Antonio Conte

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri uomini con questo nome, vedi Antonio Conte (disambigua).
Antonio Conte
20150616 - Portugal - Italie - Genève - Antonio Conte 1.jpg

Conte in veste di CT dell’Italia nel 2015

Nazionalità Italia Italia
Altezza 178[1] cm
Peso 73[1] kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Squadra Chelsea
Ritirato 2004 – giocatore
Carriera
Giovanili
19??-19?? Lecce
Squadre di club1
1985-1991 Lecce 89 (1)
1991-2004 Juventus 295 (29)
Nazionale
1994-2000 Italia Italia 20 (2)
Carriera da allenatore
2005-2006 Siena Vice
2006 Arezzo
2007 Arezzo
2007-2009 Bari
2009-2010 Atalanta
2010-2011 Siena
2011-2014 Juventus
2014-2016 Italia Italia
2016- Chelsea
Palmarès
Coppa mondiale.svg Mondiali di calcio
Argento Stati Uniti 1994
UEFA European Cup.svg Europei di calcio
Argento Belgio-Paesi Bassi 2000
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 1º luglio 2016

Antonio Conte (Lecce, 31 luglio 1969) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista, tecnico del Chelsea.

Centrocampista combattivo e tatticamente duttile per la sua versatilità,[2] cresciuto nel settore giovanile del Lecce, nella carriera da calciatore professionista legò il suo nome alla Juventus, squadra in cui militò tredici stagioni a cavallo degli anni 1990 e 2000 diventandone capitano e simbolo in virtù della propria dedizione per la squadra, tenacia e grinta.[3] In bianconero ha vinto cinque campionati di Serie A e tutte le competizioni UEFA tranne la Coppa delle Coppe, competizione a cui non ha mai preso parte. Con la Nazionale italiana è stato vice campione del mondo 1994 e vice campione europeo 2000.

Considerato uno degli allenatori più validi in attività,[4][5][6] nel 2005 inizia la sua attività sulla panchina del Siena come vice di De Canio e nella stagione 2008-09 ottiene il titolo di campione nel campionato cadetto con il Bari, riportando i pugliesi in Serie A. Passato sulla panchina della Juventus nell’estate del 2011, è campione d’Italia per tre stagioni consecutive, impresa che in precedenza era riuscita solo a Carcano, Capello e Mancini,[7] oltre ad aver vinto due Supercoppe italiane nel 2012 e nel 2013. Dal 19 agosto 2014 al 2 luglio 2016 è stato il commissario tecnico della Nazionale italiana come successore di Cesare Prandelli. Dal 2016 è l’allenatore del Chelsea.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

« Era duttile e intelligente. Una forza della natura nella fase difensiva e in quella offensiva: non è un caso che sia diventato allenatore. Giocando in mezzo capisci meglio le dinamiche di tutti i reparti. »
(Giovanni Trapattoni.[8])

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Considerato uno dei migliori centrocampisti italiani della sua generazione,[9] Conte era un giocatore combattivo e forte fisicamente, che pur non eccellendo sotto l’aspetto tecnico aveva dalla sua visione di gioco e personalità, doti che lo rendevano sovente decisivo in campo. Tra i suoi punti di forza c’era l’abilità nell’inserirsi a sorpresa in area di rigore per concludere a rete;[9] centrocampista discretamente prolifico, anche dalla distanza,[9] si segnalò per marcature d’istinto e, talvolta, acrobatiche e spettacolari.[8] Il suo ruolo originale era quello di centrale di centrocampo, ma sotto la guida di Marcello Lippi ha ricoperto vari ruoli del reparto, come quello più difensivo di mediano.[8][10]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Conte ha cominciato la sua carriera da allenatore utilizzando stabilmente l’offensivo modulo 4-2-4,[11][12] cosa che gli fece guadagnare da parte degli addetti ai lavori l’iniziale fama di «integralista» tattico.[13][14] Negli anni seguenti ha saputo smentire tale nomea mostrandosi avvezzo a cambiare schemi, nonché la sua idea di gioco, in funzione dei giocatori a disposizione in rosa;[13][14][15] in questo senso, ha optato per moduli altrettanto offensivi come il 4-3-3[16][17] e il 3-4-3,[18] o più coperti come il 3-5-2[13] e il 3-5-1-1.[14][19]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Lecce[modifica | modifica wikitesto]

