IL VANGELO

III Domenica di Avvento(Commento di don Paolo Tonghini)

11 dicembre 2016=E’ la domenica della GIOIA

Siamo giunti alla terza domenica di Avvento, detta anche “Domenica Gaudete”, ossia domenica della gioia e proprio l’appello alla gioia e alla felicità caratterizza questa domenica, che si affianca all’esortazione ad un attesa fattiva del Signore che viene in mezzo a noi: quest’ultimo appello emerge chiaramente nel brano evangelico di Matteo che ascoltiamo e meditiamo nella parola di Dio odierna.

Ritroviamo come già domenica scorsa la figura radicale di Giovanni il Battista, il quale va “in crisi” di fronte alla personalità del Messia: “sarà veramente Gesù il Messia che aspettiamo oppure sarà un altro?” Boh!!!…….questo si domanda il Battista. E questa domanda oltre che mostrare l’incertezza e, almeno in parte, la delusione che accompagna Giovanni il Battista (ma è il dubbio che esplicita anche il lettore) implica che Giovanni aspettava un Messia diverso da quello che gli viene raccontato e che la gente vede e impara a conoscere, o almeno si immaginava una realizzazione diversa della missione di Gesù. Il Battista si immaginava infatti un Cristo, un Messia, che avrebbe portato una soluzione radicale al peccato con l’eliminazione definitiva dei peccatori.

Ma la missione di Gesù non sembra proprio andare in questa direzione, anzi, pare che abbia imboccato una strada assolutamente contraria ai sogni messianici del Battista. La domanda di Giovanni mostra dunque che per lui le opere compiute da Cristo non corrispondono pienamente alle sue aspettative. Interrogativo quello del Battista profondamente drammatico e che contiene una reale incertezza, il dubbio.

La fede ha bisogno anche dei dubbi, per arrivare ad una fede interiormente salda e matura, per arrivare a decidere: seguire il Cristo oppure un altro!

Anche noi talvolta pretendiamo un Messia diverso, un Signore vendicatore o giustizialista che non tenga conto di tutte le possibilità di conversione e di cambiamento che ci sono in una persona, in un giovane, in una comunità, in una determinata fase storica.

Al dubbio segue la risposta, consegue la certezza: “Andate e dite a Giovanni ciò che udite e vedete”……. sono le opere che parlano, che contano, che hanno peso, questo

nella vita e missione di Gesù, come nella vita e missione del cristiano. Sono le opere che fanno vedere un cambiamento. E tutte queste opere raggiungono il loro culmine con l’annuncio della buona notizia (il Vangelo) ai poveri.

E nel v. 6 del brano di oggi Gesù pronuncia una frase fondamentale e che, in qualche modo, è una parola rivelativa della sua identità e della sua stessa missione: “E beato colui che non trova in me motivo di scandalo!”. Di lui ci si può anche scandalizzare… certo pensando un po’ a tutto il Vangelo, a certe pagine o episodi o miracoli o incontri di Gesù con la gente per le strade o le piazze o in casa, lo scandalo c’è proprio, è una logica opposta a quella del mondo.

Per aderire a Gesù come Messia, per seguirlo sulla sua stessa strada, vi è uno scandalo da superare e da vincere, lo scandalo di un Messia povero, disarmato e crocifisso… questo è il punto! Siamo disponibili a questo?                                                                                                                                                 Giulio Zignani

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