Diego Armando Maradona

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Diego Armando Maradona
Maradona gol Napoli 1987-1988.jpg

Maradona al Napoli nel 1988

Nazionalità Argentina Argentina
Altezza 165[1] cm
Peso 68[2] kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Ritirato 1997 – giocatore
Carriera
Giovanili
1970-1976 Argentinos Jrs
Squadre di club1
1976-1981 Argentinos Jrs 166 (116)
1981-1982 Boca Juniors 40 (28)
1982-1984 Barcellona 36 (22)
1984-1991 Napoli 188 (81)
1992-1993 Siviglia 26 (5)
1993-1994 Newell’s Old Boys 5 (0)
1995-1997 Boca Juniors 30 (7)
Nazionale
1977-1979 Argentina Argentina U-20 24 (13)
1977-1994 Argentina Argentina 91 (34)
Carriera da allenatore
1994 Textil Mandiyú
1995 Racing Club
2008-2010 Argentina Argentina
2011-2012 Al-Wasl
Palmarès
Transparent.png Mondiali di Calcio Under-20
Oro Giappone 1979
Coppa mondiale.svg Mondiali di calcio
Oro Messico 1986
Argento Italia 1990
Coppa America calcio.svg Copa América
Bronzo Brasile 1989
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.

Diego Armando Maradona (Lanús, 30 ottobre 1960) è un allenatore di calcio, dirigente sportivo ed ex calciatore argentino, di ruolo centrocampista offensivo, capitano della Nazionale argentina di calcio vincitrice del Mondiale del 1986.

Noto anche come El Pibe de Oro (Il Ragazzo d’Oro), è considerato uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi[3][4][5][6] e, da alcuni, il migliore in assoluto.[7][8][9]

In una carriera da professionista più che ventennale, ha militato nell’Argentinos Jrs, nel Boca Juniors, nel Barcellona, nel Napoli, nel Siviglia e nel Newell’s Old Boys. Con la Nazionale argentina ha partecipato a quattro edizioni dei Mondiali (1982, 1986, 1990 e 1994); i 91 incontri disputati e le 34 reti realizzate in Nazionale costituirono due record, successivamente battuti.[10] Il suo gol realizzato contro la Nazionale inglese nei quarti di finale del Mondiale 1986 è considerato il gol del secolo, e segue di cinque minuti l’altro famoso e controverso episodio per cui è spesso ricordato, quello della mano de Dios.

Non è mai potuto entrare nelle graduatorie del Pallone d’oro, perché fino al 1995 il premio era riservato solo ai giocatori europei (proprio per questo nel 1995 vinse il Pallone d’oro alla carriera). Ha comunque ricevuto altri numerosi riconoscimenti individuali: condivide con Pelé il premio ufficiale FIFA come Miglior giocatore del XX secolo,[11] e nel 1993 è stato insignito del titolo di miglior calciatore argentino di sempre, tributatogli dalla federazione calcistica dell’Argentina (AFA).[12] Nel 2002 è stato inserito nella FIFA World Cup Dream Team,[13] selezione formata dai migliori undici giocatori della storia dei Mondiali, ottenendo, tra gli undici della squadra ideale, il maggior numero di voti. Nel 2004 è stato inserito da Pelé nel FIFA 100, la lista dei 125 migliori calciatori viventi, stilata in occasione del centenario della federazione[14] Nel 2012 viene premiato come Miglior Calciatore del Secolo ai Globe Soccer Awards e nel 2014 entra a far parte della Hall of Fame del calcio italiano tra i giocatori stranieri.[15]

Ritenuto una delle figure più controverse della storia del calcio per la sua personalità eccentrica dentro e fuori il campo, fu sospeso due volte dal calcio giocato per differenti motivi: una volta per droga nel 1991 (per uso di cocaina) e un’altra volta per positività ai test antidoping, nel Mondiale 1994 (per uso di efedrina, sostanza non legale spesso usata per perdere peso). C’è da sottolineare che, nonostante la cocaina in sé non sia considerata sostanza dopante poiché essa peggiora le prestazioni sportive senza migliorarle, le autorità possono comunque provvedere alla squalifica se la positività è accertata durante il periodo della gara.[16] Dopo il suo ritiro ufficiale dal calcio nel 1997, Maradona ha subito un aumento eccessivo di peso (risolto con l’aiuto di un bypass gastrico) e le conseguenze della dipendenza dalla droga, dalla quale si è liberato dopo lunghi soggiorni in centri di disintossicazione.[16]

Nonostante la poca esperienza nel ruolo, nel novembre 2008 fu nominato CT dell’Argentina[17] con il compito di condurre la Nazionale nelle qualificazioni per i Mondiali del 2010, obiettivo infine raggiunto nell’ottobre 2009.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Diego è il terzo dei sette figli nati dall’unione di Don Diego (1928-2015) e Doña Dalma (1930-2011).[18] La sua famiglia ha origini italiane, spagnole, croate e nativo americane.[19]Sposò Claudia Villafañe il 7 novembre 1989, a Buenos Aires, dopo la nascita delle loro figlie, Dalma[20] Nerea (nata nel 1987) e Gianinna Dinorah (nata nel 1989).

