Mese: settembre 2015

Le Beghine non erano delle Suore

Dal medioevo fino al XVIII secolo in molte città del Belgio furono costruiti interi quartieri, dipinti di bianco, abitati dalle beghine, donne che, pur non essendolo, trascorrevano un’esistenza da vere e proprie monache. Il fenomeno delle beghine vide, per la prima volta nella storia, le donne prendere l’iniziativa in un importante movimento religioso. L’etimologia della parola “beghina” è oscura, l’ipotesi più accreditata è quella che derivi dalla parola fiamminga medievale “beghen” che significa pregare.

Nel XII secolo in Francia, Germania e nei Paesi Bassi vi era un numero elevato di donne sole, d’estrazione medio-basse, che non poteva sposarsi per la mancanza di uomini decimati da crociate o guerre locali e non venivano accettate dai pochi conventi esistenti all’epoca, più interessati alle richieste delle fanciulle ricche e nobili.

Gand,città delle Fiandre in cui vivevano circa 700 beghine

 L’unica alternativa per queste donne era di vivere da sole nelle periferie delle città, pregando e occupandosi di lavori manuali od’insegnamento. Con il passare del tempo, molte di esse, chiamate beghine, unirono le loro abitazioni, l’una vicina all’altra, e da questo nacquero le prime comunità denominate beghinaggi. Il primo comparve nel 1170 circa a Liegi, in Brabante su iniziativa del prete Lambert le Bègue.Le beghine non erano delle suore, non prendevano i voti e potevano ritornare alla vita normale in qualsiasi momento. Vivevano in castità e spesso dedite alla carità inoltre non chiedevano l’elemosina, ma mantenevano le loro proprietà originarie, se ne avevano, oppure, se necessario, lavoravano per esempio filando la lana o tessendo.

Successivamente divennero delle vere e proprie comunità dedite alla cura dei malati ed all’aiuto di donne sole non accettate dai conventi.Le beghine furono riconosciute solo verbalmente dai papi quindi nei vari anni seguirono a loro carico tante condanne. Nel Concilio di Vienne (1311-1312) furono condannate come eretiche sebbene venisse precisato nel contempo che non c’era nulla di male stare in comunità formate da donne penitenti anche senza che esse avessero preso i voti.

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La morte è ingorda (di Fee Macciacchini)

 

La morte è cattiva e ingorda. Tutto vuole prendersi, senza riguardi, purchè si sazi.

Arriva quando vuole, dove vuole, prende chi vuole … Così… senza un preavviso e se il preavviso è stato dato, con una cattiveria e malvagità, aspetta, lascia soffrire e poi via…….

Tutto si porta via, ma per grazia di Dio porta via anche le sofferenze, le pene. Tutto…e mangia mangia senza lasciare traccia.

Si, lascia il corpo che ormai non le interessa più ma l’anima, il cuore, la parola, li prende e non ne ha mai abbastanza.

Io la odio, non mi fa paura, ma la odio perché oltre ai miei genitori, ai miei parenti e ai miei amici umani, quest’anno ha voluto prendersi anche i miei due piccoli yorkshires che erano la mia gioia di vita, anzi erano la mia vita.

Non voglio raccontare come è arrivata a casa mia: è arrivata e basta.

Si è presa Agapi dolce, bella, sempre piena di amore verso gli altri suoi simili e noi umani. Con la sua presenza riempiva quei vuoti che certe volte gli umani creano tra loro senza rendersi conto.

Aveva il portamento di una regina, il pelo lucido e setoso. Gli occhi grandi che sembravano esprimere in ogni momento tutta la gioia di vivere con noi, il suo amore per noi.

Ti amava com’eri. Con i tuoi difetti, le tue debolezze e accettava il nostro amore con una dignità e con tanta felicità.

