Umberto Bossi

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Umberto Bossi
Umberto Bossi 2012 crop2.jpg

Presidente federale della Lega Nord
In carica
Inizio mandato 5 aprile 2012
Predecessore Angelo Alessandri

Segretario federale della Lega Nord
Durata mandato 4 dicembre 1989 –
5 aprile 2012
Predecessore
Successore Roberto Maroni

Ministro per le Riforme Istituzionali
Durata mandato 8 maggio 2008 –
16 novembre 2011
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Vannino Chiti
Successore Gaetano Quagliariello

Durata mandato 11 giugno 2001 –
19 luglio 2004
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Antonio Maccanico
Successore Roberto Calderoli

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XI, XII, XIII, XIV (fino al 19 luglio 2004) , XVI, XVII
Gruppo
parlamentare
Lega Nord Padania
Coalizione Coalizione di centro-destra
Circoscrizione IV Lombardia 2 (XIII); III (Lombardia 1) (XIV, XVI, XVII)
Collegio 3 – Milano 3 (XIV)
Sito istituzionale

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature X
Gruppo
parlamentare
Lega Lombarda
Circoscrizione Lombardia
Collegio Varese
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Comunista Italiano (1975-1976)
Lega Lombarda (dal 1984)
Lega Nord (dal 1989)
Tendenza politica Indipendentismo padano, Federalismo, Settentrionalismo, Regionalismo, Autonomismo
Titolo di studio perito elettronico
Professione Politico

Umberto Bossi (Cassano Magnago, 19 settembre 1941) è un politico italiano, già senatore della Repubblica ed europarlamentare, ora deputato della Repubblica, fondatore del movimento politico Lega Nord per l’indipendenza della Padania (di cui è stato segretario federale fino al 5 aprile 2012),[1] è stato Ministro delle Riforme per il Federalismo.

È stato eletto per la prima volta al Senato nel 1987 (X legislatura), fatto per il quale ancora oggi è soprannominato, in lombardo, il Senatùr. Dal 1992 ha ricoperto per sette volte la carica di deputato (XI, XII, XIII, XIV e XVI e XVII). Per quattro volte ha ricoperto la carica di parlamentare europeo.

È entrato nel governo per la prima volta nel 2001, quando fu nominato Ministro per le Riforme Istituzionali e la Devoluzione nel Governo Berlusconi II.

Il 5 aprile del 2012, a seguito dello scandalo della distrazione di fondi del partito a favore della sua famiglia,[2][3] ha rassegnato le dimissioni da segretario della Lega Nord, carica che aveva assunto nel 1989. Dopo questi fatti ha ricoperto un ruolo più marginale all’interno del partito, del quale è comunque Presidente.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli anni giovanili[modifica | modifica wikitesto]

Nasce da Ambrogio (19001989) e Ida Valentina Mauri (19182013[4]). Il padre faceva l’operaio tessile a Gallarate, la madre la portinaia. Umberto è il figlio primogenito: dopo di lui nascono Franco (1947) e Angela (1951).

In quegli anni consegue il diploma di perito tecnico elettronico presso la scuola per corrispondenza Radio Elettra.[5] Sul profilo pubblicato tanto sul sito della Camera dei Deputati[6] quanto sul sito ufficiale della Lega Nord Bossi dichiara di essere in possesso del Diploma di maturità scientifica. Questo è quanto scritto sul sito della Lega Nord: «Dopo aver conseguito la maturità scientifica, si iscrive alla facoltà di Medicina di Pavia, ove esercita anche la professione di tecnico elettronico applicato alla medicina.»[7] Cambia mestiere più volte. È lo stesso Bossi a dichiarare: «Ho fatto l’operaio, il perito tecnico, ho lavorato nell’informatica, ho studiato medicina a Pavia, ho insegnato matematica e fisica».[8]

Gli inizi dell’impegno in politica[modifica | modifica wikitesto]

Esistono diverse testimonianze della militanza a sinistra di Umberto Bossi negli anni giovanili, anche se non fu un sessantottino. Nei primi anni settanta ha militato, in rapida successione, nel gruppo comunista de il manifesto, nel Partito di Unità Proletaria per il comunismo, di estrema sinistra, nell’Arci e nei movimenti ambientalisti.[9]