Un giovane Conte con la maglia del Lecce

Centrocampista centrale, cresce calcisticamente nella squadra della sua città, il Lecce, con cui debutta in Serie A il 6 aprile 1986 (a 16 anni, 8 mesi, 13 giorni) in Lecce-Pisa 1-1.[9] L’arrivo di Carlo Mazzone sulla panchina dei salentini è un passo decisivo per la maturazione mentale e fisica di Conte che, in breve tempo, diventa un perno importante della squadra. Nel 1987 si frattura la tibia della gamba destra che mette in pericolo la sua carriera agonistica.[8] Nella stagione 1988-1989 ritorna in campo e segna anche il suo primo gol in Serie A (e il primo con la maglia leccese) contro il Napoli l’11 novembre 1989, partita vinta 3-2 dai partenopei.

In sette stagioni con i giallorossi, ha collezionato in totale 99 presenze e 1 gol.[20]

Juventus[modifica | modifica wikitesto]

Durante la carriera a Lecce, Conte attira le attenzioni di Giovanni Trapattoni, tecnico della Juventus[21]; nella sessione di calciomercato 1991 viene quindi acquistato dal club torinese per 7 miliardi di lire.[22] Il 17 novembre, nella decima giornata di campionato, debutta con la nuova squadra nella vittoria per 1-0 nel derby di Torino, entrando nel finale al posto dell’attaccante Totò Schillaci.[23]

Per la stagione 1992-1993 diventa una pedina inamovibile della squadra bianconera. Il 16 settembre 1992 bagna con una rete il suo esordio assoluto in Coppa UEFA, nel 6-1 dei bianconeri contro l’Anorthosis Famagosta. Il 10 aprile decide con una doppietta (primi gol in Serie A con la maglia bianconera) il derby di Torino, vinto dalla Juventus per 2-1; questa sarà la sua prima e unica doppietta in carriera.[24] Conte conclude la sua seconda stagione alla Juve mettendo a segno 3 reti (due in campionato e uno in Coppa UEFA) e contribuendo alla conquista della Coppa UEFA. Nella finale di andata contro il Borussia Dortmund gioca titolare[25], mentre rimane in panchina nella decisiva finale di ritorno. Nella stagione 1993-1994 Conte si conferma sui livelli della precedente, mostrandosi inoltre più prolifico a rete. Realizza 4 gol in campionato e due in Coppa UEFA e, al termine della stagione, convince il CT Arrigo Sacchi a convocarlo per i mondiali statunitensi.[26]

Il neoacquisto Conte accolto alla Juventus dall’allenatore Giovanni Trapattoni, nel novembre del 1991.

Con l’arrivo di Marcello Lippi sulla panchina della Juve, Conte si trova a essere impiegato in più ruoli a centrocampo, molti di questi non sempre graditi dal giocatore.[8] Gioca ottime partite e risulta decisivo in molte gare di Coppa UEFA. Conte conclude la sua stagione mettendo a segno 3 reti (una in campionato alla Sampdoria e due in Coppa UEFA) e contribuendo alla conquista dello scudetto e della Coppa Italia da parte dei bianconeri.[8]

Il 13 settembre 1995 bagna con una rete il suo esordio assoluto in Champions League, nel 1-3 dei bianconeri in casa del Borussia Dortmund.[27] Qualche giorno più tardi, il 18 ottobre, ha realizzato la sua seconda rete in Champions nella vittoria per 4-1 dei bianconeri sui Rangers.[28] Il 22 maggio disputa da titolare la finale di Champions tra Juventus e Ajax allo Stadio Olimpico di Roma. Al 44° del primo tempo, però, è costretto a uscire per colpa di un infortunio e Lippi lo sostituisce con Vladimir Jugović. La Juventus vince la competizione ai calci di rigore[29], mentre Conte scopre che l’infortunio è più grave del previsto e che gli impedirà di prendere parte all’Europeo 1996.[8]

Conte in azione in maglia bianconera nell’annata 1992-1993.

