline con le montagne oltre che della forma circolare ad anfiteatro degli andamenti collinari, i quali sembrano abbracciare la parte meridionale del lago.[15]

Uno scorcio delle colline moreniche presso Solferino

Queste zone, abitate sin dalla preistoria, sono ambienti di grande pregio naturalistico, con vegetazione tipica del clima mediterraneo come l’olivo, la vite, le agavi e altre piante, che crescono rigogliose grazie al microclima creato dal bacino del Garda, che rende l’inverno particolarmente mite. Durante la primavera nascono fiori selvatici come primule, iris, violette e gigli rossi, mentre in estate sbocciano alcune varietà di orchidee selvatiche. Grazie alla presenza di aree protette sopravvivono lepri e piccoli mammiferi selvatici, uccelli acquatici e rapaci, mentre stagni e fossati sono popolati da lucci, carpe e anguille. Gli allevamenti di bovini, di equini ed altri animali domestici, conferiscono un aspetto bucolico al paesaggio collinare.[16]

Particolarmente interessante è l’avifauna, grazie alla presenza dell’airone cinerino e rosso, la nitticora, il tarabuso, la garzetta e molte specie di anatidi (ad esempio l’alzavola, la marzaiola e il germano). Le colline sono un importante crocevia migratorio per numerose specie di falconiformi e vedono pure la presenza di numerose specie insettivore che tipicamente vivono in ambienti incontaminati.[17]

Nel territorio sono presenti sia aree protette, come il Parco regionale del Mincio, la riserva naturale di Castellaro Lagusello e il biotipo del lago del Frassino, che parchi e giardini di grande rilevanza, come il celebre Parco giardino Sigurtà.[17] Caratteristico è il Parco Archeologico Naturalistico della Rocca di Manerba, imponente collina Morenica, sovrastata da una croce in ferro che domina il lago di Garda.[18]

Isole[modifica | modifica wikitesto]

Nel lago sono presenti cinque isole, tutte di dimensioni piuttosto ridotte. La più grande è l’isola del Garda, su cui nel 1220 san Francesco d’Assisi fondò un monastero, soppresso solamente nel Settecento,[19] e su cui oggi sorge un palazzo ottocentesco in stile neogotico veneziano. A breve distanza si trova la seconda isola per dimensioni, l’isola di San Biagio, anche detta “dei Conigli” in quanto nel XVI secolo vi erano numerose lepri e conigli che offrivano cacce abbondanti.[20] L’isola, situata all’estremità sud-orientale del golfo di Manerba del Garda, si trova a breve distanza dalla costa e nei periodi di secca è raggiungibile a piedi.

Lungo la riva orientale si trovano altre tre isole, tutte di dimensioni modeste, situate nei dintorni di Malcesine: la più settentrionale è l’isola degli Olivi, quindi vi è l’isola del Sogno, anch’essa nei periodi di secca raggiungibile a piedi dalla costa, e infine la più meridionale, l’isola del Trimelone (o del Tremellone).[20]

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Panorama da Tremosine verso Malcesine

Livello e temperatura dell’acqua[modifica | modifica wikitesto]

Il livello medio delle acque del Garda, che si trova a 65 metri sopra il livello del mare, subisce variazioni stagionali piuttosto limitate, in particolare se rapportato agli altri grandi laghi prealpini: le oscillazioni massime sono di 1-1,5 metri. La limitatezza di queste variazioni è merito delle dimensioni notevoli dell’invaso rispetto a quelle del bacino imbrifero che lo alimenta.[21] La temperatura media delle sue acque superficiali è di 12 °C, che scende a 8 °C a 100 metri di profondità.[22] La temperatura superficiale dell’acqua è però soggetta a variazioni notevoli nell’arco dell’anno: la temperatura minima a dicembre è di 6 °C mentre quella massima ad agosto è di 27 °C.[1]

Orografia subacquea[modifica | modifica wikitesto]

