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Italia

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Italia
Italia – Bandiera Italia - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Italia - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica Italiana
Nome ufficiale Repubblica Italiana
Lingue ufficiali Italiano[1]
Altre lingue Bilinguismo a livello regionale o locale, vedi lista
Capitale Roma  (2 867 078 ab. / 30/06/2016)
Politica
Forma di governo Repubblica parlamentare
Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
Presidente del Consiglio dei ministri Paolo Gentiloni
Proclamazione
Ingresso nell’ONU 14 dicembre 1955
Ingresso nell’UE 25 marzo 1957
(membro fondatore)
Superficie
Totale 301 340 km² (72º)
 % delle acque 2,4%
Popolazione
Totale 60 592 548 ab. (06/02/2017) (23º)
Densità 201,32 ab./km² (42º)
Tasso di crescita -0,20%[3]
Nome degli abitanti Italiani
Geografia
Continente Europa
Confini San Marino, Città del Vaticano, Francia, Svizzera, Austria e Slovenia
Fuso orario UTC+1 (CET)
UTC+2 (CEST) in ora legale
Economia
Valuta Euro[4]
PIL (nominale) 1 815 757[5] milioni di $ (2015) ()
PIL pro capite (nominale) 29 866 $ (2015) (27º)
PIL (PPA) 2 170 909 milioni di $ (2015) (12º)
PIL pro capite (PPA) 35 708 $ (2015) (35º)
ISU (2014) 0,873[6] (molto alto) (27º)
Fecondità 1,35 (2015)[7]
Varie
Codici ISO 3166 IT, ITA, 380
TLD .it, .eu
Prefisso tel. +39[8]
Sigla autom. I
Inno nazionale Il Canto degli Italiani

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Festa nazionale 2 giugno
Italia - Mappa
Evoluzione storica
Stato precedente Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regno d’Italia

Coordinate: 43°N 12°E (Mappa)

« Il bel paese / ch’Appennin parte, e ‘l mar circonda et l’Alpe »
(Francesco Petrarca, Rerum Vulgarium Fragmenta, s. CXLVI)

L’Italia (/iˈtalja/[9], ascolta[?·info]), ufficialmente Repubblica Italiana,[10] è una repubblica parlamentare situata nell’Europa meridionale, con una popolazione di 60,6 milioni di abitanti e Roma come capitale.

Delimitata dall’arco alpino, confina a nord, da ovest a est, con Francia, Svizzera, Austria e Slovenia; il resto del territorio, circondato dai mari Ligure, Tirreno, Ionio e Adriatico, si protende nel mar Mediterraneo, occupando la penisola italiana e numerose isole (le maggiori sono Sicilia e Sardegna), per un totale di 301 340 k[11]. Gli Stati della Città del Vaticano e di San Marino sono enclavi della Repubblica.

Roma, che fu capitale dell’Impero romano, è stata per secoli il centro politico e culturale della civiltà occidentale. Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, l’Italia medievale fu soggetta a invasioni e dominazioni di popolazioni germaniche, come gli Ostrogoti, i Longobardi e i Normanni. Ciò non impedì alla penisola, con la rinascita commerciale dei comuni medievali, di divenire la culla del capitalismo[12][13]. Nel XV secolo, con la diffusione del Rinascimento, ridivenne il centro culturale del mondo occidentale, ma dopo le guerre d’Italia del XVI secolo ricadde sotto l’egemonia delle potenze straniere, quali Francia, Spagna e Austria. Durante il Risorgimento combatté per l’indipendenza e per l’unità finché nel 1861 fu proclamato il Regno d’Italia. La dittatura fascista, iniziata nel 1922, terminò con la sconfitta nella seconda guerra mondiale e la guerra di Liberazione. Nel 1946, a seguito di un referendum istituzionale, lo Stato italiano divenne una repubblica parlamentare regolata dalla Costituzione del 1948.