Nel 1996, in seguito a partenze di Vialli e Ravanelli, diventa capitano della squadra.[30] Dopo aver recuperato dall’infortunio subito nella finale contro l’Ajax, Conte si infortuna nuovamente durante ItaliaGeorgia e chiude in anticipo la sua stagione.[8][31] La stagione 1997-1998 si apre per Conte con la conquista della seconda Supercoppa nazionale, giocando la finale del 23 agosto 1997 vinta dalla Juventus per 3-0 sul Vicenza; proprio ai biancorossi sigla la sua prima rete stagionale, chiudendo le marcature bianconere.[32] Il 31 agosto, alla prima di campionato, segna la rete del definitivo 2-0 al Lecce, sua ex-squadra. Con 44 presenze e 7 gol, Conte contribuisce alla vittoria dello scudetto (il terzo personale).

La stagione 1998-1999 si apre con la sconfitta in Supercoppa italiana contro la Lazio. Dopo l’esonero di Lippi, Carlo Ancelotti viene chiamato a rimpiazzarlo. Il nuovo tecnico della Juventus riposiziona Conte nel ruolo di centrocampista centrale, rendendolo un giocatore intoccabile nel suo 3-5-2. La prima stagione con Ancelotti in panchina inizia bene, e Conte approfitta del nuovo modulo per cercare di più la porta.[10][33] In UEFA Champions League Conte è grande protagonista e ripaga la fiducia di Ancelotti realizzando ben 3 gol. Il 3 marzo realizza la seconda marcatura bianconera nel quarto di finale di andata contro l’Olympiakos. Il 17 marzo segna anche nella gara di ritorno, pareggiando all’86° la rete dell’attaccante jugoslavo Siniša Gogić.[34][35] Il 7 aprile porta in vantaggio la Juventus nella semifinale di andata pareggiata 1-1 in casa del Manchester United. Sarà proprio questa squadra, nella gara di ritorno, a eliminare la Juventus con il risultato finale di 2-3. A fine stagione, Conte pareggia il suo record di marcature stagionali (7 reti) dell’anno precedente.[10]

Nella stagione 1999-2000, nonostante l’arrivo di nuovi giocatori come Sunday Oliseh e Gianluca Zambrotta, Conte rimane titolare nella Juventus. Il 24 agosto 1999 realizza il suo primo gol stagionale nella finale di ritorno di Coppa Intertoto 1999, conclusa con il pareggio della Juventus per 2-2 contro il Rennes e con la conseguente vittoria del trofeo.[36] A fine stagione segna in totale 6 gol in 38 presenze complessive tra campionato e coppe e, complice la stagione positiva, riceve la convocazione del CT Dino Zoff per Euro 2000.[37]

Conte in azione assieme al compagno di squadra Roberto Baggio nel 1992.

La stagione stagione 2000-2001 si apre per il capitano bianconero con un gol al Brescia in Coppa Italia, che tuttavia non basta per raggiungere i quarti di finale della manifestazione poiché la squadra bresciana riesce a ribaltare il risultato mettendo a segno 2 reti.[38] Il 21 ottobre, alla terza giornata di campionato, segna al 90° il gol del pareggio in Milan-Juventus (2-2).[39] Conclude la stagione con 28 presenze e 3 gol complessivi. Dalla stagione 2001-2002, annata in cui la sua fascia di capitano passa a Del Piero,[40] Conte non è più titolare e viene messo in panchina dal rientrante Lippi. Riesce, comunque, a collezionare 28 presenze e 1 gol al termine della stagione e contribuisce alla conquista dello scudetto all’ultima giornata, il 5 maggio 2002, ai danni dell’Inter.

