Mese: gennaio 2016

NESSUN PROFETA IN PATRIA

Dopo aver ascoltato il discorso di domenica scorsa, Gesù termina con la descrizione della reazione di quelli che lo avevano ascoltato (Lc 4,21-30). La meraviglia è un elemento positivo e che di per sé apre alla fede, come appare tante volte nel Vangelo. Ma in questo brano la meraviglia sorge dalla domanda sulle origini di Gesù, e ci sono dei pregiudizi sulla sua identità e il lettore capisce che il pensiero dei presenti è di rifiuto e di opposizione.

E Gesù risponde citando alcuni episodi della Sacra Scrittura (quello della vedeva di Sarepta di Sidone e quello di Naaman il Siro) dove i personaggi, pur non facendo parte del popolo eletto, perchè erano di terra pagana, fuori di Israele, sono oggetto dell’intervento di Dio e loro stessi si fidano di Dio, sono esempi di fede. Perciò inizia un tempo nuovo in cui ciò che conta non sono le appartenenze, ma la fede.

Quì si capisce la reazione violenta delle persone che vedono in pericolo tutte le loro convinzioni e certezze e vorrebbero eliminarlo, “farlo fuori”, ucciderlo (v29). “Nessun profeta è bene accetto nella sua patria”: in Gesù la fantasia del progetto divino interpella l’umanità ad uscire dal confine di una religione, piegata sulle aspettative di un popolo o di un’esperienza culturale. Per questo è difficile l’accettazione del profeta. La profezia contiene il germe del conflitto perchè la fedeltà a Dio genera un ribaltamento che urta e provoca e la crisi per i concittadini di Gesù interviene nella dimensione universale dell’offerta di salvezza di Dio e questa apertura non viene compresa, anzi combattuta violentemente.

Il destino e la missione del profeta rivestono sempre le caratteristiche della solitudine e dello scontro. Nella fatica e nella sofferenza dell’annuncio Dio non fa mancare la sua vicinanza che tutela e protegge, conferisce forza e solidità. Per questo è bellissimo e profondo il particolare evangelico: “ma Egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino” (v30). Egli continua a camminare perchè passa (la Pasqua) attraverso le avversità con la forza dello Spirito di cui è ripieno.

L’evangelista Luca suggerisce una ulteriore caratteristica del profeta: la libertà. La libertà del profeta non consiste solo nella propria personale decisione di non farsi condizionare, ma anche in quella di provocare la libertà negli altri. La Parola vuole persone libere. Nel luogo dove è cresciuto e quindi più conosciuto (Nazaret) e più forti i pregiudizi su di lui e quindi più necessario un gesto, un segno, un miracolo che mettesse tutti a tacere, Gesù non compie nessun miracolo, per dire che nessun miracolo è possibile senza fiducia nella Parola, nella potenza della Sua Parola, anzi è proprio la fiducia l’unico miracolo che serve e questo nasce solo nella libertà.                                                                                                                                                       Don Paolo Tonghini

Come Essere una Giovane Donna di Successo

2 Metodi:Raggiungere il Successo nella Vita PersonaleRaggiungere il Successo nella Vita Professionale

Come ogni giovane donna vuoi avere successo, sia a livello personale che professionale, ma il sentiero che conduce al raggiungimento dei tuoi obiettivi può essere impervio e richiedere un atteggiamento proattivo in molti aspetti della tua quotidianità. Con un po’ di impegno e i giusti consigli, però, sarai in grado di percorrere la strada che conduce a una vita piena di risultati positivi.

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Metodo 1 di 2: Raggiungere il Successo nella Vita Personale

  1. Immagine titolata Be a Successful Young Woman Step 1
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    Stabilisci degli obiettivi. Prima di poter intraprendere il cammino che ti condurrà ad avere successo nella tua vita personale, devi stabilire quali sono i traguardi che vuoi raggiungere. Fissando delle mete tangibili a breve, medio e lungo termine, avrai sempre la possibilità di ricordare a te stessa qual è la strada che hai scelto di percorrere.

