Contro la pena di morte

Attilio Danese, Non uccidere Caino con scritti di E. Spedicato, Maurizio Parisi e Vincenzo Scordamaglia Paoline, Milano 2002 . Questo testo presenta le motivazioni che sostengono la lotta contro la pena di morte, per favorire una più diffusa consapevolezza della sua atrocità e conseguentemente una più decisa azione politica. Le ragioni degli abolizionisti sono basate sulla rieducatività della pena e sul principio umanitario del rispetto del diritto alla vita, quale valore primario dell’ordinamento democratico. Questo stesso principio entra in palese contraddizione con se stesso se si ammette che l’esigenza di proteggere la società comporti l’annientamento del singolo delinquente. Si inizia presentando un quadro generale aggiornato della situazione nel mondo attraverso un agile percorso storico-critico sul tema: dall’antichità al mondo postmoderno. Sono poi dibattute le motivazioni problematiche, tenendo conto dell’opinione pubblica, delle questioni di liceità e legittimità, dell’efficacia o meno ditale sanzione — evidenziati gli impedimenti costituzionali già vigenti nei Paesi contrari alla pena di morte — e, infine, viene affrontato il nodo dei diritti umani da un punto di vista sociale, giuridico e filosofico. La lettura avrà, sperabilmente, l’effetto di far riflettere coloro che ritengono che il fine (pena di morte) giustifichi i mezzi, convincendoli che, invece, molto spesso è da essi pregiudicato. In copertina: In/() Vicentini, Vemna Villaflorita (parI.). 9

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