Mese: luglio 2016

XVIII Domenica del Tempo Ordinario

31 luglio 2016

Noto una cosa molto interessante nel Vangelo odierno (Lc 12, 13-21), in questa chiarissima parabola di Gesù: il ricco della parabola dice sempre “io” (io demolirò, costruirò, raccoglierò…) e usa sempre l’aggettivo possessivo “mio” (i miei beni, i miei raccolti, i miei magazzini, me stesso, anima mia,…). Nessuno entra nel suo orizzonte, nella sua vita, è un uomo senza aperture, non solo senza generosità, ma anche senza relazioni. Quindi non è vita!… “stolto questa notte stessa ti sarà richiesta indietro la tua vita”.

Gesù ci dice che “non di solo pane vive l’uomo”, anzi di solo pane, di sole cose, di solo benessere, l’uomo muore. La vita se si confonde con una delle cose che si possiedono, rappresenta una grande delusione: non lo è certamente se ci si ricorda che la vita è più delle cose.

Ho ben presente vite spese ad accumulare cose, a costruire case, a rendere solido il patrimonio, ma che poi crollano chiaramente e rovinosamente quando ci si vede i conti che non tornano più, perché ad esempio il figlio, per cui avevi costruito la casa, va a vivere altrove; quando le cose che avevano assorbito il tuo impegno e per le quali avevi sacrificato le relazioni con gli altri e con Dio, e anche con te stesso, scolorano perché invecchi, le forze ti vengono meno, non può più seguire tutto, le cose cambiano… Questo è il motivo di tante tristezze che ci girano attorno!

Non è sbagliato darsi da fare, curare i propri interessi, cercare di garantire un futuro ai propri figli, ma è sbagliato se, per farlo, si smette di avere un cuore, di vivere. Se un ragazzo, un adulto, una persona sogna una vita solitaria come il ricco stolto della parabola

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Iva Zanicchi

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Iva Zanicchi
Iva Zanicchi nel 1978
Iva Zanicchi nel 1978
Nazionalità Italia Italia
Genere Musica leggera
Pop
Periodo di attività 1963 – in attività
EtichettaIva Zanicchi (Ligonchio, 18 gennaio 1940) è una cantante, attrice, conduttrice televisiva e politica italiana.

Cantante dotata di grande grinta e passionalità (definita in Unione Sovieticatemperamentnaja“: capricciosa o di temperamento), dalla voce quasi tenorile e capace di cimentarsi nei generi musicali più diversi (dal blues alle canzoni d’amore, dalla musica d’autore alle canzoni per bambini), secondo la celebre definizione datale da Alighiero Noschese, lei è il pollice della canzone italiana, ossia una delle 5 personalità musicali e vocali più importanti della storia della musica leggera italiana e in particolare degli anni 60 e 70 (insieme a Milva, Mina, Ornella Vanoni e Patty Pravo).

Oltre ad essere “la cantante italiana dei primati”, con oltre 50 album pubblicati nei più diversi paesi del mondo, è una delle interpreti italiane di maggior successo all’estero; si è esibita nei più importanti teatri di musica internazionali (come il Madison Square Gardendi New York, il Teatro dell’Opera di Sydney o l’Olympia di Parigi), ha partecipato ad alcuni dei più importanti Festivals internazionali di musica (come il Festival di Viña del Mar in Cile) e ha tenuto lunghe tournée praticamente ovunque: Stati Uniti, Canada (ventimila persone per il suo concerto di Toronto nel 1973)[1], Francia, Spagna, Turchia, Argentina, Giappone, Bulgaria, Grecia, Unione Sovietica (la prima cantante italiana, con oltre 50 concerti), Australia ecc..

Tra il 1970 e il 1972 incide il suo celeberrimo “tris d’album”, Caro Theodorakis…Iva, Caro Aznavour e Shalom, tre album mono-tematici che la consacrano non soltanto sul mercato discografico italiano, ma anche europeo. Il primo, frutto della collaborazione con il grande musicista greco Mikis Theodorakis, solo in Italia vende più di un milione e mezzo di copie[2]. Le sue interpretazioni impeccabili, grazie ad una voce piena e calda, le ritroviamo nell’album immediatamente successivo, frutto questa volta della collaborazione con un altro grande musicista e paroliere della musica internazionale, Charles Aznavour. Anche in questo caso il successo è immediato. Instancabile, a pochi mesi di distanza da quest’ultimo, propone il suo terzo album monotematico, un Lp interamente dedicato ad alcuni canti della tradizione musicale ebraica. Un disco che all’epoca sembra quasi un azzardo ma che lei riesce a rendere “popolare” grazie al suo talento e alla sua bravura e portando al successo brani particolari e molto intensi comeExodus e Sciogli i cavalli al vento.

Sono soprattutto i primi anni settanta gli anni del suo pieno splendore. Secondo i sondaggi e le classifiche discografiche lei è sul podio insieme a Mina e a Ornella Vanoni[3]. I giornalisti parlano di una presunta rivalità fra le tre ma un dato di fatto è che Iva Zanicchi, proprio in quel periodo, ha davvero il pubblico dalla sua, i voti nelle manifestazioni che contano, una posizione invidiabile, un marito e una figlia, sicurezza economica. Le grafiche delle copertine dei suoi dischi se la battono in inventiva ed eleganza con quelle di Tallarini per Mina[3].

È dunque una delle artiste italiane donne con le maggiori vendite all’estero: basti pensare che il singolo La riva bianca, la riva neraha venduto da solo, nelle sue numerose versioni, oltre tre milioni di copie e che il suo album Nostalgias, inciso interamente in spagnolo, da solo ha venduto ben 6 milioni di copie. La Reader’s Digest americana lo ha ristampato nel 1985 e, ancora oggi, risulta essere uno dei cd più ristampati in America Latina[4].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli anni Sessanta[modifica | modifica wikitesto]

Gli esordi e la Carnegie Hall di New York[modifica | modifica wikitesto]

Nata a Ligonchio (all’epoca comune a sé stante, divenuto, dal 1º gennaio 2016, una frazione del comune di Ventasso), dopo un’apparizione televisiva a Campanile sera con Mike Bongiorno, le lezioni di canto e un tour nelle balere romagnole, l’esordio ufficiale avviene nel 1960 con I due campanili di Silvio Gigli: un festival itinerante che cerca di far conoscere al pubblico le località minori del paese e i talenti che vi abitano, facendo scontrare, in ogni puntata, i personaggi di spicco di due centri vicini. Iva partecipa nella squadra che conquista l’accesso alla finale regionale di Bologna. Riceve numerosi complimenti tra cui quelli dello stesso Silvio Gigli.

Nel 1961 partecipa al concorso Voci Nuove Disco d’Oro a Reggio Emilia, qualificandosi per la finale che si tiene il 15 aprile al Tarantola Club: arriva seconda dietro Paola Neri, e tra gli altri cantanti in gara vi sono Orietta Berti (sesta) e Gianni Morandi (nono)[5]. Nel 1962, su incoraggiamento di Gianni Ravera, si iscrive al Festival Nazionale per voci nuove di Castrocaro. Per partecipare al concorso si trasferisce a Reggio Emilia per prendere lezioni di canto dal maestro Bertani[6] e farsi un repertorio.

Iva Zanicchi posa per un servizio fotografico nei primi anni sessanta

Si apre così la strada per Castrocaro. Data per favorita, arriva alla serata finale ma non vince. La sua voce nera colpisce tuttavia i discografici della nuova etichetta Ri-Fi, che le fanno sottoscrivere un contratto. Nel maggio 1963 viene pubblicato il suo primo 45 giricontenente le canzoni Zero in amore/Come un tramonto, scritte per lei ed arrangiate dal maestro Gorni Kramer. Nel giugno dello stesso anno venne pubblicato un altro 45 giri, composto dai brani Tu dirai e Sei ore.

Presto arrivano i primi riconoscimenti. Lo stesso anno partecipa con successo al Festival della canzone italiana in Svizzera con il brano Quando verrai e ottiene il massimo dei voti al concorso Ribalta per Sanremo, antesignano di Sanremo Giovani. Un impresario italoamericano che l’ha sentita a Castrocaro le propone di cantare alla Carnegie Hall di New York[7]. Accetta, viene molto apprezzata dai connazionali d’oltreoceano e torna in Italia innamorata del jazz, del blues e del soul. Ecco che allora, nel 1964, incide la sua prima canzone di successo: Come ti vorrei, versione italiana di Cry to Me di Solomon Burke, vende 400 000 copie[8].

Il brano, presentato inizialmente al Burlamacco d’Oro di Viareggio, viene promosso successivamente in vari programmi televisivi. Subito il 45 giri balza ai primi posti delle classifiche dei dischi più venduti. La stessa Iva ha ricordato quel momento su Tv Sorrisi e Canzoni nel 1991: “… quando arrivai alla stazione di Milano ebbi un’emozione grandissima: un facchino che spingeva un carrello carico di valigie stava fischiettando la mia canzone!Per bacco, pensai, allora qualcosa si muove! Mi scivolò quasi la borsa dalle mani, volevo andar lì e abbracciarlo e chiedergli: ‘Ma come? Ma perché? Dove sei stato?’…[9].