Si è presa Antonello, timido, discreto, non si lamentava mai. Quando osava,con il suo codino dimostrava tutta la sua gioia di vivere e la sua riconoscenza verso di noi. Era rimasto solo e soffriva per la morte di Agapi che gli aveva fatto tanta compagnia, anche se essendo arrivata prima, lo sgridava come una mammina. Prima di andarsene mi ha guardato negli occhi, non voleva partire con lei,la maledetta morte, ma lei è la più forte e mi ha strappato il cuore.

Quando erano ancora con me, li guardavo e il mio cuore era felice. Non ero nel periodo migliore della mia vita , ma loro mi aiutavano. Come? Non lo so. La loro presenza mi aiutava a sopportare ciò che mi stava torturando.

Quando al mattino non ero in forma, il pensiero di dovermi occupare di loro mi portava via l miei problemi e cosÎ i giorni scorrevano come un rosaio fatto di pianti e di poche speranze. Ma loro erano lì e questo era il più grande aiuto!!!

Ora non ci sono più, sto toccando il fondo… Ho paura di non riuscire più ad amare, a lottare, a riprendermi.

E si, lo so, se qualcuno leggerà questo mio modesto scritto si scandalizzerà perché la morte porta via i bimbi, le mamme ai bimbi, i giovani con tanti anni di vita, i vecchi che hanno diritto ancora alla vita. Tutto questo lo so e mi rendo conto delle malattie , delle guerre, dei terremoti, di tutto quanto succede in questo mondo fatto quasi esclusivamente di brutti avvenimenti.

Ed io soffro per due piccoli cani? Certo dovrei vergognarmi, ma la morte portando via i miei due amici, mi ha anche portato via quasi tutta la mia vita.

Ma allora cosa mangiano i vegani?

dispensa vegan

“Ommioddio, non mangi carne, non mangi pesce, non mangi formaggi, non mangi uova… ma cosa mangi?!? Erba?!?!?”
è la frase tipica del carnivoro sgomento che non si capacita di non avere la sua fettina ai ferri o il panino al prosciutto o lo spezzatino tutti i giorni. Ammettetelo, che vi vien da dirlo 😉

La vegan-reazione è quella o di scoppiare a ridere in faccia al malcapitato (che magari mangia tutti i giorni le solite 2-3 cose e crede di mangiare in modo “variato”) o di sbattere la testa contro il muro dopo aver sentito questa frase per la millesima volta.

Ma la cosa migliore è mostrare tutte le cose che possiamo mangiare – alcune sono le stesse che mangiano i carnivori, anche se non se ne capacitano (perche’ molti credono che la carne o il pesce o il latte o le uova ci siano in tutte le pietanze…), altre sono molto simili con qualche piccola variazione alla ricetta originale (ad esempio le lasagne sono facilissime da veganizzare e si possono preparare in tante varianti), altre ancora sono del tutto diverse, e sempre buonissime. Perfino quando mangiamo “erba” (leggi: insalata) mangiamo meglio del carnivoro medio (anche i carnivori mangiano insalata, ebbene sì), perchè sappiamo condirla con tante “aggiunte” gustose: il gomasio, le noci tritate, il lievito in scaglie, i semi di girasole…

Proponiamo qui una galleria fotografica di frighi e dispense vegan, che potrete poi mostrare, una volta fatta la scelta vegan, a chi si dice così preoccupato per la mancanza di varietà della nostra alimentazione… quante cose diverse si possano preparare con gli ingredienti ritratti nelle foto crediamo sia chiaro anche al carnivoro meno fantasioso…

A colazione

colazione vegan

colazione vegan

Fare una colazione vegan non è semplicissimo solo se si è fuori casa, perchè purtroppo oggi è molto difficile trovare al bar qualcosa di dolce (tipo croissant o altro) che non contenga latte o uova, o addirittura strutto (come accade nei dolci degli Autogrill, che quindi non sono nemmeno vegetariani!). A casa, però, come potete vedere dalle foto qui accanto, il problema non si pone assolutamente, c’è un mare di prodotti tra cui scegliere, sia dolci che salati.