    • Metti i tuoi obiettivi per iscritto. Il richiamo visivo ti aiuterà a ricordare e a rafforzare le tue mete. Per esempio, potresti scrivere: “Il mio obiettivo a breve termine è quello di trovare un partner e di completare il master. Il mio obiettivo a medio termine è quello di fidanzarmi e di trovare un lavoro interessante. Il mio obiettivo a lungo termine è di sposarmi, formare una famiglia e diventare una consulente finanziaria di successo”.
    • Aggiorna i tuoi obiettivi a mano a mano che li raggiungi. Una o due volte l’anno, riesaminali per essere certa che siano il più possibile realistici e raggiungibili.
    • Porti dei traguardi inaccessibili ti farebbe sentire inutilmente in ansia, inoltre ostacolerebbe il tuo cammino verso il successo, riducendo le probabilità che tu riesca a realizzare i tuoi sogni.[1] Valuta l’ipotesi di rivolgerti a un terapista per ricevere un aiuto nello stabilire i tuoi obiettivi personali ed esternare le tue eventuali ansie in merito.[2]
    • Comprendi che la tua lista di cose da fare e di obiettivi da raggiungere sarà in costante aggiornamento, non avrà mai fine. Man mano che raggiungerai le tue mete, dovrai depennarle dall’elenco ed essere pronta a sostituirle con altre nuove.[3]

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  2. Immagine titolata Be a Successful Young Woman Step 2
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    Abbi fiducia in te stessa e nelle tue capacità di avere successo. Ogni persona di successo ha due caratteristiche fondamentali: crede in se stessa ed è convinta di avere tutte le carte in regola per raggiungere il proprio obiettivo.[4] Lavorando sulla tua autostima e proiettando la tua sicurezza sugli altri, intraprenderai il cammino che ti condurrà dritta verso i tuoi traguardi.[5]

    • La fiducia origina da diversi fattori, inclusa la certezza di poter contare su un’istruzione e una preparazione valida, di avere una buona rete di supporto e, talvolta, di essere di bell’aspetto. Se senti di essere carente in un particolare ambito, attivati immediatamente e compi le azioni necessarie a colmare le mancanze.
    • Per esempio, se non ti senti sicura di te perché le tue amiche hanno raggiunto un maggiore successo in ambito professionale, impegnati a fare altrettanto aumentando il tuo livello di preparazione. Se invece è il tuo aspetto fisico che non ti consente di avere abbastanza fiducia in te stessa, decidi oggi stesso di migliorarlo. Anche qualcosa di semplice, come un nuovo taglio di capelli, potrebbe consentirti di sentirti subito più sicura.
    • È bene sapere che pur sentendoti sicura di te e meritevole di raggiungere il successo, il fallimento è una parte imprescindibile della vita.[6]
    • Delusioni e sconfitte non sono che componenti del successo.[7] Anche alcune tra le persone più famose e realizzate, come l’autrice J.K. Rowling, hanno fallito prima di arrivare al top.
  3. Immagine titolata Be a Successful Young Woman Step 3
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    Non aspettarti la perfezione, né da te stessa né da nessun altro. Quando lotti per raggiungere le tue mete, avendo fiducia in te stessa e credendo di poter avere successo, è importante non fissare delle aspettative troppo altre. Di fatto, la ricerca della perfezione può ostacolare le tue capacità di raggiungere i tuoi obiettivi e può allontanare coloro che ti stanno intorno.[8]

    • Essere perfezionista non equivale necessariamente a dare il meglio di sé, significa piuttosto cercare di raggiungere a tutti i costi un risultato inarrivabile.[9]Per esempio, se stai cercando di avere un corpo “perfetto”, ogni tua piccola imperfezione ti impedirà di sentirti bene con te stessa. La cosa migliore da fare è imparare ad amarti per come sei e impegnarti a migliorare ulteriormente.
    • Aspettarti la perfezione da parte degli altri può influenzare negativamente e pericolosamente ogni tuo rapporto, talvolta causandone la fine.[10]
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    Instaura delle relazioni personali appaganti. Se vuoi raggiungere il successo, è essenziale circondarti di amici e collaboratori leali, che sappiano sostenerti sia nei momenti positivi che in quelli negativi.[11] Mantenere relazioni forti nel tempo ti aiuterà ad avere maggiore fiducia in te stessa e a raggiungere i tuoi obiettivi.

