Commento di Paolo Tonghini

IV Domenica di Avvento

18 dicembre 2016

In questa quarta domenica di Avvento che ci prepara immediatamente al Santo Natale, troviamo nella Parola di Dio la interessante e stupenda figura di Giuseppe (Mt 1, 18-24): ci è offerto alla nostra meditazione il racconto dell’annunciazione a Giuseppe della nascita di Gesù.

Mettiamoci almeno per un attimo nei panni di Giuseppe, immaginiamo i sogni di questo uomo che ha una parte importante nel disegno di Dio. Maria è la sua promessa sposa e non vede l’ora di avere una sua famiglia: una moglie e dei figli che rallegrano la sua esistenza. Pensieri e desideri legittimi di un uomo, ma attraversati all’improvviso da un evento inatteso ed oscuro: Maria attende un figlio e quel bambino non ha sicuramente lui, Giuseppe, per padre. Ora sembra tutto irrimediabilmente infranto: i suoi sogni, le sue aspirazioni, i suoi desideri……. un altro al suo posto avrebbe fatto la parte dell’offeso, avrebbe gridato allo scandalo, avrebbe fatto un “gran casino” utilizzando i mezzi che la legge metteva a disposizione, oppure un altro si sarebbe vendicato.

Invece Giuseppe no. Lui è comprensivo e buono……. e discreto! Lui è un uomo “giusto” che cerca prima di tutto di compiere la volontà di Dio e cerca quindi la soluzione giusta per non mettere in imbarazzo Maria più del dovuto: sceglie di rimandarla, ma in segreto!

E’ a questo punto che interviene Dio e gli parla “nel sogno”. Anche Dio sceglie una strada abbastanza dimessa e discreta per comunicare. E nel sogno gli chiede di dar corso ai progetti che aveva in cuore, ossia di sposare Maria e di accogliere insieme a lei anche la creatura che porta in grembo: quello che sta accadendo nel grembo di Maria “viene dallo Spirito Santo”.

Giuseppe come risponde? Cosa fa? Come agisce? Si fida di questo Dio e fa la sua parte per realizzare un progetto di cui non può assolutamente cogliere la grandezza e la profondità. Giuseppe decide di fidarsi di Dio, di mettersi nelle sue mani, di collaborare con lui. Missione delicata quella di Giuseppe, missione nobile e alta, che solo un uomo come lui poteva compiere così egregiamente.

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