Nel 2013 l’Italia, ottava potenza economica mondiale e quarta a livello europeo, è un paese con un alto standard di vita: l’indice di sviluppo umano è molto alto, 0,872, e la speranza di vita è di 82,4 anni[14]. È membro fondatore dell’Unione europea, della NATO, del Consiglio d’Europa e dell’OCSE; aderisce all’ONU e al trattato di Schengen. È inoltre membro del G7, G8 e G20, partecipa al progetto di condivisione nucleare della NATO, è una grande potenza regionale europea[15], in grado di esercitare influenza politica anche su scelte e decisioni di ordine extra-europeo e globale[16][17][18][19][20], e si colloca in nona posizione nel mondo per spese militari. L’Italia vanta il maggior numero di siti dichiarati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO[21] ed è il quinto paese più visitato del mondo.

Etimologia del nome Italia

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Etimologia del nome Italia.

Il nome proprio “Italia” nasce come toponimo. La sua origine, oggetto di studi sia da parte di linguisti sia di storici, è controversa. Non sempre, tuttavia, sono suggerite etimologie in senso stretto, bensì ipotesi che poggiano su considerazioni estranee alla specifica ricostruzione linguistica del nome oppure che sono riferite a tradizioni non dimostrate (come l’esistenza del re Italo)[22] o poco verosimili (come la correlazione del nome con la vite)[23].

Storia

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia d’Italia.

Preistoria e protostoria

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Italia preistorica e protostorica e Popoli dell’Italia antica.

Il popolamento del territorio italiano risale alla preistoria, epoca di cui sono state ritrovate importanti testimonianze archeologiche. L’Italia è stata abitata a partire dal paleolitico, periodo di cui conserva numerosi siti archeologici come la grotta dell’Addaura, i Balzi Rossi, Monte Poggiolo, il ponte di Veja, la Grotta Guattari, Gravina in Puglia, Altamura e Ceprano.[24]

Numerosi ritrovamenti documentano anche il periodo neolitico (cultura della ceramica cardiale e cultura dei vasi a bocca quadrata), l’età del rame (cultura di Remedello, cultura del Rinaldone, cultura del Gaudo), l’età del bronzo (incisioni rupestri della Val Camonica, cultura dei castellieri, cultura appenninica, civiltà nuragica, cultura delle terramare, cultura protovillanoviana).

Espansione della civiltà etrusca dall’VIII al VI secolo a.C.

Per ciò che riguarda l’età del ferro, che in Italia coincide con il periodo preromano, si ricordano la civiltà villanoviana e i popoli indoeuropei trasferitisi in Italia dall’Europa orientale e centrale in varie ondate migratorie; essi si mescolano alle etnie preesistenti nel territorio, assorbendole, o stabilendo una forma di convivenza pacifica con esse; si delinea in tal modo fin da quest’epoca la suddivisione regionale del territorio italiano.

Nell’Italia Settentrionale, accanto ai Celti (comunemente chiamati Galli), vi sono i Liguri (originariamente non indoeuropei poi fusisi con i Celti), mentre nell’Italia nord-orientale vivono i Paleoveneti, di origine incerta, forse italica o illirica o, secondo alcune fonti, provenienti dall’Asia Minore.[25][26]

Nell’Italia peninsulare, accanto agli Etruschi convivono popoli di origine indoeuropea definiti italici, fra cui Umbri, Latini, Sabini, Falisci, Volsci, Equi, Piceni, Sanniti, Apuli, Messapi, Lucani, Bruzi e Siculi. Altri popoli non indoeuropei, autoctoni, erano presenti in Sicilia (Elimi e Sicani) e in Sardegna, abitata fin dal II millennio a.C. da varie etnie nuragiche, forse identificabili con l’antico popolo degli Shardana.[27]

Colonizzazione fenicia e greca

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Colonie nell’antichità e Siti archeologici dell’Italia antica.

