Le cause che provocano il tetano

bussola Disambiguazione – Se stai cercando il processo neurofisiologico, vedi stimolazione tetanica.
Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
Tetano
Opisthotonus in a patient suffering from tetanus - Painting by Sir Charles Bell - 1809.jpg

Charles Bell, 1809, raffigurazione artistica di soggetto affetto da tetano generalizzato.

Specialità Infettivologia
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-9-CM 037
ICD-10 A33 e A35
MeSH D013742
MedlinePlus 000615
eMedicine 229594

Il tetano è una malattia infettiva non contagiosa provocata dalla tossina prodotta da un batterio, il Clostridium tetani. Si presenta come una paralisi spastica che inizia da viso e collo, per poi procedere in torace e addome, ed alla fine diffondersi anche agli arti. L’infezione è innescata dalla contaminazione di tagli o ferite da parte delle spore di Clostridium tetani che nella profondità dei tessuti, a causa della anaerobiosi, trova l’ambiente adatto per la crescita e la produzione di tossina.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Venne descritta per la prima volta da Ippocrate di Coo: già ai suoi tempi era molto conosciuta come “il flagello delle partorienti”, e d’altronde la parola tetano deriva proprio dal greco τέτανος (“contrattura”). A lungo i medici hanno ritenuto che il tetano fosse una malattia di natura neurologica, e solamente nel 1884, due ricercatori patologi italiani, Antonio Carle e Giorgio Rattone, operanti presso l’Università di Torino scoprirono l’origine infettiva della malattia, provocando il tetano in alcuni conigli cui furono inoculate sostanze prese dalle pustole di un uomo morto per tetano.

Poco dopo, in Germania, il medico Arthur Nicolaier scoprì il batterio – con la struttura di un bacillo allungato – caratterizzato dalla presenza di una spora alla sua estremità che gli fa assumere una forma a clava, a cui deve il nome clostridium[1].

Nel 1889, sia a Berlino Shibasaburo Kitasato, sia a Bologna Guido Tizzoni e Giuseppina Cattani, idearono una procedura che consentì di realizzare colture pure di un batterio con spore. Nel 1890 gli stessi Tizzoni e Cattani, contemporaneamente a Knut Faber in Danimarca, scoprirono la tossina proteica tetanica. Agli inizi degli anni venti del Novecento, Gaston Ramon, all’Istituto Pasteur di Garches, mescolando la tossina con formaldeide, ottenne un derivato non pericoloso ma in grado di attivare il sistema immunitario; questo fu il passo decisivo per l’utilizzo di un vaccino utilizzante il tossoide tetanico.[1]

Prevalenza di tetano.
 Prevalenza molto elevata
 Prevalenza elevata
 Prevalenza intermedia
 Casi rari
 Casi molto rari

Epidemiologia[modifica | modifica wikitesto]

Il Clostridium tetani è un commensale del tratto gastroenterico di molti mammiferi erbivori, soprattutto equini e ovini. L’eliminazione delle spore con le feci di questi animali fa sì che il rischio di infezione sia massimo nei “campi tetanigeni”, zone umide e argillose concimate, o dove avviene l’allevamento di questi animali. Le ferite penetranti, soprattutto da filo spinato, o le lacero-contuse (cadute, vetri, pietre, attrezzi agricoli) sono le maggiori responsabili di tossinfezione tetanica nei paesi industrializzati. Ulteriore attenzione deve essere posta alle punture da spina di rosa, a causa dell’abitudine di concimare questi fiori con il concime di cavallo. Le spore possono però essere ritrovate anche nel pulviscolo, nell’acqua, nelle abitazioni e negli ospedali.

Tra il 2002 e il 2005 sono stati registrati in Italia una media di 62 casi annui, con massima incidenza nelle donne (la vaccinazione era obbligatoria all’entrata del servizio militare) e nei tossicodipendenti.[2] Nel mondo è stato registrato circa 1 milione di casi per anno, con una mortalità del 45%. La massima incidenza si ha nei paesi in via di sviluppo dove, a causa delle scarse misure igieniche, è tra le cause più frequenti di morte nel primo anno di vita (“classica” morte al 7º giorno); il tetano neonatale è sovente causato dal taglio del cordone ombelicale con uno strumento contaminato.

Bacilli del tetano, osservazione in microscopia ottica dopo colorazione.
Si noti la particolare forma “a bacchetta di tamburo”, dovuta alla presenza di una spora in formazione in una delle estremità del batterio.

Eziologia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Clostridium tetani.

Il tetano è provocato da una to

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...