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Papa Francesco

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Papa Francesco
Canonization 2014- The Canonization of Saint John XXIII and Saint John Paul II (14036966125).jpg
266º papa della Chiesa cattolica
Insigne Francisci.svg
Elezione 13 marzo 2013
Insediamento 19 marzo 2013
Motto Miserando atque eligendo[1]
Cardinali creati vedi categoria
Predecessore papa Benedetto XVI
Nome Jorge Mario Bergoglio
Nascita Buenos Aires, 17 dicembre 1936 (79 anni)
Ordinazione sacerdotale 13 dicembre 1969dall’arcivescovo Ramón José Castellano
Nomina a vescovo 20 maggio 1992 da papa Giovanni Paolo II
Consacrazione a vescovo 27 giugno 1992 dalcardinale Antonio Quarracino
Elevazione ad arcivescovo 3 giugno 1997 da papa Giovanni Paolo II
Creazione a cardinale 21 febbraio 2001 da papa Giovanni Paolo II
Firma FirmaPapaFrancisco.svg

Papa Francesco[N 1] (in latino: Franciscus PP., in spagnolo:Francisco, nato Jorge Mario Bergoglio (pronuncia italiana /beɾˈgɔʎʎo/; pronuncia spagnola [βeɾˈɣoɣljo], [beɾˈɣoɣljo][N 2]; Buenos Aires, 17 dicembre 1936) è dal 13 marzo 2013[2] il 266º papa dellaChiesa cattolica e vescovo di Roma, 8º sovrano dello Stato della Città del Vaticano, primate d’Italia, oltre agli altri titoli propri delromano pontefice.

Di nazionalità argentina e appartenente ai chierici regolari dellaCompagnia di Gesù (indicati anche come gesuiti), è il primo pontefice di questo ordine religioso, nonché il primo proveniente dalcontinente americano.[3]

Indice

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Biografia

Jorge Mario Bergoglio (quarto da sinistra, terza fila dall’alto) a 12 anni, durante gli studi nel collegio salesiano

Nato in una famiglia di origini italiane, per l’esattezza piemontesi (il bisnonno Francesco è nativo di Montechiaro d’Asti[4] mentre il nonno Giovanni Angelo era nato in località Bricco Marmorito[5] di Portacomaro Stazione, frazione di Asti non lontana da Portacomaro[6][7][8][9][10]; attualmente vi vivono ancora alcuni parenti[11]), è il primogenito dei cinque figli[12] di Mario, funzionario delle ferrovie salpato nel 1928 dalporto di Genova per cercare fortuna a Buenos Aires,[13] e di Regina Maria Sivori, una casalinga la cui famiglia materna era originaria di Santa Giulia di Centaura, frazione collinare di Lavagna in provincia di Genova,[14][15]mentre la nonna paterna Rosa era originaria di Piana Crixia in provincia di Savona[16][17] e la nonna materna era originaria della frazione Teo diCabella Ligure in provincia di Alessandria[18].

All’età di 21 anni, a causa di una grave forma di polmonite, gli viene asportata la parte superiore del polmonedestro. A quell’epoca, infatti, malattie polmonari come infezioni fungine o polmoniti erano curate chirurgicamente per la scarsità di antibiotici. Anche per questo fatto i vaticanisti lo esclusero dalla lista dei papabili durante il conclave della sua elezione.[19]

Perito chimico,[20] si è mantenuto per un certo periodo facendo le pulizie in una fabbrica e poi facendo anche ilbuttafuori in un locale malfamato di Córdoba.[21][22] In base a quanto dichiarato dallo stesso, ha avuto anche una fidanzata prima di intraprendere la vita ecclesiastica.[23]

Decide di entrare nel seminario di Villa Devoto e l’11 marzo 1958 comincia il suo noviziato nella Compagnia di Gesù, trascorrendo un periodo in Cile e tornando a Buenos Aires in seguito, per laurearsi in filosofia nel 1963.[24]Dal 1964 insegna per tre anni letteratura e psicologia nei collegi di Santa Fe e Buenos Aires.[25]

Riceve l’ordinazione presbiterale il 13 dicembre 1969 per l’imposizione delle mani dell’arcivescovo di CórdobaRamón José Castellano.

