La Libia oggi

La Libia oggi.

La Libia oggi

libiaDallo scorso dicembre, la principale milizia che appoggia il governo islamista di Tripoli ha lanciato una vasta offensiva per conquistare alcuni pozzi di petrolio controllati dal governo rivale nella parte costiera e centrale del paese. I miliziani sono arrivati soprattutto dalla città di Misurata e si sono concentrati a Sirte, poche centinaia di chilometri da Tripoli. Da lì sono partiti a bordo di pick-up verso oriente, dove si sono impegnati negli scontri più duri degli ultimi mesi. Questa mossa ha lasciato Sirte quasi completamente sguarnita e l’ISIS è stata rapida ad approfittarne. Il 9 febbraio, una cellula dell’ISIS che da qualche settimana era attiva nella regione ha lanciato un attacco a sorpresa contro alcuni palazzi del governo e una radio locale. La scelta degli obbiettivi non è stata casuale: per ottenere attenzione i miliziani sapevano di dover puntare ai mezzi di comunicazione. Dalla radio occupata hanno diffuso discorsi del califfo al Baghdadi e versi del Corano. Sui social network hanno diffuso fotografie e annunci della loro conquista. La scelta dei tempi si è rivelata perfetta. I giornali di tutto il mondo hanno titolato sulla conquista di Sirte e su come l’ISIS fosse oramai arrivata a pochi chilometri dalle coste italiane (anche se, come abbiamo visto, c’era già arrivata lo scorso ottobre con la conquista di Derna).
Non è chiaro in realtà quanto sia solido il controllo che i miliziani esercitano sulla città. Alcuni testimoni hanno detto che l’ISIS controlla soltanto il 70 per cento di Sirte, mentre il resto è ancora nelle mani di Alba della Libia, la potente milizia alleata con il governo islamista di Tripoli. Entrambi i governi hanno condannato l’occupazione e hanno detto di voler spazzare via l’ISIS da Sirte. Alba della Libia ha cominciato a radunare le forze a Misurata, mentre il governo orientale ha iniziato a compiere attacchi aerei sui campi di addestramento nella periferia della città con l’aiuto dell’aviazione egiziana. Ma la conquista di Sirte è stata solo il primo passo di questa campagna: il colpo di teatro è arrivato domenica scorsa, quando alcuni siti legati all’ISIS libica hanno diffuso un video in cui viene mostrata l’uccisione di 21 ostaggi egiziani.
Il filmato è stato realizzato con la stessa cura con cui sono realizzati quelli diffusi dall’ISIS in Siria ed Iraq. I prigionieri indossano le stesse tute arancioni, le musiche sono le stesse e il miliziano che si rivolge alla telecamera sembra avere un accento inglese, proprio come Jihadi John, il protagonista degli ultimi video che hanno mostrato l’uccisione di ostaggi occidentali. Non è chiaro come l’ISIS sia entrata in possesso degli ostaggi, se li ha catturati oppure se li ha acquistati da un’altra fazione. Non è chiaro nemmeno se la mossa produrrà risultati tattici positivi per il gruppo: per il momento, sembra che l’ISIS sia riuscita ad unire i due governi rivali e a convincere l’Egitto a intervenire ancora più massicciamente nel paese. Per limitare le perdite ed ottenere vantaggi l’ISIS ha bisogno che la sua campagna di marketing funzioni, ha bisogno di nuove reclute e finanziatori che guardando quei filmati si convincano che l’ISIS è l’unica forza al mondo in grado di vendicare l’orgoglio ferito dei veri musulmani. Per il momento sembra che questo obbiettivo sia stato in parte raggiunto: ora, finalmente, l’ISIS Libica ha l’attenzione di tutto il mondo.

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