Zucchero (cantante)

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Zucchero
Zucchero allo Skanderborg Festival nell'agosto 2007
Zucchero allo Skanderborg Festivalnell’agosto 2007
Nazionalità Italia Italia
Genere Blues
Soul
Rock
Periodo di attività 1982 – in attività
Album pubblicati 25
Studio 15
Live 3
Raccolte 7
Sito web
Zuccherologoufficiale2013.jpg

Zucchero, pseudonimo di Adelmo Fornaciari (Reggio nell’Emilia,25 settembre 1955), è un cantautore e musicista italiano.

La sua grande peculiarità è di aver fuso la musica soul e blues, tipicamente americana, con la musica leggera italiana; il risultato è un blues mediterraneo e innovativo, che lo ha portato ad essere uno dei maggiori interpreti di questo genere in Italia.

Nella sua carriera ha venduto oltre 60 milioni di dischi[1] ed è uno tra gli artisti italiani che ha venduto il maggior numero di dischi. Il suo album Oro, incenso e birra è stato per lungo tempo il più venduto nella storia della musica leggera italiana nel mondo, con oltre 8 milioni di copie vendute[2][3], sostituito poi da Romanza diAndrea Bocelli[4]. Con l’esibizione Live at the Kremlin dell’8-9 dicembre 1990 è il primo artista occidentale a esibirsi al Cremlinodopo la caduta del muro di Berlino. Nel 1994 è l’unico artista italiano ed europeo che ha partecipato al Festival di Woodstock. Nel 1996 è il primo artista italiano ad apparire su The Faber Companion to 20th Century Popular Music, la più autorevole enciclopedia della musica moderna del ventesimo secolo[5]. Il suo concerto dell’8 dicembre 2012 all’Istituto Superiore di Arte diL’Avana viene ritenuto il più grande concerto mai tenuto da un cantante straniero nella Cuba sotto embargo[6]. Con gli undici concerti del Black Cat World Tour, detiene il record di maggior numero di spettacoli all’Arena di Verona all’interno della stessa tournée. La sua musica ha varcato i confini nazionali anche grazie alle collaborazioni con numerosi artisti internazionali come Joe Cocker, The Blues Brothers, Ray Charles, Sting, Bono, Brian May,Eric Clapton, Tom Jones, Bryan Adams, Peter Gabriel, Mousse T.,Sérgio Mendes, Sheryl Crow, Vanessa Carlton, Mark Knopfler,John Lee Hooker, Miles Davis, B.B. King, Stevie Ray Vaughan, Iggy Pop e Alejandro Sanz. Per quanto riguarda gli artisti italiani, ha collaborato con Andrea Bocelli, che verrà scoperto e lanciato sul mercato internazionale dallo stesso Zucchero[7], Francesco De Gregori, Francesco Guccini, Elisa, Ivano Fossati, Mina, Jovanotti,Giorgia, Mogol, Ennio Morricone, Gino Paoli, Mia Martini, Dodi Battaglia, Maurizio Vandelli, Fio Zanotti, Vasco Rossi, Pino Daniele, Enrico Ruggeri, Luciano Ligabue, Al Bano, Luciano Pavarotti[8], Claudio Baglioni, Lucio Dallae Mango.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Adelmo Fornaciari è nato a Roncocesi, una frazione (oggi quartiere periferico) di Reggio nell’Emilia, il 25 settembre 1955. Il nome d’arte, Zucchero, deriva dal soprannome utilizzato dalla sua maestra delle elementari. Passa la sua infanzia e tarda adolescenza ad Avenza. Sua mamma si chiamava Rina Bondavalli (1929-2001).

È nota la sua passione per i cappelli, infatti ne indossa sempre uno diverso nei suoi spettacoli (dichiarando di averne 350)[9].

La sua prima grande passione è il calcio, il giovane Adelmo viene notato e tesserato ancora giovanissimo dalla società della Reggiana per giocare come portiere nella squadra dei pulcini. Nel 1968 la famiglia di Adelmo Fornaciari si trasferì da Roncocesi, frazione di Reggio Emilia. Qui Zucchero frequentò per tre anni le scuole medie inferiori. Tre anni più tardi, nel 1971, la famiglia Fornaciari si trasferì nuovamente, questa volta ad Avenza, un quartiere di Carrara. Ad Avenza, Zucchero frequentò per cinque anni l’I.T.I.S. “Galileo Galilei”.

Diplomato come perito elettronico, decise, vista la sua grande passione per gli animali, di iscriversi all’Università nella facoltà di Veterinaria; dopo aver superato 39 esami (su 51) decide di lasciare tutto per seguire la sua vera passione: la musica. A insegnargli i primi rudimenti con la chitarra è un americano, suo compagno di università. Durante la lunga gavetta ha svolto vari lavori tra i quali il tornitore, il salumiere ed il fornaio.

1970-1981: Gli inizi e la vittoria al Festival di Castrocaro[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1970 e il 1978 suona con alcuni gruppi: “I Duca”, il trio “Amici del mare” (1971) (che collaborano al 45 giri di “Paolo Barberi e il piano verticale”, “Vorrei volare/Risposta non c’è”), “Le nuove luci” (“Juanita/Canto di maggio”), “I Decals” (“Un’ora/un’ora (strumentale)”) e “Sugar & Candies” (“Voulez Vous Danser My Woman”, “Mi vida Something in my Life” e “Donna o bambina/Marylou”); di queste canzoni Zucchero riprenderà in seguito “Juanita”, nel ritornello di “Quasi quasi” (dall’LP Zucchero & The Randy Jackson Band, nei versi “Perché se è vero che tocco il fondo / mi faccio il mondo e ritorno su, / adesso purtroppo scendo, / ma dopo salgo se sali tu”) e “My Woman”, con un testo in italiano ed il titolo cambiato in “Bambino io, bambino tu”.