Nel 1975 risulta iscritto al Partito Comunista Italiano, previo versamento di un contributo d’iscrizione presso la sezione locale di Verghera di Samarate. Dai registri ufficiali dell’organizzazione risulta essere registrato in qualità di medico, pur non avendo mai conseguito il titolo abilitante all’esercizio della professione[10][11] (al riguardo, alcuni articoli giornalistici, suffragati dalla dichiarazione della prima moglie Gigliola Guidali, suggeriscono che avrebbe lasciato credere di svolgere la professione medica per un certo lasso di tempo).[11][12][13][14][15]

Inizialmente negata la militanza comunista, lo stesso ammetterà che per alcuni mesi fra il 1974 e 1975 fu impegnato in un’iniziativa di solidarietà del Partito Comunista Italiano di Verghera di Samarate, collaborando all’organizzazione di una raccolta di fondi a sostegno dei dissidenti di Augusto Pinochet, il generale cileno che aveva instaurato nel Paese una dittatura militare,[10][13] il conferimento della tessera potrebbe essere stato il premio per l’impegno svolto a favore del partito.[16]

Il suo incontro con le idee autonomiste e federaliste avvenne per caso a 38 anni, nel 1979: un giorno, entrando in facoltà a Pavia, notò un avviso dell’Union Valdôtaine, movimento autonomista della Valle d’Aosta. Conobbe il leader Bruno Salvadori. Bossi decise immediatamente di unirsi alla sua causa e si attivò per la creazione di una rete di movimenti autonomisti dell’Italia settentrionale. Nello stesso anno conobbe Roberto Maroni, con cui cominciò un lungo sodalizio politico.

L’esperienza discografica
Umberto Bossi a vent'anni, nel 1961.

Umberto Bossi ebbe una breve esperienza come cantautore, col nome d’arte di Donato.
Nel 1961 Bossi partecipò insieme al suo complesso al Festival di Castrocaro dove venne bocciato in semifinale perché «troppo triste».[17]
Accompagnato dall’orchestra di D. U. Mazzucchelli sempre incise nel 1961 per la Caruso, l’etichetta del maestro Vitaliano Caruso, un disco 45 giri con i brani Ebbro (boogie woogie) e Sconforto (rock-slow), dei quali era autore con Mazzucchelli.[18][19]

Bossi è stato anche autore di poesie in dialetto. Una di queste, Scioperu in dur Baset (Sciopero alla Bassetti), fu pubblicata nel gennaio 1982 su Ul bartavèll, rivista politico-culturale varesina. Bossi frequentava gli incontri organizzati dal circolo filologico locale sulla storia e gli idiomi del territorio. In una conferenza, dove parlava di glottologia, conobbe Manuela Marrone, che divenne la sua seconda moglie.

Bossi partecipa, inviato da Salvadori, alle riunioni dell’Unione ossolana per l’autonomia (U.O.P.A.), movimento autonomista della Val d’Ossola. Ispirato dall’attività di tale movimento, nel 1980 Bossi crea la sua prima sigla politica: l’Unione Nord Occidentale Lombarda per l’Autonomia (U.N.O.L.P.A.); sceglie questo acronimo “anche per assonanza con la sigla UOPA”[20].

Insieme con Salvadori e Maroni fonda la società editoriale Nord Ovest, che edita la rivista Nord Ovest: «Mi misi con lui [Salvadori] a fare il giornale, però non avevo ancora deciso di dedicarmi solo al federalismo».[21]

L’8 giugno 1980 Salvadori muore in un incidente automobilistico, lasciando Bossi a ripianare da solo i debiti del giornale. «Mi mancava qualche esame alla laurea, ma decisi di buttare tutta la mia vita per togliermi quel chiodo».[8][22]

Bossi.jpg

Nel 1982 Bossi crea assieme a Roberto Maroni e Giuseppe Leoni la Lega Autonomista Lombarda, di cui viene eletto segretario nazionale. Per diffondere le idee autonomiste crea un nuovo giornale: Lombardia Autonomista. Il primo numero esce nel marzo 1982 come supplemento di Rinascita Piemontese. Bossi si presenta alle elezioni politiche del 1983 in alcune circoscrizioni della Lombardia insieme ad altri autonomisti sotto il simbolo della Lista per Trieste, senza essere eletto (nella circoscrizione Varese-Como-Sondrio ottiene 157 preferenze: «Sapevo che lo facevo solo per portare la valigia e fare esperienza.»[8])

