Mese: dicembre 2015

Addio alle rondini. Ecco dove vivono

ADDIO ALLE RONDINI?


lunedì 13 maggio 2013

  

RondineI loro nemici sono i campi spremuti a forza di diserbanti, i fumi delle fabbriche, il cemento che divora le campagne. Le vere insidie per uccelli come la rondine, solo per citare la più caratteristica frequentatrice dei nostri cieli a primavera, e per decine di altre specie migratorie, sono la devastazione degli habitat, l’inquinamento e più in generale l’incuria, il disinteresse per l’ambiente ed il paesaggio, oltre che per la cultura delle tradizioni rurali e per la salute del pianeta.

Lo scenario è praticamente lo stesso in tutto lo stivale, con le periferie che si allargano  si restringono gli spazi naturali per i selvatici, sostituiti sempre più da specie che ben si adattano alle città, sempre più sporche e inquinate. Non bastassero le cause antropiche, a dare un’accellerata al tutto ci pensa la natura, con i suoi meccanismi di adattamento tanto più violenti quanto veloci e violenti risultano le modifiche a clima e habitat. Gli uccelli che meglio si ambientano nel  contesto cittadino, che sanno bivaccare tra i rifiuti dell’uomo e approfittano del calore della città, proliferano. Gli esempi sono sotto gli occhi di tutti, basta fare una passeggiata in centro per avvistare in ogni angolo corvi, gabbiani, gazze, storni, piccioni e perfino pappagallini esotici in numeri davvero impressionanti.

Uccelli ultra protetti, specie se in un contesto metropolitano. La legge, nella maggior parte dei casi,  impedisce di agire subito, se non presentando una sequela di scartoffie e certificazioni mai del tutto inappuntabili.  Con quel che può comportare, anche a livello di immagine, un eventuale ricorso al Tar degli animalisti, con annesse campagne stampa sostenute dalle associazioni ambientaliste (che per l’occasione indosseranno le vesti della loro retorica irrazionale) le amministrazioni scelgono di non avventurarsi nei meandri di direttive e deroghe e semplicemente rinunciano a quei contenimenti che, se sistematici, sarebbero in grado di mitigare la sproporzione in termini di quantità tra una specie e l’altra.

Storni, piccioni e cornacchie sempre più prendono il posto di allodolole, passeri, usignoli e rondini, che fino a qualche decennio fa erano i veri protagonisti delle campagne e dei paesini di provincia. C’è una stretta correlazione tra la crescita dei primi, quasi tutti animali opportunisti, e il declino degli altri, uccelli più che altro insettivori, specializzati nel volo su lunghe distanze e quindi migratori. E’ una vera e propria guerra, dove gli scontri corpo a corpo sono all’ordine del giorno. I gabbiani attaccano i piccioni, le cornacchie i passeri, i pappagalli le upupe e gli assoli. Ed essendo spesso i primi più grossi,  più aggressivi e assai più numerosi, i secondi soccombono o semplicemente cambiano destinazione.

Gli uccelli in netta crescita sono quelli più furbi e maggiormente inclini all’adattamento, sia in termini di habitat che di alimentazione. Gabbiani e storni, per esempio sono ormai presenti ovunque, con conseguenze immaginabili in fatto di danni alle attività umane, ma soprattutto alle altre specie avicole. Lo storno soprattutto, da grande migratore si sta trasformando in specie stanziale: in molte città, soprattutto del centro sud lo si può trovare tutto l’anno, concentrato in enormi stormi chiassosi e voraci. Da non sottovalutare anche il problema dei pappagalli parrocchetti, in particolare in alcuni quartieri di Roma, dove pochi individui liberati in natura da chi non voleva più tenerseli in casa, si sono moltiplicati, e hanno pian piano occupato il posto delle civette e delle taccole. In drastico calo i passeri autoctoni (probabilmente hanno risentito più degli altri gli effetti dell’inquinamento), le rondini, che non trovano più né cibo né tetti dove nidificare, e l’usignolo, il cui canto melodioso sta diventando ormai un lontano ricordo.  Certamente qualcosa si può ancora fare per rimediare al pasticcio che noi stessi abbiamo creato. Ma per farlo non basta che qualche studioso presenti i suoi dati. Occorre che questi rispecchino una condivisa concezione della gestione della cosa pubblica (quale risulta essere per legge la fauna selvatica), nel senso più alto, ovvero rispettando gli equilibri ambientali e quelli della nostra specie, per una volta magari, integrandoli tra loro.

Altro che la caccia. L’impatto dei cacciatori sulle specie avicole (ovviamente qui parliamo di quelle cacciabili, la rondine non lo è) è irrisorio e scientificamente sostenibile, tanto che nemmeno gli ambientalisti sono mai in grado di affermare il contrario e il più delle volte se presentano dati e statistiche nemmeno ci provano, preferiscono aspettare di sentirsi un po’ meno razionali e ricorrere al lessico delle fiabe. Ma questo, i cacciatori, lo sanno fin troppo bene.

 

Cinzia Funcis

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Leggi altri Editoriali
32 commenti finora…

Re:Addio alle rondini?

 

x Marcello 64, altro che colpo gli prende, quando planano sulle stampe e ti vedono…..ma ormai è troppo tardi……ed è un bene che fai alle altre specie della fauna, a me piace tantissimo la caccia alla cornacchia.

da dardo 20/05/2013 7.14

Re:Addio alle rondini?

 

X tutti i cacciatori fate come mè che una volta al mese prendete gli stampi,capanno di telo e mettete giù una bella “TESA DI CORNACCHIE E GAZZE” e vi posso assicurare che il divertimento è garantito, quando gli uscite dal capanno gli prende un colpo,solo così si riesce a eliminare i nocivi.

da MARCELLO64 19/05/2013 18.38

Re:Addio alle rondini?

 

x 30_06………..si sicuramente incide,ma da noi in Sardegna siamo pochi con tanto territorio,spesso nn si fà agricoltura,ma solo pastorizia,dove fienili,stalle,ovili,stazzi,sono ancora presenti ovunque,ma la rondine soffre comunque………penso che la pressione delle cornacchie sia tanto sottovalutata quanto dannosa a tutti i pulli di varie specie……………….

da alessandro federighi 18/05/2013 16.28

Re:Addio alle rondini?

 

L’amico Ezio ha fatto una sintesi molto vicina alla realtà ambientale, da come si evince aumentano enormemente le specie pedratrici, le specie che non sono terricoli e sfoggono ai vari pesticidi, scompaio le specie terricoli e le specie più deboli che devono sopportare la predazione dei corvidi ed ex nocivi.

da Sparviero. 17/05/2013 20.59

Re:Addio alle rondini?

 

Metterei in prima fila tra le cause la scomparsa dell’agricoltura tradizionale, con la diminuzione id insetti, siti idonei , stalle e fienili che erano puti privilegiati di nidificaizone.

da 30_06 17/05/2013 16.24

Re:Addio alle rondini?

 

Purtroppo Ezio lo sai com’è la provincia di Torino in materia. La peggiore in assoluto tra tutte le province piemontesi in materia di caccia e contenimento specie opportuniste.

da Giovanni Aiello 17/05/2013 12.56

Re:Addio alle rondini?

 

VOGLIO SENTIRE COSA DICE TOSO STASERA A BASTIA UMBRA SULLE SPECIE OPPORTUNISTE. PENSO CHE SIA IN CONTRASTO CON QUANTO ESPRESSO DAL SUO COLLEGA GENGHINI (ISPRA)CHE E’ PIUTTOSTO CRITICO NEI CONFRONTI DEI PIANI DI ABBATTIMENTO AUTORIZZATI PER IL CONTROLLO DEGLI UNGULATI (E DELLE ALTRE SPECIE OPPORTUNISTE: STORNO, COMPRESO).SE SI VA AVANTI CON L’AUTORIZZAZIONE AD ABBATTERE IL 25% DELI CONTINGENTI, QUANDO LA CRESCITA è MEDIAMENTE DEL 30% è CHIARO CHE IL PROBLEMA GLI AAGRICOLTORI NON LO RISOLVERANNO MAI. NON VENGANO POI A DARE LA COLPA AI CACCIATORI. QUESTO L’HA ANCHE RIPETUTO SALVADORI IN TOSCANA

da PARIGI L. 17/05/2013 11.13

Re:Addio alle rondini?

