Renata Tebaldi

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Renata Tebaldi
Renata Tebaldi (a destra) nel 1957
Renata Tebaldi (a destra) nel 1957
Nazionalità Italia Italia
Genere Opera lirica
Periodo di attività 1944 – 1976
Etichetta Decca, Cetra, RCA
Album pubblicati 52
Studio 28
Live 24

Renata Tebaldi (Pesaro, 1º febbraio 1922Città di San Marino, 19 dicembre 2004) è stata un soprano italiano.

È considerata una delle cantanti liriche più amate di tutti i tempi, acclamata in particolare come interprete di Verdi e Puccini.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Renata Tebaldi.jpg

Gli esordi e l’affermazione[modifica | modifica wikitesto]

Nacque da Teobaldo e da Giuseppina Barbieri, che era nativa diLanghirano[1]. All’età di tre anni fu colpita da poliomielite, dalla quale guarì completamente.

Studiò al Conservatorio di Parma con Italo Brancucci ed Ettore Campogalliani e poi al “Liceo Musicale Gioachino Rossini” di Pesaro con il celebre soprano Carmen Melis. Nel 1944 debuttò a Rovigo nel ruolo di Elena in Mefistofele.

Nel 1946 debuttò alla Scala nel concerto di riapertura dopo la ricostruzione, sotto la direzione di Arturo Toscanini, cantando la preghiera da Mosè in Egitto e il breve solo del Te Deum verdiano (evento del quale esiste una registrazione).

Renata Tebaldi nei panni di Cio-Cio-San in Madama Butterfly

Nella prima parte della carriera affrontò con eccellenti risultati opere diWagner in lingua italiana (celebratissima la sua Elsa in Lohengrin, oltre a Elisabeth in Tannhäuser) e titoli mozartiani (la Contessa ne Le nozze di Figaro in particolare), ma anche storiche riprese di lavori di Haendel(Giulio Cesare), Spontini (Olimpia e Fernando Cortez), Rossini (L’assedio di Corinto) e del primo Verdi (Giovanna D’Arco). Iniziò presto ad affrontare anche il grande repertorio italiano: Tosca, Desdemona, Violetta(Teatro La Fenice di Venezia 1947-48), Maddalena (Teatro Regio di Parma 1949), Aida (Teatro Comunale di Firenze 1951).

Particolarmente legato alla carriera italiana fu il Teatro San Carlo diNapoli, il cui pubblico ebbe per lei una costante predilezione, anche quando, a metà degli anni cinquanta, il Teatro alla Scala sembrò preferirleMaria Callas. Nel 1951 vi cantò La traviata, riscuotendo un tale successo da dover interpretare nove repliche fuori programma che registrarono il tutto esaurito, e da indurre la direzione del teatro a donarle una medaglia d’oro. Sempre a Napoli, nel 1952 Rosa Cilea le donò una medaglia d’oro dopo una recita di Adriana Lecouvreur.

Dopo il precoce esordio “toscaniniano” ad inizio carriera, apparve regolarmente alla Scala: Andrea Chenier nel 1949, Otello, Aida e laMessa di Requiem verdiana (ancora con la direzione di Toscanini) nel 1950, La traviata, Falstaff e Mefistofele nel 1952, Tosca e La Wally nel 1953, Otello ed Eugenio Onieghin nel 1954, La forza del destino nel 1955. Successivamente le presenze scaligere si interruppero per oltre 3 anni. Quando nel 1958 ritornò riscosse quaranta minuti di applausi per l’interpretazione di Tosca, a fianco di Giuseppe Di Stefano ed Ettore Bastianini.

Il successo internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Il debutto americano avvenne nel 1950 interpretando Aida alla War Memorial Opera House di San Francisco, dove nello stesso anno affrontò per la prima volta il ruolo della Contessa ne Le nozze di Figaro e dove apparve fino al 1965. Nei primi anni cinquanta fece inoltre tournée in Sudamerica.

Il 31 gennaio 1955 si presentò al Metropolitan di New York, trionfando come Desdemona nell’Otello a fianco diMario Del Monaco. Le apparizioni al Metropolitan, diventato la sede principale della sua attività a seguito della temporanea rottura con il Teatro alla Scala, si susseguirono con grande regolarità per diciotto anni, dal ’55 al ’73 (circa duecentosettanta rappresentazioni: fu chiamata “la regina del Met”), in opere come La Bohème, Andrea Chénier, Tosca, Aida, Madama Butterfly, La forza del destino, La traviata, Manon Lescaut, Simon Boccanegra,Adriana Lecouvreur, La Gioconda, La fanciulla del West, Falstaff, Il pipistrello.[2] Dal 1955 al 1965 cantò in quaranta rappresentazioni alla Lyric Opera di Chicago.

