Questa pagina è semiprotetta. Può essere modificata solo da utenti registrati
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

Madre Teresa di Calcutta

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Santa Teresa di Calcutta
MotherTeresa 094.jpg
Fondatrice delle Missionarie della carità
Nascita Skopje, 26 agosto 1910
Morte Calcutta, 5 settembre1997
Venerata da Chiesa cattolica
Beatificazione 19 ottobre 2003 da papa Giovanni Paolo II
Canonizzazione 4 settembre 2016 dapapa Francesco
Ricorrenza 5 settembre

Madre Teresa di Calcutta, al secolo Anjezë Gonxhe Bojaxhiu (/aˈɲɛzə ˈɡɔndʒɛ bɔjaˈdʒiu/; Skopje, 26 agosto 1910Calcutta, 5 settembre 1997), è stata una religiosa albanese alla nascita, poi naturalizzata indiana, di fede cattolica, fondatrice dellacongregazione religiosa delle Missionarie della carità.

Firma di Madre Teresa

Il suo lavoro instancabile tra le vittime della povertà di Calcutta l’ha resa una delle persone più famose al mondo e le valse numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Nobel per la Pace nel 1979. È stata proclamata beata da papa Giovanni Paolo II 19 ottobre 2003 esanta da papa Francesco il 4 settembre 2016.

Biografia

Skopje, casa-memoriale di Madre Teresa.

La giovinezza e l’arrivo in India

Nacque il 26 agosto 1910 a Skopje in una benestante famiglia di genitori albanesi originari del Kosovo: la madre, Drane, era nata a Gjakova e il padre, Kolë era originario di Prizren[1]. All’età di otto anni rimase orfana per la morte del padre e la sua famiglia si trovò in gravi difficoltà economiche. A partire dall’età di dieci anni, partecipò per quattordici anni alle attività della parrocchia del Sacro Cuore di Skopje, in particolare quelle del coro, del teatro e dell’aiuto alle persone povere. In quel periodo cominciò a conoscere l’India tramite le lettere di missionari gesuiti attivi nel Bengala.

Nel 1928, a diciotto anni, decise di prendere i voti entrando come aspirante nelle Suore di Loreto, un ramo dell’Istituto della Beata Vergine Maria che svolgeva attività missionarie in India. Dopo un primo colloquio a Parigi, venne inizialmente inviata a Dublino, in Irlanda, dove si fermò sei settimane per imparare le prime nozioni di inglese e ricevere il velo di postulante.

Nel gennaio 1929 raggiunse l’India dove, dopo una breve sosta a Calcutta, venne inviata nel Darjeeling, alle pendici dell’Himalaya, per completare la sua preparazione. Qui si fermò due anni, studiando le lingue inglese ebengali e insegnando nella scuola annessa al convento. Svolse anche un’attività come aiuto-infermiera che la mise in contatto con la realtà dei malati. Il 24 maggio 1931, prese i voti temporanei, assumendo il nome di Maria Teresa, ispirandosi a santa Teresa di Lisieux[2] .

Gli anni di insegnamento a Entally

Veduta di Calcutta nel 1945.

Dopo aver preso i voti, Teresa lasciò Darjeeling e raggiunse Calcutta, dove per i successivi 17 anni visse e lavorò presso il collegio cattolico diSaint Mary’s High School del sobborgo di Entally, frequentato soprattutto dalle figlie dei coloni britannici. Insegnava storia e geografia e poté studiare la lingua hindi. La regola delle Suore di Loreto non le consentiva di allontanarsi dal convento[3] ma, grazie alle attività di volontariato svolto da alcune sue alunne ebbe modo di prendere sempre maggiore consapevolezza delle terribili condizioni di vita negli slum di Calcutta, e in particolare in quello di Motijhil, confinante con la scuola.

Nel 1937 si recò a Darjeeling per pronunziare i voti perpetui. Divenne cosìMadre Teresa, nome che mantenne per il resto della vita.

Tornata a Calcutta, assunse progressivamente diverse responsabilità organizzative, fino a essere nominata, nel1944, direttrice della scuola. Gli anni della guerra ebbero profonde ripercussioni sulle attività svolte dalle suore, che si dedicarono sempre più all’accoglienza di orfani e bambini abbandonati. Lo stesso convento di Entally venne requisito e, fino al 1945, trasformato in un ospedale militare britannico.

La “chiamata nella chiamata”

Madre Teresa, targa decorativa aOlomouc.

Nell’agosto del 1946 Calcutta fu teatro di scontri sanguinosi tra diverse fazioni indipendentiste, note come Great Calcutta Killing[4]. La città fu paralizzata per diversi giorni e Madre Teresa, uscita dal collegio per trovare del cibo, rimase impressionata dalla devastazione che ebbe modo di vedere. In lei cominciò quindi a maturare una profonda riflessione interiore che l’avrebbe condotta presto alla svolta decisiva della sua vita.

