Proverbi
raccolta di proverbi e detti italiani.

In questo sito sono elencati, in ordine alfabetico, alcuni dei più diffusi proverbi italiani.


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A ben condire l’insalata ci vuole un avaro per l’aceto, un giusto per il sale e uno strambo per l’olio.
A bocce ferme si saprà chi ha vinto.
A buon cavalier non manca lancia.
A buon consiglio non si trova prezzo.
A buon intenditor, poche parole.
A carnevale ogni scherzo vale.
A casa dei poltroni è sempre festa.
A casa dei suonatori non andar per serenate.
A casa sua ognuno è re.
A cattivo lavoratore ogni attrezzo da dolore.
A caval donato non si guarda in bocca.
A chi ha paura non basta l’armatura.
A chi non teme il sermone giova poco il bastone.
A chi prende moglie gli ci vogliono due cervelli.
A chi vuol riposare conviene travagliare.
A combatter con il fango, che si vinca o che si perda, sempre ci si infanga.
Acqua passata non macina più.
A far la barba si sta bene un giorno, a prender moglie si sta bene un mese, ad ammazzare il maiale si sta bene un anno.
Agli amanti e ai cacciatori per un piacer mille dolori.
A goccia a goccia si fa il mare.
A goccia a goccia s’incava la pietra.
Aiuta i tuoi e gli altri se puoi.
A lavar la testa all’asino ci rimetti il ranno e il sapone.
A lacrime di erede è matto chi ci crede.
Al cuor non si comanda.
Alla candelora dall’inverno semo fora.
Al naso non si fa caso.
Al povero mancano tante cose, all’avaro tutte.
Al vecchio non manca mai di raccontare.
Al villano se gli dai un dito si prende tutta la mano.
A mali estremi estremi rimedi.
Amar la vicina è un gran vantaggio, si vede spesso e non si fa viaggio.
Ambasciator non porta pena.
Amor nuovo va e viene, amor vecchio si mantiene.
Amor senza baruffa fa la muffa.
A Natale con i tuoi, a Pasqua con chi vuoi.
A Natale sul balcone, a Pasqua col tizzone.
Anno nuovo, vita nuova.
A ogni santo la sua festa.
A pagare e a morire c’è sempre tempo.
A pensar male c’è sempre tempo.
Aria d’importanza, diploma di ignoranza.
A San Martino ogni mosto si fa vino.
Asino vecchio non prende lezioni.
a tavola e a tavolino si giudica il contadino.
A tavola non si invecchia.
Bacco, Tabacco e Venere, riducon l’uomo in cenere.
Bacio di bocca spesso cuor non tocca.
Batti il ferro finché è caldo.
Buon sangue non mente.
Campa cavallo che l’erba cresce.
Campar senza fatica è una voglia molto antica.
Can che abbaia non morde.
Carta canta e villano dorme.
Cattivo bastone non fa buon cane.
Chi al caso s’affida prende un cieco per guida.
Chi ama bene castiga bene.
Chi ascolta troppa gente conclude poco o niente.
Chi a vent’anni non ne ha, a trenta non ne fa, a quaranta perde quel poco che ha.
Chi ben comincia è alla metà dell’opera.
Chi capisce, patisce.
Chi dice donna, dice danno.
Chi di spada ferisce, di spada perisce.
Chi di speranza campa, disperato muore.
Chi disprezza, compra.
Chi di verde si veste della sua beltà troppo si fida.
Chi domanda non fa errori.
Chi dorme non piglia pesci.
Chi è causa del suo mal, pianga se stesso.
Chi è nato citrullo è per gli altri un trastullo.
Chi ha tempo non aspetti tempo.
Chi la dura, la vince.
Chi la fa l’aspetti.
Chi ha torto fa clamore contro l’accusatore.
Chi imbocca tutti i vicoli, troverà tanti pericoli.
Chi lascia la via vecchia per quella nuova, sa quel che lascia ma non quel che trova.
Chi mena per primo, mena due volte.
Chi mostra vende.
Chi muore giace, chi vive si dà pace.
Chi nasce dalla gatta piglia i topi.

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