Mese: giugno 2014

Una Soresinese esemplare, un vero orgoglio della nostra comunità

Immagine

Il parroco don Angelo colpito dalla scomparsa di madre Chiara Grechi ha fatto il seguente commento:
“la Soresinese madre Chiara Grechi superiora generale dell’Istituto rifugio Cuore di Gesù ora vede faccia a faccia lo sposo al quale ha consacrato la sua vita con uno slancio ed una passione inesausti fino all’ultimo istante:ha lasciato questo mondo nel pomeriggio di martedì 4 giugno presso la Casa di Cura San Camillo dove una malattia incurabile le ha ferrato l’ultimo colpo, quello mortale.
Suor Chiara ricopriva l’incarico di Madre Generale dall’anno 2000.
Chi l’ha conosciuta la descrive come una donna eccezionale in cui si ricavano lo spirito di servizio, la disponibilità all’ascolto e alla accoglienza, ed una speciale attenzione agli ultimi.
Infaticabile e animata sempre da grande entusiasmo. Una vera madre per tutti: per le sue con sorelle e per le sue ragazze provenienti dal mondo del disagio, ospiti nelle strutture della Congregazione.”

Annunci

I ragazzi del ’99

Nacquero nel 1899, l’ultimo anno del secolo che aveva visto la fine dell’epopea napoleonica, tutti imoti indipendentisti d’Europa, i moti risorgimentali, l’unità italiana e quella tedesca, l’indipendenza della Grecia sfuggita all’Impero Ottomano; la corsa alle colonie compiuta da tutte le grandi potenze mondiali, e poi la rivoluzione industriale, l’inizio timido del benessere e del consumismo, la rivoluzione dei costumi. 
Hanno passato un’infanzia annegata da una parte dai traumi degli scontri sociali tra lo stato e i movimenti operai, dall’altra dall’ostentata serenità ben educata e ben vestita della Belle Epoque, da quell’ottimismo spesso cieco che voleva lasciarsi alle spalle tutto ciò che era stenti, fatica e privazioni. La società iniziava la trasformazione da rurale e contadina a industriale, e i ragazzi nati in quell’ultimo scorcio di ‘800 trascorrevano la loro infanzia ignari del fatto che gli equilibri del “concerto delle nazioni” ovvero la pace delle diplomazie europee e forse più realisticamente dell’equilibrio della forza e della reciproca diffidenza, era sempre più precaria.

 

Quando la guerra iniziò pochi credevano veramente che l’Italia si sarebbe fatta trascinare nella bolgia della prima Guerra Mondiale, praticamente nessuno pensava che quell’inferno potesse durare anni e macinare centinaia di migliaia, anzi, milioni di morti, feriti, mutilati.
E così dopo uno stillicidio immane di anni e anni, l’esercito indebolito fino allo stremo cede durante l’offensiva di Caporetto e inizia una ritirata, molto più ordinata e dignitosa di quello che per anni ci hanno fatto credere, ma è comunque una ritirata che lascia sul campo centinaia di migliaia di uomini e di chilometri quadrati di suolo italiano. Oltrepassato ilPiave i ponti vengono fatti saltare, il comandante Cadorna viene sostituito conArmando Diaz e viene presa la dolorosa decisione di mandare gli ultimi soldati disponibili nel calderone che tutto macina.
l’ultima leva di cui l’Italia dispone è costituita da 270.000 ragazzi del 1899, divisi in 108 battaglioni e distribuiti su tutto il fronte. La loro giovinezza e la loro incoscienza dovranno dare, nelle intenzioni dei comandi, oltre al necessario aiuto numerico, l’altrettanto necessario aiuto morale. Questi ragazzi metteranno il loro coraggio e il loro entusiasmo di adolescenti al servizio di un esercito che non è più all’offensiva per conquistare Trento e Trieste ma in una disperata difesa dell’integrità stessa dell’Italia.

Molti di loro come era prevedibile finirono come le generazioni che li avevano preceduti, massacrati dalle nuove micidiali armi, ma alla fine il loro apporto fu decisivo per permettere al Regio Esercito di resistere nella “battaglia d’arresto” (prima battaglia del Piave), combattuta nel novembre del ’17 subito dopo Caporetto; nella “battaglia del solstizio” (seconda battaglia del Piave) ultima grande offensiva austro-ungarica lanciata nel giugno del ’18 ed infine, diedero quello slancio necessario alla riuscita dell’offensiva partita un anno esatto dopo Caporetto, il 24 ottobre 1918, che ebbe come culmine la “Battaglia di Vittorio Veneto” la quale pose la parola fine alla guerra e all’Impero Austro-Ungarico.

Piano terra

L’arrivo di Don Andrea Piana ha lasciato subito il segno: circa 235 ragazzi hanno aderito al grest estivo organizzato dal Sirino, con una gioia indescrivibile, seguiti da un nutrito gruppo di animatori (circa 70), pronti a tenere l’ordine dovuto.

Nella prossima occasione parleremo dell’intenso programma voluto da Don Andrea, improntato alternativamente su gioco e preghiera. Sono previste anche escursioni interessanti per cimentare l’amicizia con altri centri. Don Andrea ha fatto Bing! Con Dio e con tutti non c’è altro da dire.

ImmagineImmagine

Vittoria Soresinese nel torneo di Cremona

Ancora una volta la soresinese degli esordienti classe 2001-2002 ha saputo eccellere surclassando con autorità’ i rivali di turno.
Ci spiace solo sottolineare la reazione antisportiva degli avversari che non hanno saputo accettare con dignità’ la sconfitta.
Grazie al cielo l’11 di Matteo Lucenti, con un esibizione perfetta, hanno inflitto agli avversari la piu’ classica delle sconfitte.Immagine n