Mese: agosto 2015

Festa dell’Oratorio Sirino ed i giovani ” tra estasi…ed ecstasy”

images (18)E’ “partito” alla grande il programma della festa dell’oratorio Sirino, che si protrarrà fino al prossimo 13 settembre. Ecco quanto ha scritto al proposito il parroco Don Angelo Piccinelli in calce al programma delle cerimonie liturgiche che hanno preceduto la festa iniziata sabato scorso, animata dall’infaticabile asistente Don Andrea Piana
foto di Parrocchia San Siro Vescovo - Soresina (CR).
foto di Parrocchia San Siro Vescovo - Soresina (CR).
Annunci

C’è un tempo per nascere e un tempo per morire

Ecclesiaste 3

1 Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
2 C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
3 Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
4 Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
5 Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
6 Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
7 Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
8 Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.
9 Che vantaggio ha chi si dà da fare con fatica?
10 Ho considerato l’occupazione che Dio ha dato agli uomini, perché si occupino in essa. 11 Egli ha fatto bella ogni cosa a suo tempo, ma egli ha messo la nozione dell’eternità nel loro cuore, senza però che gli uomini possano capire l’opera compiuta da Dio dal principio alla fine. 12 Ho concluso che non c’è nulla di meglio per essi, che godere e agire bene nella loro vita; 13 ma che un uomo mangi, beva e goda del suo lavoro è un dono di Dio. 14 Riconosco che qualunque cosa Dio fa è immutabile; non c’è nulla da aggiungere, nulla da togliere. Dio agisce così perché si abbia timore di lui. 15 Ciò che è, già è stato; ciò che sarà, già è; Dio ricerca ciò che è già passato.
16 Ma ho anche notato che sotto il sole al posto del diritto c’è l’iniquità e al posto della giustizia c’è l’empietà. 17 Ho pensato: Dio giudicherà il giusto e l’empio, perché c’è un tempo per ogni cosa e per ogni azione. 18 Poi riguardo ai figli dell’uomo mi son detto: Dio vuol provarli e mostrare che essi di per sé sono come bestie. 19 Infatti la sorte degli uomini e quella delle bestie è la stessa; come muoiono queste muoiono quelli; c’è un solo soffio vitale per tutti. Non esiste superiorità dell’uomo rispetto alle bestie, perché tutto è vanità.20 Tutti sono diretti verso la medesima dimora:
tutto è venuto dalla polvere
e tutto ritorna nella polvere.
21 Chi sa se il soffio vitale dell’uomo salga in alto e se quello della bestia scenda in basso nella terra? 22 Mi sono accorto che nulla c’è di meglio per l’uomo che godere delle sue opere, perché questa è la sua sorte. Chi potrà infatti condurlo a vedere ciò che avverrà dopo di lui?

 

C’è chi si lava bene le mani, ma il cuore è lontano. ll Vangelo di oggi

Riprendiamo la lettura del Vangelo di Marco, dopo la sosta meditativa del capitolo 6 del Vangelo di Giovanni.

Quale valore dare o mantenere alle leggi, alle tradizioni, alle usanze di una società? Ci sono cose e persone sacre che convivono con cose e persone profane, cose celesti con cose terrestri nella nostra vita di ogni giorno: quale valore dare, come usarle per un cammino verso Dio oppure per la nostra e altrui rovina?

Il Vangelo di questa domenica ci richiama due elementi basilari della nostra vita di fede.

Il primo: se manca il “cuore” anche lo stesso culto a Dio è invano e si finisce con l’abbandonare la legge stessa di Dio, vivendo nel peccato e cercando alibi e coperture in “tradizioni umane”, ossia gesti che ti fanno apparire puri davanti agli occhi degli uomini e così possono pensare bene di te e stimarti.

Il secondo: la mentalità dei giudei considerava cibi, bevande, cose e persone che basta toccare, prendere, usare per qualsiasi motivo per contrarre impurità, cioè per cadere in situazioni di peccato

E per questo in tali circostanze bisognava lavarsi le mani, gesto che diventava distintivo di “purezza” e di “santità” fino al punto che mettevano al loro posto altri doveri ben più importanti e così rischiavano di mettere questi e quelli sullo stesso piano (difetto esistente anche ai nostri giorni, anche nelle nostre comunità ecclesiali).

Gesù è di diverso parere: per Lui non ci sono cose e persone che toccandoli e trattandoli ti rendano puro o impuro, santo o in stato di peccato. Tutto dipende dal cuore!