 

eh è proprio vero Ezio, se noi italiani non ci fossimo aggiustati da soli in questi anni eravamo già estinti, vista la politica italiana ed i nostri politici….

da dardo 17/05/2013 7.03

Re:Addio alle rondini?

 

Caro Dardo, sant’aggiustati è purtroppo il santo più gettonato in Italia. Bisogna fare di necessità virtù.

da Ezio 16/05/2013 15.42

Re:Addio alle rondini?

 

da noi ci si arrangia caro Ezio, a caccia aperta con le stampe ci si diverte a queste oportuniste.

da dardo 16/05/2013 15.39

Re:Addio alle rondini?

 

Dateci dentro Alessandro!! Ascolta sto fesso…. Comunque, Giovà, da noi si fanno ancora le battute al nido e con le larsen un po’ di respiro alle specie non opportuniste, anche quelle NON cacciabili, lo abbiamo dato. Sai com’è no?? Provincia che vai…

da Ezio 16/05/2013 14.41

Re:Addio alle rondini?

 

Per quanto riguarda i corvidi, tempo fa si facevano gli abbattimenti al nido. Cacciatori accompagnati da almeno una guardia riducevano di parecchio la consistenzadi questi predatori salvando gli uccelletti canori e altri nidiacei. C’era ovviamente l’obbligo di battere il tronco della pianta per accertarsi che nei nidi non albergava un cuculo o un rapace notturno, cosa che accadeva sovente.Poi si poteva sparare al corvide. Adesso il becero ambientalismo di menti non di certo conscie di quanti danni fanno i corvidi, hanno vietato da anni questa pratica. Uccelli canori e tante altre specie di nidiacei ringraziano questi intelligentoni anticaccia da salotto.

da Giovanni Aiello 16/05/2013 12.58

Re:Addio alle rondini?

 

Cemento,smog,pesticidi,falcidiano anche lei,ma…….le cornacchie falcidiano i pulli nel nido o appena involati,facendone stragi,come x cardellini,verdoni,passeri,fanelli,ecc…….da noi sono una peste,quest’anno hanno fatto iprimi interventi con coadiutori…….spero che tale lavoro negli anni paghi……….

da Alessandro Federighi 15/05/2013 19.55

Re:Addio alle rondini?

 

Addio alle rondini. E’ un pezzo che chi vive in campagna, almeno dalle mie parti, se n’è accorto. Addio anche ai torcicollo, ai fanelli, ai verdoni, ai cardellini, ai saltimpalo, ai passeri, alle averle, alle allodole, alle starne, alle pernici rosse, ai fagiani….. alle donnole, scoiattoli rossi, ai ramarri, alle farfalle, ai pipistrelli. E’ l’ambiente che incide sul successo o meno di una specie. E così, sempre dalle mie parti, in aumento o stabili gazze, cornacchie grigie, gabbiani (a 100 km dal mare), usignoli, codirossi (in particolare lo “spazzacamino”), cinciallegre, codibugnoli, upupe, cuculi, rigogoli, storni, colombacci, beccacce, lepri, cinghiali, caprioli…. L’habitat, soprattutto l’habitat fa la differenza. nel bene o nel male per ogni determinata specie.

da Ezio 15/05/2013 17.12

Re:Addio alle rondini?

 

Purtroppo se l’ambientalismo non la smette di essere un hobbi per incompetenti l’ambiente nel tempo si ridurrà in uno scempio ireparabile. In merito alle rondini il vero declino, oltre a quanto già detto precedentemente in merito all’inquinamento, é dovuto principalmente per via delle nuove costruzioni, questo è quanto mi risulta da una verifica effettuata in merito, difatti le nuove costruzioni urbani sono costruiti con le terrazze all’ultimo piano circondati di muretti in cemento con l’esclusione delle tegole di terracotta, contrariamente alle case del passato che erano costruite con i tetti coperti di tegole, tegole che permettevano alle rondini l’alloggio per la procreazione, circostanza quest’ultima indispensabile per la moltiplicazione giovanile da sostituire i capi deceduti per età. Difatti che abitate in una città doce esistono case con le tegole vecchio stile scorgerete la presenza delle rondini limitatamente in quella zona.

da Sparviero 14/05/2013 22.06

Re:Addio alle rondini?

 

MA SE BUTTANO GIU I NIDI DALLE CASE PERCHè SPORCANO, DA NOIA IL RUMORE CHE FANNO ECC ECC ANDATE A VEDERE SE LA BRAMBILLA A CASA HA LE RONDINI…… MMM SARà DIFFICILE…. IL GUAIO NON SONO I CACCIATORI MA L’ESSERE UMANO…. E POI RAGAZZI CREDETE CHE FACCIA BENE LA BELLA CEMENTIFICAZIONE DEL NOSTRO BEL PAESE???? è INUTILE CHE DANNO LA COLPA AI CACCIATORI…. GLI ANIMALI SONO SEMPRE MENO PERCHè L’UOMO HA TALMENTE MODIFICATO L’AMBIENTE, CHE GLI ANIMALI NON CI STANNO PIù BENE…. TUTTI GLI AMBIENTALISTI ANDASSERO A VEDERE QUANTE SPECIE DI VOLATILI RIMANGONO MORTI SULLE STRADE E PER I PESTICIDI E INQUINAMENTO……. ALTRO CHE CACCIATORI………

da IO 14/05/2013 18.45

Re:Addio alle rondini?

 

Dobbiamo con obbligo dire addio ma non con malinconia anche a quei giornalisti che foraggiati a dovere travisano con i loro falsi scritti la verita’.LANCIAMO il boicottaggiodi quei media che non raccontano, ma inficiano di falsità le notizie!!!!Risolveremmo molti dei problemi sul tappeto.

da BARBA 14/05/2013 13.24

Re:Addio alle rondini?

 

Caro Remo si vede che i suoi cari si sono accorti che sottospecie di uomo hanno partorito e lo hanno mandato via.Adesso vive costretto in una stanza pieno di odio verso il genere umano, un genere non degno di appartenere a gente come lui.

da W la caccia 14/05/2013 8.35

Re:Addio alle rondini?

 

caro pier tutto gira al contrario, in italia si guarda al profitto del singolo (politico), parlano e straparlano che il pianeta va in rovina con ecosistemi distrutti ed ambienti cementificati, ed i politici ne parlano nelle loro arringhe per farsi eleggere, e dopo……come al solito prendono per il sedere noi, popolo del verde (cacciatori), ed anche il popolo del protezzionismo totale, (animalari) perchè se un politico ci guadagna, e ci magna dal cemento il giorno dopo l’arringa pro ambiente si è già dimenticato tutto, sta a noi ribaltare il sistema, noi popolo tutto dobbiamo spezzare il dividi et impera, creano le classi per indebolirci, e deriderci dal loro podio, ma come diceva mio nonno anche il ferro fa la ruggine ed arriverà anche il loro tempo…

da dardo 14/05/2013 7.14

Re:Addio alle rondini?

 

una volta, quando le campagne erano abitate, non c’erano corvidi, volpi, ghiandaie e gazzaladre. I gatti se mangiavano topi di casa erano buone altrimenti erano buone per succulenti secondi piatti… e gli animali riempivano la terra e i cieli. Oggi che si deve investire nelle città perchè le campagne sono degli animali si assiste allo sfacelo del mondo: c’è qualche cosa che gira al contraio???

da Pier76 13/05/2013 21.34

Re:Addio alle rondini?

 

Grande Dardo!!!

da sololasipe 13/05/2013 18.22

Re:Addio alle rondini?

 

gogreen.virgilio.it/…/meno-rondini-a-primavera-perche-se-mangiano-afr…LIPU, WWF, LAC, ENPA , animalisti 100% (?), animalari, blackblock , geapress , ne sapete qualcosa?

da cacciaforever 13/05/2013 14.44

Re:Addio alle rondini?

