Appennini

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Appennini
Italia fisica appennini.png

Suddivisione degli appennini

Continente Europa
Stati Italia Italia
San Marino San Marino
Cima più elevata Corno Grande (2.912 m s.l.m.)
Lunghezza 1201 km
Larghezza da 30 a 252 km
Massicci principali Appennino settentrionale
Appennino centrale
Appennino meridionale

Gli Appennini sono un sistema montuoso lungo circa 1.500 km che attraversa tutta la parte centro-meridionale dello stivale italiano disegnando un arco con la parte concava a sudovest.

Secondo la geografia fisica classica l’estremità settentrionale, il confine tra Appennini e Alpi, è costituita dalla Bocchetta di Altare o Colle di Cadibona, in valle Bormida, provincia di Savona, mentre quella meridionale è data dalla punta estrema dell’Aspromonte; oltre lo stretto di Messina si estende l’Appennino siculo, che comprende le catene settentrionali della Sicilia[1]. L’estensione in larghezza degli Appennini varia da un minimo di 30 km ad un massimo di 250 km.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Gli Appennini corrono per tutta la loro lunghezza in territorio italiano, se si eccettua il Monte Titano appartenente alla Repubblica di San Marino.

La catena appenninica divide la superficie della Penisola in due versanti: tirrenico ed adriatico, differenti tra loro sotto molti aspetti. La più appariscente è data dall’asimmetria dei due pendii: la catena infatti presenta una curva, convessa verso l’Adriatico e concava verso il Tirreno. Nel versante tirrenico l’Appennino arriva a lambire la costa in Liguria, mentre è bordato dai rilievi dell’Antiappennino tirrenico in Toscana, Lazio, e Campania; in Basilicata e in Calabria gli Appennini toccano nuovamente il mare. Nel versante adriatico le catene appenniniche digradano nella Pianura Padana in Emilia-Romagna, toccano il mare nelle Marche, in Abruzzo e nel Molise, mentre in Puglia l’Antiappennino adriatico si interpone tra la catena appenninica e il mare. Lungo l’Appennino passa lo spartiacque che divide i due bacini del Mar Tirreno e del Mare Adriatico.

A paragone con le Alpi, gli Appennini, oltre ad essere più giovani[2][3], hanno una diversa conformazione ed una altezza nel complesso inferiore. L’Appennino infatti è formato in prevalenza da rocce calcaree dure e da argille molli; solamente la Sila e l’Aspromonte sono costituiti da rocce granitiche. La cima più alta è il Corno Grande, nel gruppo del Gran Sasso (Abruzzo) che raggiunge i 2.912 metri di altitudine sul livello del mare.

Anche il paesaggio naturale appenninico, con la diversità delle rocce e del clima, appare molto differente da quello alpino. Le montagne appenniniche hanno in genere cime tondeggianti e il declivio dei due versanti, tirrenico ed adriatico, digrada dolcemente. Spiccano però le ardite forme di alcuni gruppi formati da compatta roccia calcarea: tra l’Umbria e le Marche i Sibillini, in Abruzzo il Gran Sasso e la Maiella, in Campania gli Alburni, in Basilicata il Monte Alpi e al confine con la Calabria il Massiccio del Pollino.

Nell’Antiappennino sono caratteristiche le forme tronco-coniche dei vulcani, ormai spenti quelli dei colli Albani, ancora attivi il Vesuvio e i Campi Flegrei. Le vallate appenniniche sono a volte impervie e caratterizzate da gole pittoresche, specie in Abruzzo e nelle Marche.

Alcune aree sono soggette a frane e scoscendimenti; sono le zone in cui la composizione prevalentemente argillosa del suolo e il dissennato disboscamento dei tempi passati consentono alle acque di superficie di agire rovinosamente, scavando solchi (calanchi) e rendendo inabitabili vaste superfici; interi pendii, nei periodi di pioggia, si possono trasformare in pericolosi fiumi di fango.

I numerosi e facili valichi che permettono di passare, ad altezze quasi sempre inferiori ai 1.000 m, dall’uno all’altro versante, vengono indicati nella parlata locale, secondo le loro forme caratteristiche, con i nomi di passo, bocca, forca, portella e gola.

Negli Appennini è presente un solo ghiacciaio, quello del Calderone, il più meridionale d’Europa, sul Gran Sasso; ci sono però numerosi glacio nevati, nevai e qualche glacieret.

Limite geologico tra Alpi ed Appennini[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista geologico il confine settentrionale dell’Appennino si trova poco a ovest di Genova ed è costituito dal Gruppo di Voltri, presso una discontinuità tettonica denominata linea Sestri-Voltaggio[4][5].