I primi colonizzatori stranieri sono i Fenici che fondano inizialmente vari empori sulle coste della Sicilia e della Sardegna. Alcuni di questi diventano in breve piccoli centri urbani e si sviluppano parallelamente alle colonie greche; tra i principali centri vi sono le città di Mozia, Zyz, Kfra in Sicilia e Nora, Sulki, Tharros in Sardegna.[28]

Dopo l’VIII secolo a.C., colonizzatori provenienti dalla Grecia si stabiliscono sulle coste del sud Italia (dando vita alla Magna Grecia) e su quelle della Sicilia. Coloni ionici fondano Elaia, Kyme, Rhegion, Parthenope, Naxos, Zankles, Hymera e Katane. Coloni dorici fondano Taras, Syrakousai, Megara Hyblaia, Leontinoi, Akragas, Ghelas; i siracusani fondarono Ankon e Adria. Gli Achei fondano Sybaris, Poseidonia, Kroton, Lokroi Epizephyrioi e Metapontion; tarantini e thurioti fondano Herakleia.

La colonizzazione greca pone i popoli italici a contatto con forme di governo democratiche e con espressioni artistiche e culturali elevate.[29]

L’età romana

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia romana e Italia romana.

Massima espansione dell’Impero romano, 117 d.C.

La regione geografica italiana viene unita politicamente per la prima volta con la Repubblica romana (509-27 a.C.), ma il carattere imperiale delle conquiste effettuate nei secoli seguenti da Roma snatura il carattere nazionale che questa regione stava acquisendo sul finire del I secolo a.C.[30]

Giunta all’apice dello sviluppo politico, economico e sociale, Roma imperiale, con la sua organizzazione socio-politica, lascia un segno indelebile nella storia dell’umanità. In tutti i territori dell’impero, i Romani costruiscono città, strade, ponti, acquedotti e fortificazioni, esportando ovunque il loro modello di civiltà e al contempo integrando le popolazioni e civiltà assoggettate, in un processo così profondo che per secoli, ancora dopo la fine dell’impero, queste genti continueranno a definirsi romane. La civiltà nata sulle rive del Tevere, cresciuta in epoca repubblicana e infine sviluppatasi in età imperiale, è alla base dell’attuale civiltà occidentale.

Dei confini dell’Italia parlava già Antioco di Siracusa (V secolo a.C.) nella sua opera Sull’Italia.[31] Egli andava a identificarla con l’antica Enotria, estendendosi dallo stretto di Sicilia, fino al golfo di Taranto e al golfo di Posidonia.[32] In seguito, con la conquista romana dei secoli successivi, il termine Italia venne identificato con i territori compresi fino alle Alpi, inclusa la Liguria (fino al fiume Varo) e l’Istria fino a Pola.[32] Di fatto tutti i suoi abitanti furono considerati Italici e Romani.[32]

L’Impero romano d’Occidente cade nel 476 quando Odoacre, ultimo di una schiera di condottieri germanici che nel periodo di decadenza dell’Impero romano d’Occidente avevano condotto le proprie orde in territorio italico, depone l’ultimo imperatore d’Occidente, Romolo Augusto.[33]

Il Medioevo

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Italia medievale.

La Corona Ferrea, simbolo dei re d’Italia

Odoacre governa l’Italia fino al 493, quando viene deposto e ucciso, dopo una guerra di cinque anni, dagli Ostrogoti di Teodorico. Comincia allora il regno ostrogoto, un dominio che rappresenta un periodo di pace e stabilità e che s’interrompe nel 535 quando il territorio italiano diventa teatro della guerra gotica, che vede l’imperatore d’Oriente Giustiniano I contrapporsi al regno ostrogoto. Nel 553, dopo quasi un ventennio, l’impero bizantino riesce a sconfiggere gli Ostrogoti e ad annettere l’Italia. Il conflitto devasta l’intero territorio, portando a una grave crisi demografica, economica, politica e sociale.[34] Centro del potere bizantino in Italia diviene Ravenna. Gli anni della dominazione bizantina vedono l’aggravarsi delle condizioni di vita dei contadini a causa della forte pressione fiscale e di una terribile pestilenza che spopola ulteriormente il territorio tra il 559 e il 562. L’Italia, indebolita e impoverita, non ha la forza di opporsi a una nuova invasione germanica, quella dei Longobardi capeggiati da Alboino.