Il 12 aprile 1984 Bossi fonda la Lega Lombarda di cui sarà segretario fino al 1993, prima di dar vita al progetto della Lega Nord e lasciare la Lega Lombarda nelle mani del nuovo segretario Luigi Negri. Firmano l’atto di fondazione, davanti a un notaio di Varese: Umberto Bossi, la sua compagna Manuela Marrone, Pierangelo Brivio, Giuseppe Leoni, Marino Moroni ed Enrico Sogliano. Manuela Marrone mise a disposizione la propria abitazione per le riunioni del movimento[23]. La neonata formazione partecipa alle elezioni europee che si tengono in quell’anno in alleanza con altri movimenti regionali e autonomisti, quali la Liga Veneta, il Partito del Popolo Trentino Tirolese e il Moviment d’Arnàssita Piemontèisa, sotto il nome della coalizione Liga veneta – Unione per l’Europa Federalista. Bossi ottiene 1.630 preferenze.[8]

Alle elezioni amministrative del 1985 la Lega elegge i primi rappresentanti nei comuni di Varese e Gallarate e nella provincia di Varese.[senza fonte] Non ha successo invece alle elezioni regionali. Alle elezioni politiche del 1987 Bossi viene eletto per la prima volta al Senato della Repubblica, fatto che gli valse il soprannome di senatùr (“senatore” in dialetto varesotto).

La Lega Nord[modifica | modifica wikitesto]

Umberto Bossi a Pontida nel 1990

Alla fine degli anni ottanta, visto anche il progressivo successo della Lega a livello regionale, porta avanti il suo progetto politico di unire i vari movimenti politici autonomisti dell’Italia settentrionale (Lega Lombarda, Liga Veneta, Piemont Autonomista, Partito Autonomista Trentino Tirolese, Uniùn Ligure, Lega Emiliano Romagnola, Alleanza Toscana), che si traduce nella creazione dell’Alleanza Nord alle elezioni europee del 1989. Il 4 dicembre di quell’anno Bossi fonda la Lega Nord, di cui è nominato segretario federale al raduno di Pontida[24][25].

Alle elezioni politiche del 1992 Bossi viene rieletto, questa volta alla Camera, con 240.523 preferenze, una delle cifre più alte di tutta Italia. Il 1992 è anche l’anno in cui esplode Tangentopoli, un evento epocale che vede Bossi inizialmente fra i più convinti sostenitori del “pool di Milano”, cioè dei magistrati della Procura meneghina intenti a indagare sui fenomeni di corruzione. Ma anche Bossi in persona e la sua Lega vengono coinvolti nel 1993 per una questione legata a un finanziamento illecito di duecento milioni di lire, ricevuti dagli allora dirigenti del colosso chimico Montedison.[26] Fino ad allora Bossi sostenne la linea del Pool di Milano, partecipando a una manifestazione con MSI, PDS e Verdi. Emblematica fu, alla Camera dei deputati, l’agitazione di una corda a forma di cappio da parte di Luca Leoni Orsenigo.

Il 5 gennaio 1994, al processo Enimont, Bossi ammette il finanziamento illecito tramite una tangente ricevuta dalla Montedison[27][28]. Nel 1995 viene condannato per violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti a 8 mesi,[29] pena confermata in appello nel 1997[30] e Cassazione l’anno dopo.[28][31]. Nel 1995 viene condannato per violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti a 8 mesi,[29] pena confermata in appello nel 1997[30] e Cassazione l’anno dopo.[32]

La breve alleanza con Forza Italia (1994)[modifica | modifica wikitesto]

Umberto Bossi nel 1994

Nello stesso anno crea al Nord con Forza Italia (partito politico fondato nel 1994 dall’imprenditore milanese Silvio Berlusconi) la coalizione elettorale denominata Polo delle Libertà, che assieme al Movimento Sociale Italiano vince le elezioni.

Il 24 agosto 1994 Bossi appare in TV da Porto Cervo per rilasciare delle dichiarazioni politiche in canottiera.[33] L’inusualità della veste lo renderà molto popolare.[34][35]

Il governo Berlusconi viene sfiduciato il 22 dicembre 1994. In quell’occasione Bossi stacca il suo partito dalla coalizione presentando una mozione di sfiducia.[36] L’atto viene denominato dai mass media “ribaltone“.

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