Dopo altre esperienze di insegnamento e la nomina a superiore provinciale dell’Argentina (dal 31 luglio 1973 al1979[25]) è rettore della Facoltà di teologia e filosofia a San Miguel. Nel 1979 partecipa al vertice della Celam (Consiglio episcopale latinoamericano) a Puebla ed è fra coloro che si oppongono decisamente alla teologia della liberazione, sostenendo la necessità che il continente latino-americano faccia i conti con la propria tradizione culturale e religiosa. Nel 1986 si reca in Germania per un periodo di studio alla “Philosophisch-Theologische Hochschule Sankt Georgen” di Francoforte sul Meno, con lo scopo di completare la tesi di dottorato, ma non consegue il titolo.[26] Nel breve periodo tedesco Bergoglio ha modo di vedere e conoscere l’immagine votiva diMaria che scioglie i nodi, devozione che poi contribuirà a diffondere in Argentina[27][28]. Ritornato in patria diventadirettore spirituale e confessore della chiesa della Compagnia di Gesù di Córdoba.

Bergoglio nel 2008durante la messa per la commemorazione della mediazione papale diGiovanni Paolo II nel Conflitto del Beagle avvenuta nel1979.

Ministero episcopale

Il 20 maggio 1992 papa Giovanni Paolo II lo nomina vescovo ausiliare di Buenos Aires, titolare di Auca. Riceve la consacrazione episcopale il 27 giugno 1992 per l’imposizione delle mani del cardinale Antonio Quarracino, arcivescovo di Buenos Aires, assistito dal vescovo Emilio Ogñénovich e dall’arcivescovo Ubaldo Calabresi.

Il 3 giugno 1997 è nominato arcivescovo coadiutore di Buenos Aires. Succede alla medesima sede il 28 febbraio 1998, a seguito della morte del cardinaleAntonio Quarracino. Diventa così primate d’Argentina. Dal 6 novembre dello stesso anno è anche ordinario per i fedeli di rito orientale in Argentina.

Il 21 febbraio 2001 Giovanni Paolo II, tenendo un concistoro ordinario pubblico per la creazione di quarantadue nuovi cardinali e la pubblicazione dei due cardinali riservati in pectore nel concistoro del 21 febbraio 1998, lo crea cardinaledel titolo di San Roberto Bellarmino.

Dal 2005 al 2011 è a capo della Conferenza Episcopale Argentina.

È inoltre consigliere della Pontificia commissione per l’America Latina, gran cancelliere dell’Università Cattolica Argentina, presidente della Commissione episcopale per la Pontificia Università Cattolica Argentina, membro della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, membro della Congregazione per il clero, membro della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, membro del Comitato di presidenza del Pontificio consiglio per la famiglia e membro del Consiglio post sinodale.

Durante il suo impegno come vescovo ha scelto uno stile di grande semplicità, spostandosi con i mezzi pubblici e rinunciando a vivere nella sede dell’Episcopato, a favore di un comune appartamento dove si cucinava da solo i pasti.[22]

Motto episcopale

Lo stemma cardinalizio

Il motto che compare nello stemma adottato da Bergoglio dopo la sua ordinazione a vescovo è Miserando atque eligendo, espressione tratta da un’omelia di Beda il Venerabile, santo e dottore della Chiesa e traducibile come «[lo] guardò con misericordia (con sentimento di pietà) e lo scelse»:[29]

(LA)« Vidit, inquit, Iesus hominem sedentem in telonio, Matthaeum nomine, et ait illi: Sequere me. Vidit autem non tam corporei intuitus, quam internae miserationis aspectibus, […] Vidit ergo Iesus publicanum, et quia miserando atque eligendo vidit, ait illi, Sequere me. » (IT)« Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: “Seguimi” (Mt 9, 9). Vide non tanto con lo sguardo degli occhi del corpo, quanto con quello della bontà interiore. Vide un pubblicano e, siccome lo guardò con sentimento di amore e lo scelse, gli disse: “Seguimi”. »
(Beda il Venerabile, Homelie[30], traduzione dalle Omelie (Om. 21; CCL 122, 149-151)[31])

Posizioni teologiche, morali, sociali e su temi politici

La teologia della liberazione

Negli anni settanta nel Sudamerica si accese il dibattito sulla “teologia della liberazione”: Bergoglio non condivise le aperture di diversi membri importanti del suo ordine e assunse una posizione più moderata[32], esprimendo anche parole di condanna verso quei gesuiti che si lasciavano attrarre dalla teologia della liberazione[33]. Quando partecipò nel 1979, a Puebla, alla terza conferenza generale del Consiglio episcopale latinoamericano, fu tra i principali oppositori di questa riflessione teologica[34], anche se alcuni lo considerano vicino a una sua “scuola argentina”[35]. Durante gli anni della dittatura, si impegnò in prima persona per offrire rifugio e protezione ai religiosi perseguitati per la loro vicinanza alla teologia della liberazione. Il Colegio Máximo dei gesuiti, di cui era il provinciale, divenne in quel periodo una centrale di soccorso dove, con la scusa degli esercizi spirituali, veniva fornito un nascondiglio sicuro e una via clandestina per poter lasciare il Paese[36].

Amministrazione dei sacramenti

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