    • Oltre a creare delle relazioni appaganti con amici, famigliari e collaboratori, è altrettanto importante avere accanto un partner disposto ad appoggiarti e a sostenerti. Grazie alla sua presenza potrai acquisire maggiore fiducia in te stessa, oltre ad avere un valido sostegno che ti aiuti a raggiungere i tuoi obiettivi personali e professionali.
    • Ricambiare l’amore e il sostegno ricevuti ti consentirà di stabilire delle relazioni solide e appaganti.
    • Esprimere gratitudine è un fattore chiave in ogni relazione forte e duratura. Non trascurare mai l’importanza di mostrarti grata per l’aiuto ricevuto.[1

Sofia la principessa mi piace perchè

Sofia la Principessa mi piace perché

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Sofia la Principessa è la più piccola delle Principesse Disney, ed è anche l’ultima arrivata, ma ci ha messo davvero poco a conquistarci con i suoi occhioni e il suo sorrisetto ironico. Da lunedì 25 gennaio, tutte le sere alle 18 cominciano su Disney Junior i nuovi episodi della nostra eroina alle prese con la scintillante vita di corte. Come vi spiegherò più avanti, guardare le avventure di Sofia sul canale #disneyjuniorit regala una magia in più, con il favoloso concorso che potrebbe trasformare un sogno in realtà. Ricordatevi dunque questo appuntamento quotidiano, che si aggiunge alle altre fantastiche  avventure dei vostri protagonisti preferiti: Topolino, Minni, Jake e i Pirati dell’Isola che non c’è, Dottoressa Peluche, Henry Mostriciattoli.

Le 5 cose che mi piacciono di Sofia la Principessa:

  • Sofia è una bambina, non una ragazza come Cenerentola e tutte le altre Principesse Disney e per le giovanissime spettatrici è più facile l’identificazione col personaggio, con tutti i suoi dubbi e insicurezze da bimba, che si trova catapultata in un mondo tanto più grande di lei.
  • Sofia, con la spensieratezza e la vitalità di tutte le comuni mortali, riesce a portare a corte un po’ di subbuglio, ma anche tanti valori positivi e buoni sentimenti contagiosi: l’amicizia, il coraggio e la bontà d’animosofia-
  • Sofia NON è BIONDA né di fatto, né di spirito. Non è la solita smorfiosetta che pensa solo alle corone o ai bei vestiti. E’ una principessa che salta sul letto e adora fare la guerra con i cuscini, per intenderci. E poi ha uno spiccato senso dell’umorismo!
  • Oltre al rito del tè, c’è di più. Sofia deve imparare le buone maniere e a muoversi con grazia in tutte le occasioni regali e questo è un buon esempio da seguire anche per le sue fan, però è importante che, come insegna la piccola principessa, dietro i rituali ci sia sempre l’anima e sotto la forma resti un po’ di sostanza.
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  • La storia di Sofia la Principessa dà speranza a tutte le mamme single del pianeta. Con un po’ di fortuna può capitare a tutte di incontrare un re moderno e disposto a ospitare nel suo castello una felice famiglia allargata!

Il Concorso #vincieventodafavola

Da oggi c’è un motivo in più per seguire le avventure di Sofia la Principessa su Disney Junior: il concorso per vincere un weekend principesco degno della nostra protagonista. Per partecipare basta aprire gli occhi e contare quante volte appare la tiara durante la puntata e sperare di essere baciate dalla fortuna. Qui troverete tutte le informazioni. Chissà se sarete voi a trasformarvi in una vera principessa con #vincieventodafavola.

 

Il Verbo incarnato

SPIRITUALITA’ DELL’ORDINARIO IN UN ANNO STRAORDINARIO

La contemplazione del mistero del Verbo Incarnato ci restituisce, dopo le celebrazioni natalizie, al compito, non meno affascinante, di essere “contemplativi” sempre, anche nello svolgersi ordinario della nostra vita. Se il frutto del Natale, infatti, è la consapevolezza che “Dio è con noi”, ne deriva, per l’oggi, la consolante certezza che lo stesso Dio continua a camminare insieme a noi… accompagnandoci con la forza del suo Spirito, l’incarnatore, il regista di ogni autentica esperienza del Cristo, il suggeritore di aspirazioni e di desideri a misura divina, il nostro avvocato nelle cadute, il suscitatore di energie insospettate, l’operatore inconfondibile della nostra santificazione, l’inventore originalissimo di carismi e l’ispiratore delle diverse vocazioni.

