John Fitzgerald Kennedy

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l’omonimo calciatore, vedi John Kennedy (calciatore).
John Fitzgerald Kennedy
John Fitzgerald Kennedy nel 1963
John Fitzgerald Kennedy nel 1963

35º presidente degli Stati Uniti d’America
Durata mandato 20 gennaio 1961 –
22 novembre 1963
Predecessore Dwight Eisenhower
Successore Lyndon B. Johnson

Senatore del Massachusetts
Durata mandato 3 gennaio 1953 – 22 dicembre 1960
Predecessore Henry Cabot Lodge, Jr.
Successore Benjamin A. Smith II

Membro della Camera dei rappresentanti del Massachusetts, distretto numero 11
Durata mandato 3 gennaio 1947 – 3 gennaio 1953
Predecessore James Michael Curley
Successore Thomas O’Neill

Dati generali
Partito politico Democratico
Tendenza politica Liberal[1][2]
Firma Firma di John Fitzgerald Kennedy

John Fitzgerald Kennedy, comunemente chiamato John F. Kennedy, John Kennedy o solo JFK, (Brookline, 29 maggio 1917Dallas, 22 novembre 1963), è stato unpolitico statunitense e il 35ºpresidente degli Stati Uniti d’America.

Candidato del Partito Democratico, vinse le elezioni presidenziali del 1960diventando il 35º presidente degli Stati Uniti d’America, carica che ha mantenuto dal 20 gennaio 1961 fino al suoassassinio nel 1963, quando gli subentrò il vicepresidenteLyndon B. Johnson.

Kennedy, di origine irlandese, noto anche con il diminutivo “Jack”, è stato il primo presidente degli Stati Uniti d’America di religione cattolica. Fu anche il primo presidente statunitense a essere nato nelXX secolo e il più giovane a morire ricoprendo la carica (gli sopravvissero tre predecessori:Hoover, Truman e Eisenhower). La sua breve presidenza, in epoca di guerra fredda, fu segnata da alcuni eventi molto rilevanti: la crisi di Berlino del 1961 con la costruzione delMuro, la corsa alla Luna, la conquista dello spazio, losbarco nella baia dei Porci, lacrisi dei missili di Cuba, gli antefatti della guerra del Vietnam e l’affermarsi del movimento per i diritti civili degli afroamericani.

Kennedy fu assassinato il 22 novembre 1963 a Dallas, in Texas. Lee Harvey Oswald fu accusato dell’omicidio e fu a sua volta ucciso, due giorni dopo, daJack Ruby, prima che potesse essere processato. La Commissione Warrenconcluse che Oswald aveva agito da solo; tuttavia nel 1979 la United States House Select Committee on Assassinations dichiarò che l’atto di Oswald era stato probabilmente frutto di una cospirazione. La questione se Oswald avesse o meno agito da solo rimane dibattuta, con l’esistenza di numeroseteorie cospirazioniste. L’assassinio di Kennedy fu un evento focale nella storia degli Stati Uniti per l’impatto che ebbe sulla nazione e sulla politica del Paese. La figura di Kennedy continua tuttora a ricevere stima e apprezzamento.[3]

Infanzia e formazione[modifica | modifica wikitesto]

John Fitzgerald Kennedy nacque a Brookline, nel Massachusetts, il 29 maggio1917, da Joseph P. Kennedy e Rose Fitzgerald, membri di due famiglie diBoston molto in vista (il nonno materno fu a lungo sindaco della città). Da ragazzo John, soprannominato da tutti “Jack”, frequentò la “Dexter School” e, in seguito al trasferimento della famiglia da Boston a New York, fu iscritto alla “Canterbury School” di New Milford, una scuola privata. Lì ebbe una breve esperienza scout.

Successivamente passò al Choate Rosemary Hall, un collegio di Wallingford, nel Connecticut. Nell’autunno del 1935 si iscrisse all’Università di Princeton, ma fu costretto a lasciarla prima della fine dell’anno dopo aver contratto l’itterizia. L’autunno successivo iniziò a frequentare l’Università di Harvard. Durante gli anni universitari Kennedy visitò l’Europa due volte, recandosi nelRegno Unito dove il padre era ambasciatore.

L’arruolamento in marina e la seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: PT-109.

