Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

Vladimir Putin

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Vladimir Vladimirovič Putin
Владимир Владимирович Путин
Vladimir Putin - 2006.jpg

Russia Presidente della Federazione Russa
In carica
Inizio mandato 7 maggio 2012
Predecessore Dmitrij Medvedev

Durata mandato 31 dicembre 1999 –
7 maggio 2008
Predecessore Boris El’cin
Successore Dmitrij Medvedev

Primo ministro della Federazione Russa
Durata mandato 8 agosto 1999 –
7 maggio 2000
Presidente Boris El’cin
Predecessore Sergei Stepašin
Successore Michail Kas’janov

Durata mandato 7 maggio 2008 –
7 maggio 2012
Presidente Dmitrij Medvedev
Predecessore Viktor Zubkov
Successore Dmitrij Medvedev

Direttore dell’FSB
Durata mandato luglio 1998 –
agosto 1999
Predecessore Nikolaj Kovalev
Successore Nikolaj Patrušev

Leader di Russia Unita
Durata mandato 1º gennaio 2008 –
30 maggio 2012
Predecessore Boris Gryzlov
Successore Dmitrij Anatol’evič Medvedev

Dati generali
Prefisso onorifico Standard of the President of the Russian Federation.svg
Partito politico Russia Unita (dal 2008)
Precedenti:
PCUS (fino al 1991)
Indipendente (1991–1995)
CS (1995–1999)
Unità (1999–2001)
Indipendente (2001–2008)
Tendenza politica conservatorismo[1]
Firma Firma di Vladimir Vladimirovič PutinВладимир Владимирович Путин
Vladimir Putin
7 ottobre 1952
Nato a Leningrado (attualmente San Pietroburgo)
Dati militari
Paese servito URSS URSS
Forza armata Flag of the Soviet Air Force.svg Aeronautica militare dell’URSS
Specialità Emblema del KGB.png KGB
Anni di servizio 19751991
Grado Tenente colonnello

“fonti citate nel corpo del testo”

voci di militari presenti su Wikipedia

Vladimir Vladimirovič Putin(in russo: Владимир Владимирович Путин?ascolta[?·info]; Leningrado, 7 ottobre 1952) è un politico, ex militare ed ex funzionario del KGB russo.

È stato primo ministro della Federazione Russa dall’8 agosto 1999 al 7 maggio 2000, su nomina di Boris El’cin. Svolse le funzioni di capo dello Stato dopo le dimissioni di El’cin, fu poi eletto presidente della Federazione Russa dal 31 dicembre 1999, riconfermato in carica nelle elezioni del 14 marzo 2004. Impossibilitato a un terzo mandato consecutivo per il dettame della Costituzione Russa, ha favorito la vittoria del suo delfino Dmitrij Medvedev, che l’ha nominato nuovamente primo ministro il giorno stesso del suo insediamento, il 7 maggio 2008.

Il 27 maggio 2008 Aleksandr Lukašenko, presidente della Repubblica Bielorussa, lo ha nominato primo ministro dell’Unione Russia-Bielorussia.[2] Il 4 marzo 2012 è stato eletto per la terza volta presidente della Russia succedendo a Dmitrij Medvedev, il cui mandato è scaduto il 7 maggio 2012. Ilsettimanale statunitense TIMElo ha eletto Persona dell’anno2007.[3] Secondo Forbes è la persona più potente del mondo.[4]

I primi anni e funzionario del KGB[modifica | modifica wikitesto]

« La strada a Leningrado, cinquant’anni fa, mi ha insegnato una lezione: se la rissa è inevitabile, colpisci per primo.[5] »
(Vladimir Putin, Sochi, 22 ottobre 2015)

Nato a Leningrado,[6] visse, secondo la sua biografia От Первого Лица[7] (in italiano: In prima persona, stampata per la campagna presidenziale del 2000) un’infanzia povera, trascorsa in una kommunalka.

