Cristianesimo

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Cristianesimo

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Ascensione di Cristo, dipinto di Benvenuto Tisi da Garofalo, 1510

Il cristianesimo è una religione monoteista a carattere universalistico, originatasi dal giudaismo nel I secolo, fondata sulla venuta e predicazione di Gesù di Nazareth, contenuta nei Vangeli, inteso come figlio del Dio d’Israele, incarnato, morto e risorto per la salvezza di tutti gli uomini, ovvero il Messia promesso, il Cristo.[1][2]

Assieme a ebraismo e islam, è classificata da alcuni come “religione abramitica“,[3][4] ed è religione di Stato in diversi paesi del mondo.[5] È la religione più diffusa, con circa 2,5 miliardi di fedeli nel mondo.[6]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del cristianesimo e Origini del cristianesimo.

Efeso, scritta ΙΧΘΥΣ

Il cristianesimo è fondato sulla predicazione, morte e risurrezione di Gesù di Nazareth, il quale per i cristiani è sia Dio incarnato che il Messia d’Israele.

Il cristianesimo emerge dal giudaismo nel I secolo; alle origini si presenta con il duplice aspetto di giudeo-cristianesimo (i cui membri ritenevano che solo i circoncisi potevano essere salvati) ed etno-cristianesimo (o cristianesimo dei Gentili, che comunque devono osservare la legge di Mosè), come si desume dai racconti degli Atti di Luca e da alcune lettere di Paolo (come la Lettera ai Galati, le lettere ai Corinzi), mostrando tuttavia che le due anime convivono senza alcuna scissione, e di avere raggiunta una formula di concordia con il primo concilio di Gerusalemme (Atti 15).

I cristiani assunsero dal giudaismo le sue Sacre scritture, definite poi Antico Testamento, nella versione tradotta in greco ellenistico (anche a causa della prevalente origine greco-romana della maggioranza dei primi adepti), dottrine fondamentali come il monoteismo, la fede in un messia o cristo, alcune forme del culto (incluso il sacerdozio), concetti di luoghi e tempi sacri, l’idea che il culto debba essere modellato secondo il modello celeste, l’uso dei Salmi nelle preghiere comuni.

Il cristianesimo inteso come religione distinta da quella ebraica iniziò a delinearsi dopo il cosiddetto “Sinodo di Jamnia” in cui venne presa posizione decisa circa l’estraneità della “Via”[7] dall’ebraismo ortodosso, a partire dalla seconda metà del II secolo.

Successivamente la Chiesa post-apostolica lentamente si organizzò attorno alla cosiddetta pentarchia dei cinque patriarcati di Roma, Costantinopoli, Alessandria, Antiochia e Gerusalemme.

Inizialmente si ebbe una secolare contesa critica tra varie correnti per la formazione della prima Cristianità, correnti che si rifacevano a diverse raccolte di testi ritenuti sacri. Tale contesa terminò nel IV secolo con la conversione dell’Imperatore Costantino I (battezzato in punto di morte da un vescovo ariano[8]) il quale fece indire il Concilio di Nicea per far emergere una sola corrente ed eliminare le altre. Contestualmente la Cristianità divenne una religione approvata ufficialmente e i vescovi Cristiani, vittime in precedenza del potere militare, ne passarono al comando[9].

Nel 380 Teodosio la rese l’unica religione ufficiale dell’impero romano ricorrendo a mezzi cruenti per reprimere le resistenze dei pagani[10].

Nel 1054 contese teologiche circa i dogmi trinitari, il celibato ecclesiastico ed altre questioni minori culminarono nel Grande Scisma tra Chiesa cattolica e Chiesa ortodossa.

Circa cinque secoli dopo lo scandalo delle indulgenze spinse Lutero a causare un altro scisma e quindi a fondare il Protestantesimo.

L’Europa occidentale ha subito, a partire dalla fine del Settecento, una progressiva diminuzione degli aderenti alle chiese storiche, cioè al cattolicesimo e alle diverse confessioni protestanti. Questo processo ha avuto un’accelerazione nel XX secolo, soprattutto a partire dagli anni sessanta[senza fonte]. Nell’Europa dell’estl’instaurazione di regimi marxisti, per definizione materialisti, ha avuto come conseguenza un processo di scristianizzazione pianificata di stato è avvenuta iniziando dalla Russia (ex Unione Sovietica) e poi, nel dopoguerra, nei paesi governati da regimi comunisti satelliti dell’URSS. In seguito alla caduta dei regimi, dopo il 1989, è stata ristabilita in buona parte dei casi la libertà di culto.

Il culto[modifica | modifica wikitesto]

Carl Heinrich Bloch, Il discorso della Montagna

Il cristianesimo riconosce Gesù come il Cristo (Messia) attestato dalla Torah e dalla tradizione ebraica e, nella quasi totalità delle sue denominazioni, come Dio fatto uomo. La teologia cristiana delle principali e più diffuse Chiese cristiane nacque con i primi credi ecumenici, come il Credo niceno-costantinopolitano, che contengono dichiarazioni accettate dalla maggior parte dei seguaci della fede cristiana.

I concetti fondamentali sono:

Secondo i testi neotestamentari e la teologia cristiana, Gesù di Nazareth fu crocifisso, morì e fu sepolto, ed è poi risuscitato dai morti aprendo le porte del Paradiso a chi crede in lui per la remissione dei propri peccati (salvezza). Gesù è quindi asceso al cielo, dove regna con Dio Padre, e tornerà per giudicare i vivi e i morti, e destinerà ciascuno al Paradiso oppure all’Inferno.

Le tre divisioni principali della cristianità sono il cattolicesimo, l’ortodossia orientale e le varie denominazioni del protestantesimo. Il Grande Scisma del 1054 divise la cristianità calcedoniana fra la Chiesa cattolica romana e la Chiesa ortodossa. Il protestantesimo nacque all’interno della Chiesa cattolica a seguito della riforma protestantenel XVI secolo, dividendosi poi in varie ramificazioni.

In quanto fede religiosa il cristianesimo ha i suoi contenuti (dottrina). Questi, secondo la tradizione, si basano sulle rivelazioni di Dio al popolo di Israele (tradizione comune anche alla religione ebraica), sulla predicazione del Vangelo con la dottrina di salvezza di Gesù di Nazareth detto “il Cristo” (“unto”, “consacrato” da Dio). Questa tradizione è rispecchiata nella Bibbia (Antico Testamento e Nuovo Testamento), considerato un testo ispirato da Dio, e quindi un testo sacro.

Importante anche l’elaborazione teologica e cristologica, dei secoli successivi, presente nella letteratura cristianadelle differenti sottocorrenti religiose e nei Padri della Chiesa, la quale utilizza, in nuove sintesi, anche alcuni termini e concetti propri della teologia greco-romana precristiana. Dare una definizione unitaria del cristianesimo è difficile, poiché esso – più che una singola religione in senso stretto – si può considerare una serie di correnti religiose, devozionali e/o metafisiche e/o teologico-speculative, modi di comportarsi, abitudini quotidiane spesso eterogenee, aventi sì un comune nucleo di valori e credenze religiose, ma differenti tra loro a seconda del modo in cui interpretano la tradizione e la sua letteratura religiosa, e a seconda di quale aspetto diviene oggetto di focalizzazione per le singole correnti[11].

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