Lilly Bonato, Tony Dallara, Iva Zanicchi eJimmy Fontana nel varietà televisivo della RAI I capostipiti (1965)

Nel 1965, dopo il grande apprezzamento ricevuto l’anno prima, presenta al Festival di Sanremo il brano I tuoi anni più bellicomposta da Mogol e Enrico Polito. Il brano, dal punto di vista musicale è costruito sulle escursioni tra alti e bassi e strizza l’occhio al genere rock in alcuni arrangiamenti. Non accede alla finale, ma Iva si crea un suo mercato, soprattutto tra i giovani.

Nello stesso anno partecipa a Un disco per l’estate, dove è finalista con Accarezzami amore. Il pezzo ha un andamento trascinante, a metà tra blues e melodia, e si presta alla sua maniera d’interpretazione. Il risultato di mercato rivela come il pubblico adesso abbini la faccia alla sua particolare ed inconfondibile voce”[10]. La sua casa discografica immette allora sul mercato il suo primo album Iva Zanicchi, contenente i brani già editi su 45 giri, più la rivisitazione in chiave moderna del brano storico Ma l’amore no, arrangiato da Augusto Martelli, che la cantante propone al programma La prova del nove presentato da Corrado. L’album ottiene il Premio della critica discografica[11].

Da La notte dell’addio a Zingara[modifica | modifica wikitesto]

Da un referendum della rivista Ciao amici del gennaio 1966 risulta già la terza cantante più popolare[12], alle spalle di Rita Pavonee Mina. Partecipa, dunque, per la seconda volta al Festival di Sanremo con La notte dell’addio, composta da Alberto Testa eMemo Remigi. Il brano arriva in finale ma non vince. Tuttavia rimane una delle canzoni più importanti di tutta la sua carriera, dimostrandole che può affrontare anche generi diversi da quelli proposti fino ad allora.

Iva Zanicchi e Claudio Villa vincitori a Sanremo 1967

Incoraggiata da questo risultato, torna in gara ad “Un disco per l’estate” con Fra noi, scritta da Giorgio Gaber.[13]. Entra in finale e diventa uno dei maggiori successi dell’estate. Il successo di La notte dell’addio e di Fra noi la impone quale “voce dell’abbandono”, distinguendosi per il suo temperamento sanguigno e genuino. Questo spinge i suoi discografici a proporla anche come nuova interprete della melodia più passionale, la canzone napoletana. Partecipa infatti al Festival di Napoli, dove esegue i due brani Ma pecché e Tu saje ‘a verità, eseguiti in abbinamento con Luciano Tomei e Michele Iuliano.

Anche qui riscuote grandi consensi. Iva si classifica ottava con Ma pecché, che si vende bene un po’ ovunque e sebbene Sergio Bruni (uno dei cantanti napoletani in gara) aveva provveduto ad inciderne una sua particolare versione, questa è snobbata dal grande pubblico che continua a preferire Iva Zanicchi[14]. A Scala Reale, trasmissione abbinata alla Lotteria Italia, nella squadra diClaudio Villa, presenta alla prima fase della gara la già citata Fra noi e riesce a raggiungere la finalissima, dove propone il suo nuovo singolo Monete d’oro, che, però, non riscuote successo.

Il 1967 si apre con la sua prima vittoria al Festival di Sanremo con la canzone Non pensare a me, presentata in coppia con Claudio Villa. Ma la scelta di quest’ultimo non è il linea con il suo precedente percorso artistico. Le case discografiche interessate al pezzo sono tre: la Ri-Fi per Iva Zanicchi, la CGD per Dionne Warwick e la FONIT-CETRA per Claudio Villa. Ravera sceglie l’accoppiata Villa-Zanicchi[15]. Il brano riesce a vincere, tuttavia, sia Iva che Claudio Villa vengono travolti da un mare di polemiche. Una giuria composta per tre quarti di giovani, l’anno successivo all’esplosione del “beat”, finisce col premiare un brano di impianto più che mai tradizionale, in un Festival segnato anche dal suicidio di Luigi Tenco, la cui canzone viene esclusa dalla finale. In tanto dibattito, interviene lucidamente Iva, che anticipa di almeno vent’anni le polemiche sullo “stile sanremese” commentando:

È una canzone da festival. Interpretandola, Villa si è rivolto al pubblico in genere, io mi sono rivolta soprattutto ai giovani… Purtroppo la mia gioia è stata offuscata dalla tragedia di Tenco[16]. Decisa a rilanciare la sua “immagine giovane” e a rassicurare i suoi fan con incisioni più in linea con il genere iniziale, ad “Un disco per l’estate” presenta la canzoneQuel momento. Inoltre, pubblica il suo secondo album dal titolo Fra noi contenente tra l’altro il brano Le montagne (Ci amiamo troppo), cover di River Deep – Mountain High di Ike & Tina Turner. Tuttavia, il successo del brano è inferiore alle aspettative.

Intanto accetta di girare un “musicarello”. Così vengono chiamati all’epoca film musicali con trame banali per dare al cantante-protagonista i pretesti narrativi per riproporre i suoi brani più famosi. La pellicola s’intitola Una ragazza tutta d’oro e racconta di un famoso pianista che, in rotta con la moglie, incontra per caso la cantante dei suoi sogni, la giovane Iva Zanelli (alias Zanicchi): se ne innamora e decide di lanciarla nel suo programma televisivo. E proprio durante le riprese, si accorge di aspettare un bambino da Antonio Ansoldi, direttore artistico della Ri-Fi e suo nuovo compagno[17].

Iva Zanicchi e Bobby Solo vincitori a Sanremo 1969

La scoperta della gravidanza spinge Iva a dare la precedenza alla vita privata. Annulla la sua partecipazione al Cantagiro, festival itinerante del periodo estivo e il 19 luglio si sposa a Bologna, con una cerimonia volutamente intima. Il 19 dicembre 1967 nasce Michela. La figlia assorbe tutte le sue attenzioni, finché si ritrova nuovamente iscritta dalla sua casa discografica al Sanremo con la canzone Per vivere, scritta da Umberto Bindi,[18]. La canzone però non arriva alla serata finale.[19] Anche commercialmente la canzone passa quasi inosservata, complice la scarsa attenzione che Iva può dedicarle in quel periodo.

Torna a “Un disco per l’estate”, dove presenta Amore amor e, in autunno, a Canzonissima propone Senza Catene, cover diUnchained Melody dei Righteous Brothers. Unchained Melody è anche il titolo del suo terzo album, ricco di brani stranieri, che esce in quei giorni. Altro brano di successo inciso nell’anno è La felicità. Il 1969 si apre con una nuova partecipazione al Sanremo. Iva propone, in coppia con Bobby Solo, Zingara. Il testo ruota attorno al personaggio di una zingara, alla quale si chiede, con il celebre imperativo iniziale Prendi questa mano zingara, di leggere nella mano la sorte di un amore.
Entrambi ne danno un’interpretazione convincente; esotica ed ombrosa quella di Bobby Solo, squillante ed appassionata quella di Iva. Il brano si aggiudica la diciannovesima edizione del festival e conquista il pubblico, riscuotendo un grande successo di vendite. Diventa un evergreen[20] e si lega indissolubilmente alla virtuosa interpretazione di Iva. Questa vittoria le permette di rappresentare l’Italia all’Eurofestival di Madrid con il branoDue grosse lacrime bianche dove si piazzerà tredicesima.

Contemporaneamente decide di partecipare al Cantagiro, ma si trova coinvolta in un mare di polemiche, poiché la sua casa discografica è accusata di aver comprato una giuria[21]. Quindi è costretta ad abbandonare la competizione. Decide dunque di prendere parte al Canta Celentanoto, una sorta di contro-Cantagiro organizzato dal molleggiato e il suo clan. In autunno torna a Canzonissima per presentare il brano Vivrò, cover di My Prayer dei Platters, che riscuote un ottimo successo di vendite.

 

Carlo Conti (conduttore televisivo)

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Carlo Conti nel 2011

Carlo Conti (Firenze, 13 marzo 1961) è un autore televisivo, conduttore televisivo e conduttore radiofonico italiano.