 

è secoli che i cacciatori dicono no alle cementificazioni, all’inquinamento ed alla sfaciataggine degli animalari, quando ci chiamano in tv (quelle poche volte) mandano rappresentanti federcaccia, i quali di caccia non ne sanno una bella mazza, ameno chè non si parli di fagiano o cinghiale, non abbiamo nessuno che ci difenda a modo sono tutti servi della politica, poi per non parlare di stoppa l’amico degli animali, quello ci fa soldi, credo sia pagato per quei servizzi, altro che amico, sfruttatore mediatico ecco cosa è, e l’opinione pubblica ignorante in materia guarda l’animaletto e si commuove, mentre per le strade abbiamo neri picconatori, rom che rubano anche l’anima, fame e disperazione nelle famiglie, e questi parlano dell’uccellino inerme…….presto l’italia si romperà ed allora preparate l’aereo politici merdosi.

da dardo 13/05/2013 14.29

Re:Addio alle rondini?

 

Scommetto che il cornutone adesso non scriverà nulla sulla sua pagina di merda, non ci sono cacciatori di mezzo e perciò va tutto bene.Povero scemo figlio di nessuno, una vita di merda passata ad insultare la categoria dei cacciatori, abbandonato da tutti gli amici e anche dai propri cari, un peso per la società, una spesa inutile anche per la caritas, classico caso da suicidio che noi però non auguriamo mai, la vita prima di tutto, anche se disgraziata, inutile e piena di frustrazioni

da Remo 13/05/2013 13.46

Re:Addio alle rondini?

 

Condivido, sottoscrivo e mi autocensuro!!!!!

da Micheloni Nicola 13/05/2013 13.43

Re:Addio alle rondini?

 

@ Micheloni Nicola……i luminari del succitato Istituto percepiscono uno stipendio annuo di 100.000 euro.(100.000 : 12 = 8333 euro al mese…….d’altronde devono pur giustificare la loro esistenza.guardassero almeno ogni tanto fuori dalla finestra del loro ufficio….vedrebbero sicuramente qualche storno e qualche piccione……

da cacciaforever 13/05/2013 13.22

Re:Addio alle rondini?

 

Corvi, cornacchie, taccole e gabbiani stanno distruggendo intere nidiate, ma non solo di rondini…..tra qualche decennio, quando i luminari Ispra, dopo aver preso qualche milioncino di euro per gli studi, decideranno di approfondire la cosa, sara’ tardi…..

da Micheloni Nicola 13/05/2013 13.00

Re:Addio alle rondini?

 

PROVATE ! Provate a guardare le rondini a fine settembre /inizio ottobre, quando in massa se ne vanno…. la scena è questa : un cacciatore le guarda passare— qualcuno guarda il cacciatore pensando che da lì a poco lo vedrà sparacchiare per divertimento . SONO DECENNI CHE LO HANNO INCULCATO NELLA TESTA DELLA GENTE ;ORA E’ MOLTO DIFFICILE CONVINCERE LA GENTE CHE ALLE RONDINI NON SI PUNTA L’ARMA

da Renzo 13/05/2013 12.51

Re:Addio alle rondini?

 

Primo le rondini non si lamentano quindi non gliene frega nulla a nessuno. Secondo non portano voti. Quindi ancor meno. In piu’ non sono trendy. Quarto arrivano quando la caccia è chiusa…quindi nessuno può addossarci la colpa. Conclusione: spariranno dai cieli e nessun verde di professione se ne occuperà mai. Questa è l’Italia….

da A.le 13/05/2013 12.08

Re:Addio alle rondini?

 

Noi cacciatori siamo consapevoli di quello che stà succedendo intorno a noi, questi editoriali li leggiamo solo noi e qualche animalista ignorante, sono inutili in questo contesto, ci parliamo solo addosso, bisogna che queste denunce finiscano sui media.

da Giusva 13/05/2013 12.00

Re:Addio alle rondini?

 

dove vivo, fortunamente le rondini sono tornate nei loro nidi …..sicuramente l’habitat è cambiato, sono aumentati in maniera esponenziale i corvidi e gli storni come giustamente scritto…..purtroppo sono aumentati anche gli estremisti animalisti, veri Black Block dell’Ambiente, ..ho visto sabato degli Animalari con uno di loro dentro ad una gabbia che protestavano contro la vivisezione..io ho capito una sola parola :Assassini……urlato a squaricagola ….un passante che non voleva prendere un loro volantino è stato mandato affanculo(scusate il termine)….l’unico dialogo possibile secondo me con questa gente sarebbe a base di legno ben stagionato o nerbo di bue come si usava una volta…….

da cacciaforever 13/05/2013 11.39

Re:Addio alle rondini?

 

non parliamo di questo che sennò ci danno la colpa: dicono che le ammazziamo noi, o magari che spariamo agli insetti per non far mangiare le rondini… se poi lo legge la Rossa malpelo si inventerà qualche proposta di legge ad hoc

da Pier76 13/05/2013 11.06

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lunedì 13 maggio 2013

  

RondineI loro nemici sono i campi spremuti a forza di diserbanti, i fumi delle fabbriche, il cemento che divora le campagne. Le vere insidie per uccelli come la rondine, solo per citare la più caratteristica frequentatrice dei nostri cieli a primavera, e per decine di altre specie migratorie, sono la devastazione degli habitat, l’inquinamento e più in generale l’incuria, il disinteresse per l’ambiente ed il paesaggio, oltre che per la cultura delle tradizioni rurali e per la salute del pianeta.

Lo scenario è praticamente lo stesso in tutto lo stivale, con le periferie che si allargano  si restringono gli spazi naturali per i selvatici, sostituiti sempre più da specie che ben si adattano alle città, sempre più sporche e inquinate. Non bastassero le cause antropiche, a dare un’accellerata al tutto ci pensa la natura, con i suoi meccanismi di adattamento tanto più violenti quanto veloci e violenti risultano le modifiche a clima e habitat. Gli uccelli che meglio si ambientano nel  contesto cittadino, che sanno bivaccare tra i rifiuti dell’uomo e approfittano del calore della città, proliferano. Gli esempi sono sotto gli occhi di tutti, basta fare una passeggiata in centro per avvistare in ogni angolo corvi, gabbiani, gazze, storni, piccioni e perfino pappagallini esotici in numeri davvero impressionanti.

Uccelli ultra protetti, specie se in un contesto metropolitano. La legge, nella maggior parte dei casi,  impedisce di agire subito, se non presentando una sequela di scartoffie e certificazioni mai del tutto inappuntabili.  Con quel che può comportare, anche a livello di immagine, un eventuale ricorso al Tar degli animalisti, con annesse campagne stampa sostenute dalle associazioni ambientaliste (che per l’occasione indosseranno le vesti della loro retorica irrazionale) le amministrazioni scelgono di non avventurarsi nei meandri di direttive e deroghe e semplicemente rinunciano a quei contenimenti che, se sistematici, sarebbero in grado di mitigare la sproporzione in termini di quantità tra una specie e l’altra.

Storni, piccioni e cornacchie sempre più prendono il posto di allodolole, passeri, usignoli e rondini, che fino a qualche decennio fa erano i veri protagonisti delle campagne e dei paesini di provincia. C’è una stretta correlazione tra la crescita dei primi, quasi tutti animali opportunisti, e il declino degli altri, uccelli più che altro insettivori, specializzati nel volo su lunghe distanze e quindi migratori. E’ una vera e propria guerra, dove gli scontri corpo a corpo sono all’ordine del giorno. I gabbiani attaccano i piccioni, le cornacchie i passeri, i pappagalli le upupe e gli assoli. Ed essendo spesso i primi più grossi,  più aggressivi e assai più numerosi, i secondi soccombono o semplicemente cambiano destinazione.

Gli uccelli in netta crescita sono quelli più furbi e maggiormente inclini all’adattamento, sia in termini di habitat che di alimentazione. Gabbiani e storni, per esempio sono ormai presenti ovunque, con conseguenze immaginabili in fatto di danni alle attività umane, ma soprattutto alle altre specie avicole. Lo storno soprattutto, da grande migratore si sta trasformando in specie stanziale: in molte città, soprattutto del centro sud lo si può trovare tutto l’anno, concentrato in enormi stormi chiassosi e voraci. Da non sottovalutare anche il problema dei pappagalli parrocchetti, in particolare in alcuni quartieri di Roma, dove pochi individui liberati in natura da chi non voleva più tenerseli in casa, si sono moltiplicati, e hanno pian piano occupato il posto delle civette e delle taccole. In drastico calo i passeri autoctoni (probabilmente hanno risentito più degli altri gli effetti dell’inquinamento), le rondini, che non trovano più né cibo né tetti dove nidificare, e l’usignolo, il cui canto melodioso sta diventando ormai un lontano ricordo.  Certamente qualcosa si può ancora fare per rimediare al pasticcio che noi stessi abbiamo creato. Ma per farlo non basta che qualche studioso presenti i suoi dati. Occorre che questi rispecchino una condivisa concezione della gestione della cosa pubblica (quale risulta essere per legge la fauna selvatica), nel senso più alto, ovvero rispettando gli equilibri ambientali e quelli della nostra specie, per una volta magari, integrandoli tra loro.