La sera del 10 settembre partì in treno per recarsi a Darjeeling, dove doveva svolgere dieci giorni di esercizi spirituali. Come lei stessa ricostruirà più tardi, fu proprio in quella notte di viaggio, a contatto con condizioni di povertà estrema, che lei ebbe una “chiamata nella chiamata”[5]:

« Quella notte aprii gli occhi sulla sofferenza e capii a fondo l’essenza della mia vocazione […] Sentivo che il Signore mi chiedeva di rinunciare alla vita tranquilla all’interno della mia congregazione religiosa per uscire nelle strade a servire i poveri. Era un ordine. Non era un suggerimento, un invito o una proposta […] »
(Cit. in Renzo Allegri, Madre Teresa mi ha detto, Ancora Editrice, Milano, 2010)

Madre Teresa decise quindi di uscire dal convento e mettersi al servizio dei “più poveri tra i poveri”, come si sentiva ora chiamata a fare. Dovette comunque aspettare due anni per convincere le consorelle e l’arcivescovo di Calcutta, e ottenere le approvazioni necessarie. Le resistenze furono infatti numerose, tanto che la giovane suora venne anche trasferita, per un breve periodo, nella città di Asansol.

Nel 1948 Madre Teresa ebbe infine l’autorizzazione dal Vaticano ad andare a vivere da sola nella periferia dellametropoli, a condizione che continuasse la vita religiosa. Decise quindi di abbandonare il velo nero delle Suore di Loreto il giorno della festa dell’Assunzione (15 agosto 1948), a vent’anni esatti dalla prima chiamata che aveva ricevuto diciottenne al santuario della Madonna nera di Letnice.

Lo stesso anno Madre Teresa prese inoltre la cittadinanza della neo-indipendente Repubblica indiana, sancendo così la profondità del suo legame con le persone che voleva servire[6].

Le suore di Patna e lo slum di Motijhil

Lasciato il convento, si recò per un breve periodo presso le suore di Patna, nel medio Gange, per acquisire nozioni sanitarie. Si fermò lì quattro mesi, nei quali si convinse del ruolo che l’igiene e una migliore alimentazionepotevano avere nel migliorare la vita di coloro che abitavano negli slum.

Tornata a Calcutta, alla fine del 1948 cominciò la sua missione al servizio dei poveri recandosi con cinque rupie[7]nello slum di Motijhil: qui inizialmente ebbe come base una capanna, dove cominciò a insegnare e ad assistere i bambini poveri della zona. Presto attorno a lei si formò una piccola rete di volontari che l’aiutavano nell’insegnamento, nella distribuzione di cibo e nella diffusione di elementari pratiche igieniche. Grazie all’aiuto di uno di questi collaboratori, Michael Gomes, nel febbraio 1949 Madre Teresa poté trasferirsi in una casa. Dopo aver assistito una donna che moriva in strada, decise di riservare una stanza di quella casa a malati e moribondi.

Missionarie della carità nel 2005.

Nel marzo 1949 una sua ex-allieva, Shubashini Das, si unì a lei, creando le basi per la costruzione di una piccola comunità[8].

Le Missionarie della carità

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Missionarie della carità eMissionari della carità.

Nel 1950, Madre Teresa fondò la congregazione delle Missionarie della carità, la cui missione era quella di prendersi cura dei “più poveri dei poveri” e di tutte quelle persone che si sentono non volute, non amate, non curate dalla società, tutte quelle persone che sono diventate un peso per la società e che sono fuggite da tutti. Le prime aderenti furono dodici ragazze, tra cui alcune sue ex allieve alla Saint Mary. Stabilì come divisa un semplice sari bianco a strisce azzurre, pare fu scelto da Madre Teresa perché era il più economico fra quelli in vendita in un piccolo negozio ma soprattutto perché aveva i colori della casta degli intoccabili, la più povera dell’India.

Il numero di persone che desideravano seguire l’esempio di Madre Teresa crebbe rapidamente, tanto che le stanze messe inizialmente a disposizione da Gomes si rivelarono presto inadeguate. Nel febbraio 1953 le suore poterono quindi spostarsi in una nuova sede a 54A Lower Circular Road, messa a loro disposizione dall’arcidiocesi di Calcutta, che ospita tuttora la casa madre delle Missionarie della carità. Lo stile di vita voluto da Madre Teresa, ispirato in parte a san Francesco, prevedeva un’austerità rigorosa, in linea con la condizione di vita dei poveri e con la necessità di preservare gli ideali del nuovo ordine

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...