Nella stagione 2002-2003 colleziona poche presenze e un solo gol in campionato, ma vince di nuovo lo scudetto e gioca anche la finale di UEFA Champions League persa ai rigori contro il Milan dove, entrato nel secondo tempo, colpisce di testa una clamorosa traversa vicino all’incrocio di destra della porta di Dida.[41]

Al termine della stagione 2003-2004 decide di ritirarsi dal calcio giocato. Gioca la sua ultima partita in Serie A a San Siro in Inter-Juventus 3-2 (4 aprile 2004),[42] mentre l’ultima in Europa è al Riazor in Deportivo La Coruña-Juventus 1-0 (25 febbraio 2004).[43]

In 13 stagioni con la Juventus, ha collezionato in campionato 295 presenze e 29 gol, in totale 418 presenze e 43 gol.[20]

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Conte al suo esordio in Nazionale, nel 1994, contro la Finlandia.

Il suo esordio nella Nazionale maggiore avviene sotto la guida di Arrigo Sacchi a 24 anni, il 27 maggio 1994 nell’amichevole pre-mondiale contro la Finlandia.[44] Viene convocato dallo stesso commissario tecnico per il campionato del mondo 1994 negli Stati Uniti[26], a cui partecipa con il n. 15. Nel corso della manifestazione gioca titolare la sfida dei quarti di finale contro la Spagna,[45] e subentra nel secondo tempo nella semifinale contro la Bulgaria.[46]Rimane in panchina nella decisiva sfida in finale contro il Brasile, persa ai tiri di rigore.

Non partecipa al campionato d’Europa 1996 in Inghilterra, a causa di un infortunio patito poche settimane prima con la Juventus nella finale di UEFA Champions League.[8][30]

Non convocato da Cesare Maldini neanche per il campionato del mondo 1998 in Francia, ritorna in Nazionale grazie al nuovo CT Dino Zoff. Il 27 marzo 1999, in occasione della partita in trasferta contro la Danimarca valevole per le qualificazioni all’Europeo 2000, Conte scende in campo nel secondo tempo al posto di Diego Fuser e segna il gol, il suo primo in Nazionale, del definitivo 1-2 azzurro con un colpo di testa su assist di Francesco Totti.[47]

Viene scelto da Zoff per il campionato d’Europa 2000 in Belgio e nei Paesi Bassi, a cui partecipa con il n. 8 sulle spalle. L’11 giugno, nella prima gara della fase a gironi contro la Turchia, Conte realizza in rovesciata il primo gol degli azzurri in questo torneo, contribuendo poi alla vittoria dell’Italia per 2-1 sugli avversari.[48] Disputa anche l’altra partita della fase a gironi contro il Belgio,[49] e quella dei quarti di finale contro la Romania dove, a causa di un fallo di Gheorghe Hagi che gli procura una lesione ai legamenti della caviglia destra, conclude in anticipo l’Europeo[50] poi perso dagli azzurri in finale contro la Francia.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Inizi a Siena e Arezzo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005 inizia la carriera di allenatore da vice di Luigi De Canio al Siena. A fine stagione il Siena si piazza 17º, ultimo posto valido per la salvezza, ma scala al 15º, dopo le penalizzazioni di Juventus e Lazio, per via dello scandalo Calciopoli. Nella stagione successiva è allenatore dell’Arezzo, in Serie B, che inizia il campionato con 6 punti di penalizzazione per Calciopoli. Dopo 5 pareggi e 4 sconfitte nelle prime 9 partite, l’Arezzo permane sempre ultimo in classifica a meno 1 e Conte è esonerato il 31 ottobre 2006; richiamato il 13 marzo 2007, ottiene 24 punti nelle ultime 10 partite, retrocedendo in Lega Pro a fine stagione; se non ci fosse stata la penalizzazione l’Arezzo si sarebbe classificato undicesimo.[51]

Bari[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 dicembre 2007 diventa il nuovo allenatore del Bari dopo le dimissioni di Giuseppe Materazzi. Quella con i galletti pugliesi è per lui la seconda esperienza sulla panchina di una squadra di Serie B. Ottiene la salvezza anticipatamente piazzandosi a metà classifica e vince il derby contro il Lecce, causando attriti con la tifoseria salentina.[51]