Altro che la caccia. L’impatto dei cacciatori sulle specie avicole (ovviamente qui parliamo di quelle cacciabili, la rondine non lo è) è irrisorio e scientificamente sostenibile, tanto che nemmeno gli ambientalisti sono mai in grado di affermare il contrario e il più delle volte se presentano dati e statistiche nemmeno ci provano, preferiscono aspettare di sentirsi un po’ meno razionali e ricorrere al lessico delle fiabe. Ma questo, i cacciatori, lo sanno fin troppo bene.

 

Cinzia Funcis

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Re:Addio alle rondini?

 

x Marcello 64, altro che colpo gli prende, quando planano sulle stampe e ti vedono…..ma ormai è troppo tardi……ed è un bene che fai alle altre specie della fauna, a me piace tantissimo la caccia alla cornacchia.

da dardo 20/05/2013 7.14

Re:Addio alle rondini?

 

X tutti i cacciatori fate come mè che una volta al mese prendete gli stampi,capanno di telo e mettete giù una bella “TESA DI CORNACCHIE E GAZZE” e vi posso assicurare che il divertimento è garantito, quando gli uscite dal capanno gli prende un colpo,solo così si riesce a eliminare i nocivi.

da MARCELLO64 19/05/2013 18.38

Re:Addio alle rondini?

 

x 30_06………..si sicuramente incide,ma da noi in Sardegna siamo pochi con tanto territorio,spesso nn si fà agricoltura,ma solo pastorizia,dove fienili,stalle,ovili,stazzi,sono ancora presenti ovunque,ma la rondine soffre comunque………penso che la pressione delle cornacchie sia tanto sottovalutata quanto dannosa a tutti i pulli di varie specie……………….

da alessandro federighi 18/05/2013 16.28

Re:Addio alle rondini?

 

L’amico Ezio ha fatto una sintesi molto vicina alla realtà ambientale, da come si evince aumentano enormemente le specie pedratrici, le specie che non sono terricoli e sfoggono ai vari pesticidi, scompaio le specie terricoli e le specie più deboli che devono sopportare la predazione dei corvidi ed ex nocivi.

da Sparviero. 17/05/2013 20.59

Re:Addio alle rondini?

 

Metterei in prima fila tra le cause la scomparsa dell’agricoltura tradizionale, con la diminuzione id insetti, siti idonei , stalle e fienili che erano puti privilegiati di nidificaizone.

da 30_06 17/05/2013 16.24

Re:Addio alle rondini?

 

Purtroppo Ezio lo sai com’è la provincia di Torino in materia. La peggiore in assoluto tra tutte le province piemontesi in materia di caccia e contenimento specie opportuniste.

da Giovanni Aiello 17/05/2013 12.56

Re:Addio alle rondini?

 

VOGLIO SENTIRE COSA DICE TOSO STASERA A BASTIA UMBRA SULLE SPECIE OPPORTUNISTE. PENSO CHE SIA IN CONTRASTO CON QUANTO ESPRESSO DAL SUO COLLEGA GENGHINI (ISPRA)CHE E’ PIUTTOSTO CRITICO NEI CONFRONTI DEI PIANI DI ABBATTIMENTO AUTORIZZATI PER IL CONTROLLO DEGLI UNGULATI (E DELLE ALTRE SPECIE OPPORTUNISTE: STORNO, COMPRESO).SE SI VA AVANTI CON L’AUTORIZZAZIONE AD ABBATTERE IL 25% DELI CONTINGENTI, QUANDO LA CRESCITA è MEDIAMENTE DEL 30% è CHIARO CHE IL PROBLEMA GLI AAGRICOLTORI NON LO RISOLVERANNO MAI. NON VENGANO POI A DARE LA COLPA AI CACCIATORI. QUESTO L’HA ANCHE RIPETUTO SALVADORI IN TOSCANA

da PARIGI L. 17/05/2013 11.13

Re:Addio alle rondini?

 

eh è proprio vero Ezio, se noi italiani non ci fossimo aggiustati da soli in questi anni eravamo già estinti, vista la politica italiana ed i nostri politici….

da dardo 17/05/2013 7.03

Re:Addio alle rondini?

 

Caro Dardo, sant’aggiustati è purtroppo il santo più gettonato in Italia. Bisogna fare di necessità virtù.

da Ezio 16/05/2013 15.42

Re:Addio alle rondini?

 

da noi ci si arrangia caro Ezio, a caccia aperta con le stampe ci si diverte a queste oportuniste.

da dardo 16/05/2013 15.39

Re:Addio alle rondini?

 

Dateci dentro Alessandro!! Ascolta sto fesso…. Comunque, Giovà, da noi si fanno ancora le battute al nido e con le larsen un po’ di respiro alle specie non opportuniste, anche quelle NON cacciabili, lo abbiamo dato. Sai com’è no?? Provincia che vai…

da Ezio 16/05/2013 14.41

Re:Addio alle rondini?

 

Per quanto riguarda i corvidi, tempo fa si facevano gli abbattimenti al nido. Cacciatori accompagnati da almeno una guardia riducevano di parecchio la consistenzadi questi predatori salvando gli uccelletti canori e altri nidiacei. C’era ovviamente l’obbligo di battere il tronco della pianta per accertarsi che nei nidi non albergava un cuculo o un rapace notturno, cosa che accadeva sovente.Poi si poteva sparare al corvide. Adesso il becero ambientalismo di menti non di certo conscie di quanti danni fanno i corvidi, hanno vietato da anni questa pratica. Uccelli canori e tante altre specie di nidiacei ringraziano questi intelligentoni anticaccia da salotto.

da Giovanni Aiello 16/05/2013 12.58

Re:Addio alle rondini?

 

Cemento,smog,pesticidi,falcidiano anche lei,ma…….le cornacchie falcidiano i pulli nel nido o appena involati,facendone stragi,come x cardellini,verdoni,passeri,fanelli,ecc…….da noi sono una peste,quest’anno hanno fatto iprimi interventi con coadiutori…….spero che tale lavoro negli anni paghi……….

da Alessandro Federighi 15/05/2013 19.55

Re:Addio alle rondini?

 

Addio alle rondini. E’ un pezzo che chi vive in campagna, almeno dalle mie parti, se n’è accorto. Addio anche ai torcicollo, ai fanelli, ai verdoni, ai cardellini, ai saltimpalo, ai passeri, alle averle, alle allodole, alle starne, alle pernici rosse, ai fagiani….. alle donnole, scoiattoli rossi, ai ramarri, alle farfalle, ai pipistrelli. E’ l’ambiente che incide sul successo o meno di una specie. E così, sempre dalle mie parti, in aumento o stabili gazze, cornacchie grigie, gabbiani (a 100 km dal mare), usignoli, codirossi (in particolare lo “spazzacamino”), cinciallegre, codibugnoli, upupe, cuculi, rigogoli, storni, colombacci, beccacce, lepri, cinghiali, caprioli…. L’habitat, soprattutto l’habitat fa la differenza. nel bene o nel male per ogni determinata specie.

da Ezio 15/05/2013 17.12

Re:Addio alle rondini?