L’Italia nell’anno 1084

Tra il 568 e il 569 la penisola perde l’unità politica: i Longobardi, entrando dal Friuli, conquistano gran parte dell’Italia centro-settentrionale, chiamata Langobardia Maior, e poi dell’Italia meridionale, la Langobardia Minor.[35] Le tre capitali dell’Italia longobarda furono Milano, Pavia e Lucca. La Langobardia Maior, con capitale Pavia, cade dopo circa due secoli, a seguito della sconfitta subita per opera di Carlo Magno nel 774,[35] quella Minor sopravvive fino all’XI secolo, quando viene conquistata dai Normanni. I successivi tentativi di costituire un Regno d’Italia autonomo dal Sacro Romano Impero, per opera in particolare di Berengario del Friuli e di Arduino d’Ivrea,[36] non hanno successo.

Localizzazione e antichi stemmi delle repubbliche marinare

I primi secoli dopo l’800 vedono l’affermarsi delle repubbliche marinare (le più conosciute sono Amalfi, Genova, Pisa e Venezia, meno note Ancona, Gaeta, Noli), che controllarono il commercio tra l’Europa cristiana e il Medio Oriente arabo, e poi dei liberi comuni medievali, spesso in conflitto tra loro ma accomunati dal ricordo dell’antica grandezza romana, perpetuata idealmente da quella cristiana, nonché da un forte desiderio di autonomia, che li porterà a schierarsi, nella contesa tra Papato e Impero, in due opposte fazioni, rispettivamente Guelfi e Ghibellini.[37]

La vittoria della Lega Lombarda contro l’imperatore Federico Barbarossa nella battaglia di Legnano (1176), e la rivolta dei Vespri siciliani contro il tentativo del fratello del re di Francia Carlo I d’Angiò di assoggettare la Sicilia (1282), saranno assunte dalla retorica romantica ottocentesca come i simboli del primo ridestarsi di una coscienza di patria.[38] Questi sono i segnali di un cambiamento che, consolidandosi e accompagnato dal risveglio religioso che si ha nel Duecento con Gioacchino da Fiore e Francesco d’Assisi, portano al Rinascimento.[39]

Con l’uscita di scena degli imperatori di Germania, il fervore della civiltà comunale raggiunge infine il suo apogeo economico, spirituale, artistico, alimentato dagli ideali di numerosi poeti, tra cui Dante Alighieri, e dall’esigenza, fatta propria da Cola di Rienzo, della rinascita dell’unità d’Italia.[40]

L’età moderna

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Italia rinascimentale.

L’Italia nel 1494

Diversi fattori impediscono tuttavia la nascita di uno Stato unitario come avviene nel resto d’Europa: al timore del Papato di veder sorgere una potenza statale in grado di compromettere la sua autonomia, si aggiunge la suddivisione in tanti piccoli Comuni, che lentamente si tramutano in Signorie, rette da importanti famiglie, come i Medici a Firenze, i Visconti e gli Sforza a Milano, i Della Scala a Verona e gli Este a Ferrara. I capi politici italiani devono supplire con l’intelligenza strategica alla superiorità di forze degli stati nazionali europei. Un esempio è Cosimo de’ Medici, tra i maggiori artefici del Rinascimento fiorentino, la cui politica estera saprà individuare nella concordia italiana l’elemento chiave per impedire agli stati stranieri di intervenire in Italia approfittando delle sue divisioni.[41]

La strategia di Cosimo, proseguita dal suo successore Lorenzo il Magnifico, non viene compresa dagli altri prìncipi italiani, e si conclude con la morte di Lorenzo nel 1492. Da allora l’Italia diventa il teatro di numerose invasioni straniere: dapprima da parte francese per opera di Carlo VIII e Luigi XII, poi delle truppe spagnole di Carlo V. L’inizio della dominazione straniera si deve quindi al ritardo del processo politico di unificazione, ma fa anche registrare episodi di patriottismo, come il gesto di Ettore Fieramosca nella disfida di Barletta.[42]

Fortificazione all’italiana

L’età Moderna è anche il periodo dell’evoluzione bellica, con la comparsa della polvere da sparo e di nuovi mezzi militari (cannoni, moschetti ecc.). Ciò modificò anche la faccia di molte città italiane, costrette a evolvere le proprie difese militari: nasce la Fortificazione alla moderna, detta anche “Fortificazione all’italiana”, proprio perché i primi esempi di mura moderne compaiono nelle città italiane (classico esempio è quello delle Mura di Lucca).