Il nonno paterno, Spiridon Putin, lavorò come cuoco in una dacia al servizio diStalin e Lenin.[8] La madre, Maria Ivanovna Shelomova (19111998), era un’operaia mentre il padre, Vladimir Spiridonovič Putin (1911–1999), all’inizio degli anni trenta fu sommergibilista nella marina militare sovietica. Durante laseconda guerra mondiale, suo padre fu arruolato dal NKVD in un gruppo di sabotatori.[9] Due fratelli più anziani nacquero negli anni trenta; uno morì nei primi mesi di vita; il secondo morì di difterite durante l’assedio di Leningrado.

Putin si è laureato in diritto internazionale alla Facoltà di Legge dell’Università Statale di Leningrado nel 1975. Membro del Partito Comunista dell’Unione Sovietica,[10] fu arruolato alla fine degli studi nel KGB.[11] Durante la sua carriera come membro (e quindi dirigente dell’organizzazione segreta) e ufficiale dei servizi segreti comunisti con il grado di tenente colonnello del KGB, durata dal 1975 al 1991, ha vissuto per cinque anni a Dresda, nellaRepubblica Democratica Tedesca[12] e ha operato presso la STASI (i servizi segreti comunisti della Germania dell’est).

Dopo il collasso del regime della Germania Est, Putin fu richiamato in Unione Sovietica e fece ritorno a Leningrado, dove, da giugno del 1991, fu inserito nella sezione Affari internazionali dell’Università Statale, sottoposto al vice direttore Juri Molčanov. Nella sua nuova posizione, rinsaldò i rapporti conAnatolj Sobčak, l’allora sindaco di Leningrado: Sobčak aveva lavorato come professore assistente durante gli anni di università di Putin ed era stato un suo relatore. Putin rassegnò le proprie dimissioni dai servizi di sicurezza il 20 agosto 1991 durante il fallito colpo di Stato, supportato dal KGB, controGorbačëv.

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi (1990–1999)[modifica | modifica wikitesto]

Putin quando era nel KGB

Putin nel mese di maggio 1990 fu nominato consigliere del sindaco di San Pietroburgo per gli Affari Internazionali. Dal 28 giugno 1991 fu posto alla direzione del comitato per le relazioni esterne della città, con il compito di promuovere i rapporti internazionali e attirare gli investimenti stranieri. Il comitato fu inoltre incaricato di registrare le imprese estere presenti a San Pietroburgo.[13] Nello stesso periodo in cui Putin lo dirigeva, nell’organo lavorava anche Aleksej Miller, l’attuale CEO diGazprom, (15 dicembre 1991 – 1996), nonché un elevato numero di politici e imprenditori.[14]

Dopo un anno di direzione, l’operato di Putin fu messo sotto esame da una commissione del consiglio legislativo della città. Nella propria relazione finale tale organo rilevò che i prezzi applicati dal comitato nei confronti degli imprenditori esteri erano eccessivamente bassi e che questi aveva concesso delle licenze per l’esportazione dei metalli non ferrosi (per un valore stimato in 93 milioni di dollari) in cambio di aiuti alimentari che non giunsero mai nella città.[15][16][17][18][19][20] La proposta di immediata revoca della carica non sortì tuttavia alcun effetto: Putin rimase a capo del comitato per le relazioni esterne fino al 1996.

Vladimir Putin, direttore del FSB (1998)

Dal 1992 al marzo 2000 gli fu inoltre affidata la direzione del St. Petersburg Immobilien und Beteiligungs AG (SPAG), un’agenzia immobiliare tedesca, finita sotto inchiesta in Germania perriciclaggio di denarosporco.[13][21][22][23][24][25][26] Nel 1994venne nominato deputato alle elezioni supplementari della città di San Pietroburgo. Dal 1995 fino al giugno del 1997 Putin guidò la delegazione pro-governo della città nel partito politico La nostra casa è la Russia;[20][27] durante questo stesso periodo fu inoltre a capo del gruppo editoriale del giornale Sankt-Peterburgskie Vedomosti di JSC.[13][27]

Nel 1996 Anatolij Sobčak perse le elezioni della città di San Pietroburgo a favore del rivale Vladimir Jakovlev. Putin venne allora chiamato a Mosca e, nel giugno 1996, divenne capo delegato del Dipartimento per la Gestione della Proprietà Presidenziale, alle dipendenze di Pavel Borodin; occupò questa posizione fino al marzo del 1997. Il 26 marzo 1997 il presidente Boris Nikolaevič El’cin lo nominò delegato capo del Personale Presidenziale, carica che occupò fino a maggio 1998.