 

Purtroppo se l’ambientalismo non la smette di essere un hobbi per incompetenti l’ambiente nel tempo si ridurrà in uno scempio ireparabile. In merito alle rondini il vero declino, oltre a quanto già detto precedentemente in merito all’inquinamento, é dovuto principalmente per via delle nuove costruzioni, questo è quanto mi risulta da una verifica effettuata in merito, difatti le nuove costruzioni urbani sono costruiti con le terrazze all’ultimo piano circondati di muretti in cemento con l’esclusione delle tegole di terracotta, contrariamente alle case del passato che erano costruite con i tetti coperti di tegole, tegole che permettevano alle rondini l’alloggio per la procreazione, circostanza quest’ultima indispensabile per la moltiplicazione giovanile da sostituire i capi deceduti per età. Difatti che abitate in una città doce esistono case con le tegole vecchio stile scorgerete la presenza delle rondini limitatamente in quella zona.

da Sparviero 14/05/2013 22.06

Re:Addio alle rondini?

 

MA SE BUTTANO GIU I NIDI DALLE CASE PERCHè SPORCANO, DA NOIA IL RUMORE CHE FANNO ECC ECC ANDATE A VEDERE SE LA BRAMBILLA A CASA HA LE RONDINI…… MMM SARà DIFFICILE…. IL GUAIO NON SONO I CACCIATORI MA L’ESSERE UMANO…. E POI RAGAZZI CREDETE CHE FACCIA BENE LA BELLA CEMENTIFICAZIONE DEL NOSTRO BEL PAESE???? è INUTILE CHE DANNO LA COLPA AI CACCIATORI…. GLI ANIMALI SONO SEMPRE MENO PERCHè L’UOMO HA TALMENTE MODIFICATO L’AMBIENTE, CHE GLI ANIMALI NON CI STANNO PIù BENE…. TUTTI GLI AMBIENTALISTI ANDASSERO A VEDERE QUANTE SPECIE DI VOLATILI RIMANGONO MORTI SULLE STRADE E PER I PESTICIDI E INQUINAMENTO……. ALTRO CHE CACCIATORI………

da IO 14/05/2013 18.45

Re:Addio alle rondini?

 

Dobbiamo con obbligo dire addio ma non con malinconia anche a quei giornalisti che foraggiati a dovere travisano con i loro falsi scritti la verita’.LANCIAMO il boicottaggiodi quei media che non raccontano, ma inficiano di falsità le notizie!!!!Risolveremmo molti dei problemi sul tappeto.

da BARBA 14/05/2013 13.24

Re:Addio alle rondini?

 

Caro Remo si vede che i suoi cari si sono accorti che sottospecie di uomo hanno partorito e lo hanno mandato via.Adesso vive costretto in una stanza pieno di odio verso il genere umano, un genere non degno di appartenere a gente come lui.

da W la caccia 14/05/2013 8.35

Re:Addio alle rondini?

 

caro pier tutto gira al contrario, in italia si guarda al profitto del singolo (politico), parlano e straparlano che il pianeta va in rovina con ecosistemi distrutti ed ambienti cementificati, ed i politici ne parlano nelle loro arringhe per farsi eleggere, e dopo……come al solito prendono per il sedere noi, popolo del verde (cacciatori), ed anche il popolo del protezzionismo totale, (animalari) perchè se un politico ci guadagna, e ci magna dal cemento il giorno dopo l’arringa pro ambiente si è già dimenticato tutto, sta a noi ribaltare il sistema, noi popolo tutto dobbiamo spezzare il dividi et impera, creano le classi per indebolirci, e deriderci dal loro podio, ma come diceva mio nonno anche il ferro fa la ruggine ed arriverà anche il loro tempo…

da dardo 14/05/2013 7.14

Re:Addio alle rondini?

 

una volta, quando le campagne erano abitate, non c’erano corvidi, volpi, ghiandaie e gazzaladre. I gatti se mangiavano topi di casa erano buone altrimenti erano buone per succulenti secondi piatti… e gli animali riempivano la terra e i cieli. Oggi che si deve investire nelle città perchè le campagne sono degli animali si assiste allo sfacelo del mondo: c’è qualche cosa che gira al contraio???

da Pier76 13/05/2013 21.34

Re:Addio alle rondini?

 

Grande Dardo!!!

da sololasipe 13/05/2013 18.22

Re:Addio alle rondini?

 

gogreen.virgilio.it/…/meno-rondini-a-primavera-perche-se-mangiano-afr…LIPU, WWF, LAC, ENPA , animalisti 100% (?), animalari, blackblock , geapress , ne sapete qualcosa?

da cacciaforever 13/05/2013 14.44

Re:Addio alle rondini?

 

è secoli che i cacciatori dicono no alle cementificazioni, all’inquinamento ed alla sfaciataggine degli animalari, quando ci chiamano in tv (quelle poche volte) mandano rappresentanti federcaccia, i quali di caccia non ne sanno una bella mazza, ameno chè non si parli di fagiano o cinghiale, non abbiamo nessuno che ci difenda a modo sono tutti servi della politica, poi per non parlare di stoppa l’amico degli animali, quello ci fa soldi, credo sia pagato per quei servizzi, altro che amico, sfruttatore mediatico ecco cosa è, e l’opinione pubblica ignorante in materia guarda l’animaletto e si commuove, mentre per le strade abbiamo neri picconatori, rom che rubano anche l’anima, fame e disperazione nelle famiglie, e questi parlano dell’uccellino inerme…….presto l’italia si romperà ed allora preparate l’aereo politici merdosi.

da dardo 13/05/2013 14.29

Re:Addio alle rondini?

 

Scommetto che il cornutone adesso non scriverà nulla sulla sua pagina di merda, non ci sono cacciatori di mezzo e perciò va tutto bene.Povero scemo figlio di nessuno, una vita di merda passata ad insultare la categoria dei cacciatori, abbandonato da tutti gli amici e anche dai propri cari, un peso per la società, una spesa inutile anche per la caritas, classico caso da suicidio che noi però non auguriamo mai, la vita prima di tutto, anche se disgraziata, inutile e piena di frustrazioni

da Remo 13/05/2013 13.46

Re:Addio alle rondini?

 

Condivido, sottoscrivo e mi autocensuro!!!!!

da Micheloni Nicola 13/05/2013 13.43

Re:Addio alle rondini?

 

@ Micheloni Nicola……i luminari del succitato Istituto percepiscono uno stipendio annuo di 100.000 euro.(100.000 : 12 = 8333 euro al mese…….d’altronde devono pur giustificare la loro esistenza.guardassero almeno ogni tanto fuori dalla finestra del loro ufficio….vedrebbero sicuramente qualche storno e qualche piccione……

da cacciaforever 13/05/2013 13.22

Re:Addio alle rondini?

 

Corvi, cornacchie, taccole e gabbiani stanno distruggendo intere nidiate, ma non solo di rondini…..tra qualche decennio, quando i luminari Ispra, dopo aver preso qualche milioncino di euro per gli studi, decideranno di approfondire la cosa, sara’ tardi…..

da Micheloni Nicola 13/05/2013 13.00

Re:Addio alle rondini?

 

PROVATE ! Provate a guardare le rondini a fine settembre /inizio ottobre, quando in massa se ne vanno…. la scena è questa : un cacciatore le guarda passare— qualcuno guarda il cacciatore pensando che da lì a poco lo vedrà sparacchiare per divertimento . SONO DECENNI CHE LO HANNO INCULCATO NELLA TESTA DELLA GENTE ;ORA E’ MOLTO DIFFICILE CONVINCERE LA GENTE CHE ALLE RONDINI NON SI PUNTA L’ARMA

da Renzo 13/05/2013 12.51

Re:Addio alle rondini?

 

Primo le rondini non si lamentano quindi non gliene frega nulla a nessuno. Secondo non portano voti. Quindi ancor meno. In piu’ non sono trendy. Quarto arrivano quando la caccia è chiusa…quindi nessuno può addossarci la colpa. Conclusione: spariranno dai cieli e nessun verde di professione se ne occuperà mai. Questa è l’Italia….

da A.le 13/05/2013 12.08

Re:Addio alle rondini?

 

Noi cacciatori siamo consapevoli di quello che stà succedendo intorno a noi, questi editoriali li leggiamo solo noi e qualche animalista ignorante, sono inutili in questo contesto, ci parliamo solo addosso, bisogna che queste denunce finiscano sui media.

da Giusva 13/05/2013 12.00

Re:Addio alle rondini?

