LA VENUTA DELLO SPIRITO SANTO

Domenica di Pentecoste

24 maggio 2015

In questa Domenica di Pentecoste, celebriamo la venuta dello Spirito Santo nella prima Pentecoste e inizio della permanente e continua Pentecoste che avviene nella storia dell’umanità. La celebriamo con fede e con gioia invocandolo anche per noi: è la sua presenza in noi che ci trasforma.

Con la Pentecoste si compiono i 50 giorni di festa e di gioia: la celebrazione della Pasqua del Signore raggiunge in questo giorno il suo culmine col ricordo della venuta dello Spirito Santo (At 2, 1-11)

E’ Gesù stesso che ci parla dello Spirito Santo e lo promette ai discepoli e rivela il suo ruolo, la sua funzione, la sua missione nella vita della Chiesa e di ogni singolo fedele, quindi ciascuno di noi (Gv 15,26-27; 16,12-15).

E così scopriamo e comprendiamo che, per essere cristiani, per essere dei veri discepoli e amici di Gesù, il Signore, è necessaria in noi la presenza di questa realtà nuova, Soffio Divino, Persona reale che agisce in noi in modo a noi stessi incomprensibile, ma vero e concreto.

E lo Spirito Santo è il Paraclito (in greco: Parakletos), termine caratteristico del Vangelo di Giovanni, termine giuridico che designa colui che è “chiamato accanto” ad un accusato per difenderlo e aiutarlo (Ad-vocatus, da cui deriva “avvocato”). In ambiente giudaico, in cui era sconosciuta la figura dell’avvocato in giudizio, si dovrebbe e si potrebbe benissimo parlare di “Testimone”…ecco perchè nel Suo Vangelo, Giovanni spiega che il Paraclito, venendo sui discepoli, svolgerà la sua missione a favore di Gesù, rendendogli testimonianza e dà la forza, il coraggio, la “parresia” al cristiano di testimoniare Gesù nel mondo, proprio perchè in noi dimora lo Spirito Santo.

Lo Spirito è chiamato anche Spirito della Verità (aletheia, in greco) ossia “svela qualcosa di nascosto” e che ora non è più nascosto e nel linguaggio biblico la “Verità” non è intesa in maniera ideologica, ma esistenziale, ossia indica l’Amore di Dio, la Sua fedeltà, la Sua Opera di Salvezza, il Suo Vangelo, il Suo annuncio di liberazione e di salvezza, la Sua persona (Lui stesso si è identificato come “la Via, la Verità, la Vita).

Lo Spirito Santo agisce profondamente e intimamente nel cuore dei credenti, però l’uomo, ciascuno di noi, ha il sacrosanto dovere di collaborare, di essere docile alla sua azione, perchè ha la possibilità anche di opporre resistenza all’opera creativa e originale di questo artista divino…ed è una collaborazione indispensabile!

E il frutto della presenza e dell’azione dello Spirito in noi ci viene descritto benissimo oggi dall’apostolo Paolo, nella seconda lettura (Gal 5,16-25). Egli sa come sono gli uomini e da cosa si lasciano guidare: impurità, stregonerie, discordie, invidie gelosie, disordini nel bere e nel mangiare…tutte cose e obiettivi della vita di chi è senza Dio e di chi non l’ha incontrato in Gesù, di chi non ha accolto il Suo Santo Spirito.

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