Lo stesso Spirito che ha dato una carne al Verbo di Dio nel grembo di Maria attende, quindi, di suscitare, nel “profondo centro” della nostra esistenza, la presenza del Signore Gesù, da sviluppare nella nostra umanità, giorno dopo giorno, in una gestazione che durerà fino al nostro definitivo “venire alla luce”. Lo Spirito, insomma, deve dilagare. Ed operare liberamente. Siamo fatti per vivere “spiritualmente”. E non è un impegno in più, ma una condizione irrinunciabile. Abbiamo a disposizione degli “strumenti” eccezionali per realizzare la nostra conformazione a Cristo: la preghiera quotidiana, la familiarità con la Parola di Dio, la Comunione e la Confessione frequente, le opere di misericordia… Perchè l’Anno Santo produca in noi la voglia straordinaria di una santità ordinaria. Cioè quotidiana e “proporzionata alle forze, alle occupazioni e ai doveri di ciascuno”, come insegna il più “moderno” dei maestri spirituali, S. Francesco di Sales, fondatore dell’Ordine della Visitazione (Filotea 1, 3). Ci sono dei traguardi che non possiamo non darci in questo specialissimo tempo di grazia… se vogliamo recuperare la gioia del Vangelo!

Domenica 24 gennaio S. FRANCESCO DI SALES – GIORNATA DEI LEBBROSI

Ore 08.00 Solennità di S. Francesco di Sales (Monastero)

Presiede S. E. Mons. Carmelo Scampa (Brasile)

Ore 16.00 Vespro solenne (Monastero)

Lunedì 25 gennaio CONVERSIONE DI S. PAOLO

Ore 09.00 Adorazione e confessioni (S. Siro)

Martedì 26 gennaio Ore 16.00 S. Messa al Polo Sanitario

Ore 21.00 Cenacolo “Regina della pace” (Sala Pio XII)

Mercoledì 27 gennaio Ore 20.45 Preparazione Matrimonio (Canonica)

Giovedì 28 gennaio Ore 18.00 S. Messa al Sirino

Ore 18.00 Riunione Gruppo Culturale S. Siro (Canonica)

Venerdì 29 gennaio Ore 20.45 Preparazione Matrimonio (Canonica)

Sabato 30 gennaio Ore 15.00 Ordinazione del Vescovo Antonio (Cattedrale)

Ore 16.00 Confessioni (Sirino)

Domenica 31 gennaio S. GIOVANNI BOSCO PATRONO DEGLI ORATORI

Ore 09.30 S. Messa al Sirino (Chiesa Buon Pastore)

Ore 12.00 Pranzo fraterno al Sirino (Adesioni in Oratorio)                                                           Don Angelo Piccinelli

Soresina:la giornata delle suore di clausura

 

La giornata di una visitandina è particolarmente impegnativa,come si legge su “Internet”. L’alzata è alle 5.25, quindi alle 6 è prevista un’ora di preghiera personale seguita dalla celebrazione delle Lodi, dalla Messa e dal ringraziamento per la comunione e dall’ora terza. Uscite finalmente di chiesa, le religiose hanno tempo per una piccola colazione, poi tutte al lavoro: c’è chi è impegnata in cucina, chi nel rammendare gli abiti, chi nella pulizia degli ambienti, c’è anche una monaca che si occupa di aggiustare le scarpe: «Cerchiamo di essere il più indipendenti possibile dal mondo esterno». Un’attività importante, che è anche una modesta forma di autofinanziamento, è il confezionamento e la vendita delle particole alle parrocchie del circondario.

Alle 10.45 l’appuntamento è nuovamente in chiesa per l’ufficio delle letture, la recita dell’ora sesta e per l’esame di coscienza. Segue il pranzo, un piccolo momento di ricreazione dove è possibile parlare e il tempo del riposo. Quindi si riprende il lavoro fino alle 15.15 con la recita dell’ora nona, il canto delle litanie e mezz’ora di lettura personale. Alle 16.30 si recita il Rosario e il Vespro. Una mezz’ora di orazione personale precede la cena che solitamente è alle 18.15.