Nella seconda metà del Cinquecento comincia il tramonto della vitalità rinascimentale, indebolita anche dalle nuove tensioni religiose dovute all’avvento della riforma protestante in Europa, che avevano portato a episodi luttuosi come il sacco di Roma del 1527 a opera dei Lanzichenecchi. Soltanto la repubblica di Venezia manterrà una certa prosperità e autonomia politica. Il Seicento è invece un secolo di crisi per tutto il paese: la Chiesa, che ha subìto la perdita dell’unità cristiana dei fedeli, cerca con la controriforma di rafforzare la sua presenza nei paesi rimasti cattolici, sia con iniziative educative e assistenziali, sia isolandoli dall’influsso degli stati protestanti. L’Italia viene così salvaguardata dai conflitti religiosi che si accendono in Europa, ma è soggetta ugualmente a carestie, spesso seguite da epidemie.[43] Scoppiano perciò numerose rivolte contro la dominazione spagnola, di cui la più nota avviene a Napoli nel 1647 per opera di Masaniello, ma non portano a nessun cambiamento.

All’inizio del Settecento finisce il periodo di pace e di torpore: a seguito dei trattati di Utrecht e Rastatt, gli Asburgo d’Austria si impossessano di vari domini italiani subentrando agli spagnoli.[41]Tornata la pace in tutta la penisola, dalla seconda metà del secolo, la diffusione dell’illuminismo fa sì che anche l’Italia venga investita da importanti riforme, che coinvolgono in particolare il Ducato di Milano sotto Maria Teresa d’Austria e Giuseppe II d’Asburgo, il Granducato di Toscana sotto Pietro Leopoldo di Lorena, che nel 1786 con il codice leopoldino abolisce, per la prima volta nella storia, la pena di morte e il Regno di Napoli, animato dal vivace dibattito dei pensatori. Di rilievo le figure degli intellettuali Giambattista Vico, Gaetano Filangieri, Cesare Beccaria, Mario Pagano, Alessandro e Pietro Verri[44].

L’Unificazione

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Risorgimento.

L’Italia nel 1843

La campagna d’Italia e la nascita del regno napoleonico nel 1805 risvegliano il sentimento nazionale,[45] richiamato nel proclama di Rimini,[46] con cui Gioacchino Murat, durante la guerra austro-napoletana, si rivolge agli italiani affinché si uniscano per salvare il regno di Napoli. È l’inizio del Risorgimento, il periodo della storia d’Italia che porta all’unità politica e all’indipendenza della nazione e che occupa un arco temporale di vari decenni, concludendosi solo nel 1861 con la nascita del Regno d’Italia retto da Casa Savoia.

Esso vede i primi patrioti aderire inizialmente alla società segreta della Carboneria, cui seguono i moti del 1820-1821, duramente repressi dagli austriaci. All’affermazione della Carboneria segue quella della Giovine Italia e altri tentativi insurrezionali, tra cui quello dei fratelli Bandiera (1844).

Giuseppe Garibaldi

I moti del 1848 portano alla prima guerra d’indipendenza contro gli austriaci, che vede coinvolte le popolazioni cittadine, in particolare durante le cinque giornate di Milano, le dieci giornate di Brescia, la Repubblica Romana e la spedizione nel 1857 di Carlo Pisacane nel Regno delle Due Sicilie.[47] Né la guerra, né gli altri tentativi sono però coronati da successo.

Nel 1859, con la seconda guerra d’indipendenza prima e con la spedizione dei Mille poi, s’innesca il definitivo processo di unificazione, che porta in breve alla conquista e all’annessione di varie regioni e del Regno delle Due Sicilie: pochi mesi dopo, nel 1861, a Torino viene proclamato il Regno d’Italia, che non comprende ancora il Veneto, il Lazio, il Trentino-Alto Adige e la Venezia Giulia.