Al posto del latte di mucca basta scegliere il latte di soia (eventualmente aromatizzato in vari gusti: vaniglia, cioccolato), di riso, di mandorle, d’avena o altri cereali, quel che preferite, oppure si può optare per il caffè, caffè d’orzo, bevande a base di cacao. Esistono tanti biscotti senza latte, burro e uova, si trovano sia nei negozi di alimentazione biologica sia nei normali supermercati. Anche alcune dellemarche più diffuse producono dei biscotti vegan… senza farlo apposta 🙂 E’ sufficiente leggere gli ingredienti per saperlo. Basta che non abbiano latte, burro, uova, miele, e siete a posto!

Se si è appassionati del pane-burro-e-marmellata, si può usare il “burro di soia” o una delle tante margarine vegetali in commercio, ovviamente senza esagerare, si tratta comunque di cibi molto grassi e quindi non salutari.

Altra opzione è una colazione a base di frutta, o una colazione salata, con crackers e fette biscottate guarniti da uno dei tanti patè vegetali in commercio (si trovano nei negozi di alimentazione naturale) oppure fatti in casa. Possiamo preparare panini o tramezzini con la maionese vegetale e verdure, o con affettati vegetali, focacce farcite e non, tranci di pizza.

Sempre consigliata è la frutta secca (nel muesli o da sola): le noci, mandorle, pinoli, nocciole, noci brasiliane, ecc. sono un alimento molto prezioso, oltre a essere buonissimo!

A pranzo

pasta e cereali

frigo vegan

A pranzo di solito non c’è molto tempo, quindi la cosa più veloce da fare è un bel piatto di pasta o di riso o di altro cereale in chicco, con uno dei tanti possibili condimenti: un sugo alle verdure fatto in casa, una semplice spruzzata di varie erbe (prezzemolo, basilico, o altre erbe) tritate, con olio d’oliva, un legume (ad esempio i ceci stufati con un po’ di cipolla sono buonissimi come condimento per la pasta corta), un sugo già pronto al seitan o alle verdure. Non deve mancare mai una spruzzata dilievito alimentare in scaglie (no, non lievito di birra di quello che si usa per fare il pane!) sopra la pasta: è buonissimo, aggiunge quel sapore in più che rende tutto più gustoso!

Molto comodo è preparare delle insalate di riso, di pasta, di farro, e quant’altro, che poi durano 2-3 giorni e sono già pronte.

Ecco molte ricette di primi piatti: Ricette vegan: Primi piatti

Anche le torte salate ben si prestano a essere preparate nel fine settimana e poi consumate una fetta alla volta a pranzo. Si possono preparare con la pasta del pane (quella per la pizza) o con la pasta sfoglia e farcire con verdure a foglia lessate, patate, funghi, carciofi o altre verdure di stagione, magari arricchite con tofu bianco sbriciolato. A questa pagina si possono trovare molti suggerimenti sul tema: Ricette vegan: Pizze, focacce, pane e torte salate

Anche una ricca insalata è un piatto veloce e nutriente: verdure fresche con l’aggiunta di tofu a dadini (o sbriciolato), noci, gomasio (un condimento per l’insalata a base di semi di sesamo tostati e sale), lievito in scaglie, semi di girasole o di zucca (magari non tutto assieme, ma a rotazione 🙂 ), olio d’oliva, il tutto con l’aggiunta di pane, magari integrale: sazia e fornisce tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno nella giornata! Ecco alcune idee per ricche insalate: Ricette vegan: Insalatone

Se si mangia in mensa, è bene far presente ai cuochi le proprie esigenze, in modo che ne tengano conto nella preparazione dei pasti: a loro non costa nulla evitare di mettere, ad esempio, la pancetta nella zuppa o il prosciutto nei piselli stufati, e così quei piatti diventano adatti a tutti. Qui molti suggerimenti utili su come attrezzarsi per mangiare in mensa: Mangiare vegan in mensa.