Il 27 giugno 1997 Putin conseguì il Master in economia, primo livello postlaurea, all’Istituto Minerario di San Pietroburgo con una relazione dal titolo La progettazione strategica delle risorse regionali sotto la formazione dei rapporti del mercato.[28] Secondo Clifford, G. Gaddy, un membro dell’Istituto “Brookings”, 16 delle 20 pagine che aprono una sezione chiave del lavoro di Putin erano copiate parola per parola da uno studio dell’amministrazione statunitense, La Progettazione Strategica e la Politica, scritte del professor William King degli Stati Uniti e da David Cleland. Lo studio è stato tradotto in russo da un istituto vicino al KGB all’inizio degli anni novanta.[29]

Il 25 maggio 1998 fu nominato primo delegato capo del personale presidenziale per le regioni (sostituendo Viktorija Mitina) e il 15 luglio dello stesso anno divenne presidente della commissione per la preparazione degli accordi sulla limitazione del potere alle regioni (in cui sostituisce Sergeij Šachraj). Dopo l’arrivo di Putin, la commissione non ha completato tali accordi, anche se durante il mandato di Šachraj ne erano già stati conclusi 46.[30] Il 25 luglio 1998 El’cin nominò Vladimir Putin capo del FSB (una delle agenzie che succedettero al KGB), ruolo che quest’ultimo occuperà fino all’agosto del 1999.

Divenne un membro permanente del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa il 1º ottobre 1998 e suo responsabile il 29 marzo 1999. Nel mese di aprile del 1999, Putin e il ministro degli affari interni Sergej Stepašin tennero una conferenza stampa televisiva in cui mostrarono un video rappresentante un uomo nudo, molto simile al procuratore generale della Russia, Juri Skuratov, a letto insieme a due giovani donne. Putin sostenne che dall’analisi degli esperti del FSB sarebbe risultato che l’uomo sul nastro fosse proprio Skuratov e che l’orgia gli fosse stata offerta da ricchi criminali russi.[31][32]Skuratov era stato in passato avversario del presidente El’cin e aveva denunciato la corruzione del suo governo.[33]

Primo ministro (1999)[modifica | modifica wikitesto]

Il presidente Boris Yeltsin consegna la copia presidenziale dellaCostituzione russa a Vladimir Putin il 31 dicembre 1999

Il 9 agosto 1999 Putin fu nominato primo deputato, carica che gli permise quello stesso giorno, dopo la caduta del precedente governo guidato daSergej Stepašin, di essere insignito dell’incarico di primo ministro della Federazione Russa dal presidente Boris El’cin.[34] El’cin dichiarò inoltre che avrebbe desiderato che Putin diventasse il proprio successore. Poco dopo tale augurio, il nuovo primo ministro dichiarò la propria intenzione di correre per la presidenza.[35]

Il 16 agosto la Duma ratificò la sua nomina a primo ministro con 233 voti a favore (contro 84 contrari e 17 astenuti),[36] facendo di lui il quinto capo di governo in meno di diciotto mesi. In tale carica Putin, pur essendo pressoché sconosciuto all’opinione pubblica, sarebbe durato di più dei propri predecessori. I maggiori oppositori di El’cin e aspiranti alla presidenza, il sindaco di Mosca Jurij Mikhailovič Lužkov e l’ex primo ministro Evgenij Primakov, stavano già cercando di rimpiazzare il presidente uscente e contrastarono duramente Putin quale nuovo concorrente. L’immagine di Putin come uomo d’ordine e il suo deciso approccio alla seconda guerra cecenariuscirono tuttavia ad aumentarne la popolarità tra le masse e gli permise di superare i propri rivali.