Tra i suoi programmi di maggior successo ci sono In bocca al lupo!, I raccomandati, Miss Italia, 50 canzonissime, I migliori anni e Tale e Quale Show. È stato conduttore e direttore artistico del Festival di Sanremo nel 2015 e 2016. Dal giugno 2016 è inoltre direttore artistico di Radio Rai.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi in radio e l’approdo in RAI[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Giuseppe e Lolette, cresce senza il padre che muore quando Carlo aveva 18 mesi.[1] Terminati gli studi di ragioneria ottiene un posto fisso come bancario[2] ma nel 1986 si dimette per inseguire la passione di fare radio.[3] Aveva infatti cominciato a lavorare nelle prime radio private fiorentine alla fine degli anni settanta, tra cui Lady Radio di Alessandro Benedetti[2] in qualità di direttore artistico e poi lavorando con Marco Baldini e Gianfranco Monti. Nel 1977 fonda insieme con alcuni amici di scuola Radio Firenze Nova, mentre nel 1978 entra a Radio Firenze 2000 dove comincia la sua attività di disc jockey e di speaker.[2] Esordisce come conduttore radiofonico nel programma Estate 2000. Tra i colleghi dell’epoca, fondamentale è Marco Vigiani. Successivamente, Conti apre una propria radio locale a Scandicci (Radio Antenna X) e nel 1979 passa a Radio Diffusione Firenze meglio nota con l’acronimo di Rdf.[2]

Agli inizi degli anni ottanta Carlo va a dirigere Lady Radio e conduce Radio Notte in onda su un pool regionale di radio assieme a Marco Vigiani, Giorgio Panariello, Walter Santilloe Alberto Lorenzini.[2] Nel 1981 presentando Un ciak per artisti domani, programma da lui scritto e condotto, conosce Fabrizio Venturi (cantautore fiorentino) e Leonardo Pieraccioni (esordiente radiofonico) con i quali nel 1986 crea la prima di una lunga serie di trasmissioni comiche come Succo d’Arancia su Teleregione Toscana dove esordisce anche Giorgio Panariello, già suo compagno di scuola e incontrato in vacanza a Vibo Valentia mentre imitava Renato Zero. I tre toscani formano così un trio comico chiamatoFratelli d’Italia[4], che in Toscana furoreggia nei teatri.[5]

Nel 1985 esce su vinile il brano Through The Night, un pezzo italo-disco da lui interpretato con lo pseudonimo di Konty[6]. Nello stesso anno approda in RAI con la conduzione del programma musicale Discoring.[7] In quel periodo si divide tra radio, discoteca e tv con i programmi comici che crea e dirige e che gli consentono di diventare la spalla perfetta per un’intera generazione di comici toscani (Giorgio Panariello, Leonardo Pieraccioni, Andrea Cambi, Cristiano Militello, Graziano Salvadori, Gaetano Gennai, Emanuela Aureli e molti altri). Condurrà il programma per quattro edizioni, sino al 1989. In quell’anno Carlo decide di condurre il nuovo show comico Vernice fresca sull’emittente Cinquestelle[8], che ha lo stesso format della trasmissione Succo d’arancia, oltre allo stesso cast di comici e lo stesso conduttore/autore.

Il successo della trasmissione porta il cast toscano a fare anche diverse tournée in giro per l’Italia. Questo spettacolo dura per sei edizioni, dal 1989 al 1993, riscuotendo ottime critiche e toccando un picco record di 100 puntate e oltre 150.000 spettatori per ognuna. Il programma vincerà anche l’Oscar TV[2] nella categoria degli emittenti locali. Carlo però comincia a farsi conoscere anche in teatro partecipando, fra il 1987 e il 1990, a diverse produzioni teatrali sempre insieme con il suo cast toscano. Tra il 1990 e il 1992 è impegnato con un tour teatrale insieme con il cast di Vernice Fresca in giro per tutta la nazione, con il quale raccoglie insieme con il suo cast numerosissimi consensi[9]. Nello stesso periodo è seguita una tournée nelle più grandi località toscane (di cui era originario buona parte del cast), anch’essa seguita da un numero cospicuo di spettatori.

Anni novanta: l’affermazione in televisione e il ritorno in radio[modifica | modifica wikitesto]

Carlo Conti, intervistato dalla giornalista Elena Torre

Successivamente comincia ad approdare lentamente anche in televisione. Dopo aver condotto con successo quattro edizioni del programma musicale Discoring, a partire dal 1991 e fino al 1993 conduce su Raiuno due edizioni della trasmissione per ragazzi Big!,[10]ereditandola da Pippo Franco, grazie alle quali ottiene numerosi consensi anche tra il pubblico giovanile, oltre a vincere due Telegatti e unPremio Regia Televisiva.[11] Inoltre Big è la prima trasmissione televisiva in cui oltre a essere conduttore, Carlo è anche autore del programma che conduce. Nello stesso periodo prende parte anche ai programmi L’attesa (1992) che conduce insieme con Maria Teresa Ruta, mentre nel 1993 conduce La festa della mamma su Rai 1. Nel 1993, conduce con Ettore Andenna e Maria Teresa Ruta un’edizione di Giochi senza frontiere sempre su Rai 1.[12]

Nella stagione 1993/94 è di nuovo in teatro insieme con i suoi grandi amici Leonardo Pieraccioni e Giorgio Panariello, con lo spettacolo che prende il nome da quello del loro gruppo, ovvero Fratelli d’Italia[13].

Fino al 1993 prosegue la realizzazione del programma comico radiofonico Vernice fresca, con nuove edizioni sbarcate sulle emittenti affiliate al circuito nazionale di Cinquestelle e, quindi, non più in onda solo in ambito locale su Teleregione toscana.[2] In questo periodo partecipa anche, in ruoli marginali, a diversi film diretti e interpretati da Pieraccioni come I laureati nel 1995, e Fuochi d’artificio.

Nel 1994, nel 1995 e nel 1999[14] conduce l’anteprima del concorso di bellezza Miss Italia, che condurrà qualche anno più tardi.

Nel 1995 idea e conduce il varietà comico Aria fresca in onda su Videomusic e in seguito su TMC.[15] Nel programma figurano diversi fra i volti più noti delle trasmissioni precedenti Succo d’arancia e Vernice fresca e appunto la trasmissione ha lo stesso format delle precedenti. Al cast si aggiungono altri comici che anche grazie a tale programma guadagneranno negli anni successivi una buona popolarità. Nel 1996 produce e pubblica il CD Aria Fresca, contenente i brani musicali per la trasmissione omonima, cantando insieme con Giorgio Panariello e prodotto anche da Gianluca Sibaldi e Fernando Capecchi[16][17].

Il successo con In bocca al lupo!, Su le mani e Va ora in onda[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il buon successo ottenuto con Aria fresca, insieme ad alcuni dei comici del programma conduce su Raiuno, nell’estate del 1996, lo show d’intrattenimento Su le mani[18], affiancato da Giorgio Panariello e dalla cinese Dong Mei. Il programma tocca punte di oltre sei milioni di telespettatori, e va in onda per un totale di undici puntate[18]. La trasmissione verrà riproposta con alcune modifiche anche nell’estate del 1997 con il titolo Va ora in onda sempre con la conduzione di Conti e Panariello, affiancati da Luana Colussi, e bissando i risultati dell’anno precedente[19]. Autori di entrambi le trasmissioni sono Ivana Sabatini e Mario D’Amico, da allora gli autori di punta delle sue trasmissioni. Tra il 1996 e il 1997[20] entra a far parte della rosa dei conduttori del pre-serale Luna Park, che coinvolge i principali conduttori della squadra Rai. Il programma non ottiene tuttavia il successo sperato, venendo quotidianamente battuto dal quiz di Paolo Bonolis Tira e molla, in onda su Canale 5, e chiude definitivamente i battenti il 27 giugno 1997[21]. Nella stessa stagione fa parte del cast del quiz La zingara, in onda nell’access prime time su Rai 1. Nel 1997 conduce lo speciale Il gran finale di storie al microscopio, in prima serata su Rai 1.

Successivamente riscuote grandi consensi, nell’estate 1998 con la conduzione del suo primo game show di prima serata Cocco di mamma[22], trasmissione consistente in una gara fra cinque giovani fra i 18 e i 25 anni che ogni settimana si sfidano in varie prove per conquistare il titolo di Cocco di mamma, vale a dire di fidanzato ideale, scelto però non da giovani ragazze bensì dalle loro madri. Nella primavera 1998 Carlo e il suo gruppo di autori sono chiamati a risollevare le sorti del pre-serale di Rai 1 Colorado – Due contro tutti, ereditato da Alessandro Greco, riuscendo a far risalire gli ascolti portando il programma da un mediocre 16% a un buon 20/21% di share. Il programma però viene chiuso alla fine della stagione, dopo una sola edizione[21].

Inoltre dal 1997 al 2002 conduce varie edizioni del concorso di bellezza Miss Italia nel mondo.[23] Nel maggio 1998 conduce insieme con Veronica Pivetti e Tiberio Timperi il programma musicale Sanremo Top. Nel settembre 1998 torna nella fascia pre-serale di Rai 1 per condurre il quiz In bocca al lupo!,[24] ideato da lui stesso e Jocelyn, condotto insieme con Cloris Brosca (la famosa Zingara) e scritto insieme con gli autori delle sue trasmissioni, che ottiene un ottimo successo[21]. Il quiz va in onda per due edizioni dal 21 settembre 1998 al 24 giugno 2000, riscuotendo ottimi ascolti a danno della concorrenza dei quiz Passaparola e Superboll. Nel maggio 2000 Conti lascia la trasmissione, che verrà ereditata da Amadeus nella terza edizione[24].