Nel 1955 si esibì in Tosca alla Royal Opera House di Londra. Alla Wiener Staatsoper apparve in Tosca e Otellonel 1958, in Aida nel 1959 e in Andrea Chénier nel 1960. Partecipò complessivamente a diciotto rappresentazioni nel teatro viennese. Toccò inoltre tutti gli altri principali teatri del mondo: Parigi, Barcellona, Berlino, Messico,Brasile, Argentina, Giappone.

Seconda parte della carriera[modifica | modifica wikitesto]

All’inizio degli anni sessanta la voce, anche a seguito del pesante repertorio, cominciò ad accusare segni di stanchezza, perdendo in parte la duttilità nel registro acuto caratteristica degli esordi.

Renata Tebaldi e Giuseppe Di Stefano

Nel 1963 prese un periodo di riposo, anche a causa di un momento difficile dovuto alla sfortunata relazione con il direttore d’orchestra Arturo Basile; riprese a cantare nel 1964, dopo un anno di silenzio, interpretandoLa bohème a Filadelfia. Da quel momento iniziò una specie di seconda carriera, sempre più indirizzata al repertorio drammatico, con l’adozione dell’emissione di petto, a costo di accentuare l’indurimento del registro acuto. Nel 1966 debuttò con grande successo come protagonista de La Gioconda sulle scene del Metropolitan appena ricostruito. Altrettanto successo le fu tributato nel 1970, sempre al Metropolitan, quando vestì per la prima volta i panni di Minnie ne La fanciulla del west (già eseguita in disco nel 1958). Cantò l’ultima opera nel 1973 interpretando Desdemona nell’Otello, ancora sulle scene del massimo teatro newyorkese.

Successivamente l’attività si limitò ai concerti, dove privilegiò progressivamente pagine cameristiche con accompagnamento del pianoforte e, abbandonando ogni forzatura nel registro grave a favore di un’emissione più fluida, simile a quella degli esordi, dette ancora prova di elevata classe interpretativa. Fra le esibizioni all’estero si annoverano quelle nella stagione 197576 in Unione Sovietica.

Si ritirò dalle scene nel 1976 dopo un trionfale concerto di beneficenza alla Scala a sostegno dei terremotati delFriuli, festeggiatissima dal pubblico che l’aveva seguita dagli esordi. Il 28 febbraio 2002 fu organizzata al Teatro alla Scala una serata per festeggiare il suo ottantesimo compleanno.

Pur non essendosi mai dedicata al cinema, nel 1947 partecipò alla colonna sonora di Lohengrin e nel 1953 diede voce a Sophia Loren per il film-opera Aida; la si può ascoltare anche in Casa Ricordi, dove interpreta la morte diMimì.

Famosissima è rimasta la rivalità con Maria Callas, alimentata, ancor più che dalle dive, dai loro fan più accesi. Comunque fosse, il 16 settembre 1968 la Callas si recò dietro le quinte del Metropolitan a congratularsi vivamente dopo un’esibizione nell’Adriana Lecouvreur, segnando la definitiva riconciliazione tra le due cantanti.[3]

Scomparve all’età di 82 anni; è sepolta a Mattaleto di Langhirano.

Caratteristiche vocali e interpretative[modifica | modifica wikitesto]

Renata Tebaldi possedeva una voce dal timbro cristallino, opulenta, morbida, vellutata (è stata coniata l’espressione “velluto della Tebaldi”) e nel contempo penetrante, da autentico soprano lirico spinto. Era in possesso altresì di una somma tecnica di emissione, che le consentiva perfetta omogeneità fra i registri, fluidità di legato e spettacolari messe di voce, capaci di passare da aerei pianissimi ad aurei torrenti di suono. Non particolarmente versata nel canto di agilità, il temperamento era portato più all’abbandono sentimentale che all’espressione tragica, raggiungendo però compiutezza interpretativa grazie alla nobiltà del fraseggio e alla sensibilità musicale e stilistica. Possedeva anche singolare bellezza di lineamenti e figura scenica imponente.

Soprattutto nel repertorio del secondo Verdi (Aida, La forza del destino, Otello) e in Puccini (in particolare La bohème, Tosca e Madama Butterfly), ma anche in titoli della giovane scuola, come Adriana Lecouvreur, La Wally,Andrea Chénier, espresse una linea di purezza vocale aliena dalla predominante platealità dei soprani veristi e improntata a un gusto classico. Per quanto il canto di forza non le sia stato sempre congeniale (gli estremi acuti, nell’ultima parte della carriera, costituirono il suo tallone d’Achille), diede eccellente prova anche in ruoli drammatici, come le già citate Tosca, Aida e Leonora della Forza del destino, a cui vanno aggiunte Gioconda eMinnie. Interpretazioni solo discografiche furono i tre ruoli principali del Trittico, Cavalleria rusticana, Il trovatore,Turandot (Liù), Don Carlo e Un ballo in maschera, affrontato in un’incisione tardiva nel 1970.

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