Sophia Loren

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Sophia Loren, nome d’arte di Sofia Villani Scicolone (Roma, 20 settembre 1934), è un’attrice italiana.

Tra le più celebri attrici della storia del cinema, la Loren entra nel mondo della settima arte giovanissima e si impone ben presto, agli inizi degli anni cinquanta, come sex symbol grazie al corpo da maggiorata. Da Vittorio De Sica sarà diretta in film come La ciociara, che le valse l’Oscar alla migliore attrice, il primo dato ad un’attrice in un film non in lingua inglese e l’unica attrice insieme a Marion Cotillard a detenere questo record. Nel 1965, per il film Matrimonio all’italiana, riceverà una seconda candidatura all’Oscar, mentre nel 1991 le verrà assegnato un Oscar alla carriera.

Durante la sua lunga carriera, ha vinto 2 Oscar, 5 Golden Globe, un Leone d’oro, la Coppa Volpi a Venezia, un Prix d’interprétation féminine a Cannes, un Orso d’oro alla carriera a Berlino, un BAFTA, 9 David di Donatello (di cui quattro riconoscimenti speciali) e 3 Nastri d’argento. Nel 1999, l’American Film Institute (31 premi) ha inserito la Loren al ventunesimo posto tra le più grandi star della storia del cinema, fra le 25 attrici della classifica la Loren è l’unica attrice ancora in vita.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

Sophia Loren a 21 anni mentre mangia un piatto di spaghetti. Foto tratta dall’album di famiglia, datata 4 dicembre 1955.

Sofia Villani Scicolone crebbe a Pozzuoli, figlia della napoletana Romilda Villani (19101991), insegnante di pianoforte, e di Riccardo Scicolone (19071976), affarista nel settore immobiliare. La madre aveva vinto nel 1932 un concorso per andare ad Hollywood come sosia di Greta Garbo, ma per la forte opposizione dei suoi genitori rinunciò. Il padre (figlio del marchese agrigentino Scicolone Murillo) riconobbe la paternità della bambina, che chiamò col nome di sua madre, Sofia, di origine veneta; tuttavia, rifiutò sempre di sposare Romilda che, per le conseguenti ristrettezze economiche[2] si trasferì con la piccola Sofia da Roma a Pozzuoli, presso la sua famiglia.

Qui Sofia trascorse l’infanzia e i primi anni dell’adolescenza, durante la seconda guerra mondiale, in condizioni economiche precarie.

Il porto e il magazzino di munizioni di Pozzuoli venivano spesso bombardati dalle forze aeree degli Alleati e nel corso di uno di questi bombardamenti, mentre Sofia correva nel rifugio antiaereo, fu colpita da una scheggia di shrapnel, che la ferì al mento. Dopo questo incidente, la famiglia si trasferì a Napoli, dove fu ospitata da lontani parenti.

Napoli e la cultura napoletana saranno presenti costantemente nella vita e nella carriera della Loren, che in molti film recita in napoletano.

Dopo la guerra, Sophia Loren e la sua famiglia tornarono a Pozzuoli. La nonna Luisa aprì nel salotto un piano-bar, vendendo liquori di ciliegia fatti in casa, Romilda suonava il piano, la sorella Maria cantava e Sofia badava ai tavoli e lavava le stoviglie. Il luogo era popolare presso i soldati americani, acquartierati nelle vicinanze.

A 15 anni Sofia vinse il suo primo concorso di bellezza e con quei soldi tornò a Roma insieme alla madre in cerca di successo ma entrambe vennero denunciate dal padre, che non accettava la carriera della figlia nel mondo dello spettacolo, per una presunta attività di prostituzione nella casa romana: tutto si risolse con un chiarimento di fronte alle forze dell’ordine.[3]

Gli inizi della carriera[modifica | modifica wikitesto]

La Loren nel film Era lui, si, si! del 1951

Nella Capitale partecipò a vari concorsi di bellezza, fra cui Miss Italia del 1950 (che la premiò come Miss Eleganza, un titolo creato apposta per lei).

