La Sicilia

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
La Sicilia
Logo
Stato Italia Italia
Lingua italiano
Periodicità quotidiano
Genere Regionale
Formato Broadsheet
Fondazione 1945
Sede Catania
Editore Domenico Sanfilippo Editore
Diffusione cartacea 19.504 (2015)
Direttore Mario Ciancio Sanfilippo
Condirettore Domenico Ciancio [1]
Distribuzione
cartacea
Edizione cartacea singola copia/
abbonamento
Edizione digitale su abbonamento
Sito web www.lasicilia.it

La Sicilia è il più diffuso quotidiano della Sicilia orientale e centrale, con sede a Catania, dove è pubblicato dalla Domenico Sanfilippo Editore ed è stato fondato nel 1945.

Oltre che nel capoluogo etneo, La Sicilia ha redazioni a Palermo,Siracusa, Caltanissetta, Agrigento, e Ragusa e uffici di corrispondenza a Trapani, Gela e Roma.

Il quotidiano è attualmente costituito di due dorsi: uno nazionale, uguale per tutte le edizioni, e uno locale, per le diverse province. Nell’edizione del lunedì, ai primi due dorsi, se ne aggiunge un terzo dedicato alle cronache sportive.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondazione e contesto politico-sociale[modifica | modifica wikitesto]

La Sicilia uscì per la prima volta in edicola il 15 marzo del 1945, per volontà di un gruppo di industriali, intellettuali e politici siciliani di area liberale che avevano in Vittorio Emanuele Orlando il loro principale punto di riferimento ideologico. Ma decisiva nell’avvio di questa nuova iniziativa editoriale fu anche la spinta data, in Sicilia come in tutta l’Italia meridionale, dal comando militare alleato alla riapertura di vecchie testate costrette alla chiusura durante il regime fascista e alla nascita di nuove pubblicazioni quotidiane e periodiche. Il nuovo quotidiano riprese, più per ragioni affettive che per motivazioni storiche o contenutistiche, il nome di un’antica testata giornalistica edita a Catania tra il 1901 e il 1923 dal principe Manganelli. Un primo passo fondamentale verso la creazione del nuovo giornale fu mosso il 5 novembre 1944 quando, per atto pubblico siglato nello studio romano del notaio Grassi, venne fondata la SER – Società Editrice Risorgimento – società per azioni originariamente composta da quattro soci con pari quote di partecipazione: Salvatore Salomone, Giovanni Mantica, Raffaele Macherione e Giambattista Rizzo[2]. Ad essi, dopo poco tempo si unirono, con un pacchetto di minoranza, anche i fratelli Angelo e Claudio Majorana e l’industriale dei molini Lorenzo Fazio. Obiettivo primo della nascente società editrice fu la creazione di un quotidiano che facesse da contrappeso all’egemonia consolidata in quegli anni, a Catania e in buona parte delle province siciliane orientali, dal Corriere di Sicilia[3]. Ma nessuno dei fondatori aveva mai avuto precedenti esperienze in un’azienda editoriale, né messo piede in una tipografia. Per far nascere il giornale serviva un uomo di fiducia, una persona comunque vicina alla corrente liberale, un imprenditore che garantisse esperienza ed affidabilità. La persona giusta da coinvolgere nell’impresa venne subito individuata in un facoltoso avvocato e proprietario terriero, originario di Adrano, innamorato della stampa e delle linotype. Il suo nome era Domenico Sanfilippo.

L’attuale sede del quotidiano La Sicilia in viale Odorico da Pordenone 50, a Catania

Il padre e l’anima storica del quotidiano[modifica | modifica wikitesto]