Tra i maggiori artefici del processo spiccano Mazzini, fondatore della Giovine Italia e figura eminente del movimento liberale repubblicano italiano ed europeo, Garibaldi, repubblicano e di simpatie socialiste, Cavour, statista in grado di muoversi sulla scena europea per ottenere sostegni, anche finanziari, all’espansione del regno di Sardegna e Vittorio Emanuele II, abile a concretizzare il contesto favorevole con la costituzione del Regno d’Italia.[48]

Il Regno d’Italia

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Regno d’Italia (1861-1946) e Storia d’Italia (1861-oggi).

Grande stemma del Regno d’Italia dal 27 novembre 1890 al 27 marzo 1927

Al Regno d’Italia vengono quindi annessi il Veneto, al termine della terza guerra d’indipendenza e, dopo la presa di Roma, che nel 1871 diviene capitale d’Italia, il Lazio. Già nei primi anni dopo la riunificazione d’Italia le forti disparità socioeconomiche fra il settentrione e il meridione del paese determinano l’insorgere della questione meridionale legata al brigantaggio, fenomeno da cui emersero temuti capibanda come Carmine Crocco, Luigi Alonzi e Pasquale Romano.[49]

A Vittorio Emanuele II succedono Umberto I (1878-1900), ucciso a Monza dall’anarchico Gaetano Bresci, e Vittorio Emanuele III (1900-1946); gli anni a cavallo del secolo vedono l’Italia impegnata in una serie di guerre di espansione coloniale in Somalia, Eritrea e Libia mentre il periodo prebellico, dominato dalla figura di Giovanni Giolitti, è caratterizzato dalla modernizzazione economica, industriale e politico-culturale della società italiana.

Durante la grande guerra l’Italia, inizialmente neutrale, a seguito della stipula di un trattato segreto che le accorda cospicui compensi territoriali, si allea alla triplice intesa contro gli Imperi centrali. Dopo due anni di guerra di trincea, il 24 ottobre 1917 l’esercito italiano, subita la disfatta di Caporetto, si riorganizza e contrattacca sulla linea del Piave pervenendo, sotto il comando di Armando Diaz e con l’apporto di giovani leve, alla vittoria finale nella battaglia di Vittorio Veneto (4 novembre).

Vinta la guerra, l’Italia completa la riunificazione nazionale acquisendo il Trentino-Alto Adige, la Venezia Giulia, l’Istria e alcuni territori del Friuli ancora irredenti, ma non ottenendo la cessione di tutti i territori promessi col patto di Londra, vede diffondersi l’insoddisfazione per la cosiddetta vittoria mutilata.

Il fascismo

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia dell’Italia fascista.

Due popoli, una guerra. Francobollo da 10 c. in celebrazione dell’Asse italo-tedesco (1941).

Nel contesto dei moti popolari del biennio rosso nasce lo squadrismo che reprime, con intimidazioni e attacchi alle sedi delle organizzazioni socialiste, i moti operai e contadini. Nel 1919 Benito Mussolini fonda a Milano il primo fascio di combattimento, confluito poi nel Partito Nazionale Fascista, e il 30 ottobre 1922, dopo la marcia su Roma, sale al potere.

Nelle elezioni politiche italiane del 1924 Mussolini ottiene il 64,9% dei voti[50] e, come stabilito dalla legge Acerbo, i due terzi dei seggi, assegnati alla lista di maggioranza relativa che abbia raccolto almeno il 25% dei voti.[51] La denuncia, da parte di Giacomo Matteotti, dell’irregolarità delle elezioni, è seguita qualche giorno dopo dal suo rapimento e uccisione.[50] Nel 1925, dopo un discorso in Parlamento, Mussolini si dichiara dittatore.