 

dove vivo, fortunamente le rondini sono tornate nei loro nidi …..sicuramente l’habitat è cambiato, sono aumentati in maniera esponenziale i corvidi e gli storni come giustamente scritto…..purtroppo sono aumentati anche gli estremisti animalisti, veri Black Block dell’Ambiente, ..ho visto sabato degli Animalari con uno di loro dentro ad una gabbia che protestavano contro la vivisezione..io ho capito una sola parola :Assassini……urlato a squaricagola ….un passante che non voleva prendere un loro volantino è stato mandato affanculo(scusate il termine)….l’unico dialogo possibile secondo me con questa gente sarebbe a base di legno ben stagionato o nerbo di bue come si usava una volta…….

da cacciaforever 13/05/2013 11.39

Re:Addio alle rondini?

 

non parliamo di questo che sennò ci danno la colpa: dicono che le ammazziamo noi, o magari che spariamo agli insetti per non far mangiare le rondini… se poi lo legge la Rossa malpelo si inventerà qualche proposta di legge ad hoc

da Pier76 13/05/2013 11.06

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Don Paolo Tonghini:ecco il libro-intervista che anticipò il Papa

VIADANA – Un libro intervista partorito tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009 che finalmente vede la luce. L’autore è don Paolo Tonghini, parroco di Casaletto, Salina e Bellaguarda di Viadana, e il titolo dell’opera “Oltre il Sagrato. Nelle periferie… con l’odore delle pecore!” è indicativo della carriera da missionario di don Paolo.

Si tratta del terzo libro del parroco di origini piadenesi, che sarà in distribuzione in vari punti del territorio casalasco-viadanese e anche presso la Casa Parrocchiale di Casaletto e presso il Consiglio Direttivo del NewTabor. Il ricavato delle vendita del Libro sarà devoluto per il Progetto di Bukavu, che inizierà come noto il prossimo 11 agosto. “Ho deciso di pubblicare ora questo libro – spiega don Paolo – perché nei contenuti anticipa proprio quello che Papa Francesco sta dicendo in questi giorni. In quella intervista ho espresso concetti che i questi anni ho voluto tenere nel cassetto. Ora è invece tempo di divulgarli, perché da lì scaturisce l’attenzione verso gli ultimi e i più poveri di oggi”.

La dedica, anzi le dediche, sono speciali. “Al momento della pubblicazione – spiega don Paolo – ho pensato a mia mamma Luisa che dal Cielo accompagna ogni mio passo; a monsignor Daniele Rota, guida luminosa del mio Ministero Pastorale; al nostro amato Papa Francesco, luce radiosa che illumina questo tempo storico, difficile seppur straordinario”. Il libro parla della missione di don Tonghini, prima nelle tende di Cristo, poi con la nascita dell’Opera Missionaria New Tabor, e infine con le missioni, prima in Brasile, poi in Africa e dall’anno prossimo, anche in Vietnam, a Oriente. “Abbiamo già parlato di questo – rivela don Paolo – e deliberato con onlus New Tabor: abbiamo già gli agganci per valutare cosa fare concretamente e iniziare anche in questi nuovi territori”.

Giovanni Gardani

 

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La legge di stabilità del 2016

Legge di stabilità 2016, cosa prevede

Cosa prevede la legge di stabilità 2016? Il valore complessivo della manovra è di 35 miliardi di euro. La differenza di tre dipende dalla possibilità che Bruxelles accetti un margine di flessibilità pari allo 0,2%. Da quel che si capisce, Renzi ci proverà, ma la battaglia non sarà facile da portare a termine.

Tasi – Il provvedimento più celebrato e più contestato al contempo è l’abolizione della Tasi, la tassa sulla prima casa. Contemporaneamente, sparirà anche l’Imu sui terreni agricoli e sui macchinari imbullonati. Potrebbe invece essere aumentata l’Imu sulle seconde e terze case. Tutte misure che dovrebbero costare circa 5 miliardi di euro.

Ires – L’atteso taglio dell’Ires (dal 27,5 al 24,5%) è stato rinviato al 2017.

Niente aumento dell’Iva – È la misura più costosa, dal valore di quasi 17 miliardi di euro. Ma evitare che scatti la clausola di garanzia e di conseguenza che aumenti l’Iva è una misura imprescindibile per evitare che i consumi si deprimano ulteriormente.

Canone Rai – Come ormai tutti sanno, il Canone scende da 113 a 100 euro; ma sarà inserito nella bolletta della luce e in questo modo chiunque sarà costretto a pagarlo. Dal 2017 il canone scenderà ulteriormente, a 95 euro.

Bonus ristrutturazioni – Gli incentivi per le ristrutturazioni, ormai un piccolo classico, sono state prorogate per un altro anno ancora. Le ristrutturazioni edilizie potranno essere detratte dall’Irpef per il 50%: mentre quelle legati al risparmio energetico saranno detratti per il 65%.

Incentivi alle assunzioni – Prorogati ancora gli incentivi per chi assume (che nel 2015 hanno funzionato bene sul fronte occupazionale). Chi assume un dipendente a tempo indeterminato o converte un contratto a tempo determinato avrà uno sgravio sui contributi da versare. Rispetto a oggi, però, saranno meno generosi: dagli attuali 8mila euro si scende al 40% (circa 3mila euro) per l’anno a venire. Per quanto invece riguarda le aziende del sud, sarà ancora possibile ottenere una decontribuzione al 100%.

Limite dei contanti – Innalzato a tremila euro il limite dei pagamenti in contati, dagli attuali mille. Una misura molto contestata (per questioni di lavoro nero ed evasione fiscale), che secondo il governo potrebbe rilanciare i consumi.

Pensioni – Niente flessibilità in uscita, come prevedibile, ma sarà possibile per chi ha più di 63 anni lavorare part time con una retribuzione quasi pari a quella ordinaria. Sale la no tax area dei pensionati, che da 7.500/7.750 euro (a seconda dell’età) diventa per tutti di 8.142 euro (pari a quella dei dipendenti).

Opzione donna – Potrà essere esercitata dalle lavoratrici dipendenti o autonome che raggiungono i 57 o 58 e 3 mesi di età entro il 30 dicembre 2015, oppure che compiono i 57 o 58 anni entro il 30 settembre 2015. I 35 anni di contributi vanno raggiunti entro il 31 dicembre. Chi opta per questa possibilità può andare in pensione prima ma con l’importo della pensione calcolato con il sistema contributivo.

Partite Iva – Per accedere al regime agevolato forfettario la soglia massima di redditi per i professionisti passerà dagli attuali 15mila a 30mila euro. La tassazione fissa sarà del 15%, ma per i primi tre anni ci si fermerà al 5%.

Carta famiglia – Grazie ad un emendamento approvato alla Camera in data 19 dicembre, è stata inserita in finanziaria. Si tratta di una card per sconti sull’acquisto di beni di prima necessità o servizi, e che prevede riduzioni tariffarie con soggetti pubblici o privati che aderiscono all’iniziativa. E’ destinata a famiglie con almeno 3 figli minori residenti in Italia (anche se stranieri). Verrà rilasciata solo ai nuclei familiari che ne fanno richiesta, in base all’Isee, con modalità decise dal ministero del lavoro.

Bonus cultura – 500 euro a chi compie 18 anni l’anno prossimo da spendere in libri e altri prodotti culturali.

80 euro per le forze dell’ordine – Anche gli esponenti delle forze dell’ordine avranno diritto al bonus mensile di 80 euro.

Tra le novità introdotte si segnalano l’istituzione del fondo di solidarietà per i piccoli obbligazionisti, le misure per favorire gli investimenti al Sud del Paese, il pacchetto sicurezza-cultura da 2,6 miliardi di euro, le assunzioni di medici e infermieri e la possibilità di pagare con bancomat e carte di credito anche spese minori come il caffè o il parchimetro.

Quanto costano le misure

– 17 miliardi cancellazione aumento iva e accise
– 5 miliardi cancellazione Tasi e Imu agricola
– 3,5 miliardi per le misure anti-povertà e sulle pensioni
– 1,5 miliardi per decontribuzione e meno tasse per le imprese

Come saranno reperite le risorse

– 13 miliardi da aumento obiettivo deficit (che sale dall’1,4 al 2,2%
– 5,5 miliardi da spending review
– 2 miliardi dal rientro dei capitali con la voluntary disclosure
– 1 miliardo da aumento prelievo sui giochi
– 600 milioni da

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22 dicembre 2015 – Il governo ha posto il voto di fiducia al Senato sulla legge di stabilità 2016: il voto favorevole è arrivato con 162 sì e 125 no.