Al bar o al ristorante si trovano sempre scelte vegan per il pranzo, e se non ci sono, basta chiederle: se il gestore è gentile ed educato le metterà a disposizione, sennò… cambiate bar!

Lo spuntino

snack vegan

A chi non viene una “botta di fame” a metà pomeriggio?! Un po’ a tutti, ed è consigliabile mangiare qualcosa per avere le energie per continuare a lavorare o studiare. Valgono un po’ gli stessi consigli dati per la colazione, anche se in questo caso spesso non si è a casa ma a scuola o in ufficio, e quindi ci si deve portare qualcosa da casa.

Va benissimo della frutta, uno yogurt di soia, o dei biscotti, o un panino, magari col burro d’arachidi, o la crema di nocciole o di mandorle. Questi patè sono parecchio calorici, essendo a base di frutta secca, ma sono molto buoni e molto più salutari delle merendine confezionate.

A cena

frigo vegan

A cena solitamente c’è un po’ più di tempo per cimentarsi in piatti più elaborati, e allora si può far riferimento ai tanti libri e siti di ricette – ecco qui una carrellata di siti e libri di ricette vegan – poi basta riempire il proprio frigo con tutto il bendiddio delle foto che vedete qui accanto (ATTENZIONE: la cavietta a pelo lungo che vedete nella prima foto non si compra, si adotta, fate solo attenzione che non vi mangi tutta la verdura!), e mettersi al lavoro, non è difficile, basta seguire le istruzioni!

Di nuovo, guardando le centinaia di ricette disponibili, e le altre migliaia “inventabili” sul momento, viene davvero da ridere a pensare che c’è chi crede che noi vegan non sappiamo cosa mangiare e mangiamo solo insalata!

Di ricette ce ne sono già tante che usano solo ingredienti per noi tradizionali, cioè verdure, legumi, cereali, tipici della dieta mediterranea. Anche per chi ha poco tempo, è facile preparare delle zuppe o stufati di legumi che poi durano per svariati giorni, e specialmente d’inverno si mangiano sempre volentieri, mentre per chi ha tempo e voglia di dedicarsi a qualcosa di più impegnativo si possono preparare tutti i piatti della cucina tradizionale in versione vegan.

Ma ci sono anche tanti cibi nuovi da provare, nuovi per noi, ma tradizionali per altre culture: il tofu, il seitan, le “bistecche” o “spezzatino” di soia, le alghe, oppure “variazioni sul tema”: ci sono moltissimi affettati, burger, wurstel o altre preparazioni a base di cereali o soia o altri legumi.

frigo vegan

zuppe e legumi

Alghe: le alghe sono ricche in iodio e sono un cibo tradizionale nei paesi orientali. Possono essere aggiunte in pezzi alle zuppe di legumi, per rendere gli stessi più digeribili, oppure possono essere usate come parte del ripieno in torte salate, grattugiate a piccoli pezzi sulle insalate, in condimenti per la pasta.

Proteine ristrutturate di soia: si presentano in forma di “bistecche” o “spezzatino” di soia disidratato, e vanno fatte rinvenire nel brodo vegetale per qualche minuto prima della cottura. Terminata questa operazione preliminare, possono essere cucinate proprio come il tradizionale spezzatino, o come scaloppine in padella, e hanno un sapore davvero ottimo, perché, non avendo un sapore proprio, si impregnano del sugo di cottura. Sono molto ricche di proteine, ma non contengono altri nutrienti, per cui è meglio non abusarne, e accompagnarle sempre con verdure.

Tofu: è una sorta di “formaggio” preparato col latte di soia. In realtà, anche se viene detto “formaggio di soia” non ha niente a che vedere coi latticini, come sapore. Ne esistono moltissime varietà, con sapori molto diversi tra loro. Le versioni aromatizzate (per esempio affumicato, alle erbe, ecc.) sono gustose anche consumate così come stanno, mentre la versione bianca al naturale (che è anche quella più a buon mercato) non è adatta ad essere consumata da sola ma è ottima da usare in torte salate, stufati, o sformati, ma anche nei panini assieme a verdure, maionese vegan o altro, perché assume il gusto degli altri ingredienti della pietanza. Anche il tofu è un alimento ricco di proteine.