Nel biennio 1925-1926 vengono emanate le cosiddette leggi fascistissime, che avviano la trasformazione del Regno in uno stato autoritario, mediante l’istituzione del Tribunale Speciale Fascista, del confino politico per gli antifascisti e della polizia segreta, l’OVRA. Nel 1929 vengono firmati i Patti Lateranensi, chiudendo la questione romana e nel 1938 vengono emanate le leggi razziali, principalmente, ma non solo, nei confronti degli ebrei, seguendo il modello del “Manifesto della razza”.

Dal 1935 Mussolini accentua la sua politica estera aggressiva: conquista l’Etiopia, proclama l’Impero coloniale italiano, interviene nella guerra civile spagnola e occupa l’Albania. Nel maggio 1939 firma il patto d’Acciaio che sancisce l’alleanza alla Germania nazista di Adolf Hitler al cui fianco l’Italia entrerà in guerra, dopo un iniziale periodo di non belligeranza, il 10 giugno 1940 contro Francia e Regno Unito. Nel 1941 viene dichiarata guerra anche all’Unione Sovietica e, con l’Impero giapponese, agli Stati Uniti.

Le sconfitte militari su tutti i teatri bellici (si ricordano in particolare quella di El Alamein in Nord Africa e quella sul fiume Don sul Fronte russo) e soprattutto lo sbarco alleato in Sicilia, indeboliscono Mussolini che, il 24 luglio 1943, in una riunione del Gran Consiglio del Fascismo, viene sfiduciato. Il giorno seguente viene fatto arrestare dal re Vittorio Emanuele e sostituito a capo del governo con Pietro Badoglio; poche settimane dopo viene firmata la resa, mentre la Germania scatena l’operazione Achse e occupa militarmente le regioni centro-settentrionali della penisola, Roma compresa. La campagna d’Italia, condotta dagli Alleati con l’apporto della Resistenza italiana, si conclude nell’aprile del 1945 con la liberazione dei territori occupati, la capitolazione delle forze tedesche e la disgregazione della Repubblica Sociale Italiana, la struttura di governo collaborazionista organizzata da Mussolini dopo l’8 settembre. Il Duce, catturato mentre tenta di fuggire, viene ucciso dai partigiani il 28 aprile 1945.

A guerra finita l’Italia è in condizioni critiche: i combattimenti e i bombardamenti aerei hanno raso al suolo molti centri abitati, e le principali vie di comunicazione sono interrotte.[52] Il numero di italiani morti è stimato tra 415 000 (330 000 militari e 85 000 civili)[53] e 443 000 unità.

Sul piano geopolitico, con i trattati di Parigi del 1947 l’Italia cede parte del suo territorio a Francia e Jugoslavia, il Dodecaneso alla Grecia, perde tutte le colonie africane e restituisce l’indipendenza all’Albania, che entra nell’area d’influenza dell’URSS. Oltre il 90% degli italiani residenti nelle terre assegnate alla Jugoslavia, già colpiti dai massacri delle foibe, abbandonò la propria terra e affrontò l’esilio in Italia e nel resto del mondo.[54] Oltre 100.000 furono gli italiani rimpatriati dai possedimenti coloniali in Libia ed Etiopia.

L’Italia repubblicana

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Italia repubblicana.

Via Fani, il giorno del rapimento di Aldo Moro

Il 2 giugno 1946 un referendum sancisce la fine della monarchia e la nascita della Repubblica. Il 1º luglio Enrico De Nicola viene nominato primo presidente della Repubblica Italiana, Alcide De Gasperi è il primo presidente del Consiglio e il 1º gennaio 1948 entra in vigore la nuova Costituzione della Repubblica Italiana.[55] Sono gli anni del miracolo economico, favoriti da un’elevata disponibilità di manodopera, dovuta a un forte flusso migratorio dalle campagne alle città e dal sud verso il nord. La crescita media del PIL del 6,3% tra il 1958 e il 1963[56] consente la riduzione del divario storico con paesi quali Regno Unito, Germania e Francia.

