La Madonna aveva solo 16 anni e divenne madre di Dio

Come è possibile, sento di domandarmi, che una donna abbia accettato la gravidanza, la regga e la custodisca? Deformarsi perchè la vita continui non sembra più attuale: le gazzette e i dati statistici di alcune zone italiane parlano di crescita zero, la crisi si fa sentire perchè in crisi è il migliore ammortizzatore sociale, il più efficace investimento umano. I bambini vanno amati, cresciuti, sorretti: perchè mai doverlo fare quando ci sono mille opportunità migliori e tutte tali da rimarcare l’avvenenza dell’egoismo più libertario e aberrante?

Ho presente tante donne che proseguono la quotidianità tra le frecciate ideologiche con la trepidazione del suo fardello già vivo: è già un nuovo uomo venuto a corredare la terra di un tentativo in più, ossia quello di migliorarla.

L’uomo e la donna possono, vogliono, hanno facoltà e fanno. Ma nel mondo ecco arrivare una persona inedita da cui tutto può ricominciare secondo il proposito di Dio, un bambino indifeso e immortale, un Bambino-Dio: il Cristo!

Siamo alla vigilia del Santo Natale, il Natale del Mio Signore (seconda la bellissima espressione usata da Elisabetta nel suo saluto alla Madonna, che va a visitarla): come faccio a non pensare a Maria? (Lc, 1, 39-45). Ci aiuta in questo il Vangelo di questa domenica

Questa giovincella, “una brunetta sedicenne” che dice sì, totalmente, non si sottrae, china il capo all’intento del “Facitor di tutto” e lo magnifica.

La “giovincella di Nazareth” si fida completamente di Dio, fino a consegnarsi in giovinezza e slancio, sente crescere il Cristo, lo alimenta di sé, ne avverte i trasalimenti (come del resto Elisabetta con in grembo il Battista: due donne di fede, due donne che si fidano del Progetto di Dio!), lo ama come madre e come figlia, si fa tenero e immacolato strumento di una salvezza che sarà largamente offerta a chiunque sgombri il suo cuore e lo schiuda alla Misericordia. E’ storia dell’uomo, perciò storia di Dio!

Maria, con la maternità in grembo, si mise in cammino verso una città di Giuda…e la città di Giuda per eccellenza è Gerusalemme, la capitale, la città dove la Salvezza si manifesta definitivamente e totalmente, la città del Mistero Pasquale! Fin dall’inizio Maria ci è di esempio e ci indica la strada: da Nazareth a Gerusalemme, dalle periferie al cuore per ritornare, caricati della condivisione della fede e dalla solidarietà dell’esperienza di fede che ciascuno vive (come è successo alle due donne sante: Maria ed Elisabetta) dalla capitale alle periferie. Siamo Chiesa in uscita …verso le periferie, fin dagli inizia della storia della salvezza.

E fin dall’inizio Maria ci è di esempio come simbolo della madre di un bimbo divino che finirà dilaniato dai chiodi della Croce e aprirà la Porta Santa della Vita Eterna Don Paolo Tonghini

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