Per la stagione 2008-2009, conferma l’impegno con il Bari nella serie cadetta. A Bari schiera un modulo che ha nelle fasce offensive il suo punto di forza, ispirato al modulo adottato da Giampiero Ventura al Pisa nella stagione precedente; il Bari di Conte si proietta da solo in testa alla classifica ottenendo dopo otto anni la promozione in Serie A, matematicamente giunta l’8 maggio 2009 (giorno della festa patronale di San Nicola), con quattro giornate d’anticipo, a seguito della sconfitta del Livorno con la Triestina (per 0-1).[52] Il 2 giugno Conte accetta inizialmente il rinnovo del contratto con il club pugliese,[53] tuttavia dopo tre settimane rescinde consensualmente il contratto con la società biancorossa.[54]

Atalanta e il ritorno a Siena[modifica | modifica wikitesto]

Conte nel 2009, durante la sua breve esperienza da tecnico dell’Atalanta.

Dopo quasi tre mesi dall’addio al Bari, il 21 settembre 2009 è ingaggiato in Serie A dall’Atalanta, sostituendo l’esonerato Angelo Gregucci.[55] Alla prima panchina in Serie A in casa col Catania (0-0) Conte è espulso per proteste.[56] La prima vittoria in A è il 18 ottobre, su campo dell’Udinese. Dopo aver ottenuto 13 punti in 13 partite, (3 vittorie, 4 pareggi, 6 sconfitte), si dimette il 7 gennaio 2010 in seguito a sconfitta rimediata in casa col Napoli.[57] Il 1º febbraio 2010 vince il premio Panchina d’argento della stagione 2008-2009 per aver riportato il Bari nella massima divisione; il premio è istituito dal settore tecnico della Federcalcio e riservato agli allenatori della Serie B che si siano particolarmente distinti durante il campionato.[58]

Il 23 maggio 2010 diventa allenatore del neo-retrocesso Siena.[59] Coi toscani ottiene il 2º posto in campionato, che vale promozione diretta in Serie A, seconda della sua carriera dopo quella con il Bari, con tre giornate d’anticipo.[60]

Juventus[modifica | modifica wikitesto]

Il 31 maggio 2011 approda sulla panchina della Juventus:[61] Conte torna così a ricoprire un ruolo ufficiale in bianconero, dopo esserne stato calciatore per tredici anni[20] e averne indossato la fascia di capitano dal 1996 al 2001.[30][62]

L’11 settembre 2011 ottiene la sua prima vittoria in campionato con la Juventus battendo 4-1 il Parma, inaugurando lo Juventus Stadium.[63] Il 18 settembre 2011 ottiene la sua prima vittoria in trasferta battendo 0-1 il Siena, sua ex-squadra. Il 25 ottobre 2011, nona giornata del campionato, la squadra si impone per 2-1 contro la Fiorentina, portando la Juventus in solitaria alla testa della classifica, evento che non accadeva da cinque anni, dalla stagione calcistica 2005-2006.[64] Con vittoria esterna a Lecce l’8 gennaio 2012, Conte entra nella storia della Juventus eguagliando il record storico della stagione 1949-1950 con 17 risultati utili consecutivi dalla prima di campionato. La settimana dopo supera il record stabilendone uno nuovo di 18 risultati utili consecutivi da inizio campionato, col pareggio interno col Cagliari (1-1). Una settimana dopo la Juve ottiene il titolo d’inverno dopo aver battuto l’Atalanta 0-2. Chiude imbattuto il girone d’andata con 11 vittorie, 8 pareggi, 0 sconfitte.[65]

Conte nel 2012 alla guida della Juventus.