Il precedente passaggio alla Camera ha fatto lievitare il valore della manovra a più di 30 miliardi di euro, merito anche dell’eliminazione delle clausole di salvaguardia da 16,8 miliardi di euro per il 2016.

Legge di stabilità 2016, cosa prevede

Cosa prevede la legge di stabilità 2016? Il valore complessivo della manovra è di 35 miliardi di euro. La differenza di tre dipende dalla possibilità che Bruxelles accetti un margine di flessibilità pari allo 0,2%. Da quel che si capisce, Renzi ci proverà, ma la battaglia non sarà facile da portare a termine.

Tasi – Il provvedimento più celebrato e più contestato al contempo è l’abolizione della Tasi, la tassa sulla prima casa. Contemporaneamente, sparirà anche l’Imu sui terreni agricoli e sui macchinari imbullonati. Potrebbe invece essere aumentata l’Imu sulle seconde e terze case. Tutte misure che dovrebbero costare circa 5 miliardi di euro.

Ires – L’atteso taglio dell’Ires (dal 27,5 al 24,5%) è stato rinviato al 2017.

Niente aumento dell’Iva – È la misura più costosa, dal valore di quasi 17 miliardi di euro. Ma evitare che scatti la clausola di garanzia e di conseguenza che aumenti l’Iva è una misura imprescindibile per evitare che i consumi si deprimano ulteriormente.

Canone Rai – Come ormai tutti sanno, il Canone scende da 113 a 100 euro; ma sarà inserito nella bolletta della luce e in questo modo chiunque sarà costretto a pagarlo. Dal 2017 il canone scenderà ulteriormente, a 95 euro.

Bonus ristrutturazioni – Gli incentivi per le ristrutturazioni, ormai un piccolo classico, sono state prorogate per un altro anno ancora. Le ristrutturazioni edilizie potranno essere detratte dall’Irpef per il 50%: mentre quelle legati al risparmio energetico saranno detratti per il 65%.

Incentivi alle assunzioni – Prorogati ancora gli incentivi per chi assume (che nel 2015 hanno funzionato bene sul fronte occupazionale). Chi assume un dipendente a tempo indeterminato o converte un contratto a tempo determinato avrà uno sgravio sui contributi da versare. Rispetto a oggi, però, saranno meno generosi: dagli attuali 8mila euro si scende al 40% (circa 3mila euro) per l’anno a venire. Per quanto invece riguarda le aziende del sud, sarà ancora possibile ottenere una decontribuzione al 100%.

Limite dei contanti – Innalzato a tremila euro il limite dei pagamenti in contati, dagli attuali mille. Una misura molto contestata (per questioni di lavoro nero ed evasione fiscale), che secondo il governo potrebbe rilanciare i consumi.

Pensioni – Niente flessibilità in uscita, come prevedibile, ma sarà possibile per chi ha più di 63 anni lavorare part time con una retribuzione quasi pari a quella ordinaria. Sale la no tax area dei pensionati, che da 7.500/7.750 euro (a seconda dell’età) diventa per tutti di 8.142 euro (pari a quella dei dipendenti).

Opzione donna – Potrà essere esercitata dalle lavoratrici dipendenti o autonome che raggiungono i 57 o 58 e 3 mesi di età entro il 30 dicembre 2015, oppure che compiono i 57 o 58 anni entro il 30 settembre 2015. I 35 anni di contributi vanno raggiunti entro il 31 dicembre. Chi opta per questa possibilità può andare in pensione prima ma con l’importo della pensione calcolato con il sistema contributivo.

Partite Iva – Per accedere al regime agevolato forfettario la soglia massima di redditi per i professionisti passerà dagli attuali 15mila a 30mila euro. La tassazione fissa sarà del 15%, ma per i primi tre anni ci si fermerà al 5%.

Carta famiglia – Grazie ad un emendamento approvato alla Camera in data 19 dicembre, è stata inserita in finanziaria. Si tratta di una card per sconti sull’acquisto di beni di prima necessità o servizi, e che prevede riduzioni tariffarie con soggetti pubblici o privati che aderiscono all’iniziativa. E’ destinata a famiglie con almeno 3 figli minori residenti in Italia (anche se stranieri). Verrà rilasciata solo ai nuclei familiari che ne fanno richiesta, in base all’Isee, con modalità decise dal ministero del lavoro.

Bonus cultura – 500 euro a chi compie 18 anni l’anno prossimo da spendere in libri e altri prodotti culturali.

80 euro per le forze dell’ordine – Anche gli esponenti delle forze dell’ordine avranno diritto al bonus mensile di 80 euro.

Tra le novità introdotte si segnalano l’istituzione del fondo di solidarietà per i piccoli obbligazionisti, le misure per favorire gli investimenti al Sud del Paese, il pacchetto sicurezza-cultura da 2,6 miliardi di euro, le assunzioni di medici e infermieri e la possibilità di pagare con bancomat e carte di credito anche spese minori come il caffè o il parchimetro.

Quanto costano le misure

– 17 miliardi cancellazione aumento iva e accise
– 5 miliardi cancellazione Tasi e Imu agricola
– 3,5 miliardi per le misure anti-povertà e sulle pensioni
– 1,5 miliardi per decontribuzione e meno tasse per le imprese

Come saranno reperite le risorse

– 13 miliardi da aumento obiettivo deficit (che sale dall’1,4 al 2,2%
– 5,5 miliardi da spending review
– 2 miliardi dal rientro dei capitali con la voluntary disclosure
– 1 miliardo da aumento prelievo sui giochi
– 600 milioni da cancellazione delle province
– 4,9 miliardi da maggiori entrate per via della crescita economica prevista (+1,6%)

cancellazione delle province
– 4,9 miliardi da maggiori entrate per via della crescita economica prevista (+1,6%)

Natale ed Epifania per l’incarnazione del Verbo con don Paolo Tonghini

Inizialmente le feste di Natale e dell’Epifania costituivano una celebrazione che aveva un unico e identico oggetto: l’Incarnazione del Verbo anche se con differenti accentuazioni in Occidente e in Oriente. In Oriente il mistero dell’Incarnazione si celebrava il 6 gennaio col nome di Epifania (ossia manifestazione); in Occidente, cioè a Roma, lo stesso mistero lo si celebrava il 25 dicembre col nome di Natalis Domini. La distinzione delle due feste con diverso contenuto e messaggio avviene tra la fine del IV secolo e l’inizio del V secolo d.C.

In Occidente la festa di Natale ha sostituito la festa pagana del mondo romano del “Sol Invictus” e la Chiesa ha deciso di ricordare e celebrare la nascita di Gesù, il Nuovo Sole, il Vero Sole spuntato dall’Oriente e proprio in Oriente veniva celebrato il 6 gennaio.

“Oggi è nato per voi il Salvatore”: questo è il grande annuncio del Natale.

Il titolo del Salvatore era dato all’imperatore Augusto. Invece l’evangelista Luca ci dice che questo bimbo avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia, tra l sua madre Maria e il suo Babbo Giuseppe, è il Salvatore del mondo. E’ il Cristo Signore, la nostra Speranza, la Speranza di tutta l’umanità che anela salvezza, vita piena e vera. Il Kyrios, ossia il Signore, non è l’imperatore, ma Gesù. E Signore è il tipico appellativo pasquale, dato al Risorto. Affiora fin dagli albori la dimensione pasquale della vita cristiana e della liturgia. Questo bimbo inerme e disarmato diventa la sfida per l’impero romano, potere terreno e passeggero. Di ogni impero o potere mondano, di ogni ideologia o lobby di potere culturale o sociale o mediatico!

Auguro di cuore a tutti voi, alle vostre famiglie, ai vostri cari, alle vostre comunità di aprire bene gli occhi, contemplando il presepe nelle nostre case, nelle nostra piazze e strade, nelle nostre chiese, per riconoscere questo Dio così misterioso e così geniale che arriva in mezzo a noi e resta in mezzo a noi da povero, da “piccolo”. Lui proprio non ha timori di stare in mezzo a questa umanità, talvolta sporca, altre volte ribelle, altre volte lenta nel capire e nel cambiare idee, vedute, modo di ragionare e pensare, stili di vita. E fa di tutto per redimerla, per santificarla, sino alla croce, donando tutto se stesso!

