povertà e ricchezza

Disuguaglianza economica

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Differenze in uguaglianza dei redditi tra le nazioni del mondo come misurate dal coefficiente di Gini nazionale. Il coefficiente di Gini è un numero tra 0 e 1, dove 0 corrisponde alla uguaglianza perfetta (nella quale tutti hanno lo stesso reddito) e 1 corrisponde alla disuguaglianza assoluta (dove una persona ha tutto il reddito e tutti gli altri hanno reddito nullo).

Slum nei pressi di grattacieli commerciali a Cochin, in India.

La disuguaglianza economica (nota anche come divario tra ricchi e poveri, disuguaglianza dei redditi, disparità di ricchezza, o differenze in ricchezza e reddito) comprende le disparità nella distribuzione del patrimonio economico (ricchezza) e del reddito tra gli individui di una popolazione. Il termine, di solito, si riferisce alla disuguaglianza tra individui e gruppi all’interno di una società, ma può anche denotare disuguaglianza tra paesi. La questione della disuguaglianza economica è collegata alle idee di equità, uguaglianza di risultato, e uguaglianza di opportunità.

Esistono pareri discordanti sull’accettabilità morale e sull’utilità della disuguaglianza, e su quanta disuguaglianza sia necessaria o tollerabile in una società, e su come ci si debba comportare. Sostanzialmente, le opinioni di valore sulla disuguaglianza possono assumere una triplice veste. Da un lato, vi è chi elogia la disuguaglianza come necessaria e utile poiché fornisce uno stimolo proficuo alla crescita economica, in quanto innesca una benefica competizione, individuale e collettiva, tra soggetti diseguali: questo processo, però, può esprimersi solo a condizione che gli operatori si muovano in una situazione di libero mercato, priva di significativi condizionamenti e interventi pubblici[1][2]. D’altro canto, vi è chi, pur auspicandone il superamento, considera la disuguaglianza come un elemento congenito alla stessa natura del sistema capitalistico, necessario al suo funzionamento: sarà lo stesso sistema capitalistico a determinare il superamento quando si producano laceranti disparità economiche e sociali. Vi è, infine, chi la considera invece come un problema sociale ed economico, soprattutto quando raggiunge particolari intensità: secondo questa visione, politiche di contrasto alla disuguaglianza si ripercuotono positivamente sull’intero sistema economico e sociale e non solo su coloro i quali sono gli immediati beneficiari di quelle politiche[1][3]. Quest’ultima opinione, da un punto di vista economico, può essere ricondotta a un pensiero di matrice keynesiana; dal versante politico, è ricollegabile a una politica di tipo socialdemocratico.

La disuguaglianza economica varia tra le società e nei diversi periodi storici: tra strutture o sistemi economici (come capitalismo e socialismo), guerre passate e future, differenze nella capacità degli individui di creare ricchezza, sono tutti fattori in grado di generare disuguaglianza economica. Esistono diversi indici numerici per misurare la disuguaglianza economica. Il coefficiente di Gini è un indice molto usato, ma ci sono anche molti altri metodi[4].

Misura della disuguaglianza nel mondo oggi[modifica | modifica wikitesto]

Uno studio intitolato “Divided We Stand: Why Inequality Keeps Rising” (Divisi restiamo: perché la disuguaglianza continua a crescere) della Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) raggiunge conclusioni sulle cause, conseguenze e implicazioni politiche del continuo amplificarsi della estremizzazione di ricchezza e povertà per tutti i paesi membri, (OECD 2011-12-05).[5]

  • “La disuguaglianza dei redditi nei paesi dell’OCSE ha raggiunto il livello più alto dell’ultimo mezzo secolo. Nei paesi dell’OCSE, il reddito medio del 10% più ricco della popolazione è circa nove volte quello del 10% più povero, salendo rispetto alle sette volte di 25 anni fa.”[5]
  • sia in Israele che negli Stati Uniti la disuguaglianza è cresciuta ulteriormente partendo da valori già alti.[5]
  • “Altre nazioni tradizionalmente più egualitarie, come la Germania, la Danimarca e la Svezia, hanno visto il divario tra ricchi e poveri espandersi da 5 a 1 degli anni ’80, a 6 a 1 degli anni 2000.”[5]

Secondo uno studio condotto dal World Institute for Devolopment Economics Research Università delle Nazioni Unite nel 2000 l’1% degli adulti ricchi possedevano da soli il 40% dei beni del mondo. Le tre persone più ricche possiedono più beni finanziari delle 48 nazioni più povere prese assieme.[6] La ricchezza complessiva dei milionari con più di 10 milioni di dollari è cresciuta fino a raggiungere nel 2008 i 41 bilioni di dollari.[7] Nel 2001, il 46.4% della gente nell’Africa subsahariana viveva in estrema povertà.[8] Non solo quasi la metà di tutti i bambini indiani sono denutriti, ma risulta malnutrito anche un terzo di quelli del quinto più ricco della popolazione.[9][10]

Nel corso degli ultimi venti anni prima dell’inizio della crisi finanziaria globale, il vero reddito disponibile delle famiglie è aumentato in media dell’1,7% all’anno nei 34 paesi membri. Tuttavia, il divario tra ricchi e poveri si è allargato nella maggior parte delle nazioni – la risorsa giornalistica dell’OCSE (2011-05) dal titolo “Crescenti disuguaglianze dei redditi nei paesi dell’OCSE” sostiene che con le sole eccezioni di Francia, Giappone e Spagna, i salari del 10% dei lavoratori meglio pagati sono aumentati rispetto a quelli del 10% pagati meno ed il differenziale tra il 10% più alto e quello più bassi varia molto da paese a paese: “Mentre questo rapporto è molto più basso nei paesi nordici ed in quelli dell’europa continentale, si innalza a 14 a 1 in Israele, Turchia e Stati Uniti, per raggiungere il valore di 27 a 1 in Cile e Messico.”[11]

Nonostante la discussione in atto sulle attuali tendenze della disuguaglianza globale, la questione non è stata definitivamente chiarita, e questo vale sia per la disuguaglianza tra paesi che quella all’interno dei singoli paesi. I dati e le stime esistenti suggeriscono un forte aumento nella componente internazionale (e più in genere inter-macro-regionale) rta il 1820 ed il 1960. Potrebbe popi essere leggermente calata a spese di un aumento della disuguaglianza all’interno dei singoli paesi.[12]

Cause della disuguaglianza[modifica | modifica wikitesto]

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