Il carro agricolo

Carro (trasporto)

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Il carro è un veicolo a due o quattro ruote, dedicato al trasporto di merci o di persone. Si possono distinguere carri secondo il tipo di trazione: umana, animale, meccanica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del carro si confondono con quelle della ruota, che venne infatti utilizzata nel carro per rendere quest’ultimo un valido strumento artigianale ed agricolo nella civiltà mesopotamica. Alcune tavolette ritrovate nel tempio di Erech hanno consentito agli storici di poter datare l’applicazione della ruota alla slitta e la sua trasformazione in carro. Il primo carro accertato nei documenti mesopotamici risalì quindi al 3000 a.C., rinvenuto in un bassorilievo ad Ur denominato il carro dei felini, nel quale apparve il carro costituito da ruote piene a tre settori, con asse e ruota solidali ed un perno fissato ad un telaio, che nel caso dei carri funebri, raggiunse la dimensione di 50 cm per 65 cm.[1] Coevo fu anche il carro di Chambu-Daro, nella vallata dell’Indo, a due ruote Ben presto venne costruito il carro con ruote indipendenti, con l’assale anteriore mobile a cui veniva fissato il timone o la stanga. Intorno al 2000 a.C. comparvero in Persia i primi carri sfruttanti le ruote a raggi. Se l’evoluzione del carro ci porta nella steppa di Kalmik (II millennio a.C.), da non trascurare l’uso votivo del carro, come quello di Ugarit in Siria, nel XIII secolo a.C. In Italia fu introdotto nell’età del bronzo, il cosiddetto plaustrum di uso agricolo, a cui temporalmente succedette il carro etrusco che evidenziava provenienze orientali. Il carro passò dagli Etruschi ai Romani che lo usarono, in modo originale, anche nelle competizioni circensi. Gran parte dei carri dell’antichità, sia in Europa sia in Oriente, furono costruiti senza trascurare l’aspetto estetico e quindi abbondarono di decorazioni, quali pitture e rilievi. Questo gusto venne perso solamente nel Medioevo, quando prevalse l’impiego di grossi carri campagnoli adibiti quasi esclusivamente al trasporto di cose e persone.

Trazione umana[modifica | modifica wikitesto]

L’applicazione del moto da parte di esseri umani è, probabilmente, la prima maniera di utilizzo del carro poiché l’essere umano è in grado di gestire autonomamente il mezzo e di decidere se trainarlo o spingerlo e determinare la direzione. In un ambiente sociale che permetteva lo schiavismo, l’uso dell’uomo quale forza motrice su vasta scala permetteva una certa autogestione e limitava la necessità di conducenti. Per contro, la potenza applicabile al singolo carro era molto inferiore se paragonata alla trazione animale.

Carro a trazione umana

Carro a quattro ruote

Trazione animale[modifica | modifica wikitesto]

La trazione animale presenta lo svantaggio della guida. L’animale, essendo privo di reale possibilità di autogestire il compito di decidere la traiettoria, la partenza e le soste, necessita di una guida umana conducente solo parzialmente applicabile a più carri. Come vantaggio, l’animale (asino, mulo, cavallo, bue, elefante o bufalo) mette a disposizione una potenza significativamente maggiore. Questo, a parità di difficoltà di terreno, consente lo spostamento di masse più elevate.

Il carro a trazione animale è stato dotato di due o quattro ruote. Quello a quattro ruote, in uso dall’età del bronzo, è stato per oltre due millenni privo di apparato sterzante, un limite che ne consentiva l’impiego, praticamente, su percorsi alquanto rettilinei. In termini molto generali si può dire che il carro a due ruote è destinato alla trazione equina, più veloce, quello a quattro ruote a quella bovina, più lenta ma capace di pesi maggiori.

Per la maggior parte della propria storia il carro è stato, indistintamente, mezzo stradale ed agricolo. È stato con il progredire delle comunicazioni stradali e la nascita di quelle ferroviarie, che il carro agricolo è divenuto strumento peculiare, distinguendosi tra i carri agricoli quelli emblematici di tradizioni diverse. Prima dell’avvento dei mezzi motorizzati il carro ha avuto molta importanza anche nel campo delle prime esplorazione e colonizzazioni di territori inesplorati, valga come esempio l’importanza del conestoga nell’espansione degli Stati Uniti d’America nel XIX secolo.

Trazione meccanica[modifica | modifica wikitesto]

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