Seitan: è un alimento a base di glutine di frumento, iperproteico, e, francamente… buonissimo! Viene venduto in vari formati: affettato per panini, aromatizzato con vari sapori; affumicato; a fette da mettere in padella; “informe” per spezzatini e stufati. Al contrario del tofu, è molto buono anche mangiato al naturale. Il suo aspetto ben si presta a creare delle “imitazioni” della carne, quindi lo troviamo in forma di würstel, di arrosto, di mortadella, ecc., ma, proprio perché a volte il suo sapore è così simile alla carne (specie nei würstel), non sempre è gradito ai vegetariani e vegani in queste sue forme.

Alle feste

frigo vegan

secondi e verdura

Qui accanto potete vedere un frigo strapieno di tofu e seitan, pronto per essere usato per un cenone di capodanno per 100 persone! (capodanno 2005-2006)

Tanto per rendere l’idea di quanto appetitosi fossero i piatti preparati in quell’occasione… ecco il menu:

Antipasti:

  • Hummus alla libanese
  • Vol au vent ai funghi
  • Palline di tofu speziato al curry
  • Tofumini al verde

Primi:

  • Lasagne al ragù di seitan
  • Cous cous piselli e curry

Secondo e contorni:

  • Goulash di seitan con verdure
  • Lenticchie allo zenzero
  • Cavolfiore besciamellato

Dolci:

  • Strudel ai frutti di bosco con crema pasticcera
  • Panforte

Organizzare feste e cene con un menu vegan (a buffet, o con gli ospiti serviti al tavolo, a seconda di quello che viene più comodo) è uno dei modi migliori per far capire a tutti quanto sia buona la cucina vegan e quindi quanto sia del tutto realizzabile, questa scelta, da un punto di vista pratico, senza rinunciare alla buona cucina. Cercate di organizzarne qualcuna nella vostra città, sono anche un ottimo modo per raccogliere fondi per iniziative a favore degli animali!

Conclusione

Questa galleria fotografica di frighi e dispense vegan vuol fare capire solo una semplice cosa: che la cucina vegan offre una infinita varietà di cibi tra cui scegliere, di piatti da preparare, semplici e più complessi. Chi non sa cucinare, se la può cavare benissimo anche da vegan o comprando cose pronte o iniziando da piatti semplicissimi (non certo più difficili di quelli “da onnivori”); chi sa cucinare, a maggior ragione, può cimentarsi in tante variazioni rispetto ai piatti tradizionali o in piatti del tutto nuovi (se pensate “ma no, certe cose non si possono fare”… vuol dire che, al contrario di quanto credete, non è vero che sapete cucinare 😉 O che siete prevenuti o vi manca la creatività).

Perciò: niente scuse, vegan si può, e quindi vegan “si deve”!

vegan in cucina

Passo 2 Passo 4

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Vettell, Ferrari, Cavallino Rampante: PRIMI !!!

Gp di Malesia, la Ferrari trionfa
Vettel vince davanti alle Mercedes

Il tedesco riporta il Cavallino al successo dopo una gara perfetta. Quarto Raikkonen Marchionne esulta: «Gara fantastica! Sono felice per tutti i tifosi della Ferrari»

di Daniele Sparisci

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Sembra un sogno, i primi a non crederci sono quelli della Mercedes nel vedere la Ferrari vittoriosa. Increduli i tifosi, le lacrime ai box, l’inno italiano che risuona dopo due anni (Barcellona 2013), ma è tutto vero: Vettel trionfa a Sepang e urla via radio «Sì ragazzi, sì!». E il team principal Arrivabene: «Sei un grande». Un gara mostruosa la sua, strategie perfette ai box , il Cavallino torna a far sognare. Una rinascita dopo la caduta all’inferno. Il campione del mondo Lewis Hamilton e il vice Nico Rosberg sono secondi e terzi.Il tedesco cresciuto nel mito di Schumacher, partito a sandwich fra le due Mercedes, ha sbarrato la strada al biondo connazionale, poi l’ha infilato al rientro dai box con una facilità impressionante.