La preghiera comune nel coro

Una volta lavati i piatti e riassettata la cucina, le dodici monache si godono la ricreazione. Alle 20.15 si riunisce l’assemblea nella quale si mettono in comune le letture o i pensieri fatti durante la giornata. Tocca poi alla madre riportare le notizie della giornata, ricavate dalla lettura dell’Osservatore Romano e del settimanale diocesano “La Vita Cattolica”. Seguono quindi le istruzioni per il giorno successivo e le intenzioni per cui pregare: «In questo modo tutte sanno ciò che devono fare e non ci si perde in chiacchere durante la giornata». Sì perchè, tranne le due ricreazioni, tutti gli altri momenti sono vissuti in silenzio, compresi i pasti. «La giornata – precisa la Madre – si chiude alla 21 con la recita di Compieta. Poi ognuna va nella sua camera e, fino alle 22.30, può leggere o scrivere».

Divinità greche

Dèi e dee maggiori[modifica | modifica wikitesto]

Divinità Descrizione
Hades-et-Cerberus-III.jpg Ade (ᾍδης, Hádēs) / Plutone (Πλούτων, Ploutōn)Re del mondo sotterraneo, della morte e del rimorso. Sua moglie èPersefone. I suoi simboli o attributi sono il corno potorio e la cornucopia, una chiave, lo scettro e il cane a tre teste Cerbero. L’animale a lui sacro è il gufo. Era uno dei tre figli di Crono e Rea, che regnava su uno dei tre mondi, quello degli inferi. Come divinità ctonia, comunque, il suo posto sull’Olimpo è ambiguo. Nelle religioni misteriche e nella letteratura ateniese appare con il nome di Plutone (Plouton, “il ricco”), e il nome Ade o Averno è dato al suo regno. I romani lo tradussero infatti come Plutone o anche Dis Pater (Dite).
NAMA Aphrodite Syracuse.jpg Afrodite (Ἀφροδίτη, Aphroditē)Dea dell’amore, della bellezza, del desiderio, dell’amore, della fertilità e del piacere carnale. Benché sposata a Efesto, aveva diversi amanti, tra i quali i più noti sono Ares, Adone, e Anchise. Fu rappresentata sempre come una bella donna ed è la dea che più spesso appare nuda o seminuda. I poeti ne apprezzano il sorriso e il riso. Tra i suoi simboli troviamo le rose e altri fiori, leconchiglie, la madreperla, e il mirto. Gli animali a lei sacri erano le colombe e ipasseri. La sua corrispondente nella mitologia romana è Venere.
Apollo, lira, dan angsa.jpg Apollo (Ἀπόλλων, Apóllōn)Dio della musica, delle arti, della conoscenza, della cura, della peste, della profezia, della bellezza maschile, del tiro con l’arco e del sole. È il figlio diZeus e Latona e ha una sorella gemella, Artemide. Come fratello e sorella vennero identificati con il sole e la luna ed entrambi usavano archi e frecce. In miti più antichi è in competizione con Ermes, suo fratellastro. Nelle sculture è rappreseere crudele e distruttivo, e i suoi amori sono raramente felici. Per esempio, l’inutile corteggiamento della ninfa Dafne, entrambi vittime di Eros che aveva colntato come un uomo molto bello, senza barba e con lunghi capelli, dal fisico ideale. Essendo perfezionista poteva esspito lui con una freccia d’amore (per punirlo della sua vanità) e lei con una d’odio. Lei venne trasformata in lauro e perciò Apollo ne adorava le foglie e spesso le indossa, portando anche una lira. Spesso appare in compagnia di muse. Gli animali a lui sacri includono il capriolo, i cigni, le cicale, i falchi, i corvi, le volpi, i topi e i serpenti. Anche nella mitologia romana era chiamato Apollo.