Kennedy in uniforme nel 1942

Nella primavera del 1941 Kennedy si arruolò volontario nell’esercito, ma venne riformato, principalmente per via della sua colonna vertebrale, lesa da una frattura subita sei anni prima in un incidente calcistico a Harvard.[4]Tuttavia dopo l’attacco a Pearl Harbor, con l’aiuto delle raccomandazioni del padre, la marina statunitense lo arruolò.[4] Durante questo periodo Kennedy, mentre infuriava la seconda guerra mondiale, partecipò a diverse missioni nel teatro del Pacifico e conseguì il grado disottotenente di vascello e il comando di una Motor Torpedo Boat PT-109, con base nell’isola di Tulagi, appartenente all’arcipelago delle Isole Salomone.[5]

L’incidente della PT109[modifica | modifica wikitesto]

Nella notte del 2 agosto 1943 la motosilurante PT-109, impegnata nel pattugliamento delle acque della Nuova Georgia, fu speronata e spezzata in due parti dal cacciatorpediniere giapponese Amagiri a ovest della Nuova Georgia, vicino alle Isole Salomone, nel passaggio di Ferguson. Del piccolo equipaggio, quattro marine morirono subito, altri si avvinghiarono a un relitto che ancora galleggiava e altri ancora furono scaraventati in mare dalla violenza dell’urto. Kennedy entrò in azione con determinazione e coraggio e lottò fino alla fine per portare in salvo i compagni sopravvissuti. Egli era stato scagliato attraverso il ponte, riportando danni alla già malandata colonna. Riuscì tuttavia a trascinare con sé, grazie alle sue eccezionali capacità di nuotatore, per tre miglia nell’oceano, Partick McMahon, un marine ferito e gravemente ustionato, giungendo fino a Plum Pudding Island dove il suo equipaggio trovò rifugio.[6] Da qui la notte successiva completamente da solo, noncurante del fatto che il mare fosse infestato di squali, raggiunse nuotando per cinque chilometri il passaggio Ferguson, sorvegliato dagli incrociatori giapponesi, con l’obiettivo di avvistare qualche nave statunitense. Giunto nelle acque del passaggio Ferguson, Kennedy non riuscì però a intercettare nessuna unità militare del marine e decise di ritornare dai suoi uomini. Si rese conto che la situazione dei feriti si era aggravata e che la fame cominciava a tormentarli, perciò fece in modo che tutti raggiungessero l’isola di Olasana, dove sapeva che il cocco cresceva in abbondanza. Da qui il giorno seguente un marine australiano riuscì a inviare un messaggio radio col quale si chiedeva alla base statunitense di Rendova di provvedere al salvataggio di tutto l’equipaggio. Infatti il mattino seguente la PT 157, come da accordi radiofonici, si presentò sul luogo dell’appuntamento concordato con Kennedy. Guidata da lui personalmente, la motosilurante raggiunse la scogliera e poi Olasana.[7]

Per queste azioni di guerra Kennedy ricevette una medaglia, la Navy and Marine Corps Medal, con la seguente motivazione:

« Per l’eroismo mostrato nel soccorso di tre uomini in seguito all’attacco e all’affondamento della sua nave, mentre tentava di attaccare un bombardiere giapponese nell’area delle Isole Salomone la notte tra il 1º agosto e il 2 agosto 1943. Il luogotenente Kennedy, capitano della nave, ha diretto i soccorsi per l’equipaggio e salvato personalmente tre uomini, uno dei quali ferito seriamente. Nei sei giorni successivi è riuscito a portare tutto il suo equipaggio sulla terraferma e, dopo aver nuotato molte ore per assicurare loro aiuto e cibo, è riuscito a portare in salvo gli uomini. Il suo coraggio, la sua resistenza e l’eccellente comando hanno contribuito a salvare diverse vite e continuare la migliore tradizione della marina statunitense »

Le altre decorazioni della seconda guerra mondiale di Kennedy includono laPurple Heart, l’Asiatic-Pacific Campaign Medal e la World War II Victory Medal. Venne congedato con onore all’inizio del 1945, solo qualche mese prima della resa giapponese.

Le conseguenze sulla salute di Kennedy[modifica | modifica wikitesto]

Le enormi fatiche cui si era sottoposto durante l’azione del salvataggio del suo equipaggio lo debilitarono notevolmente e costituirono il presupposto per futuri malanni. Contrasse la malaria e, quando rientrò in patria, pesava solo 58 kg e soffriva di sciatica.[8] Fu quindi operato di ernia del disco. Nel 1946 gli fu diagnosticato la malattia di Addison, ma dopo tre anni di cure a base dicortisone si scoprì che non si trattava di questo tipo di malattia, bensì di un’insufficienza renale, conseguenza degli sforzi fisici compiuti quella drammatica notte di nuoto e della successiva malaria.