La rimonta di Kimi

Una vittoria maturata già nelle prime fasi della corsa quando il tedesco della Ferrari ha deciso di non copiare le Mercedes subito al pit-stop dopo l’ingresso della safety-car per l’uscita di pista di Ericsson. Decisione che ha lanciato Vettel al comando con pista libera e con gomme medie a inanellare giri veloci su giri veloci. Le Frecce d’Argento sono rimaste spiazzate e non sono riuscite a recuperare il tempo perduto all’inizio dietro alle vetture che non avevano scelto di fermarsi. Il resto lo ha fatto Vettel non sbagliano niente con una guida pulita capace di accarezzare le gomme su un asfalto rovente come solo la Malesia sa rendere. Ma tutto ciò dimostra anche che la SF15-T, nata sotto la guida del direttore tecnico James Allison, è una macchina di razza. Se ce ne fosse bisogno il quarto posto di Raikkonen è un’altra prova:Kimi colpito in partenza e con una gomma bucata è stato inghiottito nelle retrovie, poi è riuscito a completare una spettacolare rimonta. Piazzandosi davanti alle due Williams di Bottas e Massa. Un capolavoro. Crisi nera per la Red Bull: Kyat e Ricciardo chiudono al 9° e 10° posto, dietro a due ragazzini scatenati della Toro Rosso, il team satellite di Milton Keynes. Verstappen junior a 17 anni diventa il più giovane pilota a punti, davanti a Carlos Sainz jr.

La rinascita

Ora è inutile nascondersi, far finta di nulla, volare bassi. Questa Ferrari è forte davvero. Altro che la pallida Rossa che l’anno scorso prendeva sberle pure dalle Force India. E adesso la domanda è dove può arrivare? Impossibile fare previsioni, ma dopo due gare gli obiettivi dettati dal duo Marchionne-Arrivabene per la stagione sono stati raggiunti al 50%. Parlavano di due vittorie, una è arrivata ed è stata netta in Malesia.

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Gp di Malesia, trionfo Ferrari. E Vettel salta sul podio come Schumacher
Ritorno amaro per Alonso

Il ritorno di Alonso dopo l’incidente del Montmelò è amaro: lo spagnolo al 21° giro è costretto a ritirarsi per un problema idraulico alla sua McLaren-Honda. Ma Fernando, nonostante tutti problemi della macchina, girava 1” più veloce del compagno Button. Magrissime consolazioni per uno scappato via dalla Ferrari in cerca di gloria. Il destino a volte è cinico e beffardo.

La gioia di Marchionne

Alla fine però, al di là della gara, sembra evidente soprattutto che a Maranello sia cominciata una nuova era. Così il più contento di tutti è il presidente di Ferrari e ad di Fca Sergio Marchionne che esulta: «Gara fantastica! Sono felice per tutti i tifosi della Ferrari che aspettavano da tanto tempo una giornata così. Forza Ferrari». Il protagonista principale del risorgimento della Rossa ha però anche parole di elogio per tutto il team: «Grazie di cuore a Maurizio Arrivabene, alle donne e agli uomini della scuderia. Quello che abbiamo visto oggi è il risultato dell’incredibile duro lavoro degli ultimi mesi, un lavoro fatto in silenzio e con umiltà come fa una grande squadra. Complimenti a Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen per una gara sensazionale».

La felicità di Montezemolo

Da segnalare però anche il compiacimento dell’ex presidente della Rossa Luca Cordero di Montezemolo: «Sono molto felice. Non mi aspettavo così presto una vittoria che è un premio a un duro lavoro cominciato a Maranello nel febbraio 2014 e perfezionato da chi ha preso le redini dopo. Una vittoria di tutti gli uomini in rosso».

