Intitolata a Vittorino Gazza l’Avis di Soresina

La decisione dell’attuale Consiglio Direttivo, in gran parte riconfermato al secondo mandato, di potenziare l’attività sul territorio si è rivelata sicuramente vincente. Se a fatica riusciamo a mantenere gli attuali livelli di donazione è per la recente politica di tornare massicciamente nelle aziende, nelle parrocchie, nelle università e nei principali luoghi di aggregazione. È ormai dimostrato dal calo degli scorsi anni che, limitando l’accoglienza al solo Centro Fisso ospedaliero, non c’è margine per AVIS per un significativo incremento delle donazioni, né per un ricambio delle forze donazionali – necessario per il superamento dei limiti di età e per motivi di ordine sanitario. Ciò è dovuto soprattutto all’abitudine del Centro Ospedaliero a considerare “proprio donatore” colui che vi arriva a seguito di una sensibilizzazione sul territorio, svolta in forma quasi esclusiva da AVIS. Così si confondono i ruoli: la struttura pubblica, che dovrebbe essere a sostegno dell’Associazione che fa promozione, entra invece in competizione creando di fatto una propria e autonoma associazione. Purtroppo però, se in termini assoluti le donazioni aumentano grazie a una nostra maggiore presenza sul territorio, l’incremento non è proporzionato all’impiego di risorse, umane ed economiche, che si rendono necessarie per organizzare le raccolte esterne.

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