Ares Canope Villa Adriana b.jpg Ares (Ἄρης, Árēs)Dio della guerra, dello spargimento di sangue e della violenza. Figlio di Zeuse Era, era rappresentato come un giovane senza barba, spesso con un elmo o una lancia o una spada, nudo o vestito da guerriero. Omero lo descrive come inaffidabile, umorale, sanguigno, in contrasto con Atena, che in guerra ha invece strategia e capacità di controllo. Gli animali a lui sacri sono l’avvoltoio, il cane, il serpente velenoso, e il cinghiale. Il suo corrispondente romano è Marte, che però era visto come progenitore della gente di Roma, e rappresentato in genere più adulto.
Diane de Versailles Leochares.jpg Artemide (Ἄρτεμις, Ártemis)Dea vergine della caccia, della selvatichezza, degli animali, delle ragazze, del parto e della luna. In tempi successivi è stata associata con l’arco e le frecce. Era figlia di Zeus e Latona, ed era sorella gemella di Apollo. È spesso rappresentata come donna giovane, mentre indossa un corto chitone la cui gonna arriva sopra le ginocchia, e ha con sé un arco e una faretra. I suoi simboli includono lance da caccia, pellicce, cervi e altri animali selvaggi. Gli animali a lei sacri, oltre al cervo, comprendono orsi, cinghiali e altri animali di bosco. Il suo corrispondente romano è Diana.
7348 - Piraeus Arch. Museum, Athens - Athena - Photo by Giovanni Dall'Orto, Nov 14 2009.jpg Atena (Ἀθηνᾶ, Athēnâ)Dea dell’intelligenza, delle capacità, della pace, delle azioni in battaglia, delle strategie, dei manufatti e della saggezza. Secondo la maggior parte delle tradizioni è nata dalla testa di Zeus, già formata e armata. Veniva rappresentata con un elmo con cimiero, armata di scudo e spada, con un’egida sopra una veste lunga. I poeti la descrivono con gli occhi grigi, o comunque dotati di luce speciale e lampi di astuzia. Proteggeva eroi grecicome Odisseo e la città di Atene (chiamata così in suo onore). I suoi simboli sono l’olivo e la civetta. La corrispondente dea romana è Minerva.
Eleusinian hydria Antikensammlung Berlin 1984.46 n2.jpg Demetra (Δημήτηρ, Dēmētēr)Dea del grano, dell’agricoltura, del raccolto, della crescita e della nutrizione. È figlia di Crono e Rea e sorella di Zeus, dal quale ebbe Persefone (secondo un’altra leggenda però questa non era sua figlia ma di Zeus e Stige). Era una delle divinità maggiori dei misteri eleusini, dove il suo potere sul ciclo della vita delle piante simbolizza il passaggio dell’anima umana dalla vita all’oltretomba. Era rappresentata come una donna matura, spesso con una corona, un fascio di graminacee e una torcia. I suoi simboli sono lacornucopia, la spiga, il serpente alato, e il loto con il fusto. Gli animali a lei sacri sono i maiali e i serpenti. La corrispondente divinità romana è Cerere.
Dionysos Louvre Ma87 n2.jpg Dioniso (Διόνυσος, Diónysos) / Bacchus (Βάκχος, Bákkhos)Dio del vino, delle feste, della follia, del caos, dell’ubriachezza, delle droghe e dell’estasi. L’origine viene dall’antica Chios, che era la sua casa. È stato rappresentato come un vecchio con la barba o un fanciullo carino edeffeminato, dai capelli lunghi. I suoi simboli includono un tirso (bastone con in cima una pigna), una coppa per bere, grappoli d’uva e una corona di edera. È spesso i compagnia di un tiaso, una processione di assistenti che includonosatiri, menadi, e il suo tutore sileno. Sua moglie era Arianna. Gli animali a lui sacri erano i delfini, le tigri, gli asini e i serpenti. Aggiunto più tardi agli dèi dell’Olimpo, in resoconti precedenti ha rimpiazzato Estia. Un altro suo nome era Bacco, con il quale verrà ripreso tra i romani.