In questo giorno sacro e carico di emozioni, in cui riaffiora nel nostro animo il calore degli affetti e dell’amore, vediamo il Cristo Signore nella persona e nel volto dei nostri poveri, degli ultimi, degli scartati da questa società, come negli occhi di chi si sente un “fallito”, di chi si sente ferito dal male o dagli sbagli, di chi si sente lacerato dalle debolezze umane o dai cedimenti del cammino esistenziale. E sarà vero Natale per noi, per tutti, per l’intera umanità che anela tanto, ma tanto amore, vero e fraterno. E così auguro a ciascuno di voi un Santa Natale e tanta tanta Misericordia per noi e per l’umanità intera in quest’anno giubiare.                                                                                        Giulio Zignani

In memoria di mia madre (di Don Angelo Piccinelli)

 

Il 22 dicembre 2005, dopo quasi due mesi di coma profondo, moriva mia mamma. A dieci anni esatti dal suo ingresso nell’eternità, ho riletto il saluto che le rivolsi al termine delle esequie, celebrate a Scandolara Ravara la vigilia di Natale. Condividerle… è come onorarne la memoria.

Mentre ringrazio Dio di averci dato una madre come la nostra, non così perfetta da metterci in soggezione, e non così “comune” da perdere autorevolezza, non posso non salutarla, oggi, con due parole estremamente semplici e impegnative: “grazie” e “perdono”. Grazie per tutto il bene che ci ha voluto. Grazie perché ha vissuto per noi e ci ha insegnato che si può davvero vivere per gli altri. Grazie perché noi figli, nonostante le strade diverse, non abbiamo mai perso il senso della nostra famiglia. Io, in particolare, più di ogni altro, la devo ringraziare per il suo servizio quotidiano, discreto, indispensabile, attentissimo. Fino all’ultimo giorno. In questi quasi cinquanta giorni di degenza le ho accarezzato spesso le mani: callose e sformate dal lavoro… Che ho baciato, inchinandomi con venerazione, e pensando: “Mamma, queste mani sono diventate così per me!”. Appena dopo la morte, le ho preso la mano, che via via si raffreddava e sbiancava, nell’illusione infantile di poterla trattenere ancora… per dirle, finalmente, “grazie!”. E anche “perdono!”: perché non ho quasi mai ripagato adeguatamente il suo amore e il suo servizio… Anche se una madre si accontenta di poco: di una parola, di un gesto, di un segno. Perdono, soprattutto, perché le ho causato sofferenza tenendola costantemente ai margini del mio ministero: benché le avessi spiegato, più volte, che un prete deve essere libero dalla “ragionevolezza” di una mamma, dalle sue raccomandazioni sul troppo e sul poco, dai suoi giudizi sulle situazioni e sulle persone… Insomma, le spiegavo che una madre deve tenere le distanze dalla famiglia di suo figlio per non diventare una suocera pericolosa… anche da una famiglia così particolare come è una parrocchia. In realtà, non accettavo di parteciparle le umiliazioni, le incomprensioni, le critiche cui è normalmente sottoposto il lavoro di un prete: sarebbe stato, per lei, un ulteriore, inaccettabile dolore… Benchè intuisse, comunque, tutto o quasi, dai miei lunghi silenzi… Per questo, qualche volta, la trovavo in lacrime… Grazie dunque, e perdono! Ho ripetuto tante volte, queste due parole, nei giorni della sua totale mancanza di coscienza: troppo tardi. Accolgo come una giusta punizione, per questo ingiustificabile ritardo, il suo silenzio. Nel suo perdono spero comunque. Non me lo avrebbe negato. Come anche confido nel suo accompagnamento di preghiera: adesso anche più di prima. Tra le mani di mia mamma, ieri sera, ho “imprigionato” una statuetta di Gesù Bambino: vita e morte, appartengono a Dio, e noi siamo suoi; che questo Natale spalanchi ai suoi occhi il mistero nascosto nei secoli e rivelato a noi in Cristo Gesù.                                                                                    Giulio Zignani

Domenica 27 dicembre S. FAMIGLIA DI NAZARETH

Ore 16.00 Vespro e benedizione (S. Siro)

Ore 21.00 Cenacolo mariano (Sala Pio XII)

Lunedì 28 dicembre Ore 09.00 Adorazione e confessioni (S. Siro)

Martedì 29 dicembre Ore 16.00 S. Messa al Polo Sanitario

Giovedì 31 dicembre Ore 18.00 S. Messa del “Te Deum” (S. Siro)

Ore 23.30 Adorazione eucaristica (Sala Pio XII)

Venerdì 1 gennaio 2016 MARIA SS. MADRE DI DIO – GIORNATA DELLA PACE

SS. Messe secondo l’orario festivo

Ore 16.00 Vespro e benedizione (S. Siro)

Ore 18.00 S. Messa della pace (S. Siro)

Sabato 2 gennaio Ore 18.00 S. Messa pre-festiva (S. Siro)

9 gennaio mostra a Quinzano con Roberto Dellanoce e C.

imagesFappani Simone
Sabato 9 gennaio alle ore 21 vi aspetto tutti all’Ex Teatro di Quinzano per l’inaugurazione della mostra SPORT, ARTE E VALORI. Esporranno gli artisti
Roberto Dellanoce Ernesto Roversi Cristina Patti Betta Valerio Chiara Tambalotti Cristina Alletto Maria Puggioni Marisa Foresti Stefano Cozzaglio Serenella Bellini Luigi Dainesi Floriana Melzani Christian Visbal
Bellini Marisa Cornelia Calzavacca, Isabella Ditaranto Roberto Fontana, Michelangelo Canzi Franco Soresina Giuseppe Torresani Franca De Ponti, Nicoletta Astori, Tiziana Zini, Stefano Mammoliti Elena Saliani, Angelo Cauzzi Emanuela Fera Primo Paolo Mainardi Giorgio Carletti, Alberto Besson. Durante la serata Luana Filini intervisterà campioni dello sport.                                                               Giulio Zignani

I ragazzi del Sirino per i carcerati diCremona

I ragazzi e le ragazze  della professione di fede, il gruppo di II Media,insieme con don Andrea Piana e alle catechiste,domenica 29 novembre si sono trasferiti  a Cremona nella parrocchia di Cristo Re, per incontrare una volontaria dell’Associazione “Zona Franca” in servizio presso il carcere della città,portando con sè indumenti e materiale per l’igiene personale raccolti allo scopo.Dice Pierina Guasti Beltrami, che con perfetto stile giornalistico è autrice di questo servizzio pubblicato poi sul bollettino parrocchiale “La Via”e distribuito in tutte le femiglie soresinesi,”Si è trattato di un momento intenso e coinvolgente,fortemente educativo.Va poi detto che qualche giorno fa la testimone  volontaria ha inviato alla catechista Dania il messaggio che vorremmo partecipare all’intera Comunità”. Così prosegue  il sentito messaggio:”Cara Dania, anche se con qualche giorno di ritardo,desidero rivolgere a te,alle catechiste che ti hanno accompagnato, ai ragazzi e, naturalmente, al vostro Assistente,il più vivo ringraziamento per la vostra presenza nella mia Parrocchia di Cristo Re e per l’interessamento davvero significativo che avete dimostrato verso coloro che vivono la difficile esperienza di detenuto e versi i molteplici bisogni che essi esprimono. Quando, con le volontarie che collaborano  con me nell’Associazione”Il Baule” di Zona Franca,abbiamo aperto le borse e gli scatoloni che ci avete portato,ci si è aperto il cuore!Siete stati davvero molto,molto generosi!Abbiamo visto tante cose nuove,tante salviette e calze….tutto molto,molto utile!Ci siamo commosse perchè ci avete dato un grande aiuto, ma ssoprattutto l’avete fatto ai “nostri amici”carcerati.Continuate a pensarli, a pregare per loro e non dimenticateli.Conoscervi è stata per me un’esperienza bella e indimenticabile. Anche a nome delle mie amiche volontarie  vi ringrazio ancora di vero cuore. A risentirci, con gli auguri più cari”.Giulio Zignani