IL BACIO PROBITO E IL PARROCO SOSPENDE IL FILM

Il ” Reality ” a Regona lo si faceva ben prima dell’avvento della Tv. Siamo negli anni 40 ed il ” reality ” era veramente tale, non finto o recitato come si vede ai giorni nostri sul video. Il nostro fattorino ricorda un film visto in gioventù: La Fedora. Ed ecco come. Il buon parroco don Giovanni Pallavicini autorizza, dopo tante insitenze dei giovani dell’ epoca , la proiezione del film ” La Fedora “nel cinema dell’ oratorio. Alla manovella della cinepresa dell’ era antidiluviana c’ era l’ impareggiabile ” tecnico ” Urigliu Taravela. Senonchè alle prime sequenze del film, ecco un bacio sulla bocca. “Cosa?!, grida il parroco, che film è questo? “. Ed il manovratore di rimando: ” La Fedora “. Ma ecco sulla scena ancora quel maledetto bacio sulla bocca.” Urigliu, grida ancora spazientito il parroco, che film è questo?” . E lui, imperterrito: ” La Fedora “. Al terzo bacio Don Giovanni irrompe nella cabina, spegne le luci e gli uomini, seduti a sinistra, le donne a destra, sempre ben separati, dovettero dire addio alla divina Rina Morelli. Ma quanti mugugni! Si lamentò , scuotendo il capo, Pepòn Zabeton, Pepina de Merlu e Migliu de Fines. ” Basta, non vengo più ” disse inferocito Bigiu Pagan. mentre più contenuto ma severo nel suo giudizio è stato Migliu de Luca, come pure Pinu el mulinè , el veciu Pis e lo stesso Crai. Non c’era la Legur: ma lui era un partigiano e chissà in quale parte del mondo si trovava. Ma perchè tutti questi nomignoli, nessuno che corrispondesse all’anagrafe? Il fatto è che Regona è sempre stata ricca di ” nomi d’ arte “. E se tu, straniero, capitavi a Regona e chiedevi dove trovare il tale, citandolo col suo vero nome, nessuno lo conosceva. Ma se dicevi: ” Ma sì, i ghe dis Massim Mubon “, allora sì che tutto era chiaro, come quando si voleva distinguere Mario el Secrista da Mario Balota, o Spaccamanec, o Pepu Malizia, perfino Lerù: proprio così, il nome Lerù è stato affibbiato al compianto Giuseppe Zanisi perchè da giovane aveva interpretato in una commedia la parte del cameriere Lerù. Ancora oggi imperversano nomignoli, come Macagn, Ciran, Michet, don Ciotula, ma la fantasia dei nostri nonni era irripetibile, come parole scolpite nel marmo, tramandate nei secoli. Come del resto i proverbi. Non si poteva dire: “Dammi una mano, non ce la faccio da solo”, perchè la risposta era sempre quella: “Chi fa da sè, fa per tre “. E se replicavi che era in contrasto con l’altro detto” Du fa ùn, ùn fa nisùn “, tiravano avanti nel loro lavoro perchè si doveva sbarcare il lunario ed il conto in banca ce l’avevano solo i ” Maselon “, cioè gli agricoltori e il mondo finiva lì, con i ” padroni ” che se la ridevano, in barba ai “magùt “. Ma la chiesa era sempre piena.

GIULIO ZIGNANI

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