I piloti

A rafforzare la sensazione che il vento è cambiato ci sono anche le dichiarazione dei piloti nel dopo gara. «E’ un po’ che non ero sul gradino più alto del podio – spiega Vettel – ed è la prima volta con la scuderia Ferrari, non ho parole. Certo, grandi cambiamenti durante l’inverno e l’accoglienza che mi ha dato la squadra è stata incredibile, i fan fantastici, ho fatto solo due gare ma l’atmosfera è strepitosa, sono felicissimo e sono orgoglioso di oggi, li abbiamo battuti in una gara normale, quindi ottima macchina, tutto benissimo, sono davvero emozionato».
«Abbiamo una macchina buona e in più su questo circuito tutto è andato a nostro favore ma c’è da migliorare» gli fa eco il compagno di squadra Raikkonen.
Ma anche dagli avversari arrivano i complimenti alla Ferrari. «Congratulazioni alla Ferrari e a Sebastian. Io ho fatto il massimo ma loro erano evidentemente troppo veloci» ha dichiarato il campione del mondo Lewis Hamilton.

I FIOI DE SURESINA sono contro la solitudine perchè sanno vivere e divertire semprepre e poi ancora…d…altro Pubblicato il agosto 3, 2015 di giuliozignani ataque-panico​ «La vera tristezza non è quando, la sera, non sei atteso da nessuno al tuo rientro in casa, ma quando tu non attendi più nulla dalla vita. E la solitudine più nera, la soffri non quando trovi il focolare spento, ma quando non lo vuoi accendere più: neppure per un eventuale ospite di passaggio. (…) La vita allora scorre piatta verso un epilogo che non arriva mai, come un nastro magnetico che ha finito troppo presto una canzone, e si srotola interminabile, senza dire più nulla, verso il suo ultimo stacco. Attendere: ovvero sperimentare il gusto di vivere. (…) Prima ancora che nel vangelo venga pronunciato il suo nome, di Maria si dice che era fidanzata. Vergine in attesa. In attesa di Giuseppe. (…) Ma anche nell’ultimo fotogramma con cui Maria si congeda dalle Scritture essa viene colta dall’obiettivo nell’atteggiamneto dell’attesa. Lì, nel cenacolo, al piano superiore, in compagnia dei discepoli, in attesa dello Spirito (…) Vergine in attesa, all’inizio. Madre in attesa, alla fine. (…) Se oggi non sappiamo attendere più, è perché siamo a corto di speranza. Se ne sono disseccate le sorgenti. Soffriamo una profonda crisi di desiderio. (…) Santa Maria, donna dell’attesa, conforta il dolore delle madri per i loro figli che, usciti un giorno di casa, non ci sono tornati mai più, perché uccisi da un incidente stradale o perché sedotti dai richiami della giunglaI Fioi de Soresina non sono dispersi dalla furia della guerra o perché risucchiati dal turbine delle passioni. Perché travolti dalla tempesta del mare o.

La solitudine ed…altro

ataque-panico

«La vera tristezza non è quando, la sera, non sei atteso da nessuno al tuo rientro in casa, ma quando tu non attendi più nulla dalla vita. E la solitudine più nera, la soffri non quando trovi il focolare spento, ma quando non lo vuoi accendere più: neppure per un eventuale ospite di passaggio. (…) La vita allora scorre piatta verso un epilogo che non arriva mai, come un nastro magnetico che ha finito troppo presto una canzone, e si srotola interminabile, senza dire più nulla, verso il suo ultimo stacco. Attendere: ovvero sperimentare il gusto di vivere.   Giulio Zignani

Gesù: gli ultimi saranno i primi

XXV Domenica del Tempo Ordinario

20 settembre 2015

Il Vangelo di Marco di questa domenica (Mc 9, 30-37) presenta la seconda previsione della Passione e lo schema ripete, seppur diversamente, quello della prima, letta nel Vangelo di domenica scorsa: annuncio, incomprensione da parte dei discepoli, rimprovero di Gesù e catechesi.

