<Il Vangelo(commento di Paolo Tonghini

26 febbraio 2017

La pagina evangelica di questa ultima domenica di febbraio e ultima domenica del tempo ordinario prima di iniziare il Sacro Tempo Quaresimale, mercoledì prossimo, con il rito solenne delle Sacre Ceneri, è ricca di tenerezza e di amore. Essa è incorniciata in un ambiente quasi paradisiaco in cui la natura viene descritta in tutta la sua bellezza: gli uccelli che cinguettano, i fiori che si colorano della loro bellezza, i prati che germogliano… E proprio in questa descrizione emerge tutta la grandezza della provvidenza e della cura di Dio per le sua creature.

E in questo quadro si inserisce la “catechesi” di Gesù riguardo alla priorità del Regno: il resto viene dopo. Gesù innanzitutto contesta e critica l’atteggiamento di chi pone al primo posto nella propria vita la mondanità, il potere, il denaro, sino al punto di ritenere queste realtà allo stesso livello di Dio: “non potete servire Dio e il denaro”. L’indicazione di Gesù non riguarda naturalmente la giusta preoccupazione per ciò che è necessario alla vita quotidiana, ma il fatto che questa preoccupazione diventi un affanno patologico, di cui la conseguenza è l’ansia, la paura del domani. Il rimedio quale è? Quello che suggerisce Gesù: da una parte la “memoria” della Provvidenza di Dio, osservando le realtà semplici del creato ci si accorge di come il Creatore si prende cura delle sue creature e si preoccupa di loro; dall’altra parte, la ricerca del Regno di Dio, ricollocando la vita dell’uomo nella giusta priorità.

Occorre una conversione, un cambiamento di mentalità e di modo di fare. Quando la dimensione materiale diventa un assoluto, ossia un idolo, genera ansia e preoccupazione, fino a decentrare l’esistenza stessa in un affannoso e deleterio tentativo di costruirsi una sorta di paradiso terrestre. E questo atteggiamento richiesto da Gesù non va contro un necessario progresso, anche se oggi appare chiaramente quali siano le conseguenze di un esasperato dominio sul creato, fondato molte volte sulla cultura del guadagno e del potere. Occorre un’etica che ci riconduca all’uso giusto dei doni della creazione, come servizio al bene comune, vivendo la cultura della solidarietà e della fraternità.

La contemplazione del creato non solo ci riconduce alla bellezza di Dio, alla perfezione con la quale ha forgiato le sue opere, ma diventa testimonianza viva

della Provvidenza con la quale egli accompagna la realtà di tutto ciò che esiste e di ogni percorso umano.

Il Vangelo odierno riporta il nostro cuore di credenti e i nostri occhi a contemplare i valori più alti della vita, spesso racchiusi nella semplicità e nella bellezza del creato, che testimoniano la vicinanza e l’amore paterno di Dio che Gesù ci ha rivelato.

Buona domenica e buon carnevale (doveroso) di divertimento prima di iniziare il sacro tempo di Quaresima, tanto necessario e quanto urgente.

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