La geologia contemporanea definisce la questione del confine settentrionale, rilevando che la partizione tra unità geomorfologiche è in realtà molto complessa, e si svolge in ambito tridimensionale (nonché temporale), dove le unità costituenti sovrascorrono le une sulle altre, e l’Appennino Settentrionale risulta dalla sovrapposizione tettonica di due grandi insiemi, strutturalmente diversi per litologia e origine paleogeografica. Secondo alcuni geologi, gli Appennini si sono formati precedentemente alle Alpi, a partire da circa 60 milioni di anni addietro; altri invece pensano che la catena alpina inizia la sua storia nell’Eocene all’Oligocene inferiore (30 milioni di anni fa), mentre solo nell’Oligocene superiore – Miocene inferiore (circa dai 30 ai 16 milioni di anni fa) inizia la formazione degli Appennini[6]. Solo negli ultimi 7-8 milioni di anni però l’Appennino calabro, precedentemente contiguo alla catena alpina si saldò con il resto dell’Appennino[7].

Suddivisione secondo la latitudine[modifica | modifica wikitesto]

La catena appenninica viene suddivisa in tre tronchi principali a seconda della latitudine: l’appennino settentrionale, appennino centrale e appennino meridionale, a cui segue l’appennino siculo.

Appennino settentrionale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Appennino settentrionale.

L’appennino settentrionale va dal Colle di Cadibona, dove si unisce con la catena alpina, a quello della Bocca Trabaria[8], per mezzo del quale l’alta valle del fiume Tevere e quella del Metauro comunicano fra loro.

Si suddivide nelle due sezioni dell’Appennino ligure e dell’Appennino tosco-emiliano, a sua volta distinto in Appennino tosco-emiliano in senso stretto ed Appennino tosco-romagnolo.

Appennino ligure[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Appennino ligure.

Il Monte Maggiorasca, vetta più alta dell’Appennino Ligure

L’Appennino ligure si interrompe al Passo della Cisa, che permette le comunicazioni tra La Spezia e Parma. Esso incombe sul mar Ligure con diramazioni ripide e scoscese, solcate da brevi valli, per lo più trasversali, dense di popolazione. Invece, verso la Pianura Padana, presenta diramazioni e vallate più lunghe ma meno abitate. Il monte più alto è il Monte Maggiorasca con i suoi 1804 metri. le montagne scendono ripide verso il mar Ligure sono piuttosto brulle ed incolte; per questo motivo vengono coltivate attraverso terrazzamenti.

Appennino tosco-emiliano (tosco-emiliano in senso stretto e tosco-romagnolo)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Appennino tosco-emiliano.

L’Appennino tosco-emiliano va dal passo della Cisa al valico di Bocca Trabaria[8]. Si può riconoscere in esso un tratto tosco-emiliano in senso stretto ed un tratto tosco-romagnolo. Tra le cime più alte del primo tratto spicca il Monte Cimone (2165 m) e successivamente il Cusna (2121 m) e il monte Prado (2054 m); nell’Appennino tosco-romagnolo si ergono invece il Monte Falco (1657 m), il Monte Falterona (1654 m), dal quale nasce l’Arno, il Monte Fumaiolo (1408 m), dai fianchi del quale sgorgano le sorgenti del Tevere. Si ricorda infine il monte Titano (739 m), il cui territorio appartiene alla Repubblica di San Marino; dalla sua triplice vetta esso domina il retroterra della Romagna e il Montefeltro.

Appennino centrale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Appennino centrale.

Uno scorcio dei Monti Sibillini

L’Appennino centrale va dalla Bocca Trabaria[8], fino alla Bocca di Forli, attraverso la quale si passa dalla valle del Volturno (versante tirrenico) a quella del Sangro (versante adriatico).

Il confine geologico tra l’Appennino settentrionale e l’Appennino centrale (e dunque tra Appennino tosco-emiliano ed umbro-marchigiano) è posto poco più a nord dei confini tradizionali sopra riportati: esso è segnato dalla fascia di rocce liguridi isolate che segue la Val Marecchia e passa nei pressi del confine tra Marche ed Emilia-Romagna[9].

L’Appennino centrale si divide in due sezioni: Appennino umbro-marchigiano e Appennino abruzzese.

Appennino umbro-marchigiano[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Appennino umbro-marchigiano.