Il lago di Garda può essere idealmente suddiviso in due parti: Bacino nord-occidentale (circa 93% con massima profondità di 346 metri) e Bacino orientale (con massima profondità assai minore, di circa di 79 metri, in corrispondenza di Bardolino). La suddivisione si giustifica per la presenza di una faglia sommersa tra Sirmione e Punta San Vigilio che costituisce quasi uno sbarramento naturale, il quale ostacola di fatto l’omogeneizzazione tra le acque delle due zone. Questo rilevo sommerso ha come culmine la “Secca di Garda” (profondità media 3 -5 metri) dove è stata collocata una meda galleggiante elastica e un opportuno palo di segnalazione: “il Pal del Vo”. Invece, la massima profondità si trova approssimativamente di fronte alla costa tra Castelletto e Brenzone.

Fenomeni[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei fenomeni caratteristici del lago è quello delle sesse, ovvero un repentino innalzamento del livello del lago, mediamente di 30 cm, collegato a un calo improvviso della pressione atmosferica.[22] Si tratta di un evento che avviene in condizioni di lago calmo, che si manifesta senza preavviso e la cui durata può variare da alcuni minuti fino ad alcune ore, in casi eccezionali anche una giornata intera.[23]

Altro fenomeno ricorrente è quello delle correnti, che consiste nel movimento di una massa d’acqua in una direzione diversa rispetto all’acqua che la circonda. In genere sono correnti subacquee, ma possono diventare visibili in superficie tramite una sorta di fiume che scorre sulla superficie del lago dalla colorazione più chiara rispetto a quella delle acque circostanti. Le correnti hanno andamenti e velocità piuttosto varie e si manifestano in luoghi e momenti sempre diversi, anche se i luoghi in cui compaiono più frequentemente sono nelle acque di fronte a Garda, Bardolino, Lazise, tra Gargnano e la punta di San Vigilio, e a settentrione a Malcesine e a Limone.[24] Causa di questo fenomeno sono squilibri di temperatura.[22]

Immissari ed emissari[modifica | modifica wikitesto]

Le sorgenti del Sarca, il maggiore immissario del lago

Il fiume Sarca, le cui sorgenti sono alimentate dall’Adamello e dal gruppo dolomitico del Brenta, è il principale immissario fra i 25 affluenti. Il fiume, che si immette nel lago nelle immediate vicinanze di Torbole, ha formato la piana alluvionale di Arco. Altri immissari minori sono quelli che scendono dai monti che si affacciano sul lago: il Ponale, alimentato dal lago di Ledro, il Varone o Magnone, che dà origine alle cascate del Varone, il Campione, che ha formato l’omonima penisola, il Toscolano, che ha formato l’ampia penisola di Maderno, e l’Aril o Ri, che con i suoi 175 metri di lunghezza è considerato il fiume più breve d’Italia e uno dei più corti al mondo.[25] L’Aril è originato da una florida sorgente presso Cassone, alimentata dalle falde acquifere del monte Baldo che, a causa della sua natura carsica, dà vita anche a numerose sorgenti subacquee.[21]

Il Mincio a Borghetto, piccola frazione sorta ai piedi del ponte visconteo di Valeggio sul Mincio, nota per i caratteristici edifici con mulini ad acqua

L’alimentazione del lago è quasi completamente controllata dall’uomo a causa della costruzione della diga di Valvestino, della diga di Ledro, dei versamenti controllati dal lago di Molveno nel Sarca e dalla costruzione del canale scolmatore dell’Adige, la galleria Adige-Garda, il quale viene però utilizzato esclusivamente in caso di piene eccezionali del fiume. Pure l’unico emissario del lago, il Mincio, è controllato tramite la chiusa di Salionze.[21]

La modesta portata dell’unico emissario (mediamente 58,4 m³/s) rispetto al grande volume d’acqua contenuta nel bacino lacustre genera una condizione di stasi, tanto che le acque restano nel lago in media 26,8 anni. La lentezza del ricambio è la causa della limpidezza delle acque lacustri, anche se oggi l’infittirsi degli insediamenti, l’inquinamento e le imbarcazioni a motore hanno ridotto considerevolmente la qualità dell’acqua.[21]

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