L’incomprensione appare dalla discussione che fanno i discepoli dopo le parole di Gesù: stavano discutendo “su chi fosse il più grande” tra loro, nel loro gruppo di discepoli.

L’evangelista Marco sottolinea bene come i discepoli abbiano paura di domandare spiegazioni al maestro a proposito delle parole che parlano di cattura, di uccisione, di risurrezione. Però non pare una paura che nasce dalla riverenza, quanto la paura di sentire confermata la consapevolezza che il cammino sta diventando sempre più difficile, più esigente, più duro.

Tacciono i discepoli perchè in loro c’è uno spirito muto, che in loro è sordo alla a provocazione della Parola: non hanno ancora in loro lo Spirito Spirito stesso di Gesù, che li rende capaci di comprendere la Parola della Croce, ossia la Sapienza della Croce!

E Gesù li rimprovera facendo loro catechesi sul servizio, o meglio non li rimprovera nemmeno, come noi ci spetteremmo, non li ripudia, non li allontana, e nemmeno si deprime o si arrabbia. Li mette invece sotto il giudizio vero e stravolgente, limpidissimo e inequivocabile: chi vuol essere il primo sia l’ultimo e il servo di tutti. Il primato, l’autorità, il potere per il Vangelo è solo nel servizio.

Così il rimprovero di Gesù crea imbarazzo e vergogna in loro che avevano discusso di grandezza e capovolge, stravolge le prospettive dei discepoli.

La sapienza della croce sta nella scelta di farsi servo di tutti. E comprendere la croce non è operazione intellettuale, ma esistenziale: è collocarsi nella vita quotidiana con una domanda che non riguarda il come poter dominare gli altri, ma come poterli servire!

E Gesù conclude la sua catechesi sul servizio in modo inedito: parla di abbraccio e di bambino. Gesù è l racconto, la spiegazione della tenerezza di Dio: un Dio Padre che mette al centro della scena non se stesso, i suoi diritti, il suo potere, ma la carne fragile dei piccoli, quelli che da soli non ce la fanno e non ce la possono fare. Anzi Gesù va oltre, perchè si identifica con loro: chi accoglie un bambino accoglie me e chi accoglie me accoglie Colui che mi ha inviato.

Accogliere: verbo che oggi fa molta paura, solleva un polverone, tema bruciante di questi giorni, su tutti i confini della nostra amata e disorientata Europa…ma la Parola di questa domenica è super-chiara. Chi accoglie o respinge, accoglie o respinge Dio. Accogliere e servire sono il nome nuovo della civiltà, la civiltà dell’Amore .                                                            Don Paolo Tonghini

Bravi i Fioi de Suresina

Ormai sono passati più di due mesi da quella ” meravigliosa ”
– 2° SORESINA BEER FEST – non pecchiamo di presunzione : MERAVIGLIOSA per tutti le persone che hanno risposto positivamente alla nostra iniziativa,… meravigliosa per il clima che si respirava in quel dell’ ippodromo, …meravigliosa anche per quello di buono che ha portato il nostro impegno e la vostra fiducia.
E scusate le ripetizioni, ma ancora un immenso GRAZIE a tutti voi… che avete creduto in noi…
Noi abbiamo acceso il motore … ma siete stati voi a guidare la macchina… ed è per questo che vi vogliamo comunicare che:
noi Soresinesi abbiamo donato materiale medico per il pronto intervento… a ” SORESINA SOCCORSO ONLUS ” …un’associazione NO PROFIT… che necessitava di questo aiuto…
questi volontari mettono a disposizione il loro tempo libero per aiutare le persone e salvare vite; e per questo hanno il nostro rispetto e DEVONO essere sostenute.

– NOI CI CREDIAMO –

foto di I Fioi de Suresina.
foto di I Fioi de Suresina.
foto di I Fioi de Suresina.