Esponente di una storica famiglia adranita, Domenico Sanfilippo si laureò in legge presso l’Università Federico II di Napoli e fu deputato liberale nella circoscrizione elettorale di Catania. Il suo primo approccio da mecenate nel mondo della stampa fu rappresentato dall’acquisto, nel1920, di una partecipazione azionaria nella società editrice del Corriere di Catania (divenuto in seguito Corriere di Sicilia). Partecipazione che gli venne espropriata dai gerarchi fascisti, durante il regime, con la successiva chiusura e fusione della testata con un altro quotidiano catanese (Il Giornale dell’Isola nel giornale di regime Il Popolo di Sicilia[4]. Domenico Sanfilippo ci riprovò, alcuni anni più tardi, assumendo nel 1928 la carica di direttore-editore per la rivista letteraria e teatrale Le Maschere, della quale però vennero pubblicati solo pochi numeri. Nel corso dei primi mesi della società editrice di vita, al termine dei quali la maggior parte dei soci originari della SER abbandonò l’impresa (per ragioni economiche e per divergenze con Sanfilippo e Rizzo che vollero mantenere La Sicilia un giornale indipendente e al di fuori da una organicità con il partito liberale), l’azionista adranita ricoprì l’incarico di procuratore speciale dell’avvocato Salomone, legale rappresentante della società editrice. All’indomani del referendum istituzionale del 2 giugno 1946, molti dei soci filo-monarchici uscirono dall’editrice Risorgimento. Domenico Sanfilippo rilevò le quote dei fuoriusciti, accrescendo la propria esposizione personale e mantenendo in vita il giornale. Lo affiancarono nell’operazione l’avvocato catanese Natale Ciancio (padre dell’attuale direttore del quotidiano Mario Ciancio Sanfilippo) che rilevò una parte del pacchetto azionario e Antonio Di Mattia, che svolse il ruolo di direttore amministrativo all’interno dell’organigramma dell’azienda e, a partire dal 1957, quello di amministratore unico della ITES (Industria Tipografica Editoriale Siciliana) in cui confluì la editrice Risorgimento.

I ragazzi di via Sant’Agata[modifica | modifica wikitesto]

La prima edizione de La Sicilia, targata 15 marzo 1945, uscì in edicola, a due pagine, con la dicitura sotto la testata Quotidiano liberale dell’Isola[5]. Fino ai primi mesi del 1949, il quotidiano venne stampato su una vecchiarotativa del 1911, incastrata all’interno di un ex-convento del centro storico catanese a cui si accedeva da due ingressi posti al numero 3 di via S. Agata e nell’adiacente via S. Maria del Rosario[6]. Due ingressi per due giornali concorrenti, che condividevano la stessa sede. Nei suoi primi anni di pubblicazione, La Sicilia venne, infatti, “cucinato” nello stesso stabile in cui trovava spazio anche la redazione del Corriere di Sicilia. E stampato nella stessa tipografia del giornale rivale, dietro il pagamento di un rimborso spese.

« La tipografia – raccontò in un’intervista Livio Messina[7] – era di proprietà del Corriere e le loro linotype avrebbero composto i nostri articoli prima dei loro, mentre la rotativa avrebbe stampato le copie del nostro giornale solo quando finiva di stampare le loro. »

Per la direzione del nuovo giornale, Giambattista Rizzo scelse il giarrese Alfio Russo, proveniente da prestigiose esperienze all’Epoca (rivista), al Il Secolo (quotidiano), al Lavoro d’Italia e come redattore e inviato all’estero de La Stampa di Torino. Russo, che successivamente dal ’53 al ‘61 ricoprì la responsabilità di direttore de La Nazione diFirenze e dal ’61 al 68 quella di “guida” del Corriere della Sera, diede sin dall’inizio a La Sicilia un taglio nazionale e autorevole e una linea editoriale moderata e anti-separatista.

Gli editoriali dei primi anni, furono firmati da Vittorio Emanuele Orlando, Benedetto Croce, Luigi Einaudi, Luigi Sturzo, Epicarmo Corbino e Vitaliano Brancati. Ma la presenza più frequente sulle colonne dei commenti politici de La Sicilia fu senz’altro quella di Enrico Mattei.

Esaurito l’effetto-traino degli ultimi avvenimenti di guerra, il giornale curò maggiormente le notizie di politica nazionale e regionale e i grandi fatti di cronaca. I primi due “scoop” furono la pubblicazione del diario di Claretta Petacci e un’inchiesta sul separatismo siciliano. Mentre, una notizia che fece raddoppiare le vendite fu il caso diRina Fort, la “jena friulana“, che nel dicembre del ’46 massacrò la moglie e i tre figli del suo amante catanese, Giuseppe Ricciardi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...