Inizi della carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la seconda guerra mondiale fece il suo ingresso in politica, in parte anche per compensare il vuoto lasciato dal popolare fratello Joseph Jr., su cui la famiglia Kennedy aveva puntato molte delle sue speranze, ma che perì in guerra. Nel 1946 il deputato James M. Curley lasciò il suo seggio, corrispondente a un distretto elettorale a grande maggioranza democratica, per diventare sindaco di Boston;[9] Kennedy corse per quel seggio e batté il rivale repubblicano con un ampio margine. Fu rieletto due volte, con risultati spesso contrastanti rispetto a quelli del presidente Harry Truman e del resto del Partito Democratico.

Nel 1951, durante un viaggio in Estremo Oriente, mentre si trovava inGiappone fu colpito da altissima febbre (oltre 40 gradi) e ricoverato all’ospedale militare di Okinawa.[10]

Nel 1952 Kennedy si candidò per il Senato con lo slogan «Kennedy farà di più per il Massachusetts». Con una vittoria a sorpresa sconfisse il favorito candidato repubblicano Henry Cabot Lodge, Jr. con un margine di soli 70.000 voti.[11]

Nei due anni successivi subì diversi interventi chirurgici alla colonna vertebrale: gli venne inserita una placca metallica che gli provocò un’infezione quasi fatale; un successivo intervento si rese necessario per rimuovere la placca metallica e, dopo un lungo periodo di letto, poté iniziare nuovamente a camminare con una stampella, ma la rottura della stampella provocò una brutta caduta e Kennedy dovette nuovamente riprendere il letto.[12] Per tutto questo fu spesso assente dal Senato. Durante questo periodo pubblicò il libroProfiles in Courage, in cui venivano raccontati otto casi in cui senatori statunitensi di entrambi i partiti rischiarono le loro carriere pur di non rinnegare i loro ideali personali (John Quincy Adams, Daniel Webster, Thomas Hart Benton, Sam Houston, Edmund G. Ross, Lucius Lamar, George Norris eRobert A. Taft). Il libro vinse il premio Pulitzer del 1957 per le biografie.

Il senatore Joseph McCarthy era un amico della famiglia Kennedy e aveva frequentato una delle sorelle di John, Patricia; Robert Kennedy aveva lavorato nel personale del comitato d’indagine di McCarthy. Ciò nonostante Kennedy votò in Senato contro McCarthy per confermare la nomina di Charles E. Bohlen ad ambasciatore in Unione Sovietica e quella di James B. Conant nella Germania Federale.[13] Nel 1954, quando il Senato era ancora indeciso se censurare McCarthy, Kennedy aveva preparato un discorso in cui diceva che avrebbe votato a favore della censura, ma non lo poté pronunciare mai: quando il 2 dicembre 1954 il Senato decise per la censura, Kennedy era all’ospedale[13] e non disse mai per chi avrebbe votato se fosse stato presente. L’episodio danneggiò molto l’immagine di Kennedy tra i liberal,[14]specialmente con Eleanor Roosevelt.[15]

Nel 1955, ancora sotto i postumi dell’infezione e colpito da una forma dianemia, si recò a New York presso lo studio medico di una dottoressa, certa Janet Travell, che aveva fama di saper curare con novocaina le contratture muscolari. La terapia contro le contratture si rivelò effimera, ma in compenso fu proprio la Travell a scoprire che la gamba sinistra di Kennedy era più corta della destra di oltre un centimetro:[16] tale difformità, incredibilmente mai notata da alcun clinico in precedenza, aveva sottoposto la spina dorsale di Kennedy a un continuo movimento di oscillazione, contrastato dai muscoli spinali, che per lo sforzo si trovavano in continuo stato di sovraccarico. La differenza fu compensata con l’uso di una scarpa sinistra dal tacco più alto di quello destro e da una fascia lombare speciale. Tutto ciò recò grande sollievo a Kennedy, che sconfisse l’anemia con una speciale dieta e poté riprendere la sua attività politica con rinnovato vigore.[16]

