La settimana santa di don Paolo Tonghini

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Paolo Tonghini
4 h ·
Siamo alla vigilia della Domenica delle Palme, che dà inizio alla Grande Settimana, la più grande e importante di tutto l’anno, la Settimana Santa, e le palme e gli ulivi che vengono benedetti in tutto il mondo e che vengono portati nelle case e donati alle persone care come segno di autentica pace, quella di Dio che in Gesù Suo Figlio ci ha rivelato integralmente, pare versino lacrime…lacrime di guerre in tante parti del mondo, lacrime di violenze terroristiche, lacrime di traffici disumani come il traffico di esseri umani e le nuove schiavitù, lacrime di ingiustizie ed efferettezze che si scatenano persino sulle creature innocenti, quali sono i bambini. Gridiamo a Dio il dono della pace. “Sia Shalom”.
Mi commuove e mi fa molto riflettere come Gesù, il Maestro, che pur essendo il Creatore di tutto e di tutti, la stessa ragione della nostra esistenza, l’origine della bellezza del creato, ami sempre vestire gli abiti dell’umiltà. come fosse l’ultimo di tutti. Ce lo presenta così San Paolo nella seconda lettura di questa Domenica (Fil 2,6-11): “Cristo Gesù, pur essendo di natura divina, non considerò u tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio, ma spogliò se stesso assumendo la condizione di servo…”
La gente semplice non conosce affatto la pericolosità dell’orgoglio che si fa esibizione di superbia, che fa degli uomini “lo sgabello dei suoi piedi” e li rende “oggetti della sua ambizione”, fino alla guerra, che da troppo tempo in alcuni angoli della terra sta riempiendo il cuore degli uomini buoni, che Dio ama, di lacrime di dolore e di speranza. La gente semplice ha conservato e conserva tuttora gli occhi del cuore “puri”, capaci di contemplare la Bontà di Dio. E assimilarla!
Per la gente semplice di Gerusalemme e che si trovava lì per la Festa di Pasqua, Gesù era l’uomo dolce, il Salvatore, l’amico vero che non ti usava, ma ti faceva crescere nella vita e nella gioia autentica. Bastava vederlo per accorgersi e capire che Lui era solo “Amore senza fine”.
Il punto che mi colpisce di più nel “Passio”, ossia il racconto della Passione di Gesù che ascoltiamo in questa domenica, tratto dal Vangelo di Marco, è la forte provocazione lanciata a Gesù dai piedi della Croce: “Salva te stesso, scendi dalla croce, allora crederemo”…straziante, lancinante, perforante!!! Qualsiasi re, qualsiasi potente, qualsiasi uomo, scenderebbe dalla croce. Gesù no!!!!!!!!!!!
Solo un Dio non scende dal legno, solo il nostro Dio, il Dio Padre di Gesù è totalmente differente: è il Dio che entra nella tragedia umana, entra nella morte perchè da lì passa ogni suo figlio. E sale sulla croce per essere con me, integralmente, totalmente, e come me, così che io possa essere con Lui e come Lui.
Ecco il Mistero ineffabile, profondo, stupendo…tutto Amore, solo Amore, pienamente Amore! Essere in croce è ciò che Dio, nel suo amore, deve all’uomo che è in croce, perchè il primo dovere dell’amore è di essere con l’amato, unito all’amato, incollato a lui, per poi trascinarlo incollato a lui nel mattino di Pasqua, nella Luce sfolgorante della Risurrezione.
Se Gesù non avesse fatto questo ci avrebbe confermato in una falsa idea di Dio!
Solo la croce ci toglie ogni dubbio, perchè la croce è l’abisso dove Dio diviene l’amante…e solo il linguaggio dell’amore spiega Dio.
Sia una buona Settimana Santa per tutti voi…e dove arriva la palma benedetta e l’ulivo benedetto, che arrivi Gesù: nelle nostre case, nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità, nei nostri amici, nelle nostre piazze e…persino nei nostri palazzi governativi con il coraggio di dirci: “La pace di Dio sia con te e con tutto il mondo”. Non quella ricavata dai nostri pozzi di petrolio, ma quella che scende dal Cielo.
Serena Settimana Santa!!!

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