La nomina di Putin coincise infatti con l’improvvisa recrudescenza del conflitto nel Caucaso settentrionale: i separatisti ceceni si riorganizzarono e invasero il vicino Daghestan. Sia in Russia sia all’estero, l’immagine pubblica di Putin fu forgiata dal suo approccio aggressivo al conflitto. Uno dei primi atti che compì diventando presidente ad interim, il 31 dicembre 1999, fu quello di fare visita alle truppe russe in Cecenia.

Nel 2003 in tale regione si tenne un referendum che sancì l’adozione di una nuova costituzione e l’appartenenza della repubblica alla Federazione Russa. La situazione è in seguito venuta a stabilizzarsi dopo le elezioni parlamentari e l’istituzione di un governo regionale.[37][38][39][40][41] Pur non essendo formalmente iscritto a nessun partito, Putin diede il proprio appoggio al neonato Partito di Unità russo,[42] che ottenne nel voto popolare per la Duma, tenuto nel dicembre 1999, la seconda percentuale più alta di consensi (23,32%). Dopo tale successo Putin apparve il favorito tra i candidati alla presidenza in vista delle elezioni che si sarebbero svolte l’estate successiva.

Primo mandato come presidente (2000–2004)[modifica | modifica wikitesto]

Bush e Putin

La sua ascesa alla più alta carica della Russia si dimostrò persino più rapida: il 31 dicembre 1999, inaspettatamente, El’cin rassegnò le proprie dimissioni e, come previsto dalla Costituzione, Putin divenne presidente ad interim della Federazione Russa. Il primo decreto che Putin sottoscrisse quello stesso giorno fu quello titolato Sulle garanzie riguardanti il precedente presidente della Federazione Russa e per i membri della sua famiglia.[43][44]

Francobollo azero commemorativo dell’incontro tra Vladimir Putin eHeydar Aliyev avvenuto nel 2001

Mentre i suoi oppositori si stavano preparando a un’elezione da svolgersi nel giugno dell’anno successivo, le dimissioni di El’cin fecero sì che le stesse dovessero essere effettuate entro tre mesi, a marzo. Le elezioni presidenziali in Russia del 2000 si svolsero il 26 marzo: Putin vinse alla prima tornata e giurò come presidente il 7 maggio 2000. Dopo aver annunciato la propria intenzione di consolidare il potere presidenziale nel Paese, durante il maggio 2000 emanò un decreto che suddivideva gli 89soggetti federali della Russia tra 7 distretti federali diretti da suoi rappresentanti allo scopo di facilitare l’amministrazione federale.

Nel luglio 2000, così come disponeva una legge proposta da lui e approvata dal Parlamento, Putin acquisì il diritto di revocare il mandato ai capi di tali soggetti federali. Rispetto alla presidenza El’cin, dove si assistette a un turbinio di primi ministri succedutisi nell’incarico (5 nel biennio 19981999), il presidente Putin impresse una svolta di stabilità alla guida del governo, retto per quasi tutto il suo quadriennio da Michail Kas’janov, che già era stato il primo vicepremier dello stesso Putin nel 2000. Nel dicembre 2000 il presidente approvò la Legge modificativa dell’inno della Federazione Russa.

Fino a quel momento quest’ultimo aveva avuto musica di Michail Ivanovič Glinka e nessun testo: il nuovo inno riproponeva (con piccole modifiche) la musica di quello sovietico successivo al 1944 di Aleksandrov, con il testo diSergej Michalkov.[45][46] Il 12 febbraio 2001, Putin sottoscrisse una Legge federale riguardante le garanzie per i precedenti presidenti e le loro famiglie che rimpiazzò il Decreto precedente. Dal 1999 El’cin, con alcuni parenti, era sotto inchiesta per riciclaggio di denaro tra Russia e Svizzera.[47] All’inizio del luglio 2003 le autorità russe arrestarono Platon Lebedev, partner di Michail Borisovič Chodorkovskij e secondo più grande azionista della Yukos, sospettato di aver acquisito illegalmente nel 1994 una partecipazione in una società statale, la Apatit.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...