Pollicoltura, avanti le galline

La pollicoltura è l’attività consistente nell’allevamento di polli in vasta scala, di tipo intensivo, in uso in Italia e in molti altri paesi del mondo.

Allevamento di galline ovaiole[modifica | modifica wikitesto]

Esistono vari tipi di allevamento delle galline ovaiole, cioè destinate alla produzione di uova ad uso commerciale[1][2]:

  • allevamento in gabbie
  • allevamento in gabbie modificate o arricchite
  • allevamento a terra
  • allevamento all’aperto (free range)
  • allevamento biologico

Nell’allevamento in gabbia convenzionale, o batteria, le galline vengono sistemate in strutture metalliche, dette stie, di 40 cm di altezza e 550 cm2 di superficie piana leggermente inclinata, servite da mangiatoie (10 cm disponibili per capo) e abbeveratoi a rifornimento automatico. Le gabbie sono sovrapposte in 4-5 livelli ed ognuna contiene 5 animali con una densità di popolazione di 22 animali per metro quadrato.

La direttiva CE 99/74 mette di fatto al bando questo sistema di allevamento entro il 2012. Dal 5 ottobre 2003 tutti i nuovi impianti per allevamento in batteria devono allestiregabbie modificate o arricchite con una superficie di 750 cm2, un’altezza di almeno 45 cm, posatoi con almeno 15 cm disponibili per capo, 12 cm di mangiatoia disponibili a pollo, almeno 2 abbeveratoi e un nido per gabbia, una lettiera per razzolare e dispositivi per il taglio delle unghie che non possono usurarsi da sole senza sufficiente razzolamento. Le gabbie devono essere separate da corridoi larghi almeno 90 cm. Viene inoltre vietata ogni tipo di mutilazione ad eccezione del debecaggio nelle gabbie affollate per prevenire il cannibalismo.

Gli altri tipi di allevamento diversi dalla gabbia sono chiamati sistemi alternativi.

Nell’allevamento a terra le galline vivono libere in capannoni a diversi livelli (da 1 a 4) con un nido ogni 7 animali e dove si trovano le mangiatoie e gli abbeveratoi. Il capannone a piano singolo è il sistema più comune, composto da un pavimento grigliato inclinato al di sotto del quale si trova la fossa biologica di raccolta delle deiezioni, la densità è di circa 10 capi per m2. Gli aviari si estendono invece in altezza con più piani aperti sovrapposti al di sotto dei quali si trova il pavimento grigliato. La densità può raggiungere i 20 capi per m2.

Nell’allevamento all’aperto (free range) le galline hanno a disposizione un ricovero al riparo dalle intemperie, con mangiatoie e abbeveratoi, ed uno spazio aperto dove razzolare. Anche in questo caso la densità di popolazione è minore, ma la mortalità è leggermente più alta rispetto all’allevamento in gabbia con un minore produzione di uova.

L’allevamento biologico è simile all’allevamento all’aperto, ma segue un proprio disciplinare di produzione che prevede l’utilizzo di razze di galline rustiche (preferibilmenteautoctone provenienti esclusivamente da allevamenti biologici). La densità di popolazione non deve essere superiore i 6 animali per m2 nel ricovero (max 3000 ovaiole/ricovero) e devono avere accesso ad un parchetto esterno (4/m2 per capo) per almeno 1/3 della loro vita. Gli spazi esterni possono prevedere zone d’ombra e macchie di vegetazione per il riparo contro i predatori. L’alimentazione deve essere effettuata con mangimi biologici, in genere cereali.

Rispetto all’allevamento convenzionale in gabbia i tipi di allevamento alternativo (a terra, all’aperto, biologico) presentano alcuni vantaggi:

  • maggiore spazio per esprimere le forme comportamentali tipiche (razzolare, stendere e allargare le ali, tolettarsi, girarsi, arruffare le penne, ecc.)
  • ossa più robuste
  • maggiore facilità di ispezione delle galline
  • condizioni ambientali con minori livelli di ammoniaca e polveri (per gli allevamenti all’aperto e biologici)

Gli svantaggi invece sono:

  • incostante e minore produzione di uova
  • maggiori infestazione di malattie parassitarie e coccidiosi con conseguente ricorso all’utilizzo di farmaci
  • condizioni ambientali con aumentati livelli di ammoniaca e polveri dovute ad una meno frequente rimozione delle deiezioni (per i capannoni con allevamento a terra)
  • aumento di uova rotte, incrinate, sporche o deposte fuori dal nido
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