Chi ha il cuore puro, ossia semplice, libero da secondi fini o interessi cerca sinceramente Dio e la sua volontà. Cerca sinceramente il prossimo e cerca sinceramente anche “le cose”, ossia le considera come mezzi per servirsene e servire.

Chi invece ha il cuore impuro e per questo cerca i propri interessi o capricci o soddisfazioni, può apparire bello e santo perchè “sa lavarsi bene le mani”, ma così inganna gli altri (anche riuscendoci), se stesso (la propria coscienza) e Dio (senza risultato perchè non riesce!).

E Gesù dice anche chiaramente che il cuore impuro, presto o tardi, darà anche i suoi frutti impuri (prostituzione, furti, omicidi, adulteri…).

In sintesi: per Gesù l’essenziale non è la legge e la sua esecuzione, ma il CUORE, cioè l’amore con cui si osserva la legge. Senza questo cuore, l’esecuzione della legge diventa pesante, noiosa e senza gioia o una copertura momentanea (come quando uno si mostra obbediente o cerimonioso perchè in realtà vuole fare carriera o ingannare o deviare l’attenzione da qualche cosa d’altro).

Tutto dipende dal “cuore” che ci mettiamo!!!

Denaro, tecnica, medicina, politica, economia, finanza, strutture, sessualità, cultura, macchina, salute, famiglia, figli, scuola, sport,…tutto è umano e per l’uomo o contro l’uomo.

Dipende come si usa tutto ciò: lo si può usare come uomo, ossia creatura, figlio di Dio

e fratello degli altri uomini; oppure l’uomo si fa dio e diventa un despota, un tiranno, un padrone assoluto e crudele; oppure l’uomo si riduce a “bestia”, diventa schiavo delle cose anche se…stupide        Don Paolo Tonghini

Speriamo in un mondo migliore

foto di News.va Italiano.

«Speranza in un nuovo mondo migliore»

Dalla Costituzione pastorale «Gaudium et spes» del Concilio ecumenico Vaticano II sulla Chiesa e il mondo contemporaneo (Nn. 39)

Ignoriamo il tempo in cui avranno fine la terra e l’umanità, e non sappiamo il modo con cui sarà trasformato l’universo. Passa certamente l’aspetto di questo mondo, deformato dal peccato. Sappiamo, però, dalla rivelazione che Dio prepara una nuova abitazione e una terra nuova, in cui abita la giustizia, e la cui felicità sazierà sovrabbondantemente tutti i desideri di pace che salgono nel cuore degli uomini. Allora, vinta la morte, i figli di Dio saranno risuscitati in Cristo, e ciò che fu seminato nella debolezza e nella corruzione rivestirà l’incorruzione: e restando la carità con i suoi frutti, saranno liberate dalla schiavitù del male tutte quelle creature, che Dio ha fatto appunto per l’uomo.

Certo, siamo avvertiti che non giova nulla all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde se stesso. Tuttavia l’attesa di una terra nuova non deve indebolire, bensì piuttosto stimolare la sollecitudine nel lavoro relativo alla terra presente, dove cresce quel corpo dell’umanità nuova che già riesce a offrire una certa prefigurazione di quello che sarà il mondo nuovo. Pertanto, benché si debba accuratamente distinguere il progresso terreno dallo sviluppo del regno di Cristo, tuttavia, nella misura in cui può contribuire a meglio ordinare l’umana società, tale progresso è di grande importanza per il regno di Dio.

E infatti, i beni, quali la dignità dell’uomo, la fraternità e la libertà, e cioè tutti i buoni frutti della natura e della nostra operosità, dopo che li avremo diffusi sulla terra nello Spirito del Signore e secondo il suo precetto, li ritroveremo poi di nuovo, ma purificati da ogni macchia, illuminati e trasfigurati, allorquando il Cristo rimetterà al Padre il regno eterno e universale: «che è regno di verità e di vita, regno di santità e di grazia, regno di giustizia, di amore e di pace». Qui sulla terra il regno è già presente, in mistero; ma, con la venuta del Signore, giungerà a perfezione.