Inoltre, posò per fotoromanzi e partecipò a diverse pellicole cinematografiche come comparsa o in ruoli marginali, che a poco a poco le portarono visibilità, essendo centrati sulle sue qualità estetiche. In un solo anno furono una quindicina i film nei quali fu scritturata. Affiancò anche Corrado, allora divo della radio, nella conduzione di Rosso e nero. Ma la svolta arrivò quando, sempre nel 1951, incontrò il produttore Carlo Ponti: lui la notò a un concorso di bellezza, dove lei era ospite, e il giorno dopo la ricevette nel suo studio per un colloquio. Carlo Ponti rimase subito colpito dalle sue potenzialità e le offrì un contratto di sette anni, trampolino di lancio del suo successo. Iniziò da quest’epoca a usare nomi d’arte: per un po’ si fece chiamare Sofia Lazzaro, poi, Sophia Loren, così da presentarsi in modo più “internazionale”: fu il produttore Goffredo Lombardo a darle il cognome Loren, “ispirandosi” a quello dell’attrice svedese Märta Torén (allora le attrici svedesi erano molto in voga).

La commedia degli anni cinquanta[modifica | modifica wikitesto]

Sophia Loren in L’oro di Napoli con Giacomo Furia (1954)

È da questo momento che la sua carriera prende il volo. Uno dei primissimi ruoli importanti col nome di Sophia Loren fu a fianco di Alberto Sordi, interpretando una splendida Cleopatra e quello di una sua sosia in Due notti con Cleopatra di Mario Mattoli nel 1953. L’anno seguente girerà altri film in ruoli secondari come Carosello napoletano, di Ettore Giannini, Un giorno in pretura, nell’episodio Don Michele, Anna e il biliardo con Walter Chiari di Steno, oppure Tempi nostri, con Totò di Alessandro Blasetti; ma il 1954 sarà anche l’anno decisivo per una svolta nella sua carriera interpretando ruoli da protagonista in celebri commedie. Importante fra tutti fu il ruolo della pizzaiola Sofia in L’oro di Napoli, che Vittorio De Sica le volle affidare soltanto poco dopo averla conosciuta e dopo un breve colloquio. Dello stesso anno è Peccato che sia una canaglia, di Alessandro Blasetti (tratto da un racconto di Alberto Moravia), dove incontra per la prima volta il suo partner per eccellenza Marcello Mastroianni. Qui interpreta una giovane ladra che cercherà con la sua esuberante bellezza di incastrare l’onesto tassista Paolo, che si difenderà con tutti i mezzi sia dalla giovane Lina e sia dal padre di lei, il professor Stroppiani, interpretato da Vittorio De Sica.

Nel 1955 i tre attori saranno protagonisti in La bella mugnaia, una simpatica commedia di Mario Camerini ambientata durante l’occupazione spagnola nel sud d’Italia. Dello stesso anno è Il segno di Venere, diretto dal maestro Dino Risi, dove veste i panni di Agnese, che, a causa della sua bellezza, mette in ombra la cugina Cesira di minuto aspetto, interpretata da Franca Valeri. Nel cast figurano Vittorio De Sica, Alberto Sordi, Raf Vallone e Tina Pica.

Sophia Loren con Vittorio De Sica nel film Pane, amore e… (1955)

Con Vittorio De Sica, Tina Pica e ancora diretti da Dino Risi, sempre nel 1955, Sophia Loren sarà protagonista in Pane, amore e…, dove cercherà con ogni mezzo possibile di sedurre il Maresciallo Carotenuto affinché le conceda una proroga per rimanere nella sua casa. Il film, ambientato a Sorrento e seguito di Pane, amore e fantasia e Pane, amore e gelosia (interpretati da Gina Lollobrigida da sempre indicata come la sua storica rivale cinematografica), rimane celebre per il sensuale mambo ballato da Sophia Loren per Vittorio De Sica.

Il suo primo importante ruolo drammatico arriva per un film diretto da Mario Soldati e scritto, tra gli altri, da Pier Paolo Pasolini e Giorgio Bassani: La donna del fiume. La Loren dà prova di una forte capacità interpretativa. Con La fortuna di essere donna (1956), di Alessandro Blasetti, ritorna in coppia con Marcello Mastroianni in una divertente commedia degli anni cinquanta. La celebre copertina su Life del 1955 segna l’inizio della sua carriera internazionale, grazie alla sua prorompente bellezza, che non ha mai rischiato di offuscarne l’aspetto artistico, e l’indubbia bravura come attrice, sia leggera che drammatica.

Sophia Loren con Cary Grant in Un marito per Cinzia (1958)

Hollywood[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 1956 recita anche in inglese in produzioni statunitensi di rilievo, affiancata dalle più grandi star di Hollywood. “Approdando in America, trova davanti gli anni d’oro del cinema hollywoodiano con attrici del calibro di: Marilyn Monroe, Elizabeth Taylor, Audrey Hepburn, Ingrid Bergman, Shirley Temple e tante altre”.

