lo scultore soresinese angelo corbani

image_previewAngelo Corbani è nato a San Bassano. Vive e lavora a Soresina. Dopo avere frequentato la Scuola di Enea Ferrari a Soncino, ha conseguito il diploma di maestro d’arte presso l’Istituto Statale “P. Toschi” di Parma. Ha frequentato a Milano la Sezione di Scultura dell’Accademia di Belle Arti di Brera, sotto la guida del maestro Francesco Messina. Insegnante di Educazione Artistica, ha tenuto importanti mostre personali e ha ricevuto numerose, importante commissioni. Recentemente ha proposto i suoi lavori a Crema, Soncino, Grumello, Offanengo, Galliate, Mantova, Milano e Berlino. In prestigioso volume, dal titolo “Arte italiana per il mondo”, edito dal Centro Librario Italiano, vengono riportate alcune sue dichiarazioni in merito al suo percorso compositivo: «io parto dalla creta, passo al gesso e poi faccio la fusione. Non vado in fonderia, e così posso curare i particolari. Ma mi piace molto il marmo, che non dà possibilità d’errore, diversamente dalla creata».

NOTA CRITICA

Scrive Simone Fappanni: «Angelo Corbani è uno scultore che, nel suo lungo percorso ideativo ha maturato uno stile immediatamente identificabile nel quale si coglie tutta la sua passione per questa antichissima arte. Le linee delle sue opere sono lunghe e sicure, s’imprimono saldamente nello sguardo e permangono per lunghi istanti. In essi, l’osservatore ha modo di assaporarne la ricchezza che apre immediatamente l’anima a recepire l’interezza dell’opera con i suoi molteplici significati e significanti. L’impressione complessiva che si ha scorrendo la sua produzione è quella di essere di fronte a un cammino introspettivo votato alla comunicazione di emozioni e sensazioni profondissime, veicolate dalle sue figure non solo attraverso un’eloquente mimica facciale ma anche mediante una gestualità evocativa, in seno alla quale si sviluppano architetture visive ampie e compiute. La fisicità delle sue opere è, in questo senso, il vincolo che salda ogni soggetto al reale ma che, nel contempo, rimanda a una idealità che è possibile svelare solo e soltanto ponendosi silenziosamente in ascolto di ogni opera, facendola propria col pensiero. Sia che Corbani affronti un tema sacro, come ad esempio l’indimenticabile “Pietà” eseguita negli anni Ottanta, sia che si dedichi a soggetti commemorativi, come “Giovane in jeans”, la profondità del dettaglio di ogni opera risulta essenziale per comprenderne l’interezza. Lo si deduce, parimenti, nei ritratti scultorei, nei cavalli – soggetto tra i più ardui data la loro complessità anatomica – nelle figure e nei busti a tuttotondo, ma anche in opere dove una sorta di moto ascensionale stabilisce una conclamata drammaticità, come nel caso del bronzo intitolato “Il sacrificio”. Insomma, un sottile respiro, quella della vita, pare attraversare profondamente l’Opera dello scultore cremonese».   Giulio Zignani

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