Rimpianto di quel mondo antiveline degli anni cinquanta

 

prehome

Eravamo negli anni 50. Le ragazze uscivano di chiesa, e riversandosi sul sagrato cantavano a squarciagola”Fate largo brava gente, su lasciateci passare, chè c’è il mondo da rifare… “.Erano le giovani dell’ Azione Cattolica Femminile, che credevano davvero nel loro ideale.. Poi venne l’Anno Santo del 1950. e gli entusiasmi verso Pio XII(Papa Pacelli), con Carlo Carretto e Luigi Gedda.caricavano il mondo giovanile maschile .Ancora
le giovani, sempre cariche di entusiasmo e scatenate più che mai, cantavano, dirette verso Roma per partecipare all’ Anno Santo:” Giovinezza, che avanzi ardita e lieta. e della chiesa sei la nuova aurora…..”
Ed era quasi una gara con i giovani di AC che a squarciagola replicavano ” Per l’ itala terra, dai campi e dal mare, a Roma ci chiama il Supremo Pastor…”. C’erano anche i più giovami, gli Aspiranti, che di rimando esclamavano “L’anima bianca ci colora il volto, splendono gli occhi al fiorir sei sogni, soltantoa Cristo noi dareno ascolto…” Ma c”erano anche le giovanissime, contraddistinte con i colori bianco,, rosso, verde, che si facevano sentire con quel ” Noi siamo giovani,siam giovanissime, le apostolissime dell’ ardente carità.. Noi siamo pazze, siamo pazzissime, ma siam buonissime…..”.Le loro mamme ne erano entusiaste e cantavano con loro, come fossero adolescenti.Era un mondo giovanile scatenato, con i baschi verdi in testa ai giovani e quelli color ruggine per le ragazze. Poi ecco il ritorno da Roma ed i giovani cantavano ” Da Roma or ci guida l’ Estremo Pastor”. Ci fu anche qualche scontro, anche se solo verbale, tra i giovani caricati sui camion e i rossi che li sfottevano. Era ancora il tempo di Peppone e Don Camillo. Il fervore era forte, come anche la tensione nervosa. Mentre c’erano giovani che appendevano i manifesti della Dc, altri coetanei, del fronte opposto, cercavano di impedirlo, scuotendo la scala appoggiata al muro…Poi si rincorrevano i canti con la gara dei dischi in piazza:. A volte arrivava prima Bandiera Rossa, altre volte Biancofiore.. Era una gara. Ed intanto il sagrestano di Regona suonava le campane durante il comizio dei comunisti, finchè il parroco stesso lo fece smettere. Chissà:ora si ride a quei ricordi. Ma era meglio quel mondo un pò strano ma ricco di “passione politica ” e “religiosa”, o l’attuale mondo delle veline?

Giulio Zignani

Vangelo e i figli del marciume

#Vangelo (26 agosto): Siete figli di chi uccise i profetiMt 23,27-32
Siete figli di chi uccise i profeti.

In quel tempo, Gesù parlò dicendo: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che assomigliate a sepolcri imbiancati: all’esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni marciume. Così anche voi: all’esterno apparite giusti davanti alla gente, ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità. Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che costruite le tombe dei profeti e adornate i sepolcri dei giusti, e dite: “Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non saremmo stati loro complici nel versare il sangue dei profeti”. Così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli di chi uccise i profeti. Ebbene, voi colmate la misura dei vostri padri».

Gesù paragona scribi e farisei del suo tempo a dei sepolcri imbiancati. Chi si accosta ad un sepolcro, lo vede bello al di fuori, adorno di fiori, luci, ceri e altre cose. Questo è però ciò che appare. Il visibile. Dentro vi sono marciume e ossa di morti. Il Vangelo secondo Luca contiene una espressione ancora più eloquente. È bene ricordarla.

Mentre stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo. Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro. Ma guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo» (Lc 11,37-44).

#Vangelo (26 agosto): Siete figli di chi uccise i profeti

La storia soresinese nelle foto di Gilberto Rivola

Gilberto Rivola è noto a tutti per la sua straordinaria abilità nel campo del computer.
In questi anni ha pubblicato, rispolverando il suo ricco archivio (arricchito di volta in volta da amici collaboratori),  sorprendenti foto storiche, particolarmente seguite da tanti soresinesi e non, che hanno così l’opportunità di rivivere ricordi magari caduti nell’oblio. Mette a disposizione la sua competenza e ricevendo autorevoli apprezzamenti da molti amici per il lavoro che svolge. Sono numerosissime le foto postate che altrimenti andrebbero perse e dimenticate nei cassetti.
Su facebok “Ricordi Soresinesi” si trova a questa pagina:
https://www.facebook.com/gilberto.rivola

1620362_10204226080744479_659891440715000805_n

Immagine di sfondo