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

Negli anni settanta e ottanta attività di gruppi terroristici, sia di estrema destra sia di estrema sinistra, portano prima alla strategia della tensione,[57] segnata da numerosi attentati come la strage di piazza Fontana, la strage di piazza della Loggia e la strage di Bologna, e poi agli anni di piombo, connotati da attentati a esponenti del mondo sociale, imprenditoriale e istituzionale, culminati nell’agguato di via Fani e nel sequestro e assassinio di Aldo Moro, l’apice dell’attacco brigatista allo Stato democratico.[58]

Gli anni novanta sono invece segnati dalla lotta alla mafia che nonostante importanti successi delle istituzioni è costata la vita a numerosi magistrati e uomini dello Stato, come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Nel 1992 le indagini di mani pulite sul fenomeno dilagante delle tangenti coinvolgono esponenti politici, principalmente del pentapartito, determinando la fine della prima Repubblica. Dopo lo scandalo nascono nuovi partiti, come la Lega Nord e Forza Italia. In questa fase, definita seconda Repubblica, nuove coalizioni politiche prendono il posto dei precedenti partiti di massa dando vita a un sistema parzialmente bipolare; alcuni esponenti del centro-sinistra, in particolare Romano Prodi, si alternano nella guida del paese a Silvio Berlusconi, leader del centro-destra che segna quegli anni e il cui modello di pensiero e azione, definito berlusconismo, identifica un fenomeno sociale e di costume.[59] La crisi del debito sovrano europeo colpisce anche l’Italia nel 2011 e alla guida del paese s’insediano prima un governo tecnico e poi, dopo nuove elezioni, governi di coalizione “di larghe intese”.

Geografia fisica

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia dell’Italia.

Carta fisica muta d’Italia

La regione geografica italiana, suddivisa in Italia continentale, peninsulare e insulare, è unita al continente europeo dalla catena delle Alpi. Grazie alla sua posizione, costituisce idealmente un ponte di passaggio verso l’Asia e l’Africa.[60]

L’Italia separa, inoltre, il bacino occidentale del mar Mediterraneo da quello centrale, ossia il Mar Tirreno dal Mar Ionio. A nord del Salento si spinge l’insenatura lunga e stretta del mare Adriatico. Le isole di Sardegna e di Corsica dividono poi il mar Tirreno dal mar di Sardegna; le coste italiane si sviluppano su 7 456 km e presentano svariate forme (falesie, sabbiose, pietrose ecc.).[61]

Il suolo italiano, fortemente antropizzato, ha varie caratteristiche (vulcanico, endolagunare, calcareo ecc.);[62] le zone collinari sono prevalenti rispetto alle zone montuose e a quelle pianeggianti, l’altitudine media del territorio è di circa 337 m s.l.m.

Le catene montuose si estendono per buona parte della nazione. Appartiene all’Italia una gran parte del versante meridionale del sistema alpino, per una lunghezza di circa 1 000 km. Le vette più elevate si trovano nelle Alpi Occidentali, dove sono numerose le cime che superano i 4 000 m tra cui il Cervino (4 478 m), il Monte Rosa (4 634 m) e il Monte Bianco (4 810 m), la montagna più alta d’Europa. La catena degli Appennini percorre tutta la penisola, dalla Liguria alla Sicilia, fino alle Madonìe; il Gran Sasso (2 912 m), situato in Abruzzo, è la sua vetta più alta.

Solo un quarto del territorio italiano è costituito da pianure; la Pianura padana, una distesa alluvionale formata dal fiume Po e dai suoi affluenti, è la più estesa di tutte. Seguono, per dimensioni, il Tavoliere delle Puglie e la pianura salentina, due pianure di sollevamento, e il Campidano, un’altra pianura alluvionale.[63] Il punto meno elevato d’Italia è situato nella frazione di Contane, in provincia di Ferrara (-3,44 m).

Le isole maggiori sono la Sicilia e la Sardegna; molte sono le isole minori, in gran parte raccolte in arcipelaghi,[64] come l’arcipelago Toscano, cui appartiene l’isola d’Elba, l’arcipelago della Maddalena, l’arcipelago Campano, comprendente Ischia e Capri, le isole Ponziane, le Pelagie, le Eolie, le Egadi e le Tremiti.

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