Nel 1979 scrive la musica della canzone Il gallo, per l’album del cantautore Rinaldo Del Monte e “Tutto di te” perFred Bongusto. Nel 1980 Forma una nuova band che si chiama Taxi e si classifica primo al Festival di Castrocaro1981[10], a pari merito con la cantante Marina Fiordaliso. La sua prima collaborazione importante è con Michele Pecora, insieme al quale realizza il brano di grande successo Te ne vai.

Zucchero ha voluto ripercorrere tutti gli avvenimenti più significativi della sua infanzia e adolescenza – oltre a quelli relativi alla sua successiva carriera di cantante di successo – nel libro autobiografico Il suono della domenica – Il romanzo della mia vita del 2011. Per esempio, vengono raccontati episodi riguardanti gli inizi con “I Monatti” e “Le Nuove Luci”, ma anche episodi di vita o situazioni che hanno, solo dopo, portato alla stesura di una particolare canzone.

1982-1985: Festival di Sanremo e primi album[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Un po’ di Zucchero e Zucchero & The Randy Jackson Band.

Nel 1982 esordisce al Festival di Sanremo nella categoria dei giovani, presentando la canzone Una notte che vola via, con la quale giunge penultimo in finale (davanti a Vasco Rossi, ultimo con Vado al massimo), ed anche produttore del brano “Lisa”, cantata da Stefano Sani. Sempre nella sezione “giovani”, parteciperà per la seconda volta al Festival dei Fiori nel 1983, col brano Nuvola, anch’esso ammesso alla fase finale, partecipando anche come autore della seconda classificata, Volevo dirti, cantata da Donatella Milani. Sempre nel 1983 pubblica il suo album d’esordio Un po’ di Zucchero, deludente dal punto di vista commerciale e lontano dal genere ricercato, in quanto realizzato in parziale compromesso con la casa discografica PolyGram. Deluso dalla sua situazione artistica, vuole dare una svolta alla sua carriera e nel 1984 vola in California. A San Francisco conosce Corrado Rustici, suo futuro produttore, e registra le basi per un nuovo disco, orientandosi verso sonorità più internazionali: il Soul e il Blues. Dopo questo periodo di pausa, nel 1985 imprime, dunque, una svolta al proprio stile, pubblicando l’album Zucchero & The Randy Jackson Band, con testi di Mogol e Alberto Salerno, e anticipato dal singolo Donne. La canzone, che partecipa a Sanremo, sarà un grande successo nonostante venga, insieme a Zucchero, attaccata dalla critica e ignorata dalle giurie, classificandosi in penultima posizione. Quella del 1985 è la terza partecipazione di Zucchero al Festival di Sanremo.

1986-1988: Il grande successo italiano[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Rispetto (album Zucchero) e Blue’s.

Nel 1986, Zucchero, dopo aver partecipato per la quarta volta ed ultima volta al Festival di Sanremo col branoCanzone triste, piazzatosi alla ventunesima e penultima posizione, come l’anno prima, pubblica l’album Rispetto, pregno di atmosfere e sonorità Rhythm and blues. L’album segna la svolta della carriera di Zucchero, che comincia a lavorare con un giovane Michele Torpedine. Quest’ultimo crede nel cantante, e gli concede una nuova occasione dopo il parziale insuccesso dei primi due album.
Risalgono a quest’epoca anche la collaborazione con Gino Paoli, che scrive il testo di Come il sole all’improvviso, e la frequentazione di Zucchero con il già affermato rocker Vasco Rossi, tramite il produttore di quest’ultimo:Guido Elmi. In Rispetto si trova anche la canzone Nuovo, meraviglioso amico, dedicata dall’autore al suo idoloJoe Cocker.

Nel 1987 viene pubblicato Blue’s, con cui Zucchero ha la consacrazione di vendite (1.400.000 di copie in Italia[11][12]). Fra i brani più noti di questo periodo: Con le mani e Hey Man (testi di Gino Paoli), Senza una donna(poi divenuto il suo più grande successo internazionale), Dune Mosse, Pippo, Non ti sopporto più e Solo una sana e consapevole libidine salva il giovane dallo stress e dall’azione cattolica. Con l’album Blue’s partecipa alFestivalbar, vincendolo. Nel conseguente Blue’s Tour fa tre concerti con il suo idolo Joe Cocker, durante i quali i due cantano insieme una versione del brano With a Little Help from My Friends. Come raccontato ne Il suono della domenica – Il romanzo della mia vita, tuttavia, contemporaneamente al raggiungimento delle prime grandi soddisfazioni dal punto di vista musicale, Zucchero vive un profondo stato di depressione dovuta all’imminente separazione dalla prima moglie Angela Figliè.

Nel 1988 suona alla Fiera internazionale del disco di Cannes che lo lancia nel mercato estero e inizia il suo primo tour europeo, lo European Tour ’88, con tappe in Francia, Germania, Paesi Bassi, Svizzera, Spagna, Danimarca eBelgio. Nell’album di Gino Paoli, L’ufficio delle cose perdute è incluso il brano Hey man firmato da Zucchero. In aprile incontra, a New York, Miles Davis, col quale incide una nuova versione di Dune mosse, che verrà pubblicata solo anni più tardi, in Zu & Co.. In quell’occasione il jazzista americano, rimasto colpito dalla musicalità della canzone, propose di arricchirla con qualche modifica. Nel novembre successivo esce Snack Bar Budapest Original Movie Soundtrack, la colonna sonora del film Snack Bar Budapest di Tinto Brass, firmata da Zucchero.

1989-1993: La consacrazione e i primi tour internazionali

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