Il 12 marzo 2012 una giuria di esperti, giornalisti e dirigenti sportivi decreta Conte vincitore del Premio Maestrelli per la stagione in corso, precedendo Guidolin e Mazzarri.[66] Il 6 maggio 2012 vince il suo primo campionato da allenatore battendo 2-0 il Cagliari a Trieste (campo neutro) alla 37ª giornata, con contemporanea sconfitta del Milan nel derby con l’Inter, portando il distacco a 4 punti.[67] Conclude il campionato raccogliendo 23 vittorie e 15 pareggi, mantenendo l’imbattibilità. La striscia di risultati utili consecutivi termina il 20 maggio 2012, quando la Juventus perde 2-0 col Napoli, finale di Coppa Italia.

L’11 agosto 2012, a Pechino, vince la prima Supercoppa Italiana da allenatore, battendo ancora il Napoli 4-2. Il 5 maggio 2013 vince il secondo scudetto consecutivo alla guida della Juventus con 3 giornate d’anticipo,[68] diventando il quinto allenatore alla guida della squadra capace di vincere due scudetti nei primi due anni dopo Carcano (1930-1931 e 1931-1932), Parola (1959-1960 e 1960-1961), Vycpálek (1971-1972 e 1972-1972), Trapattoni (1976-1977 e 1977-1978).[69][70]

Il 18 agosto 2013 vince la sua seconda Supercoppa italiana battendo la Lazio 4-0 all’Olimpico di Roma.[71] Il 12 gennaio 2014 ottiene il record di 11 vittorie consecutive, superando il precedente primato del Quinquennio d’oro di Carcano.[72] Il 4 maggio è campione d’Italia per il terzo anno di fila, in virtù della sconfitta della Roma a Catania. Oltre a ciò, sul piano personale, il tecnico, al suo terzo scudetto in panchina, entra nel novero dei colleghi più titolati nel campionato italiano di calcio dietro a Trapattoni (7), Capello e Lippi (5), Carcano e Felsner (4) e affiancando Garbutt, Herrera, Mancini, Weisz e Allegri. A fine torneo, la Juventus taglia due traguardi storici: 102 punti in campionato (record europeo) e totale imbattibilità casalinga con 57 punti conquistati su altrettanti disponibili.[73] Nella stessa stagione porta i bianconeri in semifinale di Europa League in cui è eliminato dal Benfica.[74]

Il 19 maggio la società annuncia che il tecnico siederà sulla panchina bianconera anche per la stagione successiva; tuttavia il 15 luglio, a ritiro estivo iniziato, Conte si dimette risolvendo il contratto con la Juventus.[75]

Nazionale italiana[modifica | modifica wikitesto]

Conte nel 2015, alla guida della Nazionale italiana.

Il 19 agosto 2014 firma un contratto biennale fino al 31 luglio 2016 con la FIGC per ricoprire il doppio incarico di commissario tecnico della Nazionale italiana e di coordinatore delle squadre giovanili azzurre.[76][77] Il 4 settembre esordisce sulla panchina dell’Italia con una vittoria, sconfiggendo 2-0 in amichevole i Paesi Bassi.[78] Il 10 ottobre 2015, con la vittoria per 3-1 a Baku contro l’Azerbaijan, conquista la qualificazione alla fase finale del campionato d’Europa 2016.[79]

Nella rassegna europea l’Italia vince il proprio girone,[80] qualificandosi per gli ottavi di finale, dove gli azzurri battono 2-0 i campioni in carica della Spagna.[81] Nei quarti di finale l’Italia cede il passo alla Germania dopo i tiri di rigore, in una gara che mette la parola fine all’esperienza di Conte in azzurro.[82] Viene sostituito da Giampiero Ventura, lo stesso allenatore che gli era succeduto a Bari nel 2009.[83]

Chelsea[modifica | modifica wikitesto]

Conte alla guida del Chelsea nell’estate del 2016.

Il 4 aprile 2016 il club inglese del Chelsea ufficializza l’ingaggio di Conte come allenatore a partire dalla stagione di Premier League 2016-2017.[84] Il 15 agosto 2016 ottiene la sua prima vittoria sulla panchina dei Blues durante il derby londinese contro il West Ham Utd.[85]

Calcioscommesse[modifica | modifica wikitesto]

Procedimento ordinario penale presso Cremona[modifica | modifica wikitesto]

Nel ma

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...