L’Appennino umbro-marchigiano va dalla Bocca Trabaria[8] fino al Passo di Montereale[10], che mette in comunicazione la valle del Tronto con quella del Velino.

Questo settore appenninico è formato da varie catene parallele, tutte curvate verso l’Adriatico: catena di Monte Subasio, catena del Monte Catria, catena del Monte San Vicino catena dei Monti Sibillini, ellissoide di Cingoli ed infine, direttamente sull’Adriatico, il Monte Conero (572 m), gomito d’Italia. I fiumi che scorrono verso l’Adriatico devono farsi strada attraverso le varie catene formando aspre gole rupestri. Le altezze più elevate e le forme più pittoresche appartengono alla catena calcarea dei Monti Sibillini, ove si trova la vetta più alta del settore: il Monte Vettore (2476 m). Una parte dell’Appennino umbro-marchigiano interessa il Lazio orientale dove, nella catena dei Monti Reatini, si erge il Monte Terminillo (2217 m).

Appennino abruzzese[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Appennino abruzzese.

Monte Prena della catena del Gran Sasso da Campo Imperatore

L’Appennino abruzzese va dal Passo di Montereale[10] alla Bocca di Forli. È costituito dai rilievi più alti degli Appennini, che nel loro raggruppamento assumono il carattere di acrocoro costituito da tre catene parallele con andamento nordovest – sudest, separate da conche intermontane ed altopiani. La natura geologica di queste catene, ampiamente modellate dalle glaciazioni quaternarie, è solitamente calcarea seppur con una rilevante eccezione rappresentata dai Monti della Laga, costituiti da rocce arenaceo-marnose.

La prima catena è la meno elevata, decorre lungo lo spartiacque della penisola ed i principali massicci che la compongono sono i Monti Carseolani (Cima di Vallevona 1808 m), i Monti Simbruini (Monte Cotento 2015 m), i Monti Cantari (Monte Viglio 2156 m), i Monti Ernici (Monte Passeggio 2064 m) ed il settore sud-occidentale dei Monti Marsicani (Monte Petroso 2247 m).

La seconda catena è localizzata nel cuore dell’Appennino abruzzese, nell’area dove sono gli altopiani più elevati (Altopiano delle Rocche e altopiano delle Cinquemiglia) ed è rappresentata dai massicci del Monte Velino (2487 m) e del Monte Sirente (2349 m) e dal settore nord-orientale dei Monti Marsicani (Monte Greco 2285 m).

Infine, l’ultima catena è la più aspra ed elevata, in alcuni tratti rassomigliante alle Dolomiti (Alpi Orientali), costituita dalle maggiori elevazioni della penisola italiana: i Monti della Laga (Monte Gorzano 2455 m), il Gran Sasso d’Italia (Corno Grande 2914 m) e la Majella (Monte Amaro 2793 m).

Appennino meridionale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Appennino meridionale.

L’appennino meridionale va dalla Sella di Vinchiaturo (estremo sud del Molise – CB) all’Aspromonte, il resto della Penisola è occupato da una serie di massicci e di altopiani. Questi differiscono tra loro per la natura delle rocce di cui sono costituiti (rocce sedimentarie o magmatiche).

I principali valichi dell’appennino meridionale sono:

L’Appennino meridionale è composto da quattro parti: Appennino sannita, Appennino campano, Appennino lucano e Appennino Calabro.

Appennino sannita[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Appennino sannita.

Una veduta del Matese

L’Appennino sannita va dalla Bocca di Forli in provincia di Isernia fino alla Sella di Vinchiaturo, in provincia di Campobasso[11]. L’altipiano carsico del Matese, culminante nel Monte Miletto (2050 m), situato tra il Molise (province di Campobasso ed Isernia) e la Campania (province di Caserta e Benevento), è il gruppo montuoso più caratteristico di questa sezione dell’appennino. È costituito da due catene di monti che corrono parallele in direzione nord-ovest sud-est formando un altopiano aspro e scosceso, e segna il confine tra Molise e Campania. Ad esso si agganciano altri gruppi minori come quello del Monte Mutria (1832 m), de La Gallinola 1923 slm e del Monte Calvello (1018 m) dalla parte orientale, ed i Monti Trebulani ed altre catene minori che degradano verso il Volturno da Venafro a Benevento, dalla parte occidentale.

Appennino campano[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Appennino campano.