La saggezza dei proverbi

La saggezza dei proverbi

 

 

 

 

 

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A chi non vuol credere, poco valgono mille testimoni.[1]
A chi non vuol credere sono inutili tutte le prove.[1]
A tavola non si invecchia.[2]
A chi di peste ha da morir non giova mutar paese e cercar aria nuova.[3]
Agosto: moglie mia non ti conosco.[4]
Al buio, le donne sono tutte uguali.[1]
Amico di ventura, molto briga e poco dura.[5]
Amor che nasce di malattia, quando si guarisce passa via.[1]
Amor, dispetto, rabbia e gelosia, sul cuore della donna han signoria.[1]
Amor nuovo va e viene, amor vecchio si mantiene.[1]
Amor regge il suo regno senza spada.[1]
Amore è il vero prezzo con che si compra amore.[6]
Amore non si compra né si vende.[6]
Amore onorato, né vergogna né peccato.[1]
Ara nel mare e nella rena semina, chi crede alle parole della femmina.[1]
Buone parole e pere marce non rompono la testa a nessuno.[5]
Cane affamato non teme bastone. (Giovanni Verga)[7]
Chi contro Dio getta la pietra, in capo gli torna.[1]
Chi di spada ferisce di spada perisce.[8]
Chi di una donna brutta s’innamora, lieto con essa invecchia e l’ama ancora.[1]
Chi dice donna dice guai, chi dice uomo peggio che mai.[1]
Chi non fu buon soldato, non sarà buon capitano.[9]
Chi non ha fede, non ne può dare.[1]
Chi non sa fare non sa comandare.[9]
Chi non sa ubbidire, non sa comandare.[9]
Chi non si innamora da giovane, si innamora da vecchio.[1]
Chi porta fiori, porta amore.[1]
Chi s’accapiglia si piglia.[10]
Chi sa senza Cristo non sa nulla.[1]
Chi semina vento, raccoglie tempesta.[11]
Chi si prende d’amore, si lascia di rabbia.[1]
Chi tace acconsente.[12]
Chitarra e schioppo fanno andare la casa a galoppo.[1]
Con la pietra si prova l’oro, con l’oro la donna e con la donna l’uomo.[1]
Contro due donne neanche il diavolo può metterci il becco.[1]
Date a Cesare quel che è di Cesare. [13]
Di tutte le arti maestro è l’amore.[1]
Donna adorna, tardi esce e tardi torna.[1]
Donna bianca, poco gli manca.[1]
Donna rossa coscia grossa.[1]
Donna che canti dolcemente in scena, pei giovani inesperti è una sirena.[1]
Donna che dona, di rado è buona.[1]
Donna che piange, ovver che dolce canti, son due diversi, ambo possenti incanti.[1]
Donna che sa il latino è rara cosa, ma guardati dal prenderla in isposa.[1]
Donna e fuoco, toccali poco.[1]
Donna e vino ubriaca il grande e il piccolino.[1]
Donna giovane e uomo anziano possono riempire la casa di figli.[1]
Donna io conosco, ch’è una santa a messa e che in casa è un’orribil diavolessa.[1]
Donna nobil per natura è un tesor che sempre dura.[1]
Donna pregata nega, trascurata prega.[1]
Donna prudente, gioia eccellente.[1]
Donna savia e bella è preziosa anche in gonnella.[1]
Donna si lagna, donna si duole, donna s’ammala quando lo vuole.[1]
Donne e sardine, son buone piccoline.[1]
Donne, danno, fanno gli uomini e li disfanno.[1]
Dove c’è l’amore, la gamba trascina il piede.[1]
Dove men si pensa rompe Po.[14]
Dove non si crede né all’inferno né al paradiso, il diavolo intasca tutte le entrate.[1]
Due noci in un sacco e due donne in casa fanno un bel fracasso.[1]
È meglio vivere un giorno da leone che cento anni da pecora[15]
È più facile trovar dolce l’assenzio, che in mezzo a poche donne il silenzio.[1]
Facile è criticare, difficile è l’arte.[16]
Fare l’amore fa bene all’amore.[17]
Femmine e galline, se giran troppo si perdono.[1]
Ferita d’amore non uccide.[1]
Grande amore, gran dolore.[1]
Guardati da tre cose: da cavallo focoso, da uomo infido e da donna svergognata.[1]
Guerra, peste e carestia, vanno sempre in compagnia.[18]
Ha un coraggio da leone, quello che non fa violenza ai deboli.[1]
Il cuor magnanimo si piglia con poco amore, e il cuore dello stolto con poca adulazione.[1]
Il letto è il teatro dei poveri. (Aldous Huxley, Paradiso e inferno)
Il magnanimo è superiore all’ingiuria, all’ingiustizia, al dolore.[1]
Il magnanimo non ricorre all’astuzia.[1]
Il primo amore non si arrugginisce.[1]
Il primo amore non si scorda mai.[1]