È questo il periodo di film come Il ragazzo sul delfino, diretto da Jean Negulesco e prodotto dalla 20th Century Fox, in cui la Loren muove i suoi primi passi nella musica cantando un brano musicale; Orgoglio e passione a fianco di Frank Sinatra e Cary Grant, con il quale, lei stessa afferma, ebbe un breve flirt. Oppure Timbuctù con John Wayne, La chiave con William Holden, il western Il diavolo in calzoncini rosa con Anthony Quinn, Un marito per Cinzia, ancora con Cary Grant. Un autentico successo americano è anche Orchidea nera, del 1958, per la regia di Martin Ritt, uno dei suoi miglior film americani, che ottiene molte acclamazioni anche in Italia, facendo vincere a Sophia il suo primo David di Donatello e la Coppa Volpi alla Mostra del cinema di Venezia di quell’anno.

Viene diretta da Delbert Mann nel drammatico Desiderio sotto gli olmi. Qui la Loren interpreta il ruolo dell’italiana Anna Cabot con a fianco Anthony Perkins, il celebre serial killer di Psyco di Alfred Hitchcock.

Grazie a questi film e a tanti altri, Sophia Loren riuscì a imporsi e farsi amare dal pubblico statunitense e di tutto il mondo, competendo con le grandi star femminili dell’epoca di Hollywood.

Gli anni sessanta: il successo internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Sophia Loren con Eleonora Brown ne La ciociara (1960)

Divisa tra Italia e Hollywood, interpreta innumerevoli film di successo con le più grandi star mondiali, diretta da registi quali Vittorio De Sica, Mario Monicelli, Ettore Scola, Dino Risi, Mario Camerini, Charlie Chaplin, Sidney Lumet, George Cukor, Michael Curtiz, Anthony Mann e André Cayatte. In particolare con De Sica, con il quale gira otto film, forma un ideale sodalizio, spesso completato dalla presenza di Marcello Mastroianni.

Nel tempo va sempre più affermandosi come una vera icona del cinema italiano nel mondo; la definitiva consacrazione come attrice arriva con l’interpretazione del suo film-simbolo, La ciociara, diretto da Vittorio De Sica e prodotto dal marito Carlo Ponti. La parte di Cesira era stata offerta, in un primo momento, ad Anna Magnani, mentre la Loren avrebbe dovuto interpretare la figlia Rosetta, e la regia del film inizialmente era stata assegnata a George Cukor.

Ambientato negli anni della seconda guerra mondiale, il film è tratto dall’omonimo romanzo di Alberto Moravia. All’epoca Sophia Loren aveva solo 25 anni, quando inaspettatamente Vittorio De Sica le propose il ruolo di Cesira. Un personaggio semplice e popolano, ma costituito da una grande venatura drammatica, che lei riuscì a far emergere con straordinaria disinvoltura e naturalezza. Molteplici sono le scene emblematiche del film dove la Loren dimostra il suo straordinario istinto recitativo, come la scena dello stupro dentro una chiesa abbandonata, il momento del risveglio con l’abbraccio tragico di calore materno verso la figlia Rosetta pregante e uno sguardo intenso e commovente, oppure la scena simbolo in cui Cesira sfoga la propria rabbia per la violenza subita, cadendo a terra in un pianto straziante quanto liberatorio.

Questa interpretazione vale alla Loren il Premio Oscar, la Palma d’oro a Cannes, il BAFTA, il David di Donatello e il Nastro d’argento.

Nell’aprile dello stesso anno TIME le dedica una copertina con un’illustrazione di René Bouché[4].

Dopo il successo de La ciociara, Sophia vola in Spagna per girare il colossal El Cid, dove interpreta la bella Jimena, promessa sposa al leggendario condottiero El Cid Campeador, interpretato da Charlton Heston; nel cast figura anche Raf Vallone. Del seguente anno è l’indimenticabile ruolo di una procace Zoe, nell’episodio La riffa, diretta da Vittorio De Sica, in Boccaccio ’70. Successivamente girerà per lo stesso De Sica altri ruoli d’inconfondibile bellezza e solarità.

Negli anni immediatamente successivi reciterà con Peter Sellers in La miliardaria, con Clark Gable in La baia di Napoli, con Paul Newman in Lady L e con Marlon Brando e Charlie Chaplin ne La contessa di Hong Kong.

Nel 1961 invece, veste i panni di Madame Sans-Gêne, il film, diretto da Christian-Jaque, è ispirato ad una commedia storica in tre atti scritta nel 1893 dai francesi Victorien Sardou, famoso drammaturgo, e da Émile Moreau, commediografo e sceneggiatore.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...