Nel 1999 e nel 2000 conduce la cerimonia di assegnazione dei David di Donatello. Nei primi sei mesi del 2000 conduce il talk-show Zitti tutti! – Parlano loro in cui i protagonisti sono bambini dai 4 agli 8 anni che parlano di argomenti di attualità, musica e argomenti giovanili confrontandosi anche con alcuni personaggi famosi.[25] Nella stessa stagione conduce l’evento speciale di prima serata Mezzanotte, angeli in piazza.

Sul finire degli anni novanta conduce, sempre su Rai 1, il programma Millennium[26], evento di fine anno creato per celebrare l’arrivo del nuovo millennio, mentre tra il 1999 e il2001 conduce Sanremo estate, in seconda serata dopo la kermesse. Nella stessa stagione si aggiunge al suo gruppo autorale Emanuele Giovannini. Nel maggio del 2000conduce l’evento speciale Il mondo è piccolo. Nello stesso periodo conduce Sanremo si nasce[27].

Gli show degli anni duemila: I raccomandati, Miss Italia, 50 Canzonissime[modifica | modifica wikitesto]

« (nome Miss), per te Miss Italia… continua (o finisce)! »
(Carlo Conti a Miss Italia)

Nelle stagioni 2000/2001 e 2001/2002[28] gli viene affidata la conduzione dello storico contenitore domenicale Domenica In, esperienza che esegue al fianco di Mara Venier,Antonella Clerici ed Ela Weber.[29] Queste edizioni però soffrono la concorrenza del competitor Buona Domenica, condotto da Maurizio Costanzo.[30] Nella stessa stagione è al timone dello sfortunato game show di prima serata Il gladiatore, chiuso dopo appena due appuntamenti in seguito ai bassi ascolti[31]. Il 21 luglio 2001 conduce la puntata pilota de I raccomandati[32], un talent show durante il quale si esibiscono vari concorrenti accompagnati (o raccomandati, come affermato nel programma) da personaggi VIP. Il pilot ottiene un buon successo e porta alla realizzazione a partire dalla primavera del 2003 di una prima edizione del programma, a cui ne seguirà una seconda nell’autunno dello stesso anno[33]. Inoltre grazie al programma si aggiunge al suo staff di autori Leopoldo Siano. Sempre nel 2001 conduce uno speciale in prima serata in occasione del venerdì santo.

Nella stagione 2002/2003 conduce, insieme con Pippo Baudo e Mara Venier, il gioco Il castello in onda nell’access prime time di Rai 1 (20:30-21:10), riscontrando buoni ascolti[34]. Nella primavera del 2003 conduce un altro evento speciale Serata bestiale. In estate conduce la seconda edizione del quiz Azzardo, in onda nella fascia pre-serale diRai 1[35]. Inoltre continua a condurre varie edizioni di Miss Italia nel mondo, proseguite fino al 2002 e poi riprese nel 2004 e realizzate fino al 2006.

Sempre nel 2003, dopo il forfait di Paolo Bonolis, arriva la direzione artistica e la conduzione di Miss Italia[34], lo storico concorso di bellezza che condurrà anche l’anno successivo, e nella stessa stagione presenta anche l’appuntamento estivo di Baciami Versilia per altre due edizioni fino al 2004[36], e il galà Una notte a Sirmione (20032011)[37]. Dal 31 dicembre 2003 gli è stata affidata inoltre la conduzione della trasmissione di Capodanno di Rai Uno, L’anno che verrà, da lui condotta ogni anno sino al 2013, fatta eccezione del 2009 (a condurre è Fabrizio Frizzi), e del 2010 (a condurre sono Pino Insegno e Mara Venier).

Il 22 marzo 2004 conduce il Premio Regia televisiva assieme a Daniele Piombi, in diretta dal Teatro Ariston di Sanremo. Il 27 maggio 2004 presenta il nuovo show 50 canzonissime[38] basato su una hit-parade canora che ottiene un grande successo di pubblico: lo show vince la serata con oltre 7 milioni di spettatori e il 28% di share. Il programma viene in seguito proposto in 13 versioni tematiche in prime serate uniche fino al 2007[39], grazie a cui si aggiungono al suo cast di autori Andrea Lo Vecchio eUmberto Sebastiano. Il 21 luglio conduce lo speciale Gran galà delle gocce d’acqua. In autunno conduce la terza edizione de I raccomandati, sempre al venerdì sera con lusinghieri risultati d’ascolto[40] che oscillano tra i 6 e i 7 milioni di spettatori[41]. Dal 25 settembre al 2 ottobre riprende 50 canzonissime, trasmesso stavolta in 2 puntate in prima serata al Sabato sera [42]. Gli ascolti di 50 canzonissime saranno sempre molto alti, ma nelle due serate andare in onda al Sabato sera nell’Autunno 2004 il conduttore viene superato da Maria De Filippi[43]

Dopo gli sconfortanti riscontri ottenuti dal reality Ritorno al presente[44] in onda in prima serata[45] nel marzo 2005[46], dal 28 maggio conduce altre 5 puntate di 50 canzonissime, con rinnovato successo di pubblico e critica. Nella primavera del 2005 presenta il nuovo talk-show Una notte con… mentre nelle estati del 2005 e del 2006 conduce il programmaSanremo contro sanremo, dedicato alla kermesse canora[27].

Nell’autunno del 2005 conduce nuovamente Miss Italia, che ottiene un enorme successo (quasi 10 milioni di telespettatori)[27]. Presenta anche la sezione notturna chiamata Miss Italia notte. Dal 23 settembre conduce altre 4 puntate di 50 canzonissime, mentre a partire dal 24 novembre conduce il programma Ma chi sei Mandrake? ottenendo un buon successo di ascolti. L’anno seguente conduce anche il Galà di Miss Italia[27]. Dal 23 marzo 2006 conduce la quinta edizione de I raccomandati, andata in onda al sabato in prima serata con lusinghieri risultati d’ascolto (oltre 5 milioni di spettatori e il 21% di share[47]), più una serata speciale di 50 canzonissime il 28 maggio seguente.

Il trionfo con L’eredità e l’arrivo de I migliori anni[modifica | modifica wikitesto]

« Duello finale… e che duello sia! »
(Carlo Conti durante L’eredità)

Dopo la conduzione del quiz Alta tensione – Il codice per vincere, in onda in estate, nella pre-serale di Rai 1[48], dal 4 settembre 2006 subentra ad Amadeus nella conduzione del quiz pre-serale campione di ascolti L’eredità[49] che, terminato il 30 luglio, ottiene ottimi riscontri di critica e pubblico (quasi 7 milioni di spettatori a sera e oltre il 30% di share)[50]. Carlo è anche autore del programma insieme con il suo staff autorale. Tra il 2006 e il 2008 alterna la conduzione de L’eredità al quiz Alta tensione – Il codice per vincere in onda per due edizioni nelle pause estive. Nel 2006 torna a condurre il galà del concorso di bellezza che condurrà anche l’anno successivo, ovvero Miss Italia, che lascia definitivamente dopo l’edizione del 2008. In inverno conduce in prima serata anche il game show Fratelli di Test, un talent nato per verificare “quanto gli italiani siano italiani”[51]. Nella primavera 2007 torna in prima serata con la nuova edizione de I raccomandati, proseguita per dodici puntate, che ritrova il successo del pubblico[52] e nello stesso periodo conduce un nuovo programma dal titolo I Fuoriclasse, una competizione canora per talenti non professionisti[51] al quale però non seguirà nessun’altra edizione[53]. In autunnoritorna alla conduzione de L’eredità, che si conclude con grande successo a maggio 2008. Sempre nel periodo autunnale riprende la sesta edizione de I raccomandati con ottimo successo: la media di ascolti arriva al 28% di share tra i 5 e i 6 milioni di spettatori[54].

Dal 12 gennaio dello stesso anno conduce il nuovo varietà I migliori anni[53], programma basato sul ricordo dei migliori anni che hanno segnato la nostra vita e integrandoli con il presente, con la partecipazione di numerosi ospiti musicali e internazionali. Si tratta del programma più costoso della storia della RAI. Il conduttore tiene a precisare che il format della trasmissione è del tutto italiano, realizzato dalla RAI e da Endemol, ed è ideato da lui stesso con Ivana Sabatini, curato oltre che da lui stesso anche dal suo gruppo di autori. Il varietà ha un grande successo e viene riproposto con altre due edizioni nel 2008 e nel 2009, ottenendo ascolti sempre più alti in grado di battere la concorrenza di varietà ampiamente collaudati come Paperissima[55]. Il successo della trasmissione l’ha portato alla vittoria dell’Oscar TV come trasmissione dell’anno.

