Alcolismo e sue origini

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L’uso smodato di alcol ha una lunga storia. Fonti bibliche, egiziane e babilonesi riportano storie di abuso e di dipendenza da esso. In alcune antiche civiltà l’alcol era adorato mentre in altre il suo abuso veniva condannato.[22][23][24] L’uso eccessivo di alcol e l’ubriachezza sono stati riconosciuti come causa di problemi sociali già a partire da migliaia di anni fa. Tuttavia, la definizione di alcolismo cronico e le sue conseguenze negative mediche, non sono state stabilite fino al XVIII secolo. Nel 1647, un monaco greco di nome Agapios, per primo documentò che l’abuso cronico di alcol è associato a tossicità a livello del sistema nervoso e ad una vasta gamma di altri disturbi medici, come convulsioni,paralisi ed emorragie interne.[24]

Nel 1920 gli effetti dell’abuso di alcol e ubriachezza cronica hanno portato in America al proibizionismo, che però fu applicato soltanto per un breve periodo.[24] Nel 2005 i costi annuali sostenuti dall’economia statunitense a causa della dipendenza e dall’abuso di alcol, sono stati stimati in circa 220 miliardi di dollari all’anno, più del cancro e dell’obesità.

I governi di molti paesi sono chiamati ad affrontare i problemi di salute pubblica derivati dall’utilizzo di sostanze. Tra i pazienti che si sottopongono ai trattamenti medici nei casi di dipendenza e/o abuso, la maggior parte di essi sono legati all’alcol.[27] Nel 2001, nel Regno Unito, il numero di “bevitori dipendenti”, è stato calcolato in oltre 2,8 milioni di individui.[28]Circa il 12% degli americani adulti ha sperimentato un problema di dipendenza da alcol per almeno una volta nella sua vita.[29] L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che circa 140 milioni di persone nel mondo soffrano di dipendenza da alcol.[20][21] Negli Stati Uniti e in Europa occidentale, dal 10 al 20 per cento degli uomini e dal 5 al 10 per cento delle donne, in un momento della loro vita, raggiungono i criteri medici per essere considerati alcolisti.[30]

All’interno della comunità medica e scientifica vi è un ampio consenso nel considerare l’alcolismo come uno stato dimalattia. Per esempio, l’American Medical Association considera l’alcol una droga e afferma che “la tossicodipendenza è una malattia cronica recidivante del cervello caratterizzata dalla ricerca compulsiva di droga e nel suo utilizzo nonostante le conseguenze spesso devastanti. È il risultato di una complessa interazione di vulnerabilità biologica, dell’esposizione ambientale e di fattori di sviluppo (ad esempio, lo stadio di maturazione del cervello)”.[31]

L’alcolismo ha una maggiore prevalenza tra gli uomini, anche se negli ultimi decenni, la percentuale di alcolisti di sesso femminile è aumentata.[19] Le evidenze suggeriscono che per il 50%-60% degli uomini e delle donne, l’alcolismo ha causegenetiche, lasciando il 40%-50% alle influenze ambientali.[32] La maggior parte degli alcolisti sviluppa la dipendenza durante l’adolescenza o in età adulta.[33]

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