Il Vangelo e la legge dell’amore(Commento di Paolo Tonghini)

12 febbraio 2017

Nel Vangelo di questa domenica (Mt 5,17-37) continuiamo la nostra riflessione sul grande discorso della Montagna che Gesù ha fatto di fronte alle folle e ai discepoli che lo stavano seguendo..

Nel discorso di oggi viene esplicitato il fatto che il Signore Gesù non sia venuto per abolire la Legge, ma a darne compimento, cioè a confermare la Torah (la Legge) trasfigurandola e rinnovandola attraverso una categoria fondamentale che la compendia e la intensifica: la carità, l’amore.

Gli scribi e i farisei avevano imbrigliato il dono della Legge, rischiando di ridurlo ad un puro formalismo esteriore che non coinvolgeva più la vita ed il cuore. E così Gesù riprende i contenuti della Torah, li esplicita e li arricchisce del nuovo dono della carità perché quella Legge scritta su pietra venga finalmente scritta nel cuore dell’uomo. In questo modo il compimento di cui parla Gesù è il passaggio da una semplice osservanza di norme scritte in un codice ad una adesione della vita.

Gesù riporta alla sua forma originale, cioè ridona forma, e quindi riforma la Legge riconducendola alla finalità per cui era stata donata al popolo di Israele, quella cioè di fondare la relazione di alleanza tra Dio e il suo popolo in un rapporto di reciproco amore e fedeltà. In quest’ottica il Signore ribadisce l’importanza di osservare tutta la Legge, ricordando anche che gli elementi più piccoli di essa non devono essere cancellati, ma allo stesso tempo tutto va compreso nella categoria della carità per evitare che diventi pura ipocrisia e formalismo.

In questo sovrappiù di amore, che è la carità (= Karis, grazia, dono gratuito), consiste il superamento della giustizia richiesto per entrare nel Regno dei Cieli ed al quale si riferisce Gesù nell’introdurre il tema della giustizia divina fondata sulla misericordia e sull’amore.

Per il cristiano, dunque, la fedeltà alla Legge non consiste in un’osservanza sterile ed esteriore. Gesù oltrepassa e supera tale logica, guarda al cuore dell’uomo, alle sue intenzioni, al “dentro”. Non rinnega la Legge, ma la porta a compimento con la carità, con questo “di più” che è l’amore fraterno e che Lui ha vissuto pienamente e

interamente fino al dono totale sulla Croce, questo “di più” che Lui ha realizzato in se stesso, lo ha rivelato e spiegato con la sua stessa persona, con la sua vita. La giustizia divina è fondata sull’amore!

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