L’11 luglio 2008 conduce per la prima volta l’evento di beneficenza Nel nome del cuore. Il 15 settembre conduce la settima edizione de L’eredità. In questa edizione comincerà una relazione con Roberta Morise, una delle “ereditiere” del programma[53]. A giugno 2009 termina L’eredità (conclusasi con oltre 5 milioni di spettatori e il 25% di share). Nel2009 e nel 2010 conduce il Premio Regia Televisiva. Nello stesso anno abbandona la conduzione de I raccomandati, in seguito ereditata da Pupo[56]. Nel giugno 2009 e 2010presenta nuovamente l’evento benefico Nel nome del cuore in diretta da Assisi[53].

Nel 2009 e nel 2010 conduce, in seconda serata, il Premio Rodolfo Valentino assegnato agli uomini più belli del paese in cui si svolge la manifestazione[53].. Sempre nel 2009presenta il Premio Barocco, affiancato dall’amica Emanuela Aureli e da Bianca Guaccero, Monica Setta e Stefania Rocca. Il 7 settembre 2009 riparte con l’ottava edizione deL’eredità, durata sino al 20 giugno 2010, anche stavolta con ascolti più che buoni[53]. Il 19 novembre 2010 festeggia le sue prime 1.000 puntate da conduttore del quiz[57]. In questo periodo pubblica il suo primo libro, Noi che… I migliori anni con rimandi alla trasmissione di successo omonima.

Gli anni duemiladieci: il nuovo successo Tale e Quale Show e il Festival di Sanremo[modifica | modifica wikitesto]

Nella primavera 2010 conduce, sempre in prima serata su Rai 1, una riedizione del programma Aria fresca dal titolo Voglia d’aria fresca in compagnia dello storico cast di comici toscani, al quale si aggiungono nuovi comici. Sempre nello stesso anno conduce la dodicesima edizione de L’eredità. Il 4 settembre conduce la puntata pilota del programmaNon sparate sul pianista.[58] Ricopre nello stesso anno il ruolo di giurato nella quinta puntata del talent show Ti lascio una canzone condotto da Antonella Clerici. Nel 2011pubblica il suo secondo libro, Io che…, una sorta di autobiografia.

A partire dal 17 settembre conduce la quarta edizione de I migliori anni, conclusasi con grande successo il 29 dicembre. In estate è giudice a Miss Italia nel mondo, mentre il 15 giugno conduce Nel nome del cuore su Rai 1. Dopo la conduzione del talent Lasciami cantare!,[59] trasmesso in primavera su Rai 1 in tre puntate, il 16 settembre 2011 riparte sempre in prima serata con la quinta edizione de I migliori anni. Tuttavia questa edizione, pur ottenendo buoni riscontri da parte della critica, ottiene minor successo di quelle precedenti, al di sotto del 20% di share medio[60]. Il 17 settembre ritorna alla conduzione de L’eredità. Gli ascolti sono buoni, ma in netto calo rispetto all’edizione precedente[60]. Il 31 dicembre 2011 riprende la conduzione de L’anno che verrà, che nello stesso anno si sposta al Pala3 di Courmayeur. Nella primavera del 2012 conduce la prima edizione del talent Tale e Quale Show,[61]. Il programma ottiene un buon successo e in autunno riparte con una seconda edizione con ascolti ancora più alti della precedente, permettendo anche la produzione di uno spin-off dal titolo Tale e Quale Show – Il torneo. Il 10 marzo conduce il Premio Regia Televisiva assieme a Daniele Piombi su Rai 1. Sempre per la stessa rete, il 3 giugno conduce il programma d’assegnazione dei premi musicali, il Wind Music Awards insieme a Vanessa Incontrada, esperienza che ripete anche nel 2013[62]. Rinviata a gennaio 2013 la sesta edizione di I migliori anni, prevista in origine per l’autunno 2012[63], dal 15 settembre 2012 torna a condurre L’eredità. Dal 19 gennaio al 23 marzo 2013, dopo una pausa durata un anno, conduce la sesta edizione de I migliori anni con un format totalmente diverso dalle precedenti edizioni[64]. Dal 16 settembre 2013parte con la quattordicesima edizione de L’eredità.

Nel 2013 la RAI annuncia due nuovi progetti con Conti: condurrà la versione italiana del format israeliano I can do that! prodotto da Ambra Banjilay nel venerdì sera di Rai 1 a partire da maggio 2014[65], e ricoprirà il ruolo di giurato nel talent show per comici C Factor in onda a gennaio con la conduzione di Gabriele Cirilli[66]. Dal 13 settembre 2013conduce in prima serata la terza edizione di Tale e Quale Show, terminata con ottimi ascolti il 6 dicembre 2013.[67] Nel frattempo esce il suo libro dal titolo Cosa resterà dei migliori anni, scritto con gli autori delle sue trasmissioni Emanuele Giovannini e Leopoldo Siano. Il 31 dicembre 2013 torna a Courmayeur per condurre per l’ultima volta L’anno che verrà, in celebrazione dell’arrivo del nuovo anno. Posticipata a marzo 2014 la realizzazione di C Factor, il 9 marzo 2014 vince il Premio Regia Televisiva come miglior personaggio televisivo maschile[68]. Il 13 aprile 2014 lascia la conduzione de L’eredità a Fabrizio Frizzi.[69]

In seguito al successo ottenuto dal conduttore, il 25 aprile il direttore di Rai 1 Giancarlo Leone rivela di aver scelto Carlo Conti per la conduzione e la direzione artistica delFestival di Sanremo nel 2015[70][71]. Dal 2 al 30 maggio conduce su Rai 1 la prima edizione del nuovo talent show Si può fare!,[72] Accantonato definitivamente il progetto di C Factor, sempre per la stessa rete il 19 maggio conduce La partita del cuore, mentre il 3 giugno presenta insieme a Vanessa Incontrada i Music Awards per il terzo anno consecutivo. Il 14 giugno conduce l’evento benefico Nel nome del cuore in diretta da Assisi.

Nell’autunno 2014 conduce la quarta edizione di Tale e Quale Show, che ha ritrovato il successo del pubblico, mentre dal 14 settembre 2014 torna alla conduzione de L’ereditàfino al 31 ottobre quando lascia nuovamente il posto a Fabrizio Frizzi. Il 2 dicembre 2014 esce il suo quarto libro Si dice babbo, in cui racconta l’esperienza dei primi nove mesi da padre[73].

Il 14 dicembre 2014, ospite a L’Arena di Massimo Giletti annuncia la lista dei partecipanti al Festival.
Dal 10 al 14 febbraio 2015 conduce il Festival di Sanremo, del quale cura anche la direzione artistica, affiancato da Arisa, Emma e Rocío Muñoz Morales. Quest’edizione, vinta dal trio Il Volo, ha raggiunto un buon successo di critica e pubblico, chiudendo con una media del 48,64% di share e 10.837.000 di spettatori e risultando l’edizione più vista dal2005 escluso,[74][75] grazie anche alla presenza di ospiti di rilievo come Conchita Wurst, e le molto attese reunion di Al Bano e Romina Power e degli Spandau Ballet.[76][77]

Dal 9 marzo torna alla conduzione de L’eredità. Il 1º aprile, per fare un “pesce d’aprile” al pubblico di Rai 1, conduce una puntata di Affari tuoi al posto di Flavio Insinna. Dal 13 aprile è invece al timone della seconda edizione di Si può fare! per sei puntate. Il 4 giugno presenta insieme a Vanessa Incontrada i Wind Music Awards per il quarto anno consecutivo, mentre il 13 giugno presenta per l’ottavo anno Con il Cuore in diretta da Assisi.

Dal 2015: il successo di Sanremo e Radio Rai[modifica | modifica wikitesto]

Il 23 giugno 2015 viene annunciato che sarà direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo 2016, mantenendo la direzione artistica anche per l’edizione del 2017.[78]. Nello stesso giorno vengono annunciati i suoi prog

Gonzalo Higuain. Lapresse

Gonzalo Higuain. Lapresse

Il momento clou è arrivato poco prima delle 14, quando Gonzalo Higuain si è affacciato da uno dei balconi della sede della Juventus sventolando la maglia numero 9 bianconera. L’aveva già fatto Carlitos Tevez tre anni fa, proprio nell’estate in cui il Pipita fu corteggiato dalla Signora ma mai ingaggiato. E’ il giorno di Higuain, l’acquisto più costoso della storia della Juve. Dall’arrivo a Caselle alle 10.40 fino al primo allenamento pomeridiano a Vinovo è stato un pieno di emozioni per l’attaccante argentino e anche per i tifosi che lo hanno seguito nel pellegrinaggio torinese.

Torrazzo di Cremona

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Torrazzo di Cremona
Cremona01.jpg

Il Torrazzo

Stato Italia Italia
Regione Lombardia
Località Cremona
Religione Cattolica
Diocesi Diocesi di Cremona

Coordinate: 45°08′01.57″N 10°01′30.4″E (Mappa)

Orologio astronomico

Il Torrazzo di Cremona, situato accanto al duomo di Cremona, è il simbolo della città lombarda. Si tratta del secondo campanile storico più alto d’Italia, dopo il Campanile di Mortegliano ed è la torre in muratura più alta d’Europa.

Da una lapide murata alla base del Torrazzo di Cremona si legge quella che per molto tempo è stata ritenuta l’altezza del medesimo (250 braccia e due once cremonesi, che corrispondono a circa 110 metri). Secondo misurazioni successive l’altezza è risultata pari a 111,12 m[1][2][3][4]. I gradini del Torrazzo sono 502.

Scavi archeologici condotti agli inizi degli anni ottanta del Novecento hanno dimostrato la presenza di strutture sottostanti la torre, da ricollegare a un’area cimiteriale posta nei pressi dell’antica cattedrale o a strutture romane antecedenti. La tradizione popolare vuole la sua prima edificazione nel 754. Si sono comunque distinte quattro fasi nello sviluppo della costruzione della torre: una prima, risalente al terzo decennio del XIII secolo, fino alla terza cornice marcapiano; una seconda al 12501267, fino al cornicione sottostante la quadrifora; una terza, verso il 1284, come raccordo per la quarta fase, rappresentata dalla guglia marmorea (ghirlanda) terminata entro il 1309.

Nel Torrazzo, al quarto piano, è stato in seguito incastonato uno degli orologi astronomici più grandi del mondo; il quadrante ha un diametro di 8,20 m (8,40 con la cornice, per fare un confronto, l’orologio del Big Ben di Londra ha un diametro di 6,85 m). Costruito da Francesco e Giovan Battista Divizioli (padre e figlio) tra gli anni 15831588, l’orologio rappresenta la volta celeste con lecostellazioni zodiacali attraversate dal moto del Sole e della Luna.

Le campane[modifica | modifica wikitesto]

La cella campanaria del Torrazzo

Il torrazzo ospita un concerto di 7 campane intonate in scala di Lab2 maggiore, fuse tutte nel 1744 dal fonditore milanese Bartolomeo Bozzio. È inoltre presente un’ottava campana detta “campana delle ore”, fusa nel 1581, che emette la nota Re bemolle3. Attualmente (2016) le 7 campane suonano poco a causa dell’instabilità della torre.

Foto di Paolo Monti, 1965 (Fondo Paolo Monti, BEIC)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sito ufficiale del Comune di Cremona
  2. ^ (EN) Documento ufficiale dello Studio condotto dal Politecnico di Milano
  3. ^ Rivista ufficiale del Politecnico di Milano
  4. ^ Guida Verde Michelin

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Galeati, Il Torrazzo di Cremona, Cremona 1928.
  • F. Loffi, Il Torrazzo di Cremona, Cremona 1987.
  • M. T. Saracino, Il Torrazzo ed il suo restauro, Cremona 1978.
  • P. Ghidotti,I depositi archeologici del Torrazzo di Cremona., Cremona 1988.
  • P. Ghidotti,Il Torrazzo di Cremona.Archeologia e storia di un monumento medievale.,Brescia 2000.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Raffaella Carrà

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
« La mia carriera è stato un continuo sorprendermi, e questo è il massimo: gioire di una piccola o di una grande cosa significa vivere. »
(Raffaella Carrà)
Raffaella Carrà
Raffaella Carrà mentre canta Felicità-ta-tà
Raffaella Carrà mentre canta Felicità-ta-tà
Nazionalità Italia Italia
Genere Pop
Musica leggera
Italo disco
Dance
Musica house
Periodo di attività 1969 – in attività
Album pubblicati 49
Studio 29
Raccolte 20

Raffaella Carrà, nome d’arte di Raffaella Maria Roberta Pelloni (Bologna, 18 giugno 1943), è una showgirl, cantante, ballerina, attrice, conduttrice televisivae autrice italiana.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Raffaella Carrà e Frank Sinatra ne Il colonnello Von Ryan (1965)

Nasce da padre romagnolo,[1] gestore di un bar di Bellaria, e da Iris Dellutri Pelloni (1923-1987[2]), a sua volta figlia di un poliziotto siciliano e di una gelataia di Bellaria. I genitori, tuttavia, si separarono poco dopo le nozze[3] e la piccola Raffaella passò gran parte della sua infanzia tra il bar del padre e la gelateria di Bellaria-Igea Marina. Proprio in quest’ultima, crebbe seguendo soprattutto seguendo in TV la trasmissione de “Il Musichiere“, imparando a memoria titoli e ritornelli delle canzoni. A soli otto anni lasciò la riviera romagnola, per proseguire gli studi direttamente a Roma, prima presso l’Accademia Nazionale di Danza, fondata dalla ballerina russa Jia Ruskaja, poi al Centro sperimentale di cinematografia.

La Carrà in un piccolo ruolo nel filmI compagni (1963)

Anni Cinquanta[modifica | modifica wikitesto]

La sua carriera iniziò prestissimo, ovvero agli inizi degli anni cinquanta, partecipando, non ancora decenne, al film di Mario Bonnard Tormento del passato (1952), un melodramma strappalacrime nel quale interpretò il personaggio infantile di Graziella.[4] Tra il 1958 e il 1959 prese parte ad altri tre film.

Anni Sessanta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1960, conseguì il diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia; nello stesso anno, prese parte ai film La lunga notte del ’43 (di Florestano Vancini) e Il peccato degli anni verdi (di Leopoldo Trieste). Contestualmente, iniziò anche il teatro, scritturata dalla compagnia CarliPilotto. Dopo un passaggio alla radio, dove su mandato di Luciano Rispoli, realizzò e condusse la rubrica Raffaella col microfono a tracolla, nei primi mesi del 1962 debuttò in televisione nel programma Tempo di Musica, dove il regista Stefano de Stefani la scelse come valletta di Lelio Luttazzi per il programma Il Paroliere questo sconosciuto.
Partecipò quindi ad altre pellicole, tra le quali I compagni di Mario Monicelli e Il colonnello Von Ryan a Hollywood al fianco diFrank Sinatra. Nel 1965 recitò la parte di Costanza De Mauriac nello sceneggiato televisivo Scaramouche, con Domenico Modugno.[5] Negli anni Sessanta le cronache rosa si occuparono spesso di lei per la relazione con il calciatore della JuventusGino Stacchini,[6] durata otto anni.

Il cambio del cognome[modifica | modifica wikitesto]

È sempre a metà degli anni sessanta che le fu dato lo pseudonimo “Carrà”, consigliatole dal regista Dante Guardamagna, il quale, appassionato di pittura, associò il suo vero nome, Raffaella, che ricorda il pittore Raffaello Sanzio, al cognome del pittore Carlo Carrà.[7]
Tuttavia, Raffaella non riuscì ad ottenere molto successo (in termini di popolarità) come attrice, tant’è che, all’inizio degli anni settanta, a seguito del successo ottenuto come soubrette in televisione, decise di abbandonare la recitazione (salvo alcuni sporadici camei successivi in alcuni film e sceneggiati tv), e di concentrarsi sulla carriera di presentatrice televisiva, soubrette e cantante, con la quale invece otterrà successo e fama a livello internazionale.

Anni ’70[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 19691970 arriva il successo televisivo, nello spettacolo Io, Agata e tu (con Nino Taranto e Nino Ferrer), in cui la Carrà lancia un nuovo stile di showgirl, scattante e moderna.

Mina e Raffaella Carrà nella puntata di Milleluci dedicata all’avanspettacolo (1974)

Nell’autunno dello stesso anno è al fianco di Corrado in Canzonissima, dove dà scandalo per l’ombelico scoperto mostrato nella sigla d’apertura Ma che musica maestro!. L’anno seguente è di nuovo a Canzonissima, dove lancia il ballo Tuca Tucae canta la sigla Chissà se va. Sempre in questa edizione lancia anche Maga Maghella, canzoncina per bambini che si ispira a un personaggio da lei inventato. Segue poi, nel 1974, Milleluci, presentato al fianco di Mina e a seguire la sua terzaCanzonissima, presentata questa volta da sola, dove presenta il brano Rumore.

Fantastico 3 (1982) Raffaella Carrà insieme a Corrado Mantoni

Sempre nel 1971, partecipa accanto aGeorges Descrières all’episodio intitolato La donna dai due sorrisi, nella serie televisiva di produzione francese Arsenio Lupin, prodotta dal 1971 al 1974.[8] Negli anni settanta si fa conoscere in Spagna, e il successo delle sue canzoni porta TVE a offrirle una monografia,La hora de Raffaella (puntata della serie La hora de…), grazie alla quale diventa popolare presso il pubblico spagnolo. Nel 1978presenta il varietà del sabato sera Ma che sera.

Anni ’80[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1981 presenta Millemilioni e nel 1982 affianca ancora Corrado che presentaFantastico 3 con Gigi Sabani e Renato Zero, con una media di 25 milioni di spettatori.

La Carrà al telefono in Pronto Raffaella

Dal 1983 al 1985 presenta Pronto, Raffaella?, primo programma di mezzogiorno della RAI che segna l’affermazione definitiva come conduttrice della showgirl, mettendo in risalto, non solo le sue qualità di soubrette, ma anche di intrattenitrice e padrona di casa, capace di relazionarsi con uguale empatia sia agli ospiti illustri che ai telespettatori che telefonavano per partecipare ai giochi del programma, in cui lavora per la prima volta con Gianni Boncompagni (che ne cura la regia e ne è autore assieme a Giancarlo Magalli), in concorrenza diretta con Il pranzo è servito del suo amico Corrado, col quale condurrà anche un’edizione dei Telegatti all’inizio degli anni novanta. Lo straordinario successo di Pronto, Raffaella? le fa vincere nel 1984 il titolo di Personaggio televisivo femminile a livello europeo consegnato dall’European TV Magazines Association. Nel 1984 firma un contratto milionario per la durata di due anni con la ditta di cucine Scavolini, con lo slogan la più amata dagli Italiani. Sempre nel 1984, il rinnovo del contratto di lavoro con la Rai fu al centro di una accesa controversia con l’allora Presidente del Consiglio, Bettino Craxi, che definì “immorale e scandalosa” la cifra che la conduttrice avrebbe guadagnato per un’esclusiva di due anni (6 miliardi di lire di allora).

Nella stagione televisiva 1985/1986 è la conduttrice del supershow Buonasera Raffaella, di cui le ultime cinque puntate trasmesse via satellite dagli studi della RAI Corporation di New York, e in quella successiva 1986/1987 della trasmissione ideata da Corrado Mantoni nel 1976 Domenica In. Proprio a Domenica In, nel mese di novembre, la Carrà reagisce ad un articolo pubblicato dal settimanale scandalistico Novella 2000, minacciando un’azione legale nei confronti del giornale, che l’aveva accusata di trascurare la madre morente.[9]

Nel 1987 passa alla Fininvest,con un contratto miliardario della durata di due anni, realizzando gli spettacoli Raffaella Carrà Show e Il principe azzurro, che non ottengono grossi risultati in termini di ascolto. Ritorna in RAI nel 1989, prima conRaffaella Venerdì, Sabato e Domenica… E saranno famosi e poi con Ricomincio da due, ottenendo straordinari indici di ascolto.

Anni ’90[modifica | modifica wikitesto]

Assieme a Johnny Dorelli, nel 1991 conduce Fantastico 12. Dal 1992 al 1995 torna in Spagna, prima due anni su TVE 1, conducendo tre edizioni di Hola Raffaella, premiato con tre TP de oro, equivalente iberico del Telegatto, e il preserale A las 8 con Raffaella, che la consacrano nel paese; successivamente all’emittente italo-spagnola della Fininvest Telecinco con il programma pomeridiano En casa con Raffaella.

In seguito TVE chiama sovente Raffaella per alcuni eventi di un giorno, come i festeggiamenti del capodanno del 1997. Nel1995 torna in Italia con Carràmba! Che sorpresa, il successo più ampio: conduce il programma per altre edizioni fino al 2002in prima serata al sabato sera con uno share medio del 40%, pur se cambiando a volte il titolo in Carràmba! Che fortuna per richiamare l’abbinamento alla Lotteria Italia. Nel 1997 partecipa da protagonista a una miniserie della RAI, intitolata Mamma per caso diretta da Sergio Martino, nella quale interpreta il ruolo di una giornalista single.

Raffaella Carrà è la conduttrice ad aver condotto più programmi abbinati alla lotteria Italia, ben dieci: Canzonissima (197071; 197172; 197475), Fantastico (198283; 199192), Carràmba che sorpresa e Carràmba che fortuna (199697; 199899;19992000; 20002001; 20082009); globalmente in 5 edizioni di Carràmba ha venduto oltre 125.000.000 di tagliandi.

Anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000 presenta per la seconda volta il Gran Premio Internazionale dello Spettacolo assieme a Paolo Bonolis (conduce il programma di nuovo nel 2004 assieme a Gerry Scotti, esibendosi con Loretta Goggi). Nel 2001, affiancata da Megan Gale eMassimo Ceccherini, presenta la 51ª edizione del Festival di Sanremo, edizione che non riscuote grande successo come poi lei, da gran signora, ammette senza reticenze. Nel 2004 conduce il programma Sogni, nel quale, rivisitando Carramba che sorpresa, si concentrava sulla possibilità di realizzare i sogni degli italiani e nel 2006 Amore, replica di un esperimento riuscito in TVE, dedicato alle adozioni a distanza.

Nello stesso anno l’attore Fabio Canino, coadiuvato da Roberto Mancinelli, le dedica un libro pubblicato da Sperling & Kupfer: il RAFFAbook, sorta di circo di una lunga carriera dedicato alla show-girl. Allo stesso modo, una puntata de La storia siamo noi è dedicata a lei. Sempre nel 2006 Tiziano Ferro pubblica nell’album Nessuno è solo la canzone E Raffaella è mia, dedicata alla Carrà, che partecipa al videoclip del brano, mentre la cantante spagnola Roser incide l’album Raffaella, tributo con i maggiori successi della Carrà cantati in spagnolo. In seguito partecipa, insieme a Robbie Williams, al programma diDiego Armando Maradona La noche del 10.

Raffaella Carrà nel 2008

Il 30 novembre 2007 è uscito Raffica, due CD e un DVD in cui vengono raccolte le sigle cantate e ballate da Raffaella durante tutta la carriera che raggiunge in Italia la posizione numero 15 nella classifica FIMI,[10] vendendo più di 50.000 copie. Nel 2008 TVE la chiama per tre programmi legati all’Eurovision Song Contest. Il primo è la selezione in onda l’8 marzo,Salvemos Eurovisión in cui gli spettatori, attraverso televoto e sms, scelgono la canzone tra 10 scelte dagli utenti di Myspace da portare all’edizione 2008 della kermesse europea svoltasi a maggio a Belgrado.

Seguono poi due speciali in maggio sempre legati all’Eurovision Song Contest: il primo, Europasión, una gara fra alcune delle canzoni che negli anni hanno rappresentato la Spagna all’evento; il secondo, una sorta di salotto con dibattiti e critiche sul festival, va in onda nel giorno della finalissima, prima e dopo la diretta da Belgrado, con regia di Sergio Japino. A settembre dello stesso anno, torna in RAI per condurre una nuova edizione di Carràmba! Che fortuna legata alla Lotteria Italia; la formula del suo programma, in onda di mercoledì, resta invariata, inoltre in alcune puntate la presentatrice, memore dell’ultimo impegno, invita un cantante che aveva preso parte all’Eurofestival 2008, a partire dal vincitore Dima Bilan. Dopo tale impegno, per una puntata presenta la versione spagnola del Saturday Night Live su Cuatro TV. Nel 2008 viene pubblicato il libro Mito in Tre Minuti di Antimo Verde, biografia artistica basata su un lavoro di ricerca.

Il 7 novembre 2008 esce Raffica – Balletti & Duetti, un secondo cofanetto con due CD e un DVD con una selezione delle esibizioni televisive della Carrà, fra le quali duetti con Mina in Milleluci, il celebre Tuca Tuca con Alberto Sordi aCanzonissima 1971, Money Money con Loretta Goggi a Fantastico 12 e i balletti di Millemilioni, registrati in esterna in varie città del mondo, che raggiunge in Italia la posizione numero 66 nella classifica FIMI[11] e la posizione numero 2 tra i DVDmusicali più venduti. Nello stesso anno per Rai 3, Raffaella è autrice de Il Gran Concerto, programma televisivo dove la Grande Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI presenta brani di musica classica e operistica per una platea di 700 bambini e ragazzi, al fine di far scoprire loro la musica classica; a presentarlo è Alessandro Greco e la regia è di Sergio Japino.

Anni 2010[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2010 viene scelta come testimonial dalla Danone, girando uno spot pubblicitario. Il 7 agosto dello stesso anno a Rimini, durante il Festival Milleluci, a lei dedicato, circa 250 coppie ballano il Tuca Tuca, balletto che compie 40 anni (ballato per la prima volta con Enzo Paolo Turchi durante Canzonissima 1971-72). Il 5 ottobre 2010 duetta con Renato Zero nel suo albumSei Zero, cantando la canzone Triangolo rubandogli il look. Nel 2011, dopo 13 anni di assenza, l’Italia torna a partecipare all’Eurovision Song Contest, e la RAI sceglie la Carrà per condurre e commentare dall’Italia la serata finale (e la seconda semifinale con diritto di voto) della manifestazione, oltre che presentare i voti assegnati da giuria e televoto.

In questo periodo esce nell’estate 2011 il remix di un suo successo musicale, Far l’amore, nel quale il dj francese Bob Sinclar, suo partner nella conduzione della finale dell’ESC, la vuole al suo fianco e che si rivela un nuovo successo internazionale. In seguito, assieme a Neri Marcorè fa da testimonial ad alcuni spot TIM, interpretando la regina Isabella di Castiglia. Nell’ottobre 2011, per il quarto anno consecutivo, è nuovamente autrice del programma televisivo di Rai 3 Il Gran Concerto, condotto da Alessandro Greco. Tra le sue hit, oltre a Ma che musica maestro!, Chissà se va, Tuca Tuca e A far l’amore comincia tu, anche Felicità tà tà, Forte forte forte, Male, Fiesta, E salutala per me, Ballo ballo, Pedro, Fatalità,Bellissimo. Negli anni della disco-music è nelle classifiche con Rumore e Tanti Auguri.

Nel giugno 2012 partecipa al Concerto per l’Emilia a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto del 20 e del 29 maggio 2012 in cui canta il suo primo successo, Rumore. A gennaio 2013, Raffaella Carrà sarebbe dovuta tornare, dopo dieci anni, a condurre il varietà del sabato sera di Rai 1: il programma, dal titolo provvisorio Auditorium, si sarebbe dovuto sfidare con il talent-show di Canale 5 Italia’s Got Talent, ma nel mese di ottobre 2012 il direttore di Rai Intrattenimento, Giancarlo Leoneannuncia che l’inizio della trasmissione sarebbe stato posticipato a data da destinarsi ma poi il programma è stato annullato. A febbraio 2013 diventa invece uno dei coach, insieme a Noemi, Piero Pelù e Riccardo Cocciante, nel programma The Voice of Italy, talent show musicale di Rai 2, condotto da Fabio Troiano e Carolina Di Domenico. Il 16 luglio 2013 pubblica il singolodance Replay che anticipa il suo nuovo album, a diciassette anni di distanza dal suo ultimo disco di inediti, dal titolo Replay (The Album).

Il 7 ottobre 2013 prende parte a Gianni Morandi – Live in Arena, evento musicale televisivo trasmesso in prima serata daCanale 5, in cui duetta con Gianni Morandi Bella Belinda e Banane e lampone.

L’album viene pubblicato il 19 novembre 2013, accompagnato dal secondo singolo estratto Cha Cha Ciao. Sempre nello stesso anno interpreta sé stessa nel cine-panettone Colpi di fortuna per la regia di Neri Parenti. Nel 2014 partecipa di nuovo a The Voice of Italy sempre nelle veste di coach, affiancata da Piero Pelù, Noemi ed il rapper J-Ax (che sostituisce Riccardo Cocciante). Anche i conduttori del programma cambiano: Fabio Troiano e Carolina Di Domenico vengono sostituiti daFederico Russo e Valentina Correani. A febbraio dello stesso anno è ospite alla prima serata del Festival di Sanremo 2014 in cui si esibisce in un medley di canzoni del suo ultimo album, raggiungendo il picco di share della puntata (e secondo in assoluto) con il 55,36%.

Nella stagione televisiva 2014-2015 torna su Rai 1 con un nuovo talent-show, chiamato Forte forte forte, dal titolo di un successo della stessa Carrà remixato da Bob Sinclar, andato in onda in prima serata ogni venerdì dal 16 gennaio al 13 marzo 2015. Alla vigilia del programma, vasta risonanza è stata data alle dichiarazioni di Lorella Cuccarini, inizialmente scelta per far parte del cast del programma, che ha accusato la Carrà di scarsa professionalità e poco rispetto nei suoi confronti.

A partire dal 24 febbraio 2016 torna come coach nel programma di Rai 2 The Voice of Italy affiancata da Emis Killa, Max Pezzali e Dolcenera; durante la puntata finale annuncia che abbandonerà definitivamente il programma.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Raffaella Carrà, che non si è mai unita in matrimonio, ha avuto alcune relazioni sentimentali, fra le quali va citata quella conFrank Sinatra quando recitò con lui nel film Il colonnello Von Ryan, ma quelle più importanti sono con il calciatore della Juventus Gino Stacchini, con Gianni Boncompagni e in ultimo con Sergio Japino. Ha adottato diversi bambini a distanza, sparsi in più continenti.

Curiosità

Le risorse del mondo

LE RISORSE DEL MONDO 

Per RISORSA si intende:

 

a) qualunque cosa, materiale o no, utilizzabile per soddisfare un bisogno, ma si intendono anche

b) i mezzi che utilizziamo per creare condizioni di vita  che soddisfino le nostre esigenze.

Possiamo quindi parlare di RISORSE NATURALI e RISORSE UMANE.

La vita dell’uomo dipende dallo sfruttamento delle risorse naturali, sia agricole che minerarie; tali risorse possono essere RINNOVABILI (come l’acqua, l’aria, il calore del sole…) oppure NON RINNOVABILI (come i minerali e le fonti  di energia, petrolio, carbone, metano…).

La terra è ricca di risorse minerarie, che hanno cominciato a essere utilizzate in enorme quantità dopo la rivoluzione industriale. Dall’Ottocento i combustibili fossili costituiscono le principali fonti attraverso le quali si produce l’energia che ha sostituito la forza muscolare, umana o animale.

I minerali più usati dall’industria e piuttosto diffusi  nella crosta terrestre (e in fondo agli oceani, noduli polimetallici) sono: ferro, rame, stagno, zinco, piombo, bauxite, e, ultimamente, nichel, cobalto, tungsteno, antimonio…

Le regioni più ricche di risorse minerarie e fonti di energia della Terra sono gli scudi, i massicci montuosi, le rocce di antica origine: 40% USA, Canada, Sud Africa; 30% CSI; 30% PVS.

Nel mondo esiste un FORTE SQUILIBRIO tra PRODUZIONE e CONSUMO di RISORSE: infatti i grandi paesi industrializzati concentrano la quasi totalità dell’attuale consumo mondiale, anche se non tutti dispongono di consistenti risorse…I P.V.S., pur disponendo di circa 1/3 della produzione complessiva, coprono solo una piccola parte dei consumi mondiali ( 9%).

Il rapporto tra produzione e consumo di risorse permette di classificare in 4 gruppi i paesi del mondo:

1.       Grandi produttori e grandi consumatori

2.       Prevalentemente consumatori

3.       Prevalentemente produttori

4.       Con scarse risorse e pochi consumi.

Il PETROLIO è la più importante risorsa non rinnovabile oggi utilizzata.

I paesi importatori di petrolio sono in primo luogo i paesi industrializzati privi di risorse energetiche.

I principali esportatori sono alcuni paesi del Medio Oriente, la Nigeria, il Venezuela, il Messico, L’Indonesia, l’Iran, la Libia…

Nelle società tradizionali il rapporto tra uomo e ambiente naturale era piuttosto equilibrato: gran parte delle alterazioni ambientali prodotte dallo sfruttamento delle risorse, sia agricole che minerarie,  era reversibile.

Nelle società industrializzate molte alterazioni sono invece irreversibili, cioè permanenti.

LO SFRUTTAMENTO ECCESSIVO DELLE RISORSE NATURALI PROVOCA LA ROTTURA DI DELICATI EQUILIBRI SU CUI SI BASANO GLI ECOSISTEMI.

Nei paesi sviluppati le alterazioni ambientali sono legate soprattutto all’inquinamento provocato dall’uso crescente di combustibili fossili. Tale inquinamento causa effetti difficili da valutare: fra questi è l’effetto serra e le piogge acide che hanno ormai compromesso le grandi foreste dell’emisfero boreale.

Nei P.V.S. il degrado ambientale è rappresentato soprattutto dalla  desertificazione (In molte regioni caratterizzate dalla savana, dove le uniche risorse sono quelle agricole, sono utilizzate pratiche di coltivazione non idonee), un processo involutivo che appare irreversibile, e  dalla deforestazione, causata dallo sfruttamento eccessivo delle ricchezze forestali, che provoca significative alterazioni negli ecosistemi del pianeta; inoltre i paesi poveri sono sovente discarica del mondo.

Va ricercato uno SVILUPPO EQUO E SOSTENIBILE, cioè una crescita economica che soddisfi in modo più equilibrato i bisogni di tutta la popolazione, senza pregiudicare le prospettive delle generazioni future e il patrimonio naturale della terra.

–        La crescita vertiginosa della popolazione mondiale,

–         la contemporanea diminuzione delle risorse disponibili,

–         la loro ineguale ripartizione nel mondo

sono i problemi da affrontare per mantenere anche nel futuro le possibilità di benessere.

 

I principali presupposti per realizzare uno sviluppo equo e sostenibile sono:

–         una MAGGIORE SOLIDARIETA’ ed EQUITA’ nell’ UTILIZZO delle RISORSE

–         la SOSTITUZIONE dei COMBUSTIBILI FOSSILI con NUOVE FONTI DI ENERGIA RINNOVABILE.

–         la RIDUZIONE DEL CONSUMO di RISORSE RINNOVABILI come l’acqua e il legno,

–         la RIUTILIZZAZIONE e il RICICLAGGIO dei  materiali,

–         il  CONTENIMENTO degli SPRECHI

–          una MAGGIORE CONDIVISIONE nell’USO delle NUOVE TECNOLOGIE.