Ama il tuo prossimo

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Comandamento dell’amore

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Il Comandamento dell’amore è un insegnamento lasciato da Gesù Cristo che costituisce il fulcro dell’etica cristiana[1][2]. Ha un ruolo centrale nel Nuovo Testamento[3], dove il comandamento viene ribadito e declinato più volte e in formule diverse.

Il duplice comandamento dell’amore[modifica | modifica wikitesto]

Gesù parla ai farisei in un dipinto di James Tissot, (1886-1894).

In tutti i vangeli sinottici[4] è presente il duplice comandamento dell’amore, che ha la particolarità di unire l’amore di Dio e l’amore verso il prossimo[5][6]. L’insegnamento, che riprende in una sintesi originale alcuni passi dell’Antico Testamento[7], semplifica i numerosi precetti che regolavano la vita religiosa del tempo indicando una linea essenziale di condotta per i seguaci di Gesù[8][9]. È noto anche come il “massimo comandamento”[10] o “il comandamento più grande”[8].

Versione di Matteo[modifica | modifica wikitesto]

Nella versione di Matteo, il comandamento viene dato da Gesù come risposta ad una domanda, posta da un dottore della legge, su quale sia il comandamento più grande.

« Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipende tutta la Legge e i Profeti »   (Matteo 22,37-40)

Versione di Marco[modifica | modifica wikitesto]

Molto simile è il testo del vangelo di Marco, che presenta alcune differenze di espressione:

« Gesù rispose: «Il primo è: Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. Il secondo è questo: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Non c’è altro comandamento più grande di questi.» »   (Marco 12,29-31)

Versione di Luca[modifica | modifica wikitesto]

Nella versione proposta da Luca, dove viene posta in evidenza anche la continuità con l’Antico Testamento, il dialogo tra Gesù e un dottore della legge introduce la parabola del buon samaritano:

«  Un dottore della legge si alzò per metterlo alla prova: «Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Che cosa vi leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso». E Gesù: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai». »   (Luca 10,25-28)

Interpretazioni[modifica | modifica wikitesto]

In ambito cattolico, Papa Benedetto XVI ha ribadito come questo comandamento sia, come affermato da Gesù stesso, il più importante e come abbia una duplice natura: amare Dio e amare il prossimo. Secondo il pontefice, soltanto avendo una relazione profonda con Dio si può amare pienamente il prossimo, come accade ad esempio a un bambino che, grazie alla positiva esperienza di relazione con i genitori, riesce ad amare pienamente anche gli altri.[11][12][13] Nell’enciclica Deus Caritas Est (2005) Benedetto XVI ha inoltre evidenziato come quello dell’amore non si configuri solo come un comandamento ma sia, prima ancora, “la risposta al dono dell’amore, col quale Dio ci viene incontro”[14].

Il nuovo comandamento[modifica | modifica wikitesto]

L’ultima cena in un dipinto di Philippe de Champaigne (XVII secolo).

Con una formulazione diversa, il comandamento dell’amore è presente anche nel vangelo di Giovanni, dove è noto anche come “nuovo comandamento”, ribadito da Gesù durante l’ultima cena.

Questa versione presenta delle differenze rispetto al doppio comandamento presente nei sinottici. Se in questi si metteva in evidenza la continuità con le scritture, nel testo giovanneo viene enfatizzata invece la novità e l’unicità del comandamento. Inoltre, l’accento viene posto sulle relazioni tra le persone e, in linea con un altro passo del vangelo (“Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna”, 3,16), l’attenzione viene posta non tanto sull’amore dell’uomo verso Dio, quanto sull’amore di Dio per l’umanità.[15]

« Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri. »   (Giovanni 13,34)

e, più avanti:

« Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri. »   (Giovanni 15,12-17)
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