Mese: aprile 2014

Casalmorano candidato sindaco

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operaio impiegato agricoltore disoccupato

OPERAIO IMPIEGATO DISOCCUPATO COMMERCIANTE Soresina-Cambiano i tempi e cambiano le persone. Sfumano i ricordi, i bambini non conoscono la ricchezza del dialetto soresinese, espressione più genuina delle tradizioni locali. Anche la gente di mezza età tende a cancellare i ricordi, esibendo la nuova bandiera del progresso. Ma com’ erano i soresinesi del dopoguerra? Quanta poesia, e quanta lezione di vita dal contadino, dall’ operaio, dall’ artigiano, dall’ impiegato, dal commerciante, dall’ agrario ed anche dal disoccupato! I ricordi sfumano, ma certe scene viste allora restano impresse nella memoria. Come il disoccupato, che, badile in spalla, voleva farsi notare, passando davanti al negozio di alimentari, che aveva trovato lavoro, così la moglie poteva andare, quel giorno, ancora a fare la spesa a credito, perchè col lavoro arriva la paga. Ma poichè la lista del debito s’ allungava, il commerciante andava in comune e chiedeva: “Ma quel tale ha trovato lavoro? ” . La risposta era negativa ed allora era chiara la messa in scena. Ma il commerciante riempiva lo stesso la borsa della spesa. Il giorno dopo passò ancora il disoccupato con il badile in spalla: lui, il commerciamte, fece finta di niente e continuò a vendere a credito. Ed ecco l’ operaio, faceva il muratore e costruiva case in un mondo in cui non esistevano nè gru, nè bettoniere, nè ruspe, nè martelli pneumatici. Alla sera era stanco. Abitava in una casa d’ affitto, umida, e sognava di avere una propria abitazione, ma non c’ erano i soldi per comperare nemmeno una vecchia casa.Lui, che aveva costruito tanto per gli altri, non ebbe nulla per sè. L’ impiegato al lavoro era sempre pronto e puntuale. Ogni mese poi portava in banca qualche cosa del suo stipendio, privandosi di tutto ciò che riteneva superfluo. Ma a guerra finita, l’ inflazione si mangiava i risparmi accumulati durante una vita di lavoro e di sacrfifici. Andava ancora alla banca, ma non più a depositare, prelevava invece sempre qualche piccola somma per poter tirare avanti fino alla nuova rata della pensione. Un brutto giorno gli morì la moglie ed allora ritirò tutti i suoi risparmi per acquistare due loculi…

Pizzighettone: Le origini

Visite guidate : Pizzighettone
Visita guidata alla città murata di Pizzighettone

La cittadina di Pizzighettone, adagiata sulle rive dell’Adda a cavallo fra le provincie di Cremona e di Lodi, può vantare origini antichissime: secondo la tradizione, furono infatti gli Etruschi a fondare nel VI secolo a. C. Acerrae, una città fortificata di grande importanza economica e strategica che sorgeva sui dossi lambiti dal fiume e che venne poi conquistata dai Galli e dai Romani, come documentano i numerosi rinvenimenti archeologici nella zona.
Decaduta durante l’Alto Medioevo, Pizzighettone – posta a controllo dei traffici fluviali sull’Adda e dei percorsi stradali fra Cremona, Lodi e Milano – assurse poi a nuova importanza: nel XII secolo il Comune di Cremona cominciò la costruzione di un castello, mentre alla fine del Trecento i Visconti intrapresero la costruzione di una poderosa cerchia di mura, più volte ristrutturata ed ampliata fra il XV ed il XIX secolo.
Raro esempio d’insediamento attraversato da un grande fiume, l’Adda , Pizzighettone offre al visitatore una cerchia muraria fra le meglio conservate della Lombardia e fra le più significative – storicamente ed architettonicamente – dell’Italia settentrionale. La lunghezza complessiva delle linee fortificate assomma a circa 2 chilometri, ma ciò che la rende unica è il susseguirsi delle cosiddette Casematte: 93 grandi sale voltate a botte ricavate entro la cortina muraria, che servivano come alloggiamenti militari, postazioni di tiro o magazzini, e che formano qui a Pizzighettone – caso assai raro nell’architettura militare – una sistema di ambienti intercomunicanti fra loro, per un totale di circa 800 metri di percorso coperto. Vi sono poi le mura di  Gera, grande complesso fortificato che svela al turista una difesa bastionata settecentesca in alcuni tratti perfettamente conservata, solo da pochi mesi oggetto di opere di recupero.
Oltre la cinta fortificata, numerosi sono i monumenti visitabili a Pizzighettone: il Torrione (XII secolo), torre superstite dell’antico Castello voluto dai Cremonesi e prigione, nel 1525, del Re di Francia Francesco I di Valois;l’antica collegiata di San Bassiano (XII secolo), che conserva al suo interno altorilievi trecenteschi, affreschi di Bernardino Campi (fra cui una grande Crocifissione) e – addirittura! – una costola che, secondo la tradizione, apparteneva al feroce drago Tarantasio, leggendario mostro celato nelle paludi dell’antico lago Gerundo; l’Ergastolo, carcere di massima disciplina chiuso nel 1954, con annesse le tetre celle di segregazione; il museo «Arti e mestieri di una volta», che dispone d’una vasta raccolta d’oggetti e strumenti riguardanti l’antica vita contadina e paesana, nonché di interessanti reperti storici.

Le visite guidate (effettuabili senza disagio anche in caso di maltempo) durano mediamente due ore, con possibilità di concordare eventuali riduzioni, senza comunque sminuirne il valore storico-culturale. Il nostro Gruppo s’avvale di efficienti accompagnatori turistici,  disponibili dal lunedi al venerdi ( con prenotazione) , sabato, domenica e festivi dalle 14,30  alle 17 ( orario invernale), dalle 16 alle 18,30 ( orario estivo).
— periodo Luglio – Agosto il SABATO  ore 21.30 suggestive visite notturne all’interno delle Casematte, illuminate per l’occasione con fiaccole e torce, gradita la prenotazione
Per la ristorazione ci sono pizzerie, trattorie e ristoranti locali, che dispongono di menu turistici a prezzi vantaggiosi. V’è altresì la possibilità d’approfittare di gelaterie e bar per spuntini veloci, oppure di aree verdi per pranzi al sacco e di un’area coperta (da concordarsi con il Gruppo Volontari Mura) disponibile per 90 persone circa.
Il contributo per la visita guidata  è di  3,00 €  per ogni visitatore