Nel 1956 Kennedy propose la sua nomination per candidarsi alla vice-presidenza per il Partito Democratico, ma il partito gli preferì il delegato delTennessee Estes Kefauver. Tuttavia gli sforzi di Kennedy fecero crescere la reputazione del giovane senatore nel partito. Kennedy votò a favore della formulazione definitiva del Civil Rights Act del 1957, dopo aver votato per il “Jury Trial Amendment“, che ridusse l’efficacia della legge, ostacolando il rinvio a giudizio per gli autori delle violazioni. Tra i primi sostenitori della campagna presidenziale di Kennedy si annoverarono infatti anche segregazionisti convinti come James Eastland, John McClellan e il governatore del Mississippi James Coleman.[17]

Elezioni presidenziali del 1960[modifica | modifica wikitesto]

Il discorso d’inaugurazione di Kennedy

(EN)« Ask not what your country can do for you – ask what you can do for your country » (IT)« Non chiedete cosa il vostro Paese può fare per voi; chiedete cosa potete fare voi per il vostro Paese. »
(Dal discorso d’insediamento di John Fitzgerald Kennedy, 20 gennaio 1961)

Nel 1960 Kennedy dichiarò il suo intento di correre per la presidenza degliStati Uniti. Nelle elezioni primarie del Partito Democratico si contrappose al senatore Hubert Humphrey del Minnesota, al senatore Lyndon B. Johnson delTexas e a Adlai Stevenson II, candidato democratico nel 1952 e nel 1956 che, pur non correndo ufficialmente, era uno dei favoriti. Kennedy vinse le elezioni primarie in Stati chiave come il Wisconsin e la Virginia Occidentale e giunse da favorito alla convention democratica di Los Angeles nel 1960.

Il 13 luglio 1960 il Partito Democratico nominò Kennedy candidato alla presidenza. Kennedy chiese a Lyndon Johnson di essere il suo candidato alla vicepresidenza, nonostante gli scontri tra i due durante le elezioni primarie. Johnson, contrariamente alle previsioni del personale di Kennedy, accettò.

Nei mesi di settembre e ottobre Kennedy si confrontò con il candidato repubblicano alla presidenza Richard Nixon nel primo dibattito presidenziale mai trasmesso alla televisione. Durante il dibattito Nixon apparve teso e mal rasato, mentre Kennedy trasmise un’immagine composta e sicura. Kennedy fu ritenuto da tutti il vincitore del confronto, nonostante gli osservatori avessero considerato i due sostanzialmente alla pari in termini di oratoria. Il confronto televisivo Kennedy-Nixon è stato ritenuto un punto di svolta nella comunicazione politica: il momento in cui il medium televisione inizia ad avere un ruolo decisivo e il modo di presentarsi davanti alle telecamere diventa di capitale importanza per un candidato. Buona parte del merito del buon esito per Kennedy del confronto televisivo andava comunque accreditata, come sarebbe accaduto poi in successive circostanze, all’apporto di uno dei suoi più stretti collaboratori, Arthur Schlesinger Jr., che scriveva i discorsi di Kennedy, chiamati i discorsi della Nuova Frontiera, ispirati al pensiero di Gaetano Salvemini.[18][19]

Nelle elezioni presidenziali del 1960 Kennedy batté Nixon in una competizione molto serrata e all’età di quarantatré anni divenne il primo presidente cattolicoe il più giovane presidente eletto (Theodore Roosevelt era più giovane, ma divenne presidente subentrando a William McKinley quando questi fu assassinato).

Presidenza[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: discorso d’insediamento di John F. Kennedy.
« Roosevelt [Franklin Delano, n.d.r.] dimostrò che la presidenza [degli Stati Uniti d’America, n.d.r.] può essere un mestiere da esercitarsi vita natural durante. [Harry, n.d.r.] Truman ha dimostrato che chiunque può fare il presidente. [Dwight Eisenhower, n.d.r.] Eisenhower, che non v’è in realtà bisogno di un presidente. Kennedy, che può essere pericoloso avere un presidente… »
(Apologo dei magnati statunitensi dell’acciaio durante la controversia con il presidente John Fitzgerald Kennedy[20])

Kennedy prestò giuramento come 35º presidente degli Stati Uniti il 20 gennaio1961 a Washington D.C. In uno dei famosi discorsi della Nuova Frontierachiese alle nazioni del mondo di unirsi nella lotta contro ciò che chiamò «[…] i comuni nemici dell’umanità… la tirannia, la povertà, le malattie e laguerra».[18][19]

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...