Nella sua autobiografia Maradona ha ammesso che non è sempre stato fedele a Claudia, benché la definisca “l’amore della sua vita”.[21] Nel 2004 i due divorziarono, rimanendo però amici: sono stati visti insieme in diverse occasioni, come nelle partite della Nazionale argentina durante il Mondiale 2006. Dopo il divorzio, Claudia intraprese la carriera di produttrice di teatro.[22] L’altra figlia Gianinna è stata invece legata sentimentalmente al giocatore del Manchester City Sergio Agüero, da cui ha avuto un figlio, Benjamin, nato il 19 febbraio 2009, facendo diventare quindi Maradona nonno per la prima volta.[23]

Il figlio naturale Diego Sinagra nel 2008

Cristiana Sinagra iniziò una causa in Italia in modo che Maradona riconoscesse la paternità di suo figlio, chiamato Diego come suo padre, nato il 20 settembre 1986 dopo una relazione tra i due. Il 6 maggio 1992, dato che l’argentino si rifiutò per tre volte di sottoporsi al test del DNA, il giudice Maria Lidia de Luca confermò la paternità, autorizzando la Sinagra ad usarne il cognome e obbligando il giocatore a pagare 4.000 dollari al mese: la sentenza verrà poi confermata nel 1995.[24]

Diego Sinagra incontrò il suo padre biologico solo nel 2003, durante un torneo di golf a Fiuggi.[25] In passato Maradona affermava di non volerlo riconoscere come suo figlio, dichiarando, nell’ottobre del 2005 durante il suo programma televisivo La Noche del 10: “accettare non significa riconoscere. Ho due figlie con l’amore della mia vita. Si chiamano Dalma e Gianinna. Sto pagando i miei errori del passato. Un giudice mi obbligò a pagare, ma non può obbligarmi a sentire affetto per lui”.[26] A seguito di queste dichiarazioni, Diego jr. iniziò una causa per danni morali.[27] A causa di ritardi nel pagamento degli alimenti, all’inizio del 2005 Cristiana Sinagra diede il via ad un procedimento volto al recupero del dovuto, che portò alla vendita all’asta di una proprietà che Maradona possedeva a Perito Moreno. Dopo una lunga serie di negoziazioni tra le parti, la vendita dell’immobile fu sospesa.[28]

Soltanto di recente Maradona ha infine riconosciuto il figlio Diego Sinagra[29] chiedendo perdono per essere stato un padre assente. Queste le parole di Maradona: ‘chiedo scusa dopo 30 anni a mio figlio Diego. Non ti lascerò mai più.[30]

Maradona ha inoltre altri figli: nel 1996 nacque una bambina, che fu chiamata Jana, frutto della relazione dell’argentino con Valeria Sabalaín. Maradona, come già in passato, rifiutò di sottoporsi all’esame del DNA per cinque volte: il giudice Graciela Varela gli assegnò la paternità, autorizzò la madre ad usare il cognome Maradona[31] e il 29 giugno 2001, durante la sentenza di appello, dispose una quota per gli alimenti pari a 2.000 pesos.[32] Nel 2004 venne raggiunto un accordo tra le parti per la chiusura della causa, sulla base di un pagamento di 400.000 pesos e di 2.400 pesos di alimenti mensili tramite l’impresa Aceites y Esencias Patagónicas, alla quale Maradona aveva ceduto alcuni diritti commerciali.[33] L’azienda non rispettò l’accordo, pertanto si riaprì la disputa legale che, a seguito del pagamento delle cifre pattuite, vide l’assoluzione di Maradona: l’indagine infatti provò che la responsabilità dei pagamenti era a carico di Guillermo Coppola, indicato pertanto come colpevole dei mancati pagamenti.[34]

Alla fine del 2005 fu intentata un’altra causa per un nuovo sospetto figlio del calciatore argentino. I genitori del ragazzo, chiamato Santiago, sarebbero Maradona e Natalia Garat, morta a causa di un tumore nel novembre del 2005 e alla quale l’argentino avrebbe elargito diverse somme di denaro.[35] Maradona non ha mai però riconosciuto neanche Santiago.

Il 14 febbraio 2013 dalla relazione con Veronica Ojeda nasce Diego Fernando, quinto figlio riconosciuto da Maradona. Il Pibe de Oro ha trascorso gli ultimi mesi a Dubai, lontano da Veronica. La donna ha avuto problemi con le altre figlie di Diego, Dalma e Gianinna, e con l’ex moglie Claudia Villafane. Un litigio tra le donne, anche via Twitter, finito in tribunale. I giudici hanno poi emesso una sentenza di restrizione nei confronti di Claudia: non può avvicinarsi a meno di 300 metri dall’abitazione di Veronica e a meno di 100 metri da lei. Il provvedimento scadrà il prossimo marzo ed era stato richiesto esplicitamente dalla Ojeda mentre era al sesto mese di gravidanza.[36]

Anche suo figlio Diego jr. è calciatore, così come lo sono stati i suoi fratelli Hugo e Raúl (detto Lalo) e come lo sono i suoi nipoti Diego Hernán Valeri[37] e i gemelli Nicolás e Santiago Villafañe.