L’Appennino campano si estende dalla Sella di Vinchiaturo[12] fino alla Sella di Conza (700 m – tra Avellino e Potenza) che collega la Valle del Sele (versante tirrenico) a quello dell’Ofanto (adriatico). Ad esso appartengono i Monti del Matese, culminante nel Monte Miletto (2050 m), il complesso montuoso del Taburno – Camposauro, i Monti del Partenio e i Monti Picentini, culminanti nel Monte Cervialto (1809 m). Il versante orientale di questo settore dell’Appennino è denominato spesso Appennino Sannita o più propriamente Subappennino Sannita – Irpino, caratterizzato da rilievi a basse pendenze e formanti una sorta di altopiano.

Appennino lucano[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Appennino lucano.

Il monte Calvelluzzo e, più lontano, il gruppo dei monti Pierfaone ed Arioso. Dalle praterie di vetta del monte Volturino.

L’Appennino lucano si distende ad arco dalla sella di Conza al passo dello Scalone – 744 metri. La vetta più alta è costituita dalla Serra Dolcedorme, nel Massiccio del Pollino, con i suoi 2267 metri di altezza.

Delimitato dai fiumi Sele ad ovest, Ofanto a nord, Bradano ad est, dal Golfo di Taranto a sud-est, dal mar Tirreno a sud ovest e dalla piana di Sibari a sud, è articolato in catene montuose, altopiani e massicci (più o meno isolati) raggruppabili in cinque grandi aree. Il settore più occidentale è costituito dai rilievi flyshoidi del Cilento comprendenti il Monte della Stella (1130 m) e il Monte Gelbison (1705 m). Più ad est compaiono i rilievi calcarei del Cilento, come il Monte Vesole (1210 m), il Monte Chianello (1319 m), il Monte Bulgheria (1225 m). Nel settore più orientale si ergono le vette più maestose ed elevate del comprensorio come il Monte Panormo (1742 m), la principale vetta dei Monti Alburni, il Monte Motola (1700 m) e il Monte Cervati, che con i suoi 1899 m è la vetta più elevata della Campania. I monti cilentani sono separati dalle catene centrali dell’Appennino Lucano da un vasto altopiano: il Vallo di Diano.

Ad oriente, questo altopiano è bordato dalla catena dei Monti della Maddalena che segnano il confine della Campania dalla Basilicata. I Monti della Maddalena sono caratterizzati da cime arrotondate a formare un paesaggio a mo di altopiano. Questa catena montuosa di natura calcarea presenta molti elementi del carsismo epigeo, in particolare è caratterizzata dalla presenza di numerosi polje tra i quali si ricordano le piane di Mandrano, Magorno e Campo di Venere. Le vette principali non raggiungono quote elevate: Serra Longa (1505 m), Monte della Madonna di Sito Alto (1466 m), Timpa della Rose (1445 m), Monte di Sito Marsicano (1410 m), Monte Cavallo (1401 m), Monte Sierio (1286 m), Monte Capo la Serra (1141 m). Procedendo verso est compaiono i monti della Basilicata centrale.

Dal nord della regione verso sud si incontrano il Monte Santa Croce (1407 m), La Rotonda di Monte Marmo (1239 m), Monte Li Foj (1355 m), Monte Arioso (1722 m), Monte Volturino (1835 m), Monte Alpi (1900 m) ed infine il Massiccio del Monte Pollino (Serra Dolcedorme 2267 m) che segna il confine regionale della Basilicata dalla Calabria. Verso il Mar Tirreno, nel Lagonegrese si erge maestoso il Massiccio del Sirino (2005 m), Nel settore più orientale, l’Appennino Lucano presenta montagne sempre meno elevate. Si tratta di rilievi di natura arenaceo – marnosa. Tra le vette principali si ricordano il Monte Croccia (1149 m).

Appennino calabro[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Appennino calabro.

Le montagne di Orsomarso

L’Appennino calabro va dal Passo dello Scalone allo Stretto di Messina. È costituito da gruppi montuosi di natura granitica solcati da ampie valli. Si distinguono 4 parti:

L’Appennino Siculo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Appennino siculo.

Normalmente si considerano parte dell’Appennino Siculo tutti i rilievi della Sicilia tirrenica[1]. I monti Peloritani, infatti, separati dalla penisola italiana solo dallo Stretto di Messina, possono essere considerati la continuazione dell’Appennino Calabrese. Essi presentano caratteri simili a quelli della Penisola, cioè schiene arrotondate a terrazzi, qua e là sormontate da ampie ed elevate cupole, quasi sempre nude, solcate da profonde valli.

I gruppi montuosi siciliani che solitamente vengono considerati parte dell’Appennino siculo sono quindi:

Suddivisione secondo la longitudine[modifica | modifica wikitesto]

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