Solennità di Maria Santissima

Solennità di Maria SS.ma Madre di Dio

1 gennaio 2017

Iniziamo un nuovo anno nel segno della pace, celebrando la Giornata Mondiale della Pace, perché sia davvero un anno di pace.

E per iniziare bene questo nuovo tratto di strada troviamo alcuni suggerimenti preziosi nel Vangelo di questa festa tratto dal Vangelo di Luca (Lc 2, 16-21).

Innanzitutto anche noi come i pastori siamo chiamati ad intendere i messaggi di Dio, a capirli, a decifrarli nella storia del mondo e dell’umanità,e poi a partire “senza indugio” per vedere quello che ci è offerto. Farsi tante domande e poi restare a casa o partire senza avere avuto indicazioni sono entrambe atteggiamenti negativi e improduttivi e rendono vana la Buona Notizia. A noi viene chiesto non solo di ascoltare il Vangelo, ossia la Buona Notizia, il Bell’Annuncio, ma anche di metterci in viaggio per vedere la sua realizzazione, quindi uscire, essere “ Chiesa in uscita”.

Se facciamo come i pastori di Betlemme, seguendo la Parola anche noi troveremo sicuramente Gesù, “un bambino che giace in una mangiatoia”. Questo il segno che hanno trovato! La mangiatoia: richiama abitualmente quella degli animali, ma il termine greco utilizzato dall’evangelista Luca in questo brano indica qualcosa di mobile, di portatile, quindi una gerla, una cesta, una sporta o bisaccia per contenere gli alimenti. Infatti nella cultura semitica chi si metteva in viaggio aveva una duplice bisaccia da mettere sulla cavalcatura: una più trascurata da una parte ed era usata per contenere gli strumenti necessari al lavoro quotidiano della terra e perciò erano più o meno sporchi o sudici; l’altra bisaccia, invece, sempre tenuta pulita e ben curata, serviva per mettere dentro i viveri, soprattutto il pane.

Ecco il grande segno, molto profondo e significativo: Gesù è posto in questa mangiatoia portatile, in questa madia e giace come un pane messo da parte per essere spezzato, Gesù nasce come pane per gli uomini, cibo di Dio per la fame dell’uomo e nasce a Betlemme, che significa “casa del pane”, nasce come pane fragrante, disposto e pronto per essere consumato e diventare così nutrimento per la vita degli uomini. Perciò fin dall’inizio della sua esistenza Gesù è pane che nutre (quello che poi farà definitivamente e chiaramente nell’Ultima Cena nel Cenacolo di

Gerusalemme, nella Sua Pasqua). Dal modo con cui ha voluto inserirsi nella nostra storia umana, Gesù ci indica il suo obiettivo: farsi pane da mangiare, farsi dono,manifestare tutto il suo amore, …l’Eucarestia!!!

Se noi accoglieremo e mangeremo di questo pane, Egli ci accompagnerà in qualsiasi situazione, e abbiamo in noi la sua Luce e la sua Forza: la forza dell’Eucarestia, che è pane del nostro cammino quotidiano.

E così potremo anche noi raccontare, ossia testimoniare ciò che è accaduto. Non è solo compito dei preti e delle suore, dei missionari e missionarie, ma di ogni cristiano!!! Se accetteremo anche noi di esporci in prima persona, di uscire e dire ciò che abbiamo visto senza paura o vergogna e superando la tentazione di rinchiuderci nelle nostre chiese o nei “nostri luoghi”, irraggeremo e diffonderemo attorno a noi la speranza del Vangelo e facciamo conoscere la Buona Notizia del Vangelo. E così, come i pastori “tornarono glorificando e lodando Dio”, sarà naturale anche per noi cristiani di oggi come di ogni epoca storica e di ogni luogo, di domenica in domenica, rendere grazie, lodare Dio per tutto quello che ci viene donato di udire e di vedere.

Oltre ai pastori, siamo chiamati ad imitare anche Maria, la Madre di Dio che si è fatto uomo in Gesù nel suo corpo verginale: dice il Vangelo di oggi che Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. Siamo chiamati a custodire e meditare, due termini che descrivono un atteggiamento e un comportamento positivi: registrare nella memoria sia l’azione vista che le parole udite e “mettere insieme” (questo vuol dire meditare), cioè ravvicinare le due parti che si vedono in Gesù, la sua divinità e la sua umanità; Maria inizia a comprendere che in quel bambino, Gesù, Dio e l’uomo, l’umano e il divino si incontrano. E questo incontro è auspicio e augurio, anzi è promessa di realizzazione di un futuro di pace.

All’inizio di un nuovo anno, impariamo da Maria: leggere e collegare i segni e gli avvenimenti, ciò che accade, la Parola che è diventata carne in Gesù, con le vicende della nostra storia personale e di quella più grande a cui apparteniamo, quella dell’umanità e del cosmo in cui viviamo. E lì scopriremo la mano Provvidente di Dio che continuamente interviene.

Buon anno a tutti!

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