Problemi di salute[modifica | modifica wikitesto]

Dai primi anni ottanta fino al 2004 Maradona fu dipendente dalla cocaina: egli ammise, nella sua autobiografia pubblicata nel 2000, di aver iniziato a far uso di droga dal 1983 quando militava nel Barcellona. Durante il suo soggiorno a Napoli il consumo divenne una vera e propria tossicodipendenza, che cominciava ad interferire con la sua capacità di giocare a calcio.[38] Negli anni successivi al suo ritiro, la sua salute peggiorò progressivamente: il 4 gennaio 2000, durante una vacanza a Punta del Este (in Uruguay), dovette essere trasportato d’emergenza nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale locale, il Cantegril. Qui gli fu riscontrata una aritmia ventricolare e una crisi ipertensiva: nella successiva conferenza stampa, i medici dichiararono di aver riscontrato danni al muscolo cardiaco e il suo rappresentante Coppola confermò che il ricovero non era dovuto all’abuso di droga, ma al fatto che Maradona soffrisse di ipertensione:[39]. In realtà le analisi del sangue e delle urine rilevarono tracce di cocaina: fu pertanto coinvolta la polizia uruguaiana, alla quale Maradona dovette rispondere anche se il consumo di droga non è considerato reato.[39] Due settimane dopo Maradona fu dimesso e si recò a Cuba, dove rimase per qualche tempo, per iniziare un piano di riabilitazione e disintossicazione.[40]

Il 18 aprile 2004 Maradona fu nuovamente ricoverato d’urgenza nella clinica Suizo-Argentina di Buenos Aires, questa volta per un infarto e una nuova crisi ipertensiva dovuti ad un’overdose di cocaina.[41] Il respiratore artificiale fu rimosso il 23 aprile ma Maradona rimase in terapia intensiva fino a quando fu dimesso, il 29 aprile. Entrò il 9 maggio nella clinica neuropsichiatrica “Del Parque” per iniziare un nuovo ciclo di disintossicazione: dopo 3 mesi cercò di ripartire per Cuba, ma la sua famiglia si oppose avendo ottenuto la responsabilità legale sulle azioni di Maradona, dato che egli non era in grado di esercitarla in base al codice civile argentino.[42] Il trattamento pertanto continuò in Argentina.

Lontano dall’attività sportiva e a causa degli eccessi con cibo e droga, Maradona aumentò considerevolmente di peso, arrivando a pesare 120 chili nel febbraio del 2005. Il 6 marzo 2005 si fece ricoverare in una clinica di Cartagena de Indias (Colombia) specializzata nelle cure contro l’obesità:[43] tramite un intervento gli venne impiantato un bypass gastrico che, grazie anche ad un regime alimentare controllato, gli permise di perdere più di 50 chili.

Il 29 marzo 2007 fu nuovamente ricoverato all’ospedale Güemes di Buenos Aires a causa di un’epatite dovuta all’eccesso di alcool, aggravata da un nuovo aumento di peso e dall’abuso di sigari cubani.[44] Ciò costrinse Maradona a una degenza di circa due settimane e fu dimesso l’11 aprile. Il suo medico personale, Alfredo Cahe, dichiarò: “quello che mi preoccupa è il suo entourage, perché tutti quelli che gli si avvicinano lo fanno per approfittarsi di lui. E da quando ha cominciato con il cosiddetto showbol mangia e beve in quantità eccessive”.[45] Due giorni dopo essere stato dimesso, Maradona avvertì un nuovo malore che lo costrinse a un ennesimo ricovero, questa volta nella clinica privata Madre Teresa di Calcutta di Buenos Aires, dove rimase fino al 21 aprile. Circolarono alcune notizie riguardo alla sua morte[46] che furono subito smentite, così come le voci precedenti che lo dichiaravano morto in un incidente automobilistico.[47] Per curare la sua dipendenza dall’alcool, rimase per due settimane nelle clinica psichiatrica Avril, dalla quale fu dimesso il 7 maggio.[48] Il giorno dopo apparve in televisione, dichiarando di aver smesso di bere e di non usare droga da due anni e mezzo.[49]

Il 14 gennaio 2012, dopo la vittoria per 7-1 contro l’Al-Ahli Club, viene ricoverato a Dubai dopo aver sofferto di lievi complicazioni di calcoli renali. Maradona, dopo essersi sottoposto a un intervento chirurgico,[50][51][52][53] viene dimesso dall’ospedale il 16 gennaio.[54][55]

Nel novembre 2015 a Maracaibo (Venezuela) si sottopone a un secondo intervento di bypass gastrico.[56]

Idee politiche[modifica | modifica wikitesto]

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