Il vino è forte ma il sonno lo vince, ma più forte d’ogni cosa è la donna.[1]
In amore e in guerra niente regole.[1]
L’avversità che fiacca i cuori deboli, ingagliardisce le anime forti.[1]
La donna a 15 anni scherza, a 20 brilla, a 25 ama, a 30 brama, a 35 sente, a 40 vuole e a 50 paga.[1]
La donna bisogna praticarla un giorno, un mese e un’estate per sapere che odore sa.[1]
La donna buona vale una corona.[1]
La donna deve avere tre m: matrona in strada, modesta in chiesa, massaia in casa.[1]
La donna e l’orto vogliono un sol padrone.[1]
La donna ha più capricci che ricci.[1]
La donna oziosa non può essere virtuosa.[1]
La donna per piccola che sia, vince il diavolo in furberia.[1]
La donna più sciocca vale due uomini.[1]
La donna troppo in vista, è di facile conquista.[1]
La gallina del vicino sembra un fagiano.[19]
L’amore di carnevale muore in quaresima.[1]
L’amore è cieco, ma vede lontano.[1]
L’amore fa passare il tempo e il tempo fa passare l’amore.[1]
L’amore non si misura a metri.[1]
L’amore passa dentro la cruna di un ago.[1]
L’amore senza baci è pane senza sale.[1]
L’erba del vicino è sempre più verde.[19]
L’orologio dell’amore ritarda sempre.[1]
La madre del peggio è sempre incinta.[20]
La moglie di Cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto.[21]
Le donne hanno quattro malattie all’anno, e tre mesi dura ogni malanno.[1]
Le donne hanno sette anime… e mezza.[1]
Le ragazze sono d’oro, le sposate d’argento, le vedove di rame e le vecchie di latta.[1]
Lontano dagli occhi, lontano dal cuore.[22]
Ma in premio d’amore amor si rende.[6]
Né donna né tela al lume di candela.[1]
Nel bere e nel camminare si conoscono le donne.[1]
Nessuno è profeta in patria.[23]
Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco. (Giovanni Trapattoni)
Non esiste amore senza gelosia.[1]
Non giudicare se non vuoi esser giudicato.[24]
Non vi è donna senza amore.[1]
Occhio per occhio, dente per dente. [25]
Ogni bella scarpa diventa ciabatta, ogni bella donna diventa nonna.[1]
Ognuno è artefice della propria fortuna.[26]
Parola e sasso quando sono lanciati non tornano indietro.[27]
Per amore anche una donna onesta, può perdere la testa.[1]
Per una scopa formano un mercato tre donne e assordan tutto il vicinato.[1]
Più si chiacchiera, meno si ama.[1]
Prendi la bruna per amante e la bionda per moglie.[1]
Prevedere per provvedere e prevenire.[28]
Quando c’è la salute, c’è tutto. (Luigi Arnaldo Vassallo)
Quando l’amore è a pezzi non c’è alcuna colla che lo riappiccichi.[1]
Quando la fame entra dalla porta, l’amore esce dalla finestra.[1]
Quando sono fidanzate hanno sette mani e una lingua, quando sono sposate hanno sette lingue e una mano.[1]
Ricchezze nell’India, sapere in Europa, e pompa fra gli ottomani.[1]
Roma santa, Aquila bella, Napoli galante.[29]
Rosso di matina, pioggia vicina.[30]
Rosso e giallaccio pare bello ad ogni faccia, verde e turchino si deve essere più che bellino.[31]
Scalda più l’amore che mille fuochi.[1]
Scusa non richiesta, accusa manifesta.[32]
Se occhio non mira, cuor non sospira.[1]
Se vuoi che t’ami, fa’ che ti brami.[1]
Son padrone del mondo oggi le donne e cedon toghe e spade a cuffie e gonne.[1]
Tale padre, tale figlio.[33]
Tanto l’amore quanto il fuoco devono essere attizzati.[1]
Tanto l’amore quanto la minestra di fagioli vogliono uno sfogo.[1]
Tira più un capello di donna che cento paia di buoi.[1]
Tre sono le meraviglie, Napoli, Roma e la faccia tua.[34]
Triste e guai, chi crede troppo e chi non crede mai.[1]
Tutti i peccati mortali sono femmine.[1]
Tutto è bene quel che finisce bene.[35]
Tutto il mondo è paese.[36]
Tutto s’accomoda fuorché l’osso del collo.[5]
Una fa, due stentano, ma a tre ci vuol la serva.[1]
Una Fenice fra le donne è quella, che altra donna confessa essere bella.[1]
Un’anima magnanima consulta le altre; un’anima volgare disprezza i consigli.[1]
Un bel tacer non fu mai scritto.[37]
Un cuor magnanimo vuol sempre il bene, anche se il premio mai non ottiene.[1]
Un piccolo buco fa affondare un